martedì, Maggio 21, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LUGANO ADDIO

(Gianni Barone) – Quando si pensa a Lugano vengono in mente tante cose, tante canzoni, tante voci, tante belle immagini di un Lago incantevole che la nostra Italia divide con la Svizzera tanto diversa dalla nostra nazione, sotto molto aspetti, pur con essa confinante.
Lugano ci rimanda, incidentalmente ad un periodo della nostra vita, in cui, attraverso la TSI ( Televisione Svizzera Italiana) oltre al programma di cartoni animati titolato «Scacciapensieri», gli amanti del calcio della mia generazione, nei tardi anni 70, non si perdevano una partita del Campionato di calcio elvetico con il commento di Giuseppe Albertini, bravissimo telecronista, che era stato, ai tempi di Mexico 70, l’alter ego, per la Rai, del già mitico allora, Nicolò Carosio, e del mito a venire per futura memoria Nando Martellini.

Che gran trio quello formato dai tre pionieri del calcio in Tv, allora solo monopolio Rai, suindicati, veri e propri maestri che solo pochi, oggi, si prendono la briga non solo di seguire, per il loro modo compito, chiaro, preciso e puntuale di raccontare le partite di calcio, ma di ricordare come esempi da non abbandonare mai dal punto di vista didattico .

Ecco, quando si pensa a Lugano, vengono in mente tante belle telecronache, ma anche la bellissima canzone del compianto Ivan Graziani che così recitava: “Oh Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago… Lugano addio, cantavi, mentre la mano mi tenevi. Lugano Addio, cantavi…”

E il Parma di Pecchia, ieri, in amichevole ne ha fatti sette proprio al Lugano, (Addio!) che milita nella massima serie elvetica, dimostrando di essere molto più a suo agio, semplicisticamente, con squadre di categoria superiore che non con formazione appartenenti alla propria categoria.

Era l’occasione per dare l’opportunità a chi aveva giocato meno, di dimostrare il proprio stato di forma, e la propria disponibilità ad essere utili alla causa per il rush finale ed infine la propria voglia di mettersi in mostra, evidenziando un valore pari o di poco inferiore a quello di chi finora era stato impiegato con maggior frequenza rispetto a loro.

E sotto questi diversi aspetti, aldilà del valore dell’avversario, e delle assenze che l’organico degli avversari poteva lamentare, potremmo dire che la missione può sicuramente risultare compiuta. Le cosiddette “seconde scelte”, che seconde non sono affatto, hanno confermato e dimostrato che tutti potrebbero essere tranquillamente titolari in quasi tutte altre diciannove compagini di questa serie B, che all’inizio, non occorre dimenticarlo, molti avevano definito non altezza, sul piano tecnico, della precedente, sbagliando clamorosamente il pronostico, visto la forza che squadre come il Parma, su tutte, ma che le altre tre in lizza per la promozione diretta, hanno finora evidenziato con grande determinazione.

I tre gol di Colak fanno notizia, più di tutte le altre indicazioni che il tecnico avrà ricavato dalla gara, nell’ottica di un suo impiego più frequente dal primo minuto e non solo, di qui al termine del torneo. Infatti sia lui che Partipilo che avrebbero dovuto essere, un valore aggiunto, evidente dichiarato in sede di mercato, hanno finito per motivare di più gli altri più giovani pari ruolo (Man, Benediczak, Bonny e ultimamente anche Mihaila) contribuendo alla loro definitiva maturazione e/o affermazione a buoni livelli.

Si è rivisto Valenti, dopo quasi un anno solare di assenza, per rinforzare il pacchetto difensivo centrale che ha lamentato, in più di un’occasione, in impostazione soprattutto, la mancanza di un mancino come lui, permettendo a Circati di tornare a giocare a destra, posizione occupata quasi sempre da Osorio, il quale nell’amichevole del suo Venezuela contro gli azzurri di “Spallettone”, ancora un po’ titubanti sul piano tattico, ha potuto confrontarsi con il valore (non eccelso se si escludono gli exploit dell’oriundo Retegui) degli attaccanti della serie A, che molti sperano possa affrontare fra qualche mese.

Un Parma in salute sia a Collecchio che in giro per il mondo con i suoi quattro più tre nazionali, mentre impazza il mercato dei tecnici e dei dirigenti che più di quello dei calciatori sta coinvolgendo gli attuali o futuri tesserati del club ducale. Ora dopo Pecchia , che qualcuno, sul giornale, sostiene, non si sa in base a che cosa, che al Napoli non andrà mai perché a lui sarà preferito Vincenzo Italiano, della Fiorentina, considerato più esperto, anche in questo caso non si capisce in base a che cosa lo si possa affermare, fermo restando l’interesse di più di un club per l’attuale ds Pederzoli, sempre in alto nelle hit del suo ruolo, ecco che spunta il nome di Cherubini ex Juve, ex collaboratore di Paratici, attualmente federalmente inibito, per un ruolo nell’area tecnica del futuro in serie A, del Parma.

Qualcuno in Tv, si affretta a smentire tutte queste voci, queste indiscrezioni, ribadiamo ancora una volta, non si sa in base a cosa, giacché non si può nascondere o tacere dell’interesse di qualche club importante per un dirigente come Pederzoli e un tecnico come Pecchia, che hanno saputo costruire e gestire al meglio una squadra come il Parma, capace di stupire un po’ tutti, tifosi crociati scettici alla vigilia, compresi.

Quindi occorre imparare a convivere con le voci di mercato in entrata e in uscita: nessuno può sottrarre a questa evenienza il Parma, anche se qualcuno vorrebbe che ci si concentrasse solo sul risultato da ottenere al più presto per chiudere il discorso promozione.

Quindi nell’Addio Lugano bella dei nostri ricordi accogliamo questo momento cruciale della stagione in cui l’interesse nazionale non deve scalfire certezze e non deve preoccupare nessuno. E poi se qualcuno preferisce Pecchia ad Italiano, troppo propositivo e troppo amante della costruzione dal basso, che ha fatto danni anche in Nazionale, speriamo che Spalletti la rinneghi (addio come per la bella Lugano) per sempre, non bisogna certo stupirsi, giacché ottenere quasi tre promozioni dalla B, non è impresa da tutti per nessun altro allenatore “Italiano”, non necessariamente Vincenzo… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LUGANO ADDIO

  • In vista del derby col Catanzaro (ormai si sa che gli arsani sono estinti e di là dall’Enza si trova Catanzaro e Cutro) cosa farà la società? Come sempre andrà a prendere i tifosi avversari? Aprirà settori? Concederà omaggi? Quando tocca a noi vedi Piacenza ce la mettono nel gnao mi raccomando noi invece andiamoli a prendere riempiamo lo stadio di avversari

  • Di interessante ieri c’era solo Valenti. Colak non giocherà mai titolare con Pecchia.

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