venerdì, Maggio 24, 2024
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IL GALLO DI CASTIONE / MISTER, CURA LA MICCA. BASTA ESPERIMENTI…

(Il Gallo di Castione) – Ci tenevo a far sapere a tutti quelli che, da piccolo, mi dicevano “quando crescerai, capirai” che, per ora, non ho ancora capito un cazzo.
Nell’infanzia vedevo il mondo attraverso gli occhi dei genitori, nella gioventù con gli occhi degli ideali, in età adulta con gli occhi della gioventù. Solo la vecchiaia, con la sua cecità, mi sta restituendo la mia visione che, scremata di ansia e di aspettative, assomiglia vagamente alla saggezza.
Ho camminato, insomma, tutta la notte per trovare una ragione che mi illuminasse e improvvisamente mi ha illuminato il sole senza alcuna ragione.

In una società assurda e nevrotica come la nostra, si ricorre sempre più spesso alla risorsa della satira per colpire vizi e difetti: è il famoso principio latino del “castigare ridendo mores”, ossia del colpire i comportamenti non col rimprovero, ma con la forza lieve di una risata.

Nessuna vita di merda e nessun tipo di disagio personale può giustificare il ketchup sulla pizza. Invece abbiamo mangiato bene in un locale tipico del Sud Tirolo, durante l’ultima trasferta, e ho capito che stavamo esagerando col Traminer quando un tifoso al seguito ha detto “da quest’occhio non ci sento bene”.

Abbiamo avuto anche le visioni mistiche, del resto anche io faccio miracoli, trasformo i soldi in vino e, come Lui, ho le mani bucate, ma resto umile. Poi siamo andati allo Stadio di Bolzano a vedere il SudTirol, ma il Parma non ha vinto. La squadra Crociata attraversa un periodo di confusione, non taglia più a fette le squadre avversarie come un salame con la goccia. L’effetto “coltellina Baroniana” è terminato perché gli avversari non permettono più le ripartenze ricorrendo a espedienti tattici e anche ai continui falli permessi da arbitri incapaci e poco affezionati al bel gioco.

Così fra irritanti perdite di tempo e attentati ai garletti, il gioco spumeggiante non ci è più: il Mister dovrebbe pensare, da qui alla fine, a curare la micca, ci mancano due vittorie e un pareggio, impresa non impossibile visto anche il calendario che fra Lecco, Spezia e Bari ci pone 3 partite abbordabili, poi magari a sorpresa faremo i risultati con Palermo e Cremonese, lasciando perdere il derby al quale nessuno vorrebbe affidarsi come partita-promozione.

Se guardiamo l’ultima partita di Bolzano dobbiamo registrare i soliti su e giù dei giocatori “più dotati”, ma insieme deboli di testa e di continuità, il rumeno di destra e il formaggio svizzero coi buchi. Il primo si è fatto notare per l’ormai consueta mancanza di concretezza, occasioni create e gettate alle ortiche, vuoi per passaggi effettuati quando era opportuno tirare, vuoi per il contrario, l’insistenza in azioni personali senza cagare i compagni. Se facessero una classifica dei “gol sbagliati” la vincerebbe a man bassa.

L’altro, il centrocampista/mezzala/incercadiunruolo, ha lasciato rimpianti. In Svizzera. Nel primo tempo col SudTirol no. Si è distinto per la sua abilità ad assentarsi dal gioco, come spesso gli è successo anche in passate partite. Un discorso a parte merita la formazione messa in campo da Pecchia, che sotto la bandiera del “tutti dentro” ha seppellito alcune cappelle e perso soquanti punti. I due terzini in cerca di autore hanno fatto un’onesta partita senza picchi e senza gloria, ma davvero ci è da chiedersi se arrivati a questo punto del campionato sia ancora il momento di audaci esperimenti, come quello della scorsa settimana che ha spostato un centrale da sinistra a destra e fatto giocare un “esordiente” senza il ritmo partita.

Speriamo di non dover rimpiangere i bei punti andati, perché il traguardo è ancora vicino e i passi falsi li fanno anche le inseguitrici. Ma dicevamo dell’arbitro reo di non aver guardato il VAR in un paio di episodi, aver permesso falli tattici e perdite di tempo. Ricominciamo col gioco della pallamano ignorato dalla giacchetta nera, ma proprio in quel momento la pazienza della signora lasciata a casa da sola in un prefestivo sta finendo. Le ultime resistenze sono sconfitte da un pacco gonfio al parco, un grande atleta ebaneo che si nasconde dietro un cespuglio per un rito suo personale.

Mi sovviene una memoria scolastica tratta da un libro ottocentesco. “Paggio Fernando, perché mi guardi e non favelli? Io guardo gli occhi tuoi che son si belli.” Ora, come tutti i maschietti sanno, per ricordare il colore degli occhi di una signorina, bisognària che ella abbia le tette piccole, cosi come la la Marchetta (la di lei di lui legittima del Marchetti) che volse lo sguardo oltre la siepe e alla vista di tanta abbondante bellezza si sentì sciogliere la virtù e decise di impugnare la situazione trasformando il footing in fotting, e il resto è storia. L’arbitro cornuto è un mito che anche sto giro si è compiuto…

Panico e proteste tra i giovani a Napoli, dopo aver saputo che adesso, col nuovo Codice della Strada, in scooter si può andare in 2: – “perché ci hanno ridotto i posti ?” Continua il dialogo sulla strada dei due giovani : + Per le due befane che te carichi…. – Se condurrei una Maserati, sicuramente non mi farei vedere in giro con du’ befane come loro.  + Conducessi. – Esatto, con du’ cessi come loro, che mi han fermato e mi han pure sequestrato la motoretta, da quando facetti quell’errore sono nella merda. +Si dice ‘feci’.Ok, scusa la volgarità. Da quando facetti quell’errore sono nelle feci.

Alla fine si prende coscienza, anche attraverso questi dialoghi, che adesso c’è più libertà di pensiero che pensiero, “statisticamente!” conviene considerare tutti degli imbecilli e poi ricredersi su quelli che non si dimostrato tali. Tempi bastardi! Il Gallo di Castione

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6 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / MISTER, CURA LA MICCA. BASTA ESPERIMENTI…

  • Continuerà a fare esperimenti fino alla fine, sperema be’

  • Si, ora che siamo vicini alla meta serve la ciccia, niente più virtuosismi o esperimenti alla “Guardiola dei poveri”.

  • Ale Pongonazzo

    D’ accordo sul curare la micca … altrimenti ci toccherà il filone

  • Il Parma di Pecchia ricorda nei suoi limiti il Milan del prete falso Pioli parmigiano al 100% e tifoso nato strisciato nero e azzurro. Quando Pioli becca una squadra con la difesa a tre vedi Inter va in cagona e soprattutto come il Parma di Pecchia non ha un piano B.

  • Ah be’ tre centrocampisti più un Ansaldi (terrà un tempo?)ala per qualche cross decente per un centravanti…basta che non ci rifili ancora i 4 moschettieri…

  • Ansaldi nel secondo tempo deve giocare

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