SCAVANDO AL TARDINI ALLA RICERCA DELL’ANFITEATRO ROMANO…
(Gmajo) – Narra la leggenda che una decina di anni fa, durante i lavori di rifacimento del campo sportivo dell’Accademia Nazionale FIR (la Federazione Italiana Rugby), che ha sede al Maria Luigia (meno di mezzo chilometro dallo Stadio Tardini…) fossero venuti alla luce alcuni reperti, in un qualche modo correlabili ai resti dell’anfiteatro romano parmense, poi immediatamente ricoperti per non aver complicazioni…
Quel che è certo (fonte complessopilotta.it, nell’introduzione alla conferenza “Teatro e anfiteatro romani in Parma”, a cura di Nicola Cassone, svoltasi giovedì 20 ottobre 2022, nella sala dei Voltoni del Palazzo della Pilotta, nell’ambito dei congressi organizzati dall’associazione culturale Arkheoparma) è che già nel 1846, in seguito a lavori condotti per l’ampliamento del Collegio e più tardi, in occasione della realizzazione di un tronco di fognatura in Borgo Lalatta nel 1933, vennero scoperti, in circostanze casuali e non indagati con metodi scientifici, su un fronte di 60 metri, quattro tratti di un muro ad andamento curvilineo di 3 metri di spessore, interpretato come l’anello perimetrale dell’anfiteatro.
Parallelamente a questo muro, alla distanza di 3 metri, venne individuato un altro muro da cui dipartivano verso l’interno setti murari disposti a raggiera. Questi muri erano realizzati in pietrame intervallato da corsi di mattoni. In corrispondenza di quest’area sono stati trovati alcuni frammenti di lastre marmoree, il tronco di una piccola statua in marmo interpretata come il simulacro di Diana Efesina e un frammento di epigrafe funeraria.
Secondo la più recente ricostruzione, riportata da Wikipedia, le dimensioni di questa arena romana erano di circa di 155 x 117 m, con 40 giri di sedili e tre serie di arcate, tanto da risultare più grande di quella di Verona: si stima potesse contenere 25.000 spettatori seduti e più di 50.000 in piedi. Fu distrutta dai Barbari nel VI secolo d.c. e nel VII inglobato nel Palazzo dell’Arena dai Longobardi. I suoi marmi furono in seguito riutilizzati per la costruzione di edifici privati; parti delle sue fondamenta continuarono ad essere visibili fino al XIII secolo, quando furono sepolte sotto gli edifici che vi furono innalzati.
Oltre all’anfiteatro costruito in età augustea, orientato ad est fuori dalla città con l’asse maggiore parallelo al cardo e quello minore al decumano, ellittico con dimensioni di 135×105 metri, Parma, unica con Rimini, (fonte ParmaPerDante.it) vantava anche un teatro romano anch’esso monumentale (raggio di 40 metri) in piazzale Sant’Uldarico: l’edificio doveva avere il prospetto a “Palazzo” di tre piani con la facciata rivolta verso la città in piazzale Santafiora, mentre il muro perimetrale semicircolare seguiva il movimento della cavea a gradinate.
Della Parma Romana (r)esistono molte vestigia, ad esempio il Pons Lapidis, noto anche come Ponte Romano o Ponte di Teodorico (foto sopra) i cui resti sono ancora oggi visibili nel sottopasso di strada Mazzini, a fianco di piazza Ghiaia, mentre nel 2001, (fonte: archeologia.parma.it) durante i lavori per il rifacimento della cavea del Teatro Regio (foto sotto), a partire dalla profondità di 3.5 m (esattamente gli stessi dell’anfiteatro in corrispondenza dell’area dell’attuale Convitto Maria Luigia fra Borgo Lalatta e via Fra’ Salimbene) vennero riportate alla luce alcune strutture murarie in ciottoli, inquadrabili nella seconda Età del Ferro, resti di un pavimento in cocciopesto di Età Romana augustea, strutture murarie ed un mosaico pertinenti ad una domus romana del II sec. d.C. e un tratto delle mura di cinta di Età Romana imperiale costruite in ciottoli di fiume.
Tutto questo per supportare un ragionamento terra-terra: il Tardini è lì da un secolo, la ristrutturazione degli anni ’90 non ha comportato scavi in quanto sono stati utilizzati solo prefabbricati senza bisogno di fondamenta (tant’è che l’antica tribuna centrale è contenuta, così com’era, dall’attuale struttura), considerata la vicinanza con la zona dell’anfiteatro (suggestivo che potesse contenere, già allora, ben 25.000 spettatori, a testimonianza dell’antica vocazione dell’area per eventi progenitori delle odierne partite di calcio) e teatro scomparsi, vuoi che non ti salti fuori qualche reperto archeologico che ti faccia ulteriormente ritardare il cronoprogramma, che già di suo prevede l’ottimistica lontananza dall’Ennio (o da quello che diverrà), per i tifosi Crociati, di due anni? Gabriele Majo








Ieri notte infatti passando sul Ponte Italia ho visto Zurlini che con il caratteristico cardigan, ma con stivaloni verdi da caccia, una “pila” e un bastone per allontanare le ponghe (anche queste ultime tutelate dal CTS perchè il cantiere potrebbe disturbare il periodo della riproduzione), stava ravanando lungo l’argine alla ricerca di reperti da sotterrare poi come fa un cane quando caga in qualche buca (visto lo stato del manto stradale cittadino non è difficile) antistante l’Ennio. Oltre a “tifare” la Conferenza, il capo dei tromboni barbagianni e corvasoni sta studiando ogni possibilità affinchè il progetto vada a puttane. Ogni giorno che passa e ogni politico, comitato, presidente di ente o di associazione che sento parlare dello stadio godo sempre di più Craus che fino a un mese fa detestavo come la peste. Nel caso sono anche disponibile come volontario per occuparmi dei cessi chimici destinati agli operai del cantiere, sperando che ques’ultimo sia il più rumoroso, pieno di polvere e che consumi più acqua della diga che ha prosciugato il Lago D’Aral.
Tutto sensato e prevedibile, del resto nelle nostre zone basta zappare per fare l’orto che spunta qualcosa, mi chiedo però perchè demonizzare questo eventuale impianto e sostenere continuamente l’idea che la cosa migliore fosse abbracciare in tutto e per tutto quello ipotizzato dai “sette”, ricordando che questo prevede un parcheggio, peraltro obbligatorio per onorare certi requisiti, con un solo piano sotto il livello stradale, mentre quello dei “sette” ne prevedeva uno con molti più posti auto distribuiti su due piani sotto il livello stradale. Tempo fa qualcuno avrebbe detto “Du gust is megl che uan”.
Sembra proprio che certe problematiche si possano palesare unicamente a discapito di una soluzione mentre altre realizzazioni sarebbero rimaste in tutto e per tutto “protette” da detti accadimenti. Tralasciando il fatto che, da parte di alcuni, sembra che queste criticità siano se non auspicate addirittura invocate, è necessario valutare questa condizione di sfiga cosmica selettiva. Consiglierei a KK di farsi realizzare una maschera raffigurante un “nostrano” in modo da avere la certezza che sotto al Tardini non si trovino neanche due beghi da terra.
Io faccio il tifo per il buon senso, non per il progetto dei 7, peraltro manco preso in esame da chi lo aveva comprato (incluso nel pacchetto). E il progetto dei 7, al di là del discorso parcheggio, comunque rivedibile e non essenziale, era decisamente più funzionale e meno impattante e divisivo di quello successivamente proposto, incurante di tanti aspetti “fastidiosi” (diciamo così) che i “parmigiani” conoscevano ed avevano saputo evitare o prevenire. Peraltro stando lontano dalle elezioni, sapendo come sarebbe andata a finire…
Tempo al tempo direttore. A Parma senza l’appoggio dell’Unione Industriali non costruisci neanche la cuccia del cane. Perché i nostri potenti locali dovrebbero appoggiare uno straniero, senza avere niente in cambio? Più facile che tengano in vita il progetto, magari facendo allungare i tempi, per poi realizzarlo loro stessi. Se l’americano questo lo capito, bene. Avrà fatto i suoi conti e da qualche parte avrà trovato la sua convenienza. Se invece è veramente convinto di fare da solo, saranno dolori (suoi). Naturalmente io tifo la parmigianità e aspetto con calma.
Penso, Andrea, che il suo ricordo dell’Upi sia un po’ datato: oggigiorno sono molto meno influenti sulla vita cittadina rispetto agli anni 70-80. In particolare, circa il discorso rifacimento stadio, non mi sembrava che il Gruppo Pizzarotti fosse particolarmente interessato, proprio perché sapeva che sarebbero state più le rotture di scatole che i vantaggi economici, tanto è vero che molto probabilmente, qualora fosse proseguita la gestione dei sette, sarebbe stata coinvolto nei lavori un’altra impresa.
C’è da aggiungere, poi, che sono stati gli stessi imprenditori parmigiani (i magnifici 7) ad individuare il compratore cui poi hanno venduto la società: anche se poi non c’è più stato feeling (appena insediatosi KK ha estromesso dal CdA la minoranza, e a settembre Nuovo Inizio uscirà ufficialmente dal club) non hanno interesse a mettere il bastone tra le ruote ad un loro “cliente”, men che meno, poi, sulla vicenda stadio, in quanto, avendo la i maiuscola di imprenditori, sanno perfettamente che il Tardini è da rifare. O meglio: ristrutturare. Rifare nella visione del tycoon americano che non è detto possa essere totalmente accolta dalla Conferenza dei Servizi, ossia l’insieme dei tecnici (prima del successivo passaggio politico).
I suoi conti KK li ha fatti: io non ho una visione imprenditoriale come la sua, ma se trovi il punto di pareggio del business tra 63 anni (due in più di quelli che ha oggi) non mi sembra un così grande affare speculativo. Boh: ma il problema è mio che sono limitato, lui è un po’ come i gatti che vivono in dimensioni loro non percettibili a noi umani…
Cordialmente
Di questo passo rischiamo di trovare i resti di Colak e Begic, visto che non giocano mai 😀
A questo punto sarebbe meglio comperare un bel terreno in area Moletolo (mio pallino) fare uno stadio nuovo e lasciare il magnifico Tardini al loro padrone … con i reperti archeologici, per la contentezza di chi non segue il calcio, la maggioranza, e per la gioia degli abitanti del quartiere. Se le milanesi vogliono abbandonare San Siro chi è il Parma per tenersi l’Ennio.
Non mi ero accorto che in zona Stadio ci fosse un colonnato del Bernini e una cappella sistina oscurate dall’impattante progetto americano. Evidentemente le preziose opere d’arte oggi presenti in zona sono note solo agli anziani esperti d’arte e architetti del Cts. Pagherei per guidare la prima ruspa che dovesse mai casar giù il primo tocco di muro. Suonerei anche il clacson se mai ci fosse facendo il dito medio fuori dal finestrino al Cts
concordo con Ugo, a sto punto un bello stadio in provincia, chiaramente in una zona vicino Parma, fuori dai maroni dei vari comitati …
Se fosse per i comitati in Italia non ci sarebbe neanche l’autostrada (che fa per altro schifo). I così detti “anti stadio”, che sono poi anti tutto, sono ripeto quella parte di società pramzana over 65, con la panza piena, 4 soldi da parte, che ha goduto in toto dei migliori anni del dopoguerra (gli anni 80 e metà 90), arroganti, che pretendono di andare a mangiare l’insalata dalla radice il più tardi possibile senza che nulla disturbi il loro tran tran quotidiano. Anche una variazione del paesaggio (un cantiere) che incrociano andando in graziella a prendere la Rudarola li disturba. Se venisse un alieno cagare oro sullo Stradone ci sarebbe un pensionato malmostoso o uno Zurlini che direbbe che l’oro 18k da fastidio alle cimici delle piante (ligeidi) presenti in gran quantità sui malati olmi o che l’oro ha un colore che si sposa male con le mure di quel cacatoio di scuola che c’è dietro il Tardini che io caserei giù con una mazza da quanto fa schifo.
ma infatti … come diceva il Direttore …. non hanno ancora usato l’arma dei ricorsi … “i problemi saranno dopo, quando inizieranno a far ricorsi su ricorsi…” ….
Scusami ma “ricorsi su ricorsi” basati su cosa?
Io non farei incazzare l Americano, non credo non abbia a disposizione un buon supporto legale….
Se fa tanto a demolire l attuale struttura, nn credo accetterà ritardi nella costruzione di quella nuova e io nn vorrei essere tra quelli che gli metteranno i bastoni tra le ruote.
2.42.243.••• da questo indirizzo IP provengono gli ultimi comme di Paul, Sauro, Mirko e Piero: per carità, niente di grave a generare fake, ma dimostra lo spessore di chi viene qui ad attaccare il proprietario e direttore di questo sito, di cui egli stesso usufruisce con le sue molteplici espressioni, oltre ad altre persone. Io in tutti questi anni, nel bene o nel male, ci ho messo sempre la mia faccia, orgoglioso delle mie opinioni, per sostenere le quali non ho mai avuto bisogno di “alias”… Se poi andiamo ancora più indietro nel tempo il valzer della personalità continua con molteplici altri nick name. A me questo gioco non piace e penso che bolli chi lo pratica, andando anche a sminuire le opinioni che espone. Contenti lui, anzi loro…
a quanto sembra l’ obiettivo sembra proprio essere “far incazzare l Americano” … che con la sua pesca a strascico devo dire non si e’ reso molto simpatico … opinione personale ma sicuramente opinabile … pensa te … se con la sua pesca a strascico, mi tirano fuori qualche reperto romano … allora si che sara’ la primavera dei ricorsi …
Io sarò anche un saputello come mi bolla la “multipersona”, ma non penso che ci volesse il mio articolo archeologico per accendere i riflettori sui rischi correlati agli scavi per la demolizione e ricostruzione dell’Ennio. Se con ubris se ne sono fregati è un altro discorso (del resto cosa vuoi che sia dare in mano ai legali la pratica quando si hanno soldi da spendere, aspetto, comunque che trovo a propria volta ripugnante ed irrispettoso)
scordavo che di cantieri sospesi per antichi reperti romani ne ho gia’ visti, tipo nella zona di Collecchio, un paio di anni fa hanno trovato reperti romani in un campo vicino alla ferrovia, nella zona dove c’e’ l’esercito, hanno dovuto sospendere il cantiere per vari anni, ora non so come sono messi … ma non hanno ancora costruito dopo 4 anni …
Eh, appunto… Allora, dico io, da saputello: sono tre anni che è ripartito l’iter di un percorso (per arrivare più o meno allo stesso punto di partenza, pare il gioco dell’oca…) per il nuovo stadio, ma tutti quanti, prima di arrivare alla conferenza dei servizi, non ci potevano arrivare a capire che, tra i vari problemi della soluzione radicale, c’è, appunto, il rischio archeologico? Per me è impossibile, dunque, semplicemente, se ne sono fregati…
Direttore il suo ragionamento non fa una grinza …
se lo hanno trovato in un campo a collecchio … la probabilita’ che ne trovino uno a parma in zona tardini e’ piu’ alta … dai …
Appunto, anche perché l’anfiteatro romano era a meno di mezzo chilometro, ossia dove c’è il Maria Luigia…
ok ricordo in modo piu’ preciso … hanno trovato reperti romani durante il rinnovamento del
passaggio a livello, di fronte alla caserma dell’ esercito, a collecchio andando verso il parco del taro …
non sono aggiornato sulla situazione, ma il campo dove hanno trovato i reperti, non l’ hanno toccato appunto perche’ e’ stato rinvenuto un sito archeologico di eta’ romana …
Direttore, mi perdoni, io e i miei amici (Mirko, Pietro, Piero etc..) continuiamo a non capire i suoi articoli. Ovviamente questo è un limite nostro.
il punto è questo, ammettiamo che scavando sotto il piazzale adiacente alla tribuna Petitot si trovino reperti archeologici Romani, Etruschi, Rumeni… quello che volete… pensate che dopo anni di procedure, iter burocratici etc. si deciderà di coprire tutto e ripartire da zero in un’ altra area, con un nuovo progetto, con lo stesso rischio? volete che scavando a Moletolo o a Baganzola non si trovi un qualche bel resto archeologico? Al sottoscritto sembra ovvio, che in una situazione come questa, il cantiere subirebbe sensinbili ritardi, ammettiamo 1 anno, e il progetto subirebbe delle modifiche, ma il nuovo Tardini sorgerà lì dove si trova oggi…. quindi la mia domanda è: qual’ è il senso di questo articolo? quale valore aggiunto può dare al lettore?
Personalmente non sapevo che a Parma ci fosse stata una arena Romana così grande e mi rattrista che sia stata distrutta barbaramente, di questa informazione, Direttore, la ringrazio.
Vista l’estremo pessimismo che onestamente trovo sempre nei suoi articoli, vorrei portarla a riflettere anche su un altro tema: ammettiamo che a fronte di tutti questi intoppi, KK si stufi e si accordi con il Comune di Parma per fare un nuovo progetto in periferia. In questo caso, come tutti gli stadi periferici del mondo, per farlo vivere 7gg/settimana, sarebbero necessari servizi attrattivi per il pubblico anche in assenza di partire, ergo un bel centro commerciale di almeno 30-40.000mq, tradotto almeno 100-150negozi….. Come la prenderebbe l’associazione dei commercianti? come la prenderebbero i vari partiti/comitati oppositori del consumo di aree non edificate? Lei sarebbe contento di una soluzione di qs tipo? Questa si che sarebbe una speculazione edilizia!!!!
In tutta onestà, il progetto di KK mi sembra molto rispettoso della città di Parma e del volere dei tifosi, che vogliono lo stadio lì dove si trova oggi. Non consuma suolo, non edifica superfici significative commerciali, produce energia pulita per il quartiere, riqualifica una zona degradata, non spende un centesimo di soldi pubblici… di più cosa vogliamo?
Lasciamo che trovino reperti… troveranno la soluzione per gestirli e pagheranno di tasca loro… Molto semplice!!!!!!!
A scanso di equivoci, lo scrivente – se no non sarebbe direttore di stadiotardini.it – non è favorevole alla delocalizzazione dello stadio. Per cui, per me, il Parma Calcio deve continuare a giocare al Tardini. Non appartengo a comitati e fino all’anno scorso lavoravo per il club: oggi mi sento un battitore libero, equidistante e al servizio della comunità, alla quale – nell’attesa di tempi migliori – sto dedicando il mio tempo, il mio know how e questo spazio virtuale.
Proprio perché desidero che il Parma continui a giocare al Tardini evidenzio problemi, come quello correlato al ritrovamento di reperti archeologici, che spero possano essere risolti preventivamente non mettendo la sabbia sotto il tappetto o la testa sotto la sabbia come gli struzzi…
Direttore la ringrazio x il chiarimento.
guardi provo a portare anche io un po’ di esperienza, nn in campo calcistico nè archeologico. Lavoro da anni per una società privata Americana, per questo capisco e non mi spavento nè preoccupo per il modo di agire di KK. Certamente è molto diverso dalle ns abitudini ma ritengo sia molto più efficace. Non credo stiano mettendo la testa sotto la sabbia, semplicemente hanno ben chiaro quali sono i rischi e i potenziali intoppi a cui un cantiere come questo andrà in contro. Hanno certamente fatto una analisi dei rischi ad uso interno. Nessuno ci verrà mai a dire che il cronoprogramma di progetto è di 2 anni ma in caso di ritrovamenti archeologici potrebbe raddoppiare…. chi lo farebbe? non avrebbe senso, vorrebbe dire esporre i cittadini alla totale incertezza e quindi alla totale insensatezza del progetto stesso che ci porterebbe al tipico, totale, immobilismo Italiano. Non faccio nulla perché ho paura di sbagliare e dei problemi che dovrò affrontare!!!! Italian Stile!!!! oppure faccio una via di mezzo che mi porterà a non affrontare i problemi e a lasciare in eredità ai cittadini una “roba” che nel giro di 10 anni sarà già vecchia…. il compromesso Italiano!!!! Il ns paese è pieno di questi esempi….
Al contrario, la mentalità anglosassone, prevede che i problemi possano esserci e si possa sbagliare ma prevede anche che si reagisca di conseguenza, affrontando il problema e correggendo il tiro qualora si sia sbagliato…. non ci vedo nulla di male in tutto ciò. Mi creda che se la stima dei costi parla di circa 150Mln$, il buon KK a budget ne avrà messi almeno 200….
Voglio esser provocatorio / ottimista: speriamo di trovare resti di un anfiteatro romano sotto il Tardini e di poter integrare il museo del Parma Calcio con una visita sotterranea di questi reperti con tanto di arricchimento fotografico di come poteva esser questo anfiteatro, pensi che valore avrebbe tutto ciò!!!! unire lo sport all’ archeologia!!!! un anfiteatro romano ad una arena moderna….. renderebbe il ns stadio veramente unico al mondo!!!!
Ecco!!!!… ho finalmente trovato il senso del suo articolo: stiamo per costruire un’ arena moderna sulle fondamenta di un antico anfiteatro romano, perché non sfruttare questo aspetto per valorizzare il tutto anziché temere che qualcosa possa affiorare?
un saluto
Il calcio malato e i presunti guaritori.
Il punto è proprio questo… perché e dove sta scritto che lo Stadio debba vivere 7 giorni alla settimana? La risposta neanche la scrivo. Ha vissuto in questo modo il vecchio Tardini?.. Se continueremo a ragionare solo in questi termini, ossia se si vogliono creare sempre contenitori vuoti da riempire con quel che capita, solitamente con ciò che più dà profitto, frequentemente mascherato da donazioni, da operazioni culturali o da esibizione di nuove tecnologie, non credo che si faccia un servizio alla comunità e distinguere questi comportamenti da forme di parassitismo diventa complicato. Rinunceremo a portare alla luce tracce di storia o le ingloberemo in una esibizione pallonara? D’accordo. Il Tardini nascerà sul Tardini? Bene. Verrà alla luce a Moletolo? Perfetto. Ma stiamo pur sempre parlando di uno stadio, non di un Luna Park e neanche di una centrale elettrica o di un Ospedale d’avanguardia. Ps Così facendo saranno gli sport cosiddetti minori, non ancora depredati dai tycoons nostrani o stranieri a diventare archetipi di competizione, divertimento e sogni. Fortunato il ciclismo che pur offrendo ingaggi stellari agli atleti di punta, non essendo recintabile sfugge a certe pratiche e permetterà sempre agli appassionati di scendere in strada per veder passare il campione, accontentandosi di quei 10 secondi di emozioni che offre e che talvolta valgono di più dei nostri 90 minuti.
Mah… la sua è una visione romantica e nostalgica… la verità è che ogni sport professionistico per sopravvivere, ha bisogni di ingenti capitali , ovviamente privati. Il privato investe se ci guadagna, di certo non per sola passione nè per simpatia verso una piazza piuttosto che un’ altra….. per guadagnarci c’è bisogno di investire e successivamente far rendere gli investimenti, quindi di gestire una società calcistica esattamente come una impresa privata. Dopotutto una società di calcio, fino a prova contraria, fa mangiare non solo i ricchi calciatori (che mangiano fin troppo) ma anche un indotto di dipendenti che sudano e guadagnano stipendi “normali”. Quindi la necessità di investire e di avare un ritorno dell’ investimento sono banalmente legati a questo. Diversamente la società non arriva a generare un utile, ad autosostenersi e quindi perde di senso come qualsiasi società in perdita.
Il vecchio Tardini, non ha vissuto 7gg/settimana, infatti va rifatto anche perché, oltre ad essere fatiscente, non ha più senso di esistere. Gli anni passano, le cose cambiano….. molto semplice.
Perché Milan ed Inter puntano a costruire stadi nuovi di proprietà invece di ristrutturare il vecchio Meazza? (vecchio Meazza che al Tardini gli da 10-0 in quanto a modernità).
KK, a differenza di quanto molti mi sembra stiano pensando non è uno scemo yankee che è venuto in Italia per sperperare il suo denaro, sicuramente ha una passione ma ha anche “nasato” una opportunità di business.
Il Tardini di oggi non è decisamente più attuale nè alla pratica dello sport nè alla causa del business e lo sport professionistico senza il business non può esistere.
Il ciclismo professionistico ha logiche completamente diverse, non necessita di infrastrutture come molti altri sport ma ci sono altre dinamiche che lo rendono inevitabilmente legato al denaro “pesante”.
saluti
Egregio,
Mi fa piacere esser definito romantico e già una volta, commosso, avevo ringraziato un match analist delle giovanili per avermi ribattezzato l’ultimo romantico. Sono tuttavia paramenti un uomo di mondo, anche abbastanza curioso, sicché so abbastanza come funzionano le cose. Il suo ragionamento non fa una grinza, parlando in assoluto, ma un qualsiasi sociologo le potrà confermare il mio assioma secondo cui chi investe nel calcio lo fa per mille altri motivi prima del business. Tra questi l’apparire. E cmq io non avrò la visione imprenditoriale e futuristica come lei e il suo kk ma un business il cui rientro è tra 60 anni sfugge alla mia logica
Direttore capisco le sue perplessità, certo un payback di 60 anni appare superiore alla vita stessa del bene.
Io credo, ma potrei sbagliarmi, che questi investimenti (stadio, centro sportivo, team femminile) siano asset che una società moderna deve avere e il loro valore, se messi assieme, viene moltiplicato…. per spiegarmi meglio credo esita un effetto leva per cui uno incrementa il valore dell altro e viceversa….
Pensiamo ad esempio a potenziali sponsor, sarebbero più attratti da una società dotata di infrastrutture o da una che non ne ha o ne ha di fatiscenti?
Stessa cosa per il merchandising….
Pensiamo anche al salto di valore che un società, senza cambiare nulla, fa nel passaggio di categoria. Se il Parma andasse in A il prossimo anno, varrebbe il 100% in più senza toccare nulla, a questo vanno poi aggiunti sponsor, diritti TV etc….
Nella massima categoria ci resti se sei dotato di strutture adeguate, i tempi dei campionati di serie A con i tubi innocenti sono finiti, ed era ora…
Pensiamo ad un altro aspetto fino ad oggi trascurato: se KK diciamo tra 15 anni decidese di mettere in vendita la società, credo sarebbe più facile trovare qualcuno interessato ad acquistare una società completamente ristrutturata con infrastrutture all avanguardia…
Dopo tutto non credo che KK creda di gestire il Parma per i prossimi 60 anni, né lui né i suoi eredi….
Per riassumere, vedo passione, un po di follia ma anche un disegno di business chiaro che a noi sfugge xche non abbiamo mai pensato il calcio in questo modo.
Saluto
A livello mondiale il calcio è lo sport più redditizio. I numeri ci rivelano che il calcio italiano conta per il 11% del Pil del football mondiale ed è solo per questa ragione che sono arrivati gli Americani. Nel 2020-21 l’Italia ha ottenuto un ritorno pari a 18,3 euro – in termini fiscali e previdenziali – per ogni euro “investito” dal governo italiano nel calcio ed i già milionari calciatori e proprietari hanno anche beneficiato del Decreto crescita ora sospeso. Ma se vogliamo davvero guardare il sistema calcio in Italia con gli occhi dell’economista e non dell’amante..la palla si sgonfia. Vale solo.. dall’1-3% del Pil considerando i 12 settori merceologici coinvolti nella catena di attivazione del valore del calcio italiano, procura un gettito fiscale < 1% del totale e soprattutto è in perdita. Inoltre la Serie A è tra le prime delle le 31 leghe di massima divisione in Europa per minutaggio di calciatori stranieri e ultima per utilizzo di giocatori formati nei settori giovanili del proprio club di appartenenza.
Ma torniamo al nostro illuminato presidente. KK al suo arrivo evidentemente non aveva ancora condotto una buona analisi americana della migliore strategia da impiegare se è vero che ignaro dell’istituto della retrocessione ci ha consegnato alla serie B pur avendo a disposizione una squadra che valeva la metà classifica della serie A. E questo è avvenuto sperperando milioni. Adesso si è convinto che per guadagnare dovrà abbassare il monte ingaggi dei cartellini (ma per 2 anni si è assicurato Buffon….), dovrà affrontare il nodo Stadio (ps in Inghilterra il centenario Old Trafford gode ancora di ottima salute) e credo continuerà a scommettere sulla femminile (alla quale ha comprato un titolo sportivo che già l’anno successivo ha consumato). Sta anche rafforzando il comparto merchandising, si sta dedicando ad operazioni di mercato utilizzando l’intelligenza artificiale, sta cercando di sviluppare il settore delle criptovalute (come altre big europee), presto sono convinto seguirà il Manchester nel metaverso. Più banalmente…quest’estate sicuramente venderà 3 dei nostri top player e soprattutto sono anni che fa sentire ogni singolo tifoso un suo cliente….. (che bello….).
PS Un consiglio ai tifosi…ocio….E’ giusto seguire la squadra non è necessario seguire il boss.
Ciao Paul …. (Gascoigne era davvero un grande ma kk non l’avrebbe mai preso…)