giovedì, Aprile 18, 2024
L'OpinioneNewsVideogallery Amatoriale

PAZZA IDEA: INCLUDERE LE SCUOLE PUCCINI-PEZZANI NEL NUOVO TARDINI GLOW UP…

(Gmajo) – Uno dei cavalli di battaglia degli oppositori del Tardini lì dov’è –  favorevoli, viceversa, alla delocalizzazione – è la problematica delle scuole insistenti nell’area (Puccini & Pezzani), già angusta di per sé, che ne impedirebbe la profonda riqualificazione.

Posto che, alla fine, archistars e progettisti di Kyle, per i quali ha spesso diversi Denari, non le hanno toccate e manco sfiorate, sicché, sia pure un po’ fatiscenti, resterebbero lì, orgogliose, di fianco alla faraonica cattedrale in fieri, deturpandone la grande bellezza, mi permetto, avendo da umarèll, mio malgrado, diverso tempo da perdere, di buttare lì una pazza idea, mai considerata prima, forse proprio per la sua pazzia, ma che, invece, potrebbe avere tanti risvolti positivi (quelli negativi, ovviamente, li nascondiamo sotto il tappeto)…

E se, finalmente – come sotto sotto vorrebbe lo stesso Comune, che si rende conto dell’impellenza di dare nuova vita ai plessi, tanto che ai precedenti investitori avrebbe per primo proposto di eliminare il problema alla radice – chiedessimo a Danilo Coppe di abbatterle, a fronte della solenne promessa, di ricavare, all’interno del nuovo Tardini – che senza questi scomodi vicini potrebbe ampliarsi ancora un po’, ottimizzando al meglio gli spazi – aule, palestre ed uffici per ospitare i circa mille alunni (47 classi, media 22), corpo docente e personale di segreteria?

Dicevo che avrei nascosto sotto il tappeto gli aspetti negativi della follia, ma, per onestà intellettuale, debbo ammettere che una complicanza non la posso tacere: dove li manderemmo tutti quanti durante i lunghi lavori (fossero solo anche i due anni molto ottimisticamente conteggiati)? Li esodiamo temporaneamente a Piacenza, come i tifosi, anche se al fianco del Garilli non ci sono scuole altrettanto fatiscenti da non farle rimpiangere? O troviamo loro una sistemazione provvisoria a Sorbolo, Fidenza, Monticelli Terme, Noceto o Medesano? Ah no, forse sarebbe meglio in città, nello stesso quartiere… Ma che ginepraio… Meglio riabbassare il tappeto, va là…

Ma vuoi mettere la  figata di avere il primo stadio al mondo (tra l’altro una struttura moderna, dotata di pannelli in alluminio riciclato e che diventerà una comunità energetica per l’intero quartiere, arrecando benefici – al contrario di quello che pensano gli arnocchi… – e di cui si è già vantato il sindaco Michele Guerra in un contesto internazionale) che al proprio interno ospiti ben due scuole, con la vitalità degli alunni che lo farebbero vivere tutta la settimana, e non solo ogni due weekend? Altro che centri commerciali, ristoranti e palestre, così come fan tutti…

Unire stadio e scuola andrebbe incontro alla mentalità americana dell’investitore (privato, perché il pubblico questi sogni mica li può realizzare…) abituato alla realtà dei collage dove lezioni e sport vanno a braccetto per una corretta crescita dei virgulti. Per il club, al di là dell’immagine, potrebbe essere un concreto investimento importante sul tifo del futuro, da far crescere in casa, tra le mura amiche…

…perché al di là del globale fan engagement – che ti fa erroneamente credere di essere una grande potenza calcistica mondiale, solo perché ti dà il mi piace un povero schiavizzato digitale indonesiano – lo stadio te lo popolano gli indigeni, quelli che sono alimentati dalla passione genuina, quelli radicati nel territorio che si riconoscono – come insegna il Prof. Zannoni – nel nome, nei colori sociali, nella maglia, nello stadio e nell’inno, elementi fondamentali consolidatisi in 100 anni di storia, che vorremmo continuare a tenerci stretti…

Ricordo che per anni, col Parma Calcio, siamo entrati nelle scuole con il progetto Folletto pensa pulito – poi riconvertito, con altro sponsor, in “Parma Lands” ed allargato alle comunità: in quei contesti cercavamo (uso la prima persona plurale, dal momento che venni identificato quale presentatore/conduttore di quei momenti) di instillare l’imprinting del tifo sano per la squadra del territorio, da preferire a quello delle strisciate che fanno il pieno di consensi, tra i più piccoli, solo perché vincono di più.

Se la scuola fosse proprio dentro lo stadio, la fidelizzazione verrebbe ancora più semplice e naturale. Sarebbe come passare dalla vicinanza all’inclusione. In tema di vicinanza, in Italia esiste una lodevole iniziativa lanciata vent’anni fa dall’Atalanta“La Scuola allo Stadio”, progetto socio-educativo rivolto prevalentemente agli studenti delle scuole primarie e secondarie di 1° grado, ma aperto anche alle classi del biennio delle scuole secondarie di 2° grado, la cui valenza formativa è da anni riconosciuta dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, che in attesa della 21^ edizione, ha coinvolto, finora, complessivamente 27mila studenti (il Parma Calcio, grazie a I Nostri Borghi, è stato invece premiato dalla FIGC nel 2019 per “Natale in Vetrina Crociata”).

L’Atalanta porta allo stadio la scuola, mentre il Parma potrebbe portare la scuola dentro lo stadio, trasformandolo – davvero! – in un luogo di incontro e non di scontro. Un ulteriore passo avanti nell’obiettivo di utilizzare il calcio come strumento educativo e culturale anche di prevenzione per piaghe come bullismo e cyberbullismo, insegnando ai ragazzi a fruire civilmente degli eventi sportivi, svolti nello stesso luogo in cui loro stanno crescendo e maturando…

…prevenendo, così, anche quei nocivi episodi di razzismo (anche più del sostegno al Black Lives Matter, tematica in Italia sicuramente meno sentita che in USA)  ed educando alla convivenza civile e al fair play, facendo imparare, assieme a storia-geografia-matematica etc. etc. anche l’etica nello sport con il rispetto delle regole, gli stili di vita degli atleti.

Tornando sulla terra, debbo anche rimarcare come se da un lato sia piacevole ascoltare le voci bianche, che l’Academy porta al Tardini per popolarlo, intonare l’antico motto dei loro trisavoli “Parma, Parma, Parma”, (come nella parte finale del video sopra) dall’altro, viceversa, vien da biasimare quando li si sente prodursi in improperi contro avversari ed arbitri: la scuola di tifo dovrebbe educare solo al tifo pro e non a quello contro, che già lo possono imparare da soli, emulando i tanti cattivi maestri…

Chiudo l’odierna farneticazione con un’ultima provocazione: se il lato A del Tardini sarebbe valorizzato, stando agli archistars, con la prospettiva a cannocchiale dalla Monumentale che con le Palazzine ai lati abbraccia il neonato spazio vuoto prima dell’accesso in Duomo (con finalmente sparite quelle due orrende scalinate frontali, presenti nel primo randering, che sarebbero andate bene, forse, per l’ascesa del rag. Fantozzi all’ufficio del  Megadirettore  Galattico, noto anche come Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam)…

…perché non fare altrettanto sul lato B, appunto demolendo i preistorici ecomostri scolastici, aprendo così l’imponente struttura ad una ideale – e non solo – green visual che valorizzi davvero anche il viciniore Parco Ferrari, cui una ritoccatina non farebbe male?

Purtroppo, però, mi rendo conto di esser andato accanto a due tematiche ideologiche piuttosto scottanti, dal momento che il complesso scolastico Puccini e il polmone verde dedicato ad Arta, sono sovente stati usati non solo come scudo protettivo, ma anche come arma d’offesa avverso ogni idea, anche moderata, di riqualificazione del centenario Ennio, che come sappiamo bene essere ormai indispensabile, motivo per cui gli amanti della golden shower (ma sì, la pioggia dorata) di KK (timorosi come Paolo Conti che ci pianti in asso, per colpa dei grilli parlanti rompiballe, così come qualche tempo fa la paura degli stessi era che lo facesse Ghirardi...), proni, si fanno andar bene tutto, mentre altri, quorum ego, preferiscono arginare il conquistatore, indicandogli confini precisi da non travalicare.

Circa il Parco Ferrari, ad esempio, ad agosto 2023, si registrarono le smentite congiunte di Comune e Club: “Non c’è alcuna intenzione dell’Amministrazione di mettere a disposizione aree pubbliche di proprietà comunale diverse da quella dell’attuale stadio. Il Parco Ferrari è un’area fondamentale per la città in termini urbanistici, sociali e ambientali e, per questo motivo, non è mai stata in discussione e mai la sarà”, la nota dell’ente pubblico, cui seguì quella nemmeno tanto soft del privato…

…”Si ritiene inquietante che soggetti terzi, estranei al progetto del nuovo stadio di Parma, continuino a costruire un’attività mediatica volta alla mistificazione della realtà esistente. Parma Calcio opera con la massima trasparenza, in accordo con le istituzioni e sempre nel quadro normativo italiano, e nel totale rispetto della città di Parma e dei suoi cittadini. Tali atteggiamenti, privi di ogni fondamento, saranno contrastati dal Parma Calcio”.

Cosa ci sia di irrispettoso a provare a ripensare una riqualificazione ragionata della intera zona, grazie al mecenate dal generoso idrante, lo sa, forse, solo l’estensore della belligerante velina di cui sopra, più propenso ad indossare l’elmetto, che non ad aprirsi al dialogo; ma anche sulle scuole vicine di casa dell’Ennio non mancano le notule, tipo quella di novembre 2023 di Chiara Vernizzi, assessore alla Rigenerazione urbana con delega a Urbanistica, Attività economiche, Pianificazione per il commercio, Edilizia Privata:

“In relazione al progetto stadio Tardini e scuole adiacenti, si precisa che, come più volte detto pubblicamente e votato in Consiglio comunale, sulla scuola Puccini Pezzani non peserà alcuna delocalizzazione, anzi, “non solo resterà dov’è ma vedrà interventi di riqualificazione ed efficientamento”. Cioè, appunto, una anticipazione della nostra pazza idea

Come avevo già avuto modo di scrivere non molto tempo fa, io stesso ero molto affezionato alla scuola Michele Vitali, dove frequentai le elementari, e non ci rimasi bene quando, al posto dello storico edificio, sorse una piccola moderna elegante residenza (all’interno della quale sarei pure entrato, finendo per conoscere l’autore del misfatto), ma poi me ne feci una ragione, consolandomi con la nuova collocazione del busto dedicato al sottotenente medaglia d’oro al valor militare del 16º Reggimento Bersaglieri, dinnanzi la restaurata Palazzina San Giorgio, sul Bastione Sant’Alessandro in Cittadella. Questo per dire che i futuri nostalgici della Puccini-Pezzani potrebbero consolarsi se sapessero che i loro figli/nipoti/amici vanno a scuola dentro il nuovo Tardini Glow Up... Gabriele Majo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

IL NUOVO TARDINI IN CONSIGLIO COMUNALE: BOTTA-RISPOSTA OTTOLINI-BOSI (VIDEO)

ANNOTAZIONI CROCIATE, NEW TARDINI SPECIAL EDITION

SCAVANDO AL TARDINI ALLA RICERCA DELL’ANFITEATRO ROMANO…

CONFERENZA DEI SERVIZI, SI PROFILA UNA NUOVA SCADENZA

DIARIO CROCIATO / A PIACENZA… SOLO CONTRO IL PIACENZA

IN ATTESA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI, TORNANO IN TV BOSI E CESARI

LA QUESTIONE STADIO NON E’ BANALE…, di Gabriele Majo

DIARIO CROCIATO / GLI ELEMENTI FONDAMENTALI DEL PROF. ZANNONI IN CURVA NORD

PER IL COMITATO IL PROGETTO RIVISTO NON RENDE IL TARDINI IL MIGLIORE POSSIBILE

NUOVO TARDINI, IL CTS: “PROGETTO SBAGLIATO NEL POSTO SBAGLIATO”

BRAVO MARTINES: PIACENZA IS NOT AN OPTION. MA SORBOLO VA VALUTATO…

GNOCCAO FA GOL PER IL TARDINI, E INTANTO PER IL “TEMPORARY” SPUNTANO NOVITA’…

DENTRO L’IDEA “STADIO PROVVISORIO” A SORBOLO: INTERVISTA ESCLUSIVA DI MAJO AL SINDACO CESARI (VIDEO)

STADIO PROVVISORIO, IL SINDACO DI FIDENZA MASSARI: “NON BASTA AVERE UN PRATO…” (VIDEO)

LE GRANDI OPERE, TUTTI (I RITARDI DE) GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

CESARI A BAR SPORT: “STADIO PROVVISORIO A SORBOLO? SERVE UN GOL AL 91’…”

IL GRUPPO GAZZETTA INSISTE: LA PROSSIMA SERIE A SI GIOCHERA’ AL TARDINI. L’Opinione di Majo

IL GIALLO DI MARTINES SPARITO DA CASA ITALIA

IL GIALLO DI CASA ITALIA / ABBIAMO RITROVATO IL MARTINES PERDUTO (VIDEO)

GRUPPO KRAUSE, NO TENGO (PIU’) DENARI…

NEW TARDINI, QUANTO DENARI NEL RENDERING…

CANDIDATI SINDACI, NOI PARMIGIANI NON VOGLIAMO UNO STADIO NUOVO, MA UN TARDINI MIGLIORE. LO STADIO DOVE GIOCA IL PARMA CALCIO DEVE RIMANERE DOV’E’

IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / VI DICO LA MIA SULLA QUESTIONE STADIO

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

16 pensieri riguardo “PAZZA IDEA: INCLUDERE LE SCUOLE PUCCINI-PEZZANI NEL NUOVO TARDINI GLOW UP…

  • nicolò gazzi

    Potrebbe rivelarsi un arma importante se tenuta in considerazione ,oltre all inclusione assoluta ci sarebbe soprattutto L ecosistema stadio ,vissuto h24 da giovani che potrebbero rappresentare il futuro

  • Mi sfugge però una cosa…riservando l’area stadio ad esercizi commerciali tornerebbe in casa un certo guadagno, ma con una scuola KK cosa ne ricaverebbe dal punto di vista economico?

    • Prima di rispondere preciso che la presente rientra tra quelle “pazze idee” di per sé non facilmente realizzabili (ricordo, tra le precedenti che avevo lanciato, quella del Derby amichevole, quando la Regia non la incontravamo da oltre 25 anni, prima della nostra caduta, con incasso a favore degli alluvionati, oppure quella rivolta ai Corrados di comprare in extremis il Parma in B sfruttando il fatto che, nonostante fosse nel frattempo finito l’esercizio provvisorio, la società era ancora affiliata in FIGC per far disputare le finali di Chianciano) e dunque di fatto facilmente catalogabili nella categoria “provocazioni”. Provocazioni sì, ma possibili e che comunque debbono fare riflettere al di là dell’effettiva fattibilità.

      Purtroppo, allo stato dei fatti, la pazza idea di cui sopra è difficilmente realizzabile (la Conferenza dei Servizi è in corso, sicché lo stato è avanzato, anche se potrebbe prescrivere ulteriori obbligatorietà), ma ci si sarebbe potuto pensare prima, in tempo per poterla attuare, dal momento che il buttar giù la scuola venne proposto al Parma Calcio dalla stessa amministrazione comunale, salvo poi tutti alzare le mani e dire la scuola non si tocca, questo per via del populismo e della ideologia per cui si voleva contrabbandare l’investitore ricco col cattivone che manda via i bambini per i suoi sporchi interessi…

      Sporchi interessi? Io è da un po’ che mi domando che ritorni economici reali possa avere quello che viene definito lo speculatore, dal momento che il BEP sarebbe tra oltre 60 anni… E anche qui bisognerebbe sfatare un altro dei luoghi comuni della ideologia anni 70 del ‘900 che non si capisce bene come resistano nel nuovo millennio inoltrato… Chi investe nel calcio – a parte i fondi che lavorano sul breve – non lo fanno certo per business, ma per appagare il proprio ego, per avere visibilità, per lasciar traccia di sé (mecenati del 2000). Poi si auto-raccontano la favoletta del profitto di prospettiva, cui non credono neppure loro, e forse neppure i loro manager, però costretti ad inventarsi supercazzole economiche, che non stanno in piedi (e lo sanno anche loro, anche se finiscono per crederci come certi bugiardi seriali alle loro balle, solo per assecondare il padrone).

      In questa ottica, la Tua domanda, Simone, diventa superflua: il guadagno sarebbe appunto nel grande merito di aver fatto un’opera buona per la città, non solo regalando, di fatto, il nuovo stadio, ma anche ospitando – unico al mondo – all’interno dello stesso le scolaresche, suoi clienti del futuro (più che suoi, dei nipotini, sempre ammesso che gliene impipi qualcosa a loro, perché già i figli non mi paiono particolarmente attratti dal giochino del padre, con Tanner che non ne ha mai voluto sapere, ed Oliver che da quando si è sposato, sì a Parma, non si è più visto a Collecchio…)

  • Ammetto di essermi perso tra ipotesi, leggende e veri progetti ma all’inizio della telenovela non si era parlato di demolire le strutture (già non utilizzate) per consentire uno “sbocco” sul lato via zarotto che consentisse di migliorare aflusso e deflusso oltre che il traffico?
    Non nascondo che sono tra coloro che auspicano che lo stadio resti li e sia ristrutturato in fretta però allo stesso tempo il progetto americano non mi fa certo impazzire e lo trovo criticabile.
    In ogni caso complimenti per questa serie di articoli, come in passato questa è l’unica fonte per approfondimenti seri che danno spazio a tutte le opinioni

    • Grazie mille: lo scopo di StadioTardini.it è appunto quello di far opera di divulgazione, andando anche al di là del solo e mero racconto sportivo.

      E questa opera di divulgazione, come nel caso specifico di questo articolo, si serve di artifici narrativi che volutamente mescolano realtà, fantasia, provocazioni per favorire, in modo leggero e spensierato, la meditazione su quel che avrebbe potuto essere e che non sarà, rimanendo schiavi delle proprie convinzioni, delle proprie ideologie, senza andare al di là. Insomma, un dialogo al centro per superare gli opposti estremismi…

  • La scuola che sostituirà la Puccini/Pezzani è già in costruzione nell’area dell’ex caserma Castelletto, ha incontrato qualche ritardo (siamo in Italia) ma dopo le bonifiche i lavori ricominceranno. I bambini avranno una serie di edifici nuovi fiammanti, praticamente nello stesso quartiere (scuola nel parco) e le cubature dei vetusti plessi di via Puccini verranno ceduti al possessore dello stadio per il raggiungimento dell’equilibrio economico, come prescrive la Legge Stadi. Un business non da poco vista la bancabilitá del progetto (CdP, ICS, e garanzie pubbliche) e il rischio impresa azzerato dal “PF”. Quello che non sopporto è che lo faccia uno straniero. Confido nei nostri industriali che al momento giusto sapranno sferrare il colpo vincente e defenestrare l’americano.

      • Per chi lavora nell’edilizia pubblica sono tempi normalissimi. Ospedali, autostrade e altre grandi infrastrutture hanno tempistiche decennali dalla realizzazione del progetto all’esecuzione dell’appalto. Chi ha “ideato” il business ha tutto il tempo di aspettare.

  • Andrea Concari

    “Tirare giù” la Puccini sarebbe una cosa di pregio per il quartiere e forse l’unica occasione per rendere il progetto stadio veramente utile alla comunità.
    Per qualche ragione il complesso scolastico attuale è diventato una bandiera per la strumentalizzazione politica e una sorta di bene da salvare di cui essere orgogliosi (più dei riguardi riservati allo stadio stesso, ma questa è una considerazione mia).
    La nuova Puccini potrebbe beneficiare finalmente di strutture di qualità da destinare alla formazione dei bambini di Parma. Sarebbe veramente fantastico.
    Durante i lavori, come è successo per tante altre scuole in ristrutturazione, ed è normale che sia cosi, le classi verrebbero ridistribuite negli istituti limitrofi o nella leggendaria area ex militare di via Sidoli (sia in strutture temporanee che in nuove strutture fatte ad hoc), da quel punto di vista non vi sono grandi impedimenti. Anzi a volerla dire tutta forse per una scuola è più un disagio essere a fianco di un cantiere mastodontico che spostarsi e esercitare per 2 anni il proprio esercizio in un altro posto.

    • Condivido in toto. E appunto questa tematica – anche se sono abbastanza conscio che non ci siano tempi o possibilità di ripensamento – l’ho tirata a mano per dimostrare come si sarebbe potuto avere un Tardini migliore o delle scuole migliori, approfittando dell’occasione. Per l’ennesima volta, a furia di sembrare pesante, sottolineo come non basti accontentarsi della pioggia dorata dell’investitore – consentendogli di fare quel che gli piace, soprattutto per appagare il proprio ego, per il timore di perderlo – ma appunto cercare con buon senso e fermezza di utilizzare il tesoro con razionalità, cercando di guidare chi ha in mano l’idrante. Compito non semplice, certo, ma chi ci rappresenta nelle istituzioni, a seguito di elezioni, dovrebbe non perder di vista questo obiettivo, anziché farsi trascinare più dal cuore che dalla ragione…

      • Ale Pongonazzo

        Salve Direttore, buon mercoledì, non vorrei essere frainteso ma, tutto questo, seppur avendo notato con piacere un’abbandono al ironia nell’accompagnare le caustiche riflessioni, temo non abbia più molto senso.
        Mi sembra di ricordare che hai tempi della presentazione del primo progetto l’invasore infedele d’oltreoceano avvesse proprio previsto, come sempre a sue spese, una riqualificazione generale dell’intero plesso scolastico con anche spazi “outdoor” a compleata fruizione degli allegri ed altolocati pargoli Pucciniani e Pezzanotti. Forse, vedendo calare l’orda, di forconi e pale infuocate dotata, inneggiante “Giù le mai dalla Puccini… Giù le mani dalla Puccini” avrà inteso che era meglio starne fuori ed evitare di aizzare ulteriormente i lungimiranti contestatori.
        Penso comunque che tutti coloro che desiderano veder naufragare questa possibilità del nuovo stadio non rimarranno delusi. A parte il discorso, anche da queste colonne rivendicato, circa una democrazia elettiva con pieno diritto di rapresentanza , che va bene solamente quando la rappresentanza ricalca esattamente i nostri pensieri, è inevitabile sottolineare di come diversi consiglieri, chi più chi meno ben pettinato, siano quasi totalmente ignari delle reali consistenze di ciò di cui si discute e su cui dovranno votare. Questo lo si evince chiaramente dalla banalità e dalla superficialità delle considerazioni che gli si sente fare quando chiamati in causa, pensieri che ricalcano in tutto e per tutto, anche nella semantica, luogi comuni sovente immaginari. Tutto questo assieme alle solite miserevoli lotte intestine, fazioni e ripicche porterà sicuramente un risultato gradito agli adoratori dei ligeidi, i cultori della nostalgia ed agli apostoli del profeta NO.
        Grazie come sempre dello spazio.

        • Salve Alex,

          io non sarei così pessimista, nel senso che, pur procedendo a tentoni, prima o poi la grande opera si farà. Peraltro, a proposito di grandi opere, sarebbe bello sapere perché a Collecchio, con nessuno che rompe i marones ai manovratori, non siano ancora stati messi a frutto i talenti di KK ad un anno dai fantasmagorici annunzi…

          Circa il fatto della democrazia rappresentativa, che sovente qui mi piace ricordare, ci tengo a precisare che eventuali tirate per la giacchetta che faccio sono super partes o bipartisan, nel senso che non c’è ideologia o senso di appartenenza, se non a questa comunità. Quindi non è che se sostengo, ad esempio, che Bosi non stia svolgendo al meglio il suo compito di rappresentazione, lo faccia perché è espressione di questo o quel partito o movimento, ma perché, a mio modo di vedere, ovviamente, egli si sta facendo guidare dal cuore di tifoso, abbagliato dalla pioggia dorata di Kyle, anziché essere lui, quale capo fila, ad arginare il getto dell’idrante in confini più consoni. E sostenere questo, da parte mia, non significa volersi iscrivere al partito di chi non vuole il Tardini o di chi non lo vuole rinnovare. Io sono per il Tardini e per una sua razionale evoluzione ai tempi. Infine: giusto l’articolo di oggi non penso che possa esser goduto dai pasdaran dei Comitati, dal momento che è palese che fosse loro l’opposizione ideologica anni ’70 alla base del non voler spostare le scuole di lì, quando, per esempio, già ai tempi del primo progetto fu l’amministrazione, che non aveva già molte risorse per poter agire in proprio, ad averle offerte ai privati, e appunto KK avrebbe fatto qualcosa di importare per il territorio (e sono certo che non si sarebbe tirato indietro…) facendosi mecenate per le nuove Puccini e Pezzani, certo, con annesso anche il proprio interesse di poter allargare la cattedrale un filino in più…
          I miei informatori da Alcatraz mi dicono che la “pazza idea” sarebbe risultata particolarmente gradita per l’alto valore sociale ivi contenuto: magari, nella prossima pec, aggiungeranno un’ulteriore tavola al riguardo…

          • Ale Pongonazzo

            Magari Bosi od anche altri svolgono così il loro compito nella convinzione di essere la corretta espressione della rappresentazione della città e non per l’ipotizzato effetto waterboarding delle gialle precipitazioni, quindi forse secondo loro, come secondo il sottoscritto e credo secondo molti altri, in realtà, non v’è alcunchè da arginare. Punti di vista.
            Anch’io circa il discorso politico di cui sopra non ne faccio una questione di bandiera, credo che in politica la bandiera sia superata e dovrebbero contare solamente le idee e non gli schieramenti.
            In ogni caso a scanso di fraintendimenti, non vorrei essere scambiato per il classico supporter all’americana, tipo quelli che passano mesi e mesi, giorno e notte nei comitati elettorali per sostenere anima e corpo il proprio idolo di turno. Verso KK, e si in questo caso, il suo elefantiaco e spesso improprio entourage, nutro da molto tempo diffidenze e disorientamenti, per esempio nel come valutare la situazione a Collecchio town, la comunicazione, che funziona a strappi, senza mai connettere realmente la società con l’esterno ed in altre situazioni più attinenti a vicende legate alla struttura sportivo – dirigenziale che, nonostante i risultati attuali, posto che si concretizzino, mi lasciano diverse perplessità ma, circa lo stadio, credo tocchi a tutti noi dalle italiche abitudini fare un bel respiro e provare ad accettare e comprendere che, come in politica non dovrebbero contare le bandiere, in queste circostanze, parmigiano, italiano o americano, andrebbero valutati i benefici e, nel caso dello stadio i benefici, per tutti, credo superino ampiamente gli svantaggi.
            Gabriele a presto, buon proseguimento.

  • Paul & friends

    Questa idea mi piace, proprio perché pazza!!!!

    Vorrei però ricordare a tutti, che in precedenza KK si era detto disponibile a sostenere economicamente il rifacimento della scuola altrove, in zona indicata dal comune. Ovviamente le menti eccelse che popolano la città di Pèrma hanno visto in questa proposta una grande opportunità di speculazione e quindi si sono opposti fortemente!!! per il bene dei 1000 alunni che avrebbero avuto a disposizione una struttura nuova di pacca anziché quell’ ecomostro che sorge a fianco del Tardini e che fa ben figurare la tribuna in tubi innocenti.

  • Paul & friends

    Mi viene da ridere nel pensare a KK quando avrà visto la scuola Puccini. Il primo pensiero sarà stato: “ma come fanno i bambini, in un paese “evoluto”, a frequentare la scuola in una struttura fatiscente come questa????”
    poi avrà pensato: “sai cosa faccio? mi offro di costruirne una completamente nuova, poco distante da qui, così avrò più spazio per gestire al meglio il cantiere del Tardini”
    Immaginate cosa potrà aver pensato quando, a fronte di una proposta come questa, si è sentito dare dello speculatore edilizio!!!! “Giù le mai dalla scuola!!!!!”
    forse qualcuno ha pensato che KK, quello stupendo edificio della Puccini, volesse portarselo in America….
    Siamo proprio una manica di idioti!!!!!

  • Non mi sembra una brutta idea, ma non essendo di Parma, non una visione generale delle cose.

I commenti sono chiusi.