venerdì, Aprile 12, 2024
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GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “BATTUTA D’ARRESTO (PARZIALMENTE) INDOLORE”

(Gian Carlo Ceci, foto in evidenza di Corrado Benedetti) – Settanta anni: era dal 1953 che il Catanzaro non vinceva a Parma. Imponendosi con un classico due a zero i calabresi sono riusciti a mettere fine all’imbattibilità del Tardini che durava più di un anno, esattamente dal 18 marzo 2023, però quel che più importa, risultati storici a parte, è che i calabresi hanno riportato alla realtà una squadra avviata a vincere il torneo e così sono riemersi problemi e lacune che il positivo cammino aveva, se non mascherato, fatto sottovalutare e passare in secondo ordine.

Questo non tanto per l’attuale torneo, ma in proiezione futura, guardando alla prossima serie A (certo la rosa attuale non consente, per come si esprimono alcuni singoli nei vari reparti, di essere ottimisti per il massimo campionato: con il Catanzaro si è avuta un’altra prova che i dirigenti dovranno trovare elementi adatti a migliorare l’organico) perché, indipendentemente dalla sconfitta con i calabresi, per quel che sono riusciti a fare e come si sono espressi i Crociati, e le altre squadre, appare pronosticamente quasi impossibile che non riescano a centrare l’obiettivo promozione, anche perché si deve tenere presente che per andare direttamente serie A i ragazzi di Pecchia non sono obbligati a vincere il campionato.

Infatti è sufficiente che riescano a piazzarsi al secondo posto e a oggi è difficilissimo che il Venezia (ieri, come i Crociati, sconfitto in casa, ma più clamorosamente: in vantaggio per due a zero è stato rimontato della Reggiana che così ha fatto un piacere ai certo da molti non amati cugini) che in classifica occupa la terza posizione a otto punti, alla fine riuscirà a raggiungere il Parma. Inoltre i lagunari e la Cremonese (che è quarta, distanziata di nove punti, e ha accusato la seconda sconfitta consecutiva perdendo in casa contro il quasi fanalino di coda Feralpisalò) si affronteranno alla trentacinquesima giornata e le due squadre con i Crociati, in caso di conclusione a pari punti, sono entrambe in svantaggio negli scontri diretti.

Comunque anche se i Crociati hanno molto attaccato e occupato, praticamente sempre, la metà campo avversaria (al punto che è sembrato di vedere giocare a porta romana ma questa volta però il Parma non ha avuto dalla sua quella buona sorte vista in passato e, nuovamente, non si è espresso al meglio dopo la sosta per la nazionale) resta la delusione per una sconfitta complessivamente meritata che ha fatto emergere, ancor più, noti problemi iniziando dalla retroguardia, che manca di senso del piazzamento e sulle palle alte proprio non riesce a difendere come dovrebbe…

—per passare al centrocampo, dove Hernani inizialmente schierato a sorpresa più avanti di Bernabè, ancora una volta si è dimostrato inadatto al gioco offensivo dei crociati, per finire con l’attacco che ha troppo insistito a voler passare a centro area ed è apparso fuori misura, troppo frenetico e impreciso in fase di finalizzazione anche se, come ha sottolineato Vivarini in sala stampa, è stato limitato e adeguatamente contrato con accorgimenti tattici difesivi da un Catanzaro che si è presentato con uno schieramento diverso rispetto all’andata, non un 4-4-2 ma un 5-3-2 che ha frenato, alle volte con molto affanno, l’azione offensiva dei ragazzi di Pecchia.

Per i Crociati, e tutti i tifosi, quindi l’uovo di Pasqua ha riservato una brutta sorpresa, uno sgradito pesce d’aprile, ma guardando la classifica è stata una battuta d’arresto parzialmente indolore, perché con il vantaggio accumulato, unito al cammino non continuo delle dirette concorrenti alla promozione, il Parma poteva permettersi una battuta d’arresto sempre che, com’è avvenuto in passato, a una sconfitta si registri una reazione e riprenda subito quel positivo cammino che lo vede in testa alla classifica dalla prima giornata di campionato. Gian Carlo Ceci (foto in evidenza di Corrado Benedetti)

Stadio Tardini

Stadio Tardini

2 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “BATTUTA D’ARRESTO (PARZIALMENTE) INDOLORE”

  • Si, in caso di A c’è da mettersi le mani nei capelli con una squadra del genere, altro che “pochi stravolgimenti”.

    Comunque basta parlare di promozione fino a che non è archiviata matematicamente.

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