domenica, Maggio 26, 2024
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DIARIO CROCIATO / LA SPINTA DEI TIFOSI

(Gmajo) – Quanto può aver influito la spinta dei tifosi nel successo sullo Spezia che potrebbe valere, anche se non aritmeticamente come quella al Picco del 2018, la Serie A del Parma? Sicuramente molto, anche se, al di là della retorica, poi in campo ci vanno i giocatori e tocca a loro il compito di farne uno in più degli avversari. E se gli avversari, come ieri, vanno in bianco (anche grazie a Leandro Chichizola

…troppe volte messo in discussione, ma, come lui ha candidamente ammesso in sala stampa, non è affatto facile essere il portiere di Pecchia, come Marco Ferrari avrebbe potuto dire, o forse diceva, di Zeman…), basta metterne dentro uno (Hernani) o due (Charpentier) per centrare la missione e poter gioire alla fine coi propri supporters.

Al di là dell’ola finale del “Magico Parma”, classico dopo una vittoria quando si è in odore di promozione (anche nella felice salita dei daversiani il rito si ripeteva sovente), ieri il sostegno della Nord è stato caldo come la giornata (punta raggiunta nel secondo tempo, 27° gradi), forse anche perché il giorno precedente si erano fatte le prove nel quartier generale di Collecchio, laddove in tanti avevano raccolto l’invito degli organizzatori, i Boys, dal titolo “cuore ardente in corazza d’acciaio”, motto che era stato esposto dalla Nord in occasione di un Parma-Milan 2-3 del 07.05.2006, e che secondo gli estensori della nota, aveva “guidato la nostra tifoseria in una delle notti più belle e sofferte della nostra storia e che riassume anche i sentimenti e lo stato d’animo attuale di una piazza che da ormai troppo tempo arde e brama il ritorno sui palcoscenici che merita, con la scorza dura fatta dopo fallimenti e stagioni incolori come quelle trascorse…”

Non so a quale delle notti più belle e sofferte facessero riferimento, dal momento che, tra i miei contatti tra gli ultrà gialloblù non he ho trovato alcuno che me lo abbia saputo specificare: qualcuno ha azzardato la notte dello Spareggio di Bologna, ma quella volta il claim era un altro, “Onora Parma e non tirarti indietro”, coniato dal fu Settore Crociato, e stampato su migliaia di t shirt gialle con orgoglio sfoggiate nell’occasione. Fatto sta che, stando a chi di tifo ne sa, “Cuore ardente in corazza d’acciaio” è un motto storico apparso e usato più volte. Al di là dell’infausto finale (2-3, doppietta di Bernardo Corradi), il Parma-Milan della foto scelta si giocò di giorno e non in notturna…

L’idea di aprire Collecchio ai tifosi è senza dubbio lodevole, magari, però, sarebbe bello che ciò non avvenisse solo (ed unicamente) nei momenti del bisogno, ma anche nella normalità, nella quotidianità, certo, contemperando le esigenze del comparto tecnico a quelle della tifoseria, che da queste parti non è invadente come altrove: per cui, va bene mantenere ordine, rigore e segreti, ma non dimentichiamoci mai che – anche se erano altri tempi, certo – i successi del Parma di Scala – i più belli, i più genuini, quelli che più ci sono rimasti nel cuore – nacquero in Cittadella, laddove Nevio ed i suoi potevano lavorare senza esser disturbati, ma con i supporters o semplici curiosi vicini.

Come ho già avuto modo di scrivere in altre pagine di questo mio Diario Crociato, uno degli aspetti che più mi piace quando il giorno della partita mi avvicino allo stadio, è vedere in quanti, orgogliosi, sfilano per le vie del centro con i colori gialloblù addosso: questo è uno dei valori del Tardini ed uno dei motivi per cui reputo corretto che l’Ennio resti dov’è, al di là di quello che è il progetto in avanzato stato di approvazione che non certo è il mio preferito per la scelta di abbatterlo e rifarlo, con la perniciosa complicanza di dover far emigrare altrove i tifosi, o, bene che vada, far nascere uno stadio temporaneo nei dintorni (anche se Pincolini, in mattinata mi aveva sorpreso votando Piacenza…).

Ieri, mentre percorrevo Via Repubblica, davanti ad un pubblico esercizio sedevano, festanti, alcuni giovani Boys, che stavano intonando qualche coro, trasmettendo gioia ai passanti: peccato, però, che il gestore non ci abbia concesso di immortalare quei bei momenti che sarebbero stati un’ottima pubblicità del senso di appartenenza di quei ragazzi, i quali, però, a propria volta hanno imparato dai loro genitori (boys un po’ più old, intendo dire) l’idiosincrasia per la macchina fotografica (et similaria, come i moderni smartphone, manco che chi ne faccia uso sia un pulotto in borghese in missione segreta per smascherarli, o che loro abbiano sempre qualcosa da nascondere, anche se in questo caso la sola spensieratezza e felicità.

Ecco uno dei motivi per cui mi piace, quando viaggio in trasferta, farlo in compagnia del Parma club Petitot: il presidente Maurizio Marchinetti, infatti, mi concede di documentare con foto e video tutti i bei momenti della giornata, che restano come indelebile ricordo su queste pagine. Altri vettori mi hanno a propria volta offerto il posto in corriera, a patto di limitarmi negli scatti: ecco, questo dettaglio, retaggio di loro vecchie abitudini, mi ha sempre spinto a non accettare la proposta.

Le trasferte hanno il loro fascino, ma l’inesauribile e vulcanico Marchinèt, il nostro Gallo di Castione, riesce sempre a strolgare fuori qualche cosa di nuovo anche in occasione dei match casalinghi: dopo aver invitato per pasquetta al Petitot il fidentino Guido Tedeschi, Guido äl barbèr, che prima di Parma-Catanzaro aveva, con tocco da maestro, tinto di gialloblù le chiome degli astanti, stavolta, il genio, con la fantasia, l’ intuizione, il colpo d’occhio e la velocità di esecuzione che lo contraddistingue, dopo aver sentito la soave voce di una cantante che si stava esercitando sulla terrazza del Casino (dal 2019 è in gestione all’associazione musicale Mind for Music, che lascia gli spazi al Parma Club in occasione delle partite, immediatamente l’ha scritturata…

…non solo per intonare il tormentone “Marchinetti non mollare”, che è una sorta di sigla dei suoi show, dopo averne prima provato l’efficacia in separata sede, una sorta di sound check dinnanzi a pochi eletti, quorum ego

…ma anche per una vera e propria esecuzione a beneficio dei vari partecipanti al desco pre-partita, soprattutto coloro fatti accomodare sulla balconata del piccolo edificio dalle forme neoclassiche, situato al centro di piazzale Risorgimento, proprio mentre stava passando, sotto la prospiciente Porta Monumentale dell’Ennio, disegnata dall’architetto Ettore Leoni, il torpedone Crociato.

Più rumorosa, poco prima. l’accoglienza per il pullman dello Spezia, ma lì il tasto rec non era stato ancora pigiato…

Ma torniamo all’artista ingaggiata dal presidente Marchinetti per l’estemporanea esibizione dalla finestra del Petitot: si chiama Rebecca Magri, vocalist della “Mascara Band”, sedicente “capannona” essendo originaria del quartiere Montanara, repertorio musica leggera e swing-jazz, ma anche un lavoro normale, al quale è immediatamente dovuta scappare, perché come noto la musica è come la poesia: carmina non dant panem (sed penem…)

Ieri porte aperte al Petitot: non solo i privilegiati della balconata all’ombra dell’antico caffè voluto dal ministro Guillaume Du Tillot quale ritrovo per i nobili, gli alti borghesi e gli intellettuali dell’epoca, ma anche per chi stava all’interno delle storiche mura a gustare il menù marchinettiano (stavolta è proprio il caso di dirlo), ossia, dopo l’antipasto variegato-suinicolo ed il riso menta-lime, una ampia selezione di fagiuoli, quelli spagnoli conciati alla ligure, i cannellini all’uccelletto, i rossi alla messicana, e le varie torte della casa, e a seguire un bel Marchinetti non mollare intonato dalle stesse bariste, ci è parso indicato…

Alle 15.20, prime che venisse somministrata l’eucaristia laica (ossia gli zuccherini imbibiti baroniani, altro che patatina Chips) a dei novizi in arrivo da Empoli, ho lasciato quel luogo di perdizione senza regole che è il Petitot, dopo aver ricevuto in omaggio una berciolla utile per profanare, assieme alla sgargiante camicia rossa garibaldina, per il secondo turno consecutivo (per pasquetta sfoggiai la criniera gialloblù acconciata da Guido al Barber), la sacralità della tribuna stampa, tanto, ormai non vi sono più austeri censori alla Gino Bacci, se si pensa che chi si scandalizza e bacchetta sono proprio io (i nostri Belletti e Bellino, incuranti della parola del direttore, continuano imperterriti nelle loro esternazioni da tifosi in occasione dei gol…)


Ero proprio curioso di vedere quanti nella Nord avessero accolto con puntualità l’invito di essere già “tutti dentro” per accompagnare, come chiesto dal club, la squadra fin dall’inizio del riscaldamento pre gara. Alle 15.30 la Bagnaresi era un po’ più piena del solito, ma non eccezionale…

Alle 15.50, invece, aveva proprio il look e l’ugola delle grandi occasioni

Al gol della certezza di Charpentier, che a tre minuti dalla fine allontana lo spauracchio Spezia e tutti i dubbi degli uomini e donne di poca fede maturati nelle ultime due settimane, può esplodere la mitraglia dello speaker Luca Ampollini... Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / LA SPINTA DEI TIFOSI

  • Si magna e si beve sempre bene al Petitot, eh? 😀

  • E majo c’è sempre

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