domenica, Aprile 21, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / VIVA RINI E IL SUO SPUMANTE

(Gianni Barone) – «Sono li non perché giocano un calcio spettacolare o spumeggiante, ma perché hanno giocatori di grandissima qualità». Così parlò Zarathustra Vivarini e alla fine apriti cielo. Cosa? A Parma tutti indispettiti, tutti indemoniati, inviperiti, tutti incavolati con il tecnico del Catanzaro che si è permesso di svilire al massimo il lavoro compiuto dal suo collega, del Parma, il quale, secondo quanto affermato su Tuttosport, nel plasmare una squadra che è riuscita, coi fatti, ad essere protagonista del campionato di B, candidandosi a suon di risultati positivi, alla promozione diretta nella massima serie del calcio, lo ha fatto non con il gioco a quanto scritto e quindi detto.

Infatti, sostenere che i meriti siano da ascrivere esclusivamente ai singoli, per le imprese sin qui realizzate, significa che il gioco del Parma, considerato non spettacolare e spumeggiante (vi ricordate come finì il calcio champagne anni ’90 by Maifredi? Tanto per rimanere i tema di bollicine applicate al rotolante pallone) sia povero di idee, e di slanci propositivi e palleggi tipici di un calcio esteticamente piacevole e piaciuto ancora prima di aver raggiunto risultati e successi ragguardevoli o degni di nota.

Siamo alla solita disputa fra giochisti (Chi? Lui col suo Catanzaro? Forse…) contro i risultatisti all’Allegri? Di cui Pecchia non penso sia un osservante e devoto discepolo stando ai fatti, o ai dati evidenti degli stessi. Però, ciò che indigna non è questo, perché ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole e lo può manifestare liberamente, tranne quando offende qualcuno o lede l’altrui onorabilità, oppure quando fa il generale e si chiama Vannacci e si permette di criticare i talebani del pensiero unico, ma questo, forse, è un altro discorso…

Ecco, tranne le eccezioni sopra descritte, tutti possono dire la propria anche sul calcio. Tutti, però, tranne Vivarini (a Parma è stato cosi), visto le lamentele e le contumelie che da Parma, via Tv e via web, sono state sganciate in maniera quasi simile a quella degli ordigni esplosi dai famosi aerei da guerra B 52, temporibus illis. Venite, venite B52, titolava un romanzo di Sandro Veronesi e al pari, prima di Parma-Catanzaro, le parole del tecnico dei calabresi diventano, forse in maniera un po’ troppo esagerata, come qualcosa non diciamo di esplosivo, per carità, per non esasperare inutilmente gli animi, ma aggiunge sale alla delicata, per entrambe, contesa che già offre spunti tecnici molto interessanti, anche alla luce, di come si è risolta la gara di andata e di come ci arrivano due tra le squadre più in evidenza e in forma dell’intero campionato.

Schermaglie dialettiche a parte, con Viva Rini, che lancia la sfida anche sul piano strategico più che tattico, visto che gli schieramenti sembrano essere quelli noti e non celati da quella pretattica d’antan che sembra, ormai, con tutti i nuovi mezzi a disposizione, non avere, ai nostri tempi, più ragione di esistere o di poter produrre effetti benefici. La strategia avrà il suo valore, quantunque ne pensi Vivarini, il quale stando alle sue parole non teme la “longa mano” tecnica di Pecchia, bensì la cifra tecnica elevata dei singoli, quindi aspettiamoci un Catanzaro meno spocchioso rispetto all’andata sul piano offensivo con una maggiore cura di quella fase difensiva che in Calabria era stata, ahi loro, del tutto ignorata sull’altare di quel modo frizzante (spumeggiante stando alle etiliche declinazioni del prode simil enologo Viva Rini) di interpretare ad ogni costo la gara anche al cospetto di un avversario (sempre stando al suindicato) tecnicamente superiore.

Ma il calcio vive di andamenti in altalena fra alto e basso, forte e debole, bello (o presunto tale) e brutto (o presunto che sia, o diventi), grande e piccolo, quindi aspettiamoci di tutto, e vedremo se l’adattabilità del Parma alle situazioni che ancora prima agli avversari e alle sue potenzialità o difetti, è risultato un punto di forza e di merito dei Crociati, riuscirà ad aver la meglio nei confronti del gioco manovrato, talvolta fino all’eccesso di zelo estetico, secondo l’ala critica più oltranzista, nonché conservatrice, che i giallorossi di Calabria, si portano dietro (con orgoglio) sin dalla C, dello scorso anno, per loro trionfale.

Non sarà decisiva, per nessuno e non sarà nemmeno un confronto di mentalità opposte, o non propriamente coincidenti, come qualcuno avrebbe voluto far apparire, sarà una franca e chiara verifica di attitudini e ambizioni, questo si, per sgombrare il campo anche dalla minaccia di quelle polemiche che qualcuno, forse inconsciamente ha creato, e qualcun altro ha ingigantito allo scopo di trovare a tutti costi un nemico da avversare e vituperare, anziché un avversario da affrontare con orgoglio, grinta, lealtà e determinazione. Tutto questo in mezzo al banale, allo scontato, al politicamente corretto che, anche nel calcio, imperano, fa sangue e dà senso e furore anche ad una normale partita di calcio per il giorno di Pasquetta, solitamente deputato nelle abitudini degli italiani, meno devoti e osservanti dei messaggi pastorali, alle gite fuori porta o alle mangiare fuori ordinanza, tempo permettendo, è ovvio, perché è notorio che piove per paqquetta.

Ma ciò che sarà permesso che secondo la teoria del nostro e vostro Vincenzo Bellino, dovrà essere il confronto fra due fra i top coach della serie cadetta, proprio nella settimana in cui la Bibbia degli Sportivi tinta di rosa, ci presenta – con le solite inesattezze lessicali e di contenuto, relative al modulo confuso e sovrapposto al sistema di gioco, per mancanza di preparazione e studio da parte dei propri redattori (cattivi maestri e consiglieri in questo caso anche di quelle frange di tifosi che rifiutano divulgazioni e lezioni in materia) – il fatto che molti tecnici dell’attuale serie B, hanno cambiato l’assetto difensivo a campionato in corso, con buoni risultati, stando ai fatti concreti, passando dalla difesa a 4 con due centrali a quella a 3 centrali e due esterni che sommati rendono la (vecchia) terza linea, da cui nasce la dizione di terzino per identificare il ruolo specifico ricoperto, a 5.

Mutamento di assetto che rappresenta forse l’unica variante e l’unica alternativa a disposizione dei tecnici per poter aver nel quadro del modulo a zona (questa volta l’uso del termine diventa appropriato), nato proprio come accorgimento studiato per disporre e realizzare al meglio la fase difensiva, spazi di manovra per porre in atto rimedi efficaci di natura tattica. Quindi Sampdoria, Venezia, Modena, Cittadella e Reggiana, secondo quanto indicato dagli estensori del pezzo in questione tra cui il locale Schianchi, alle quali occorre aggiungere il Bari nella nuova edizione Iachini, oltre al Pisa, come ribadito già dallo stesso giornale in questione, che, però, praticando il gioco posizionale, tale cambiamento dalla difesa a 4 a quella a 3, lo prevede nella sua insita predisposizione allo scoccare delle transizioni siano esse positive (quando si attacca) e sia quelle negative (quando ci si difende).

Di ben altro stile, tenore e atteggiamento posizionale si è avvantaggiato il Parma, finora solo a Terni, per quanto riguarda il centrocampo (a 3 in non possesso e a 2+1 nel possesso), mentre nelle ultime gare interne che gli hanno fruttato ben tre vittorie contro Venezia, Pisa, Brescia, e un pareggio contro l’invincibile – stando ai risultati stagionali – proprio per il Parma, Cosenza dell’ormai fu gestione Caserta (sostituito dal cavallo di ritorno Viali quest’anno ex Ascoli), un approccio di pseudo gioco posizionale lo si è visto in avanti, allorché Pecchia, ha avuto modo di schierare in contemporanea 4 attaccanti, che molti hanno sbrigativamente etichettato come 4-2-4, anziché variante del solito 4-2-3-1, grazie alla fluidità di movimenti e posizioni richiesta a suoi, disponibilissimi, calcsiatori (sempre pronunciandoli alla Spalletti). Ma di questo, forse, ne sentiremo parlare nei prossimi focus di natura tattica, che in mancanza di dichiarazioni d’impeto istintivo come quella di Vivarini uscita su Tuttosport, i giornali sportivi e non solo avranno l’agio di presentarci.

Per chiudere corre l’obbligo affermare che non è che il calcio bello o meno si misuri dalla sua effervescenza, dalla capacità di essere spumeggiante (i buoni vini sono anche quelli fermi in ispecie i rossi): questo credo sia chiaro a tutti, quanto dalla capacità di essere in grado d’interpretare con giusto dosaggio, di qualità e quantità intuitiva, le varie fasi di gioco che possono risultare spettacolari (Viva Rini, tiè) anche con un bel contropiede che nessuno si dovrebbe vergognare di attuare con il massimo della realizzazione e della convinzione. Buona Pasqua e Pasquetta a tutti, dentro e fuori porta. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / VIVA RINI E IL SUO SPUMANTE

  • Se Vivarini vuole prendere altre 5 pizze prego, si accomodi. Arrogante è dir poco.

  • pecchia for ever salvaci tu...

    Fare 14 punti nelle prossime otto partite e rien ne va plus…fuffa, fumo, alchimie, guizzo, episodi, moduli, schemi, amalgama, tattica, strategia, posture varie, numeri del lotto….cala il sipario.
    Il calcio è semplice… siamo tutti c.t. ma qualcuno di più e qualcuno insegna perché non sa fare e chi sa fare (leggi Pecchia) tace e non acconsente ….del diman non v’è certezza …chi vuol esser lieto sia …Buona Pasqua a tutti.

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