B COME BELLINO / PARMA STANCO E PREVEDIBILE: C’ERA UNA VOLTA LA PANCHINA…
(Vincenzo Bellino) – Prevedibile, poco lucido e probabilmente stanco. Il Parma non va oltre lo 0-0 contro il SudTirol: la trasferta di Bolzano si conferma un tabù per i Crociati che non sono mai riusciti a violare il Druso in Serie B.
Per la prima volta in stagione il Parma non trova la via del gol per due gare di fila. Come contro il Catanzaro si salvano solo i primi 45’ in cui la squadra di Pecchia, scesa in campo con diverse novità nell’undici iniziale rispetto al ko di Pasquetta, gestisce bene il possesso palla, non rischia mai dalle parti di Chichizola e chiude nella propria metà campo gli altoatesini.
L’uomo più pericoloso è Mihaila che sfiora il gol in apertura di match con un destro a giro che si stampa sulla traversa; sul finire del primo tempo il rumeno ha sui piedi l’occasione dell’1-0, ma l’estremo difensore della SudTirol non si fa cogliere impreparato.
Stupiscono fino ad un certo punto le scelte di formazione di mister Pecchia. Bonny e Bernabè pagano una prova poco performante col Catanzaro; entrambi dovranno invertire la rotta per la volata finale. Dietro arrancano un po’ tutte, ma il Como ha quasi azzerato il distacco in classifica.
C’era una volta la panchina
Dopo un primo tempo ben giocato, nella ripresa ci si aspettava un assalto alla porta del SudTirol e invece la gestione del possesso di marca “pecchiana” non ha prodotto grosse sortite in area avversaria.
Gli avvicendamenti in campo dei nuovi interpreti della seconda frazione di gioco non son riusciti a dare quel plus che avrebbe permesso al Parma di portare a casa i tre punti.
Charpentier si è visto poco, Bonny non ha inciso. Quando Colak è entrato, Zagaritis e Hainaut, che hanno ben figurato, avevano già lasciato il terreno di gioco, di conseguenza l’ex Rangers non è mai stato messo nelle condizioni di rendersi pericoloso.
Cervellotica la sostituzione di Estévez che ha svolto entrambe le fasi di gioco, facendo da collante tra difesa e centrocampo, anche per via della presenza di Cyprien che si è messo in luce più per le sue doti offensive che difensive. Tanti palloni toccati, illuminante il filtrante per Man da cui nasce l’azione da gol di Mihaila al tramonto del primo tempo, ma il francese aiuta poco in fase di copertura.
Neanche questa volta la panchina ha fatto la differenza, è così dalla gara col Venezia. Camara è stato l’ultimo jolly della Zona Parma. La sensazione è che la squadra dopo aver guidato la “carretta” praticamente per tutta la stagione inizi ad accusare un po’ di fatica e stia pagando qualcosina anche a livello psicologico. I continui cambi di formazione sono un bene, ma va lasciato più spazio a chi ha giocato meno anche per dargli modo di esprimersi. L’imprevedibilità tanto decantata, e che tanto manca al Parma in questo finale di stagione, potranno darla proprio quei giocatori che fin qui abbiamo visto in campo col contagocce. “Tutti dentro”, ma per davvero… Vincenzo Bellino






Zagaridis e Ahi no! non sono panchina. Sono due pescati per caso e di livello da media serie C che semplicemente non devono giocare. Partipilo è un caso diverso e a fine anno vorrei che qualcuno spiegasse cosa è stato preso a fare.
Bonny deve comunque giocare dall’inizio. Il nostro gioco si basa su i suoi movimenti. La prima punta è di fatto inutile.