domenica, Aprile 21, 2024
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CONSIDERAZIONI SUL NUOVO STADIO, di Luca Tegoni

(Luca Tegoni) – Nonostante l’ottimo campionato che il Parma sta conducendo la mia simpatia per la proprietà Krause non decolla e nemmeno la fiducia nell’approccio che hanno per la realizzazione di progetti sportivi, costruzione della squadra, strutturazione del settore giovanile, affermazione del calcio femminile e di progetti edili, realizzazione dello stadio, ampliamento del centro sportivo, ristrutturazione dell‘edificio ex Parmalat adiacente al Centro sportivo stesso.

Concentriamo la discussione sulla realizzazione dello stadio.

Il primo progetto presentato, quello che doveva riprendere elementi architettonici del soffitto del Teatro Farnese, prevedeva un impegno economico di circa 80 milioni di euro.

Quello presentato ora alla Conferenza dei servizi è lievitato a 140. Credo che sia importante comprendere a che cosa sia dovuto questo aumento così eclatante. Anche se i soldi sono della famiglia Krause deve essere ben chiaro che la squadra e lo stadio siano affettivamente proprietà della città. (Lui è il Custode)

Tutti e due i progetti prevedono l’abbattimento dello stadio attuale e la costruzione di quello nuovo. La realizzazione del primo progetto avrebbe comportato un impegno di tre anni. Quest’ultimo non è ancora stato chiarito.

Un elemento assolutamente determinante e che non mi pare sia mai stato sviluppato attentamente è la concessione dell’area e la gestione delle proprietà ad essa coniugate.

Per realizzare il nuovo stadio immagino sia necessario costituire una nuova società (newco) che sarà interamente finanziata dalla famiglia Krause. Per costruire il nuovo è necessario abbattere il vecchio. Il vecchio stadio è di proprietà del Comune di Parma.

Il Comune, al fine di realizzare il nuovo stadio affiderà l’abbattimento del vecchio alla newco. A questo punto il Comune rimane senza stadio pur mantenendo la proprietà dell’area. La newco, in un tempo da definire, costruisce il nuovo stadio di cui resta proprietario. Per  tutto il tempo che durerà la concessione lo stadio rimarrà di proprietà della newco.

La newco rimarrà per contratto di proprietà della famiglia Krause o potrà essere ceduta? Le quote di proprietà della newco saranno alienabili? Ovvero il proprietario della newco e del Parma, che saranno inizialmente la stessa persona, ovvero il Custode Kyle Krause, potrà cedere le quote societarie a soggetti diversi? Insomma: fra cinque, dieci, quindici o cent’anni, il Parma può rischiare di non poter più giocare all’ex area Tardini?

Sarà indispensabile chiarire che la disponibilità dello stadio sarà esclusivamente ad appannaggio della squadra di calcio della città di Parma per tutta la durata della concessione, eventualmente rinnovabile. Mi rendo conto di non aver saputo spiegare compiutamente i passaggi finanziari e legali, ma conto di aver espresso le mie preoccupazioni sulla possibilità che il Parma possa rimanere senza casa.

É questa un’operazione che in Italia non ha precedenti. Non prendo in considerazione la possibilità che lo stadio venga costruito in altra area della città di Parma. Luca Tegoni

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Stadio Tardini

Stadio Tardini

10 pensieri riguardo “CONSIDERAZIONI SUL NUOVO STADIO, di Luca Tegoni

  • Dai tempi del fallimento, di Tommasi, dei curastar non ho mai letto così tante cazzate come sto leggendo sul tema stadio. Mancherebbe solo l’opinione dell’ahinoi scomparso giostario coi baffi padre di Asprilla che cmq rispetto a quanto sopra, comprendendo anche Zurlini e il secondo intervento di Pallini (la toppa peggio del buco) potrebbe elevare il livello della discussione. Da mio punto di vista non leggerò mai più nulla che abbia a tema lo stadio che non siano comunicazioni di Comune e società. Lascio Zurlini alla sua claque di pensionati e amanti dei ligeidi

    • Abbi il coraggio di attaccare anche me, visto che la maggior parte degli articoli a tema sono miei, incluso quello sull’archeologia.
      Comunque, ribadisco: basta con gli estremismi, il tifo e l’ideologia, su temi extra campo cerchiamo di ragionare senza il paravento del preconcetto, per cui chiunque non la pensa come te – nel caso Zurlini, Barone (sul tema Pecchia), ma appunto anche il sottoscritto – è uno contro lo stadio.
      Visto che si parla del tema dell’archeologia: sarà più sensato pensarci prima e pensare come evitare complicazioni, oppure è meglio tirare dritto, con arroganza, presupponenza e fregandosene di tutto, salvo poi trovarsi nelle tolfe dopo, piantando una buca enorme in piazzale risorgimento e costringendo i tifosi a seguire la franchigia Parma al Garilli di Piacenza?
      E lo stesso vale per le altre mille problematiche che via via emergono: massì, mettiamo tutto sotto la sabbia, c’è uno che ci mette i soldi, faccia quel cavolo che gli pare. Questo è come la pensi tu, e pazienza, ma anche come purtroppo la pensa anche chi sta gestendo la cosa col mandato dei cittadini.

      • Ma si , teniamoci pure il nostro vecchio stadio obsoleto , costruito a metà con tubi innocenti, sopra ai quali sono installati orribili sky box ,con servizi fatiscenti , dove nemmeno in tribuna ci si riesce a sedere. senza coperture ecc. In fondo siamo nostalgici e chi se ne frega della possibilità ( finalmente!) di un impianto moderno , e adatto agli eventi che ospita( tra l’altro a minor impatto ambientale) senza dimenticare che sarebbe completamente a spese di un privato senza oneri per i cittadini( sempre che il privato a forza di rinvii non si rompa le b…e). Ha ragione l’atro lettore, si sentono talmente tante cazzate tra comitati e pseudo ambientalisti pur di impedire il progetto , che non leggerò più niente a riguardo finché non saranno fonti ufficiali a dirlo. Sveglia siamo nel 2024 !!

        • Con tutto il rispetto per le fonti ufficiali, sono quelle un official che possono far ragionare. Dispiace che lo sforzo non sia compreso, ma da parte mia garantisco massimo impegno…

  • Ritengo che sia molto utile continuare a tenere le luci accese sulla questione Stadio.
    Anzi, direi perfino doveroso per chi intende fare informazione (quella con la I maiuscola) su Parma e sul Parma Calcio.

    A parte l’aspetto sportivo, che finalmente quest’anno ci vede in una posizione di maggiore tranquillità, credo che gli aspetti societari (dirigenza e stadio) siano gli argomenti di maggiore interesse per noi tifosi gialloblu in questo periodo.

    Dal mio punto di vista, temo che alla fine tutte le discussioni saranno vane, perché rimango convinto che in ultimo non si farà nulla (anche se spero di sbagliare).

    In questo disgraziato paese, sembra più importante PARLARE che FARE
    Fatico a credere che la storia del Tardini possa avere un esito diverso, pur coltivando il sogno di un finale alternativo.

  • Meglio di un thriller di Agatha Christie…

  • Marea di cagate!!!!!

  • Se krause non sta simpatico al sig.Tegoni c’è ne faremo una ragione

  • Praticamente ognuno ha una idea diversa sullo stadio. Ormai è una Soap Opera.

  • L’Innominato

    Caro Tegoni,
    Il tuo spunto è molto interessante. In effetti il problema potenzialmente esiste. Anzi sara’ a mio giudizio il primo e più importante nodo da sciogliere in sede di concessione. Ma e’ talmente macroscopico che dubito non verrà messo a fuoco in sede di stipula del contratto di concessione.

    Proviamo a fare un po’ di ordine. Che sia 60, 70 o 90 anni sicuramente la concessione a KK sul Tardini supererà il record di longevità di un Presidenza calcistica in Italia, che se non erro, Famiglia Agnelli a parte, sono i 31 anni di Berlusconi.
    Quindi, con buona pace di nipotini ed amenità varie, la domanda non solo e’ legittima, ma necessaria. Cosa succede se – ma più che se è’ statisticamente quando – capiterà’ che il soggetto concessionario non sia più il legittimo rappresentante della squadra erede della tradizione sportiva della città di Parma?
    Ci vengono in soccorso le NOIF della Figc, che prevedono che una e una sola possa essere la squadra erede della tradizione calcistica cittadina. Non ricordo ora l’articolo esatto, ma fu in base a quello che l’allora Presidente Tavecchio concesse l’affiliazione al Parma Calcio 1913 nel 201, dichiarandolo erede della tradizione calcistica della città di Parma. Che non è una formula solo di rito, ma ha riflessi molto concreti su palmares, classifica perpetua FIGC e sua influenza nel riparto diritti televisivi in Serie A.
    E quindi? E quindi, anche se oggi sembra un’ipotesi irreale, bisognerà normare in sede di concessione lo scenario in cui il concessionario non fosse più il proprietario del club che in base alle NOIF rappresenta la città di Parma.
    Questo potrebbe accadere per i più diversi motivi, da un fallimento ad una cessata attività, ad un focus degli eredi sul calcio femminile o su altre attività. Sembra fantascienza, ma noi a Parma abbiamo già vissuto 2/3 situazioni del genere in un tempo piuttosto breve. Quindi bisogna normale l’ipotesi, così che se il concessionario perdesse mai questo “titolo”, ci potra’ sempre essere qualcuno a fare ripartire il calcio in città. Per questo e’ necessario prevedere che nel momento in cui il concessionario non fosse più proprietario della squadra rappresentante la città di Parma in base alle norme federali, la società riconosciuta dalla Federazione come legittimo erede della tradizione calcistica della città di Parma avra’ il diritto di giocare allo stadio Tardini ogni weekend e di farlo attraverso un contratto di affitto il cui canone sia parametrato alla media dei canoni della categoria di riferimento (D, C, B, A). E’ una disposizione tanto semplice quanto necessaria. Che tra l’altro non danneggia in alcun modo il concessionario, ma soltanto tutela il club se qualcosa in futuro andasse storto. Ma e’ di una tale evidente e lapalissiana necessità, che sono certo che chi si occuperà della concessione non mancherà di prevederla nel testo contrattuale. Del resto, di squadre senza stadio cittadino costrette ad elemosinarlo al proprietario, ne basta una nel raggio di 27 Km….
    Mentre invece e’ totalmente neutro all’effetto di cui si discute – eventuale disallineamento tra concessionario e proprietario del club legittimo erede della tradizione FIGC – il fatto che la concessione sia data direttamente a Parma Calcio o ad un veicolo di scopo, la mitica new-co. Sono di fatto lo stesso soggetto a livello consolidato, non farei troppi distinguo su questo che sono aspetti solo formali.

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