sabato, Aprile 13, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LE DUE INSOLITE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

(Gianni Barone) – “Pensare che il Parma sia solo individualità è sbagliato: è una squadra costruita negli anni per fare bene e il suo posto sarebbe già da ora in serie A. Pecchia ha avuto il merito di aver dato organizzazione e razionalità, ma anche noi abbiamo le nostre armi”.

Con queste parole il tecnico del Catanzaro Vivarini ha voluto porre fine, forse imbeccato da qualcuno per scusarsi, ad una polemica che poteva apparire sterile, ma che in realtà aveva acceso quasi l’indignazione tra coloro i quali avevano interpretato le parole del tecnico giallorosso quasi come una mancanza di rispetto nei confronti, non solo di un collega, Pecchia, ma di tutto il lavoro svolto da lui insieme a tutto lo staff con il corredo di risultati oggettivi, che essendo sotto gli occhi di tutti, non possono essere in nessun modo sminuiti o addirittura confutati.

Aveva parlato di assenza di gioco spettacolare e spumeggiante, scatenando tra più riflessivi e meno livorosi, accenni d’ironia, reale e presunta, e buonumore, noi compresi, intinti nel calice dell’effervescenza delle, tanto famose e acclamate bollicine, liberate nell’aere (o nel bicchiere) e applicate al rutilante gioco del pallone che ben si presta, e ben si adatta ad ogni tipo di metafora anche la più fantasmagorica.

Parole che non tutti, però, avevano preso bene ad eccezione è ovvio, ma non poteva essere altrimenti, di Pecchia, il quale ha liquidato, da par suo, la faccenda, disinnescando sul nascere ogni tipo di querelle affermando “Non voglio entrare in questa dinamica”. Espressione legittima frutto di buon senso che forse indirettamente o inconsciamente, non sappiamo, chissà, ha indotto il suo collega, coach del Catanzaro, a fare dietro front, o imboccare il sentiero della pace, armata, in attesa di dimostrare sul campo e coi fatti cosa volesse realmente sostenere con quelle sue parole, divenute nell’immaginario collettivo di alcune frange di tifosi o di giornalisti tifosi, al vetriolo, ma che alla fin fin rappresentavano un punto di vista tecnico, alquanto aleatorio, non essendo suffragato da dati di fatto certi, e che non voleva, non riuscendoci, categoricamente svilire il lavoro svolto da altri.

Questo ciò che potrebbe essere il risvolto più sereno e più comprensibile, però, aldilà delle interpretazioni anche più sofistiche, non si capisce con quale spudorata franchezza si possa, nel giro di pochi giorni, essere nella condizione di dire tutto (“squadra senza gioco affidata ai singoli”) e il contrario di tutto (riconoscere al tecnico Crociato di aver dato organizzazione e razionalità al gioco stesso).

Gioco inteso sempre come la massima espressione tecnico-tattico-motivazionale alla base di ogni altro discorso intorno a quel massimo sistema che il calcio rappresenta nel conscio e nell’inconscio di tutti noi ormai da secoli.
Gioco che sta alla base di ogni tipo di discorso, anche filosofico, su se stesso e su tutte le implicazione di varia natura fisica e mentale che ne scaturiscono.

Però, mi sia concesso, caro Signor Vivarini: lei che ha anche ringraziato il Parma per la scopola di cinque reti a zero subita all’andata, indicando quel frangente per i suoi colori come la molla e la spinta per reagire e fare bene nel prosieguo del torneo, non pensa – come avrebbe detto il compianto e mitico James, sempre attento a questioni del genere legate a contraddizioni e paradossi – “di averci fatto leggere Kafka”, cosa che personalmente noi ci curiamo di fare già dall’età di quindici anni, coincidenti con le nostre prime letture non ancora post-moderne?

Di sicuro il tutto rientra il quell’universo di questioni ben avvolte nella “ lana caprina”, non certo di prim’ordine, che molto spesso ci anima o anima ogni tipo di dibattito, pur destando, fatte le dovute proporzioni, stupore, perplessità nell’accogliere affermazioni, considerazioni, frasi così controverse. Smorzare ogni tipo di fiamma, ripercorrendo il poco conto attribuito alla faccenda da parte del tecnico di Formia, unitamente alla marcia indietro operata dal tecnico di Ari, provincia di Chieti che siede sulla tolda calabrese, verrebbe solo da sorridere e da considerare tutta la questione nell’aver visto due facce insolite, prima l’attacco velato poi la difesa evidente, della stessa medaglia quella delle opinioni, che essendo gratuite possono trovare asilo dappertutto, possono creare stupore per poi ripiegare verso lidi di acquiescenza senza nessuno nessun limite di imbarazzo o di vergogna.

Ragionare per assurdo, placidamente alla Kafka, con flusso di coscienza che, pur trasparendo tra pieghe insolite e tra le righe vergate o supposte, vengono avviluppati dall’oblio che incombe, in attesa della prossima gara in cui vedremo chi veramente gioca e chi no, chi sa attaccare e chi no, e chi si sa difendere bene e chi no, come fatto all’andata dal Catanzaro del prode Vivarini, che prima ritratta e poi ringrazia per tanta grazia ricevuta da questo campionato in cui suoi meriti di taumaturgo della causa catanzarese, non possono essere in nessun modo sottaciuti.

Al pari della spontanea e involontaria propensione ad aver voluto far parlare di sé, con frasi forse non comprese a dovere, ancorché non indulgenti, in un universo in cui la banalità, i luoghi comuni e le preposizioni pre confezionate prendono il largo, con estrema facilità, nel mare magnum di articoli, opinioni, analisi (poco analitiche nello specifico tecnico) di chat, web, giornali, streaming, dirette whatsapp e Tv. Verrebbe quindi da dire pur nell’eccesso e nell’esagerazione che ogni tanto “un po’ Kafka”, ma aggiungerei anche Rilke o Joyce, farebbe bene a molti non dico a tutti ma quasi. Perché cos’è il bel gioco, e cosa voglia dire giocare, forse ancora nessuno lo ha ben capito… Gianni Barone

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / VIVA RINI E IL SUO SPUMANTE

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LE DUE INSOLITE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

  • In ogni caso Vivarini ci ha motivato per bene per oggi. Distruggiamoli!

    Rispondi
  • Vivarini va a scorsare nel borotalco e poi tornatene in qualche “piazza” della bassa Italia che è il tuo ambiente. Avellino, Andria, Messina, Brindisi, Crotone. E poi va a cagare

    Rispondi
  • Comunque di questo articolo non si capisce niente. Sembra scritto da Tommasi

    Rispondi
  • Cmq Egregio Giovanni Barone anche stavolta dei Carneade qlnque ce lo hanno cacciato nella fecatius loci. L’unica cosa che non c’era da fare con questa squadra qua, sostanzialmente di balordi, era quella di doverli attaccare e loro ci hanno stimolati affinché noi lo facessimo I n questo modo abbiamo dimostrato ampiamente la nostra scarsità assoluta a saper difendere la nostra pochezza nella tenuta nervosa inoltre abbiamo sprecato 500 pallegol. questa era una partita da vincere con un perentorio 3 a 0 attendendo una squadra che è scarsa e che funziona solo se è aggredita .quando ha cercato di vincere con la Reggiana, ha perso quindi è unasquadra media in un campionato mediocre. Io sono molto preoccupato di due squadre’: la Cremonese e il Como Prima di tutto perché il Como vive una regione dove ci sono tante squadre in serie A e potrebbe prendere il posto di un’altra super-provinciale che è il Sassuolo che sicuramente andrà in serie B almeno a parer mio.piace molto la sua disamina ma non mi piace il modo in cui Pecchia allena la squadra

    Rispondi
  • sacchi l arrigo

    a parte che non si capisce mai quando scrive baroni, mi sembra ovvio che gran parte dell equivoco e’ stato fatto dai giornalisti con titoloni ad effetto, scomodando cruijff o roba de genere .
    Il discorso di vivarini e’ stato gonfiato a dismisura da un giornalista che non sapeva cosa scrivere ………..comunque poi vivarini aveva ragione e’ venuto qui ci ha dato 2 pappine e via ….. Piuttosto finira che dobbiamo ringraziare la reggiana che ha sconfitto il venezia non vorrei mai per loro che siano i punti che ci portano in A visto che il como e’ gia’ in serie A visto il calendario utracomodo c’e un solo posto per tre ni venezia cremonese

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *