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STADIO PROVVISORIO, UNA LETTRICE DELLA GAZZA CHIEDE: “PERCHE’ NON IN CITTA?”. INTANTO A REGGIO CI GUARDANO

(Gmajo) – Mi ero tenuto in freezer, una lettera di una lettrice, pubblicata dalla Gazzetta di Parma lunedì 4 marzo 2024 sul tema a noi caro, stadio provvisorio. La signora Lucia Sanfelici, in sintesi, chiedeva al direttore, nell’apposita rubrica, perché per il temporary si stia ricercando solo in provincia, e non in città, suggerendo, ad esempio, la zona all’ex mercato bestiame.

Nel nostro piccolo, qualche giorno fa, avevamo già avanzato questo interrogativo, indicando, ad esempio, come possibile sito, Fognano, laddove si potrebbe effettuare una riqualificazione del complesso in uso allo Juventus Club, considerata, ad esempio, la vicinanza con la tangenziale, dal momento che, come ben sappiamo, la viabilità è tra gli elementi cardine per ottenere l’ok dalle autorità preposte.

In quella occasione avevamo spiegato, però, come ci sia una sorta di generalizzata idiosincrasia per soluzioni all’interno dei confini del Comune di Parma, per via di qualche timore che, un qualsiasi comitato, poi insorga per chiedere la trasformazione in definitivo dell’impianto provvisorio, per evitare il ritorno al Tardini. Va da sé immaginare che, con al cospetto un’opera di cosi notevole importanza, tale da rappresentare la più grande dal dopoguerra in poi, sia un attimo incappare, durante demolizione e rifacimento, in qualche inghippo (che so, come al Viola Center il ritrovamento di reperti, del resto in Ghiaia fa bella mostra di sé nel sottopassaggio un antico ponte romano: chissà cosa si ritrova scavando bene in profondità (cosa non avvenuta durante il restyling degli anni 90) sotto Piazzale Risorgimento.

E’ quindi più facile pensare che, sempre ammesso venga fatto (dando per buona la volontà espressa da Luca Martines alla Gazzetta di Parma, poi ribadite a Casa Italia, cancellando, contestualmente, le precedenti dichiarazioni di fine anno a Parma Today, inerenti, invece, la facilità di un esodo a Piacenza, o in alternativa a Bergamo), il temporary venga stanziato sul territorio e non nel capoluogo di provincia. Sempre ammesso che il presidente Kyle Krause intenda investirci risorse (per lui, che arriva dall’Iowa i sessanta chilometri sarebbero un’inezia e non si sa quanto effettivamente possa aver intenzione di scucire milioni anche per questo) e che ci sia l’atteso e, da tutti già dato per scontato, definitivo benestare della Conferenza dei Servizi, la quale, magari, potrebbe aver qualcosa ancora da eccepire, al di là del successivo dibattito in Consiglio Comunale (dove non è detto possa esserci la stessa unanimità di consenso che ha avuto lo Dsèvod per diventare ufficialmente maschera di Parma).

Come noto sono quattro i Comuni in lizza in quello che i rispettivi primi cittadini non vogliono definire contest, ma è evidente che ognuno ha interesse ad attrarre l’acqua al proprio mulino. Il più mediatico, o che agisce sopra il velo dell’acqua, è quello di Sorbolo Nicola Cesari, che pensa di avere diversi punti a proprio favore, pur non essendo stato inizialmente considerato dalla società proprio per via del suo attivismo social, viceversa i suoi competitor, almeno con noi (ovviamente li abbiamo interpellati tutti) sono molto più sfuggevoli (chi più, chi meno), preferendo giocare la propria gara a carte coperte.

Intanto le grandi manovre in essere sono seguite con interesse anche da Reggio Emilia: una nostra vecchia conoscenza, Michele Angella – con il quale ho condiviso l’esperienza indimenticabile di Calcio & Calcio (the original, con quell’altro originale di Enrico Boni, da me ribattezzato il Saltimbanco), successivamente costretto ad emigrare oltr’Enza, dopo la fusione tra Tv Parma e 12 Teleducato, trovando asilo in Telereggio – ieri, sul portale di riferimento “Reggionline” ha titolato: “Lo stadio provvisorio del Parma sorgerà al confine con Reggio Emilia”, con un’immancabile video intervista a Nicola Cesari, certo, ma anche con la menzione di un altro comune papabile, confinante con la provincia di Reggio Emilia, ossia Montechiarugolo (che punterebbe alla riqualificazione del centro sportivo di Monticelli Terme). Nel suo servizio Angella parla sì delle positive ricadute sul territorio, ma anche dei problemi che uno stadio provvisorio potrebbe comportare, specie se in mezzo… a due campanili… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

14 pensieri riguardo “STADIO PROVVISORIO, UNA LETTRICE DELLA GAZZA CHIEDE: “PERCHE’ NON IN CITTA?”. INTANTO A REGGIO CI GUARDANO”

  • nicolò gazzi

    Io mi interrogo anche ogni tanto sul come mai no collecchio anche ,perché mi pare che il presidente abbia comprato o voglia comprare terreni enormi per fare strutture

    • Grazie per l’intervento: a Collecchio – dove ci sono notevoli ritardi sullo sviluppo dei progetti, come avevamo evidenziato qualche tempo fa – il problema principale sarebbe legato alla viabilità, che è il punto cruciale della questione. Idealmente, convengo, sarebbe il posto migliore, dal momento che la volontà, già espressa dal club, sarebbe quella di avere (finalmente) uno stadio a Collecchio, che ospiti Femminili e Primavera (in luogo della fatiscente struttura al momento in servizio per le Giovanili).

  • Figurarsi fare un altro stadio in città. Chi li senti poi i vari comitati? 😀

  • A mio modesto parere investrire su uno stadio provvisorio e solo uno spreco inutile di denaro. Piacenza e la soluzione piu razionale. LucaB

    • Buongiorno Luca: ogni opinione è meritevole di riflessione, anche se nel caso di quella che Lei espone io non mi trovo d’accordo. O meglio: in parte potrei anche esserlo, ma non del tutto. E neanche a metà col Mister come Garzia…

      Comincio dalla parte che condivido: uno stadio provvisorio è uno spreco inutile di denaro. Concettualmente sì, ma domandiamoci da dove deriva questa esigenza. Deriva, appunto dal faraonico impianto che il proprietario americano vuol fare – con distruzione dell’attuale e totale ricostruzione, in luogo di quella a mio avviso più razionale ristrutturazione a stralci – che comporterà il non utilizzo dell’area per minimo tre anni.

      Andare a giocare la prima serie A, dopo tre anni di attesa (stesso tempo in cui il Tardini ripensato dai vecchi soci avrebbe tranquillamente potuto essere concluso ed esser già pronto all’uso) ospiti fuori dal nostro territorio, a mio modo di vedere è pura follia, perché vai a disperdere, forse definitivamente, quel patrimonio di entusiasmo che miracolosamente Pecchia è riuscito a far ricreare attorno alla squadra dopo tre anni di generale insoddisfazione dal punto di vista sportivo (risultati, ma anche prestazioni, con calciatori stra-pagati, altro spreco, se vogliamo, e non pronti, che poi lo sarebbero diventati dopo tre anni di maturazione, come se stessimo ragionando di un settore giovanile e non di un top club internazionale, quale hanno la presunzione di ritenere di essere…).

      Quindi il mio pensiero è: c’è la necessità (creata dall’investitore) di uno stadio provvisorio: ebbene, si proceda, ovviamente a sue spese. Del resto se il costo dell’opera è lievitato da 40 milioni a 140 non saranno quei 10-15 in più a fargli la differenza…

      Come in diversi articoli ho già avuto modo di osservare, l’idea dello stadio provvisorio non è stata chiesta o imposta dai tifosi: è un’idea dal sen fuggita ai dirigenti del Parma, i quali hanno parlato diffusamente di questa opzione ben prima di avere le idee chiare sul come dove quando. Quello che avrebbe potuto essere un asso della manica da buttar fuori, per accontentare la piazza (che so… il regalo per la Serie A), è diventato un problema che avrebbe dovuto essere risolto prima che l’opzione diventasse di dominio pubblico.

      Lo stadio Garilli di Piacenza, dove sono stato abbastanza di recente, è obsoleto ed avrebbe a propria volta bisogno di restauro, forse ancor più del Tardini, dal momento che la manutenzione latita da tempo. Per quale motivo andare ad investire, scusate lo sciovinismo, in un territorio che non ci appartiene, quando, invece, lo stadio provvisorio potrebbe essere un patrimonio, anche nel tempo successivo all’utilizzo, a disposizione della nostra comunità?

      Per questo ribadisco il concetto, da queste colonne più volte ribadito: Piacenza, no grazie.

      • Sono stra d’accordo con Lei Direttore!

        uno stadio provvisorio potrebbe non essere del tutto “provvisorio”.

        Sarebbe una buona opportunitàcreare una sorta di “Tardinello” per giovanili e femminile, un impianto semplice e snello nella gestione.

        L’unica cosa è che il Garilli è a Piacenza e non Brescia (sono sicuro sia stato un lapsus)

        • Correggo, grazie. Avevo in testa il Brescia prox avversario… Ma so bene che è Piacenza dove ho pochi giorni fa hi perso la voce, spero non definitivamente…

  • #stadioanocetofidenza

  • Per quanto mi riguarda la soluzione migliore sarebbe quella di costruire uno Stadio nuovo e moderno in zona fiera, con parcheggio adeguato, ponendo fine al tugurio attuale. Qualche cittadino pigro magari non ne sarà felice, ma molti più tifosi della provincia sarebbero invogliati ad andare allo stadio. Il Tardini come Stadio provvisorio.

    • Sempre stato dell’idea che la soluzione migliore per tutti sarebbe stata quella che propone lei.
      Uno stadio nuovo con tutti i desiderata commerciali della proprietà, magari in una zona di Parma attualmente depressa con conseguente rivalutazione del territorio di cui ne beneficerebbe realmente l’intera collettività.
      Possibilmente da verificare anche l’opportunità di integrare la rete di trasporto urbano ed i collegamenti con la stazione, oltre che investire in parcheggi in uno spazio più ampio.

      Il Tardini in questo caso sarebbe potuti ritornare al suo scopo iniziale, quello di essere un parco pubblico destinato al massimo ad un utilizzo sportivo dilettante, con buona pace dei residenti e di tutti i comitati vari.

      Razionalmente credo sarebbe stata la scelta migliore per tutti.
      Ma invece ci si è voluti per forza impantanare nell’idea (assurda secondo me) di un Nuovo Tardini in formato astronave con tutte le difficoltà di cui discutiamo da anni e di cui probabilmente non vedremo mai la realizzazione definitiva.

      • Non fosse altro perché sono il direttore di StadioTardini.it, ma è mia opinione ritenere che la squadra di calcio espressione del nostro territorio debba giocare là dove sempre ha giocato, ossia lo Stadio Tardini che però non andrebbe snaturato ma semplicemente riadattato ai tempi attuali senza pensare di renderlo perfetto per il futuro. Se oggi compie 100 anni non puoi oggi pensare alle esigenze del prossimo secolo, ma fare del tuo meglio per il ragionevole percorso che percorrerai…

  • Sta diventando una barzelletta la questione stadio, c’era un progetto che consentiva una ristrutturazione graduale senza necessità di spostarsi ma krause l’ha fatto rifare (non ho mai saputo i motivi) e i problemi che già c’erano tra comune e cittadini dissenzienti (per essere educato) si sono moltiplicati, speriamo che si trovi una soluzione prima che crolli, intanto il prossimo anno resta tutto com’è

  • Zurlini è stato segnalato a Noceto a costituire il comitato contro lo stadio temporaneo perchè è preoccupato del consumo di suolo

    • C’era anche bosi

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