mercoledì, Giugno 19, 2024
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SU CHERUBINI HA RAGIONE AMPOLLINI: ERA UNA BUFALA

(Gmajo) – Caro Luca, avevi ragione Tu: non c’è mai stato un “corteggiamento” del Parma Calcio a Federico Cherubini, che è e resta solo un caro amico. Del presidente. Ma anche di qualcuno dei suoi uomini (in discussione). Dunque non ci sarà alcun MatriMonio o fidanzamento tra le due parti, malgrado, reciprocamente, si apprezzino e si stimino. Devi perdonarmi se ci ho messo un po’ di tempo a cedere alle tue certezze assolute, da Te manifestate in tempi non sospetti, però, io sono come San Tommaso, e ci credo solo se ci metto il naso

E dopo averci messo il naso, posso confermare la potabilità delle tue fonti incrociate e la bontà, in generale, del tuo lavoro in merito a questa questione (non banale). Per cui ritiro il mio “non voler stravincere”, pronunziato pubblicamente su una chat nella quale siamo entrambi ospiti, dopo che avevi insistito nel giorno della retromarcia di Di Marzio col dire che non c’era stata alcuna trattativa e dunque non era neppure vero il secondo lancio del mercatologo leader del mercato italiano che asseriva che le parti non avessero trovato intesa.

E parimenti debbo rimangiarmi la frase “di qui a dire che non ci siano mai stati contatti tra Cherubini e la proprietà ce ne passa”, che tu mi avevi giustamente confutato nello spazio commenti. O meglio, vorrei precisare: i contatti ci possono anche esser stati, ma non nella accezione mercatale che si dà al lessema “contatto” e dunque non è da escludersi che ci siano stati abboccamenti tra le parti (magari semplici saluti di cortesia, o chiacchiere informali), ma non a proposito di un eventuale ingaggio al Parma del dirigente in uscita dalla Juventus, che sta scontando gli ultimi giorni della lunga inibizione (16 mesi) per via della vicenda plusvalenze.


Luca Ampollini accenna alla “figura barbina” schivata: l’origine di questo tormentone va ricercata sempre nel nostro spazio commenti, allorquando il nostro lettore Simone T. (che a distanza di qualche anno ringrazio ancora per esser stato tra i pochi a sfidare il Covid per venire alla cena del decennale del nostro sito, la sera prima dei veti in proposito disposti dalle autorità competenti) aveva chiosato che qualcuno (tra Di Marzio ed Ampollini, che sostenevano due tesi contrarie) rischiasse una figuraccia. Il barbina l’ho aggiunto io, perché mi piace esser colorito…

Non si accusi me, viceversa, di figura barbina, solo per non aver immediatamente creduto in Ampollini: ci sono, infatti, delle verità inconfutabili che mi inducevano alla prudenza prima di bollare tutto per una bufala. Tra queste, come già accennato prima, la conoscenza diretta tra le parti: anzi, ci risulta, ovviamente sino alla prossima smentita, che Cherubini sia stato perfino il grand commis di Krause quando questi scelse come primo managing director sport Javier Ribalta, anche se questi gli sarebbe stato indicato più per un ruolo di campo o scouting, che non di scrivania…

E allora, com’è partita la telenovela? Semplice: nel modo più classico del calciomercato – come, peraltro, avevo spiegato, scusate l’auto-referenzialità, nella prima approfondita articolessa che avevo dedicato al tema – ossia durante una sosta del massimo campionato, quando la fantasia dei mercatologi si sbizzarrisce avendo campo libero, complice un avvistamento al Liberati del dirigente in occasione di Ternana-Parma (del resto Cherubini è umbro, non doveva neppure percorrere molti chilometri), ultimo match dei maschi Crociati prima di una lunga assenza con la presenza dal vivo del presidente Krause. Li avranno, forse, visti salutarsi? Fatto sta che Tuttosport, che inizialmente pensava che il dirigente fosse lì per prenotare Circati per il suo attuale club, poi avrebbe virato sul… trovargli un nuovo lavoro, visto che dalla Juventus è in uscita, dopo dodici anni.

E così, via con la solita storia di scrivere a Torino: “a Parma dicono che…” quando, invece, nella Piccola Parigi sentivamo proprio le voci in arrivo dalla città subalpina… Una delle ragioni per le quali il mercato non mi ha mai entusiasmato sono proprio queste cialtronate. Se mi ero avvicinato a questa vicenda, era per fare un’opera di divulgazione su quelli che avrebbero potuto essere i rivoluzionari risvolti in casa Parma se Cherubini fosse stato veramente scritturato dal magnate americano.

Nostra musa, nell’0ccasione, l’altro mercatologo leader Nicolò Schira – che a suo tempo ribattezzammo “Il Profeta”, allorché indovinò, in largo anticipo, l’arrivo di KK e del suo staff anglo-americano, dimostrando di avere entrature di un certo tipo nel Parma Calcio (o comunque di essere bene informato, ossia informato bene, non saprei bene dire da chi…) . che aveva azzardato sul  quotidiano “Il Giornale” domenica 24 marzo 2024: l’arrivo al Parma di Federico Cherubini, in uscita dalla Juve, per ricoprire il ruolo di Direttore Generale, portando una visione unica fra sport e corporate.” Una vera rivoluzione, appunto, perché tutt’ora (dall’inizio della gestione Krause) la visione tra sport e corporate è suddivisa tra i due managing director Vaeyens e Martines.

Non era, invece, ragionevolmente plausibile pensare che Cherubini fosse una sorta di sostituto di Mauro Pederzoli che, in quei giorni che adesso ci sembrano così lontani – dal momento che la conferma sua e del “campo largo” sarebbe “alla firma” avevamo ribattezzato Figaro, per via delle tante e qualificate richieste che avrebbe ricevuto da club titolati come Napoli e Roma. Dal cursus honorum del dirigente in uscita dalla Juve ci pare che siamo di fronte ad un profilo più elevato (per dirla con Di Marzio, un Marotta): al limite avrebbe potuto sostituire il solo Roel Vaeyens, anche se il belga, al contrario del ds, non ha il contratto in scadenza. Cherubini conosce personalmente tutti questi attori, per cui immaginiamo il suo disagio (non essendoci nulla di vero) nel veder speso il proprio nome al posto di professionisti che stima.

L’altro dispiacere – non solo di Cherubini, per le ragioni di cui sopra – ma un po’ di tutti coloro che hanno Parma nel cuore, come abbiamo ripetutamente scritto, è che tutte queste voci di entrate ed uscite nei posti dirigenziali potessero/possano andare a minare la serenità e dunque il percorso di chi sta raggiungendo (ultimamente, non a caso, facendo un po’ fatica…) un obiettivo importante come la promozione in Serie A. E non è bello pensare che alcune di queste voci possano esser state alimentate anche dall’interno, per via della “lotta per le investiture” e per il “campo largo”, con in ballo interessi personali, messi prima di quelli societari. Gabriele Majo

P.S. Ovviamente, ad oggi, quella di Cherubini al Parma è una bufala. Il futuro, come diceva Angiolini, ispirandosi ai poemi omerici, è sulle ginocchia di Giove (ossia è sconosciuto agli umani: e su questo credo che anche Ampollini sia d’accordo…)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

5 pensieri riguardo “SU CHERUBINI HA RAGIONE AMPOLLINI: ERA UNA BUFALA

  • Pur di non vedere più l’uomo della gestione Cheddira, Romagnoli, dell’esterno di gamba arrivato a gennaio, di Zanimacchia e della Cremerdese mi andrebbe bene anche Brunani del Selsmagior.

  • Per krause va bene pederzoli

  • A parte che alla Juventus Cherubini aveva preso solo ciofece, quindi non mi sarebbe mai piaciuto averlo qui. Meglio così comunque.

    • Non sarebbe venuto a fare il direttore sportivo, come ampiamente spiegato nell’articolo. Lui, come lo definirebbe Di Marzio, è più un “Marotta”…

  • Grazie direttore per la menzione. Per quanto riguarda la cena di stadio Tardini è stato assolutamente un piacere, peccato per la poca adesione, si vede che a tanti piace molto la tastiera e poco metterci la faccia, davvero un peccato. Poi mi ha fatto molto piacere conoscerla personalmente.
    Per quanto riguarda il discorso “Cherubini” mi unisco all’onore alle armi nei confronti di Ampollini, quando è giusto è giusto. C’è poco altro da aggiungere direi…
    E complimenti per la sua correttezza e onestà intellettuale…è veramente rara

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