domenica, Maggio 26, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CHIUSA UNA PORTA (B), SI APRE UN PORTONE (A): QUALE?

(Gianni Barone) – Archiviata la B, per il Parma, con tutti i suoi numeri, le sue impressioni, le sue sensazioni, ecco che – dopo le feste, le felicitazioni e trionfi non tronfi, si apre uno scenario nuovo, un percorso cambiato rispetto a quello che si era lasciato tre anni fa, un universo in cui, per recitare un ruolo non comprimario passivo o da protagonista non dico assoluto viste le dimensioni ancora provinciali del bacino d’utenza, nonostante la presenza di una proprietà «straniera» (non una novità o un’eccezione nel panorama nazionale quasi una regola stando ai numeri) – serve un qualcosa che al momento risulta di difficile individuazione.

Non parliamo di nomi che non mancano, come già alcuni giornali sportivi, rosea di ieri in testa, si sono già affrettati e/o affannati di fare più per riempire le loro pagine extra campo (coi play off di B, all’avvio e con la serie A che chiude coi verdetti definitivi) che non per altro, e neanche di chi deve rimanere e chi se ne deve andare, perché ritenuto non altezza del ruolo nella massima serie, di gran lunga differente rispetto a quella cadetta ormai alle spalle della compagine parmense.

Niente di tutto ciò serve al momento, in quanto ancora, vista la mancata conferma ufficiale degli uomini mercato (ieri, in municipio, lo stesso ds Mauro Pederzoli ha confermato dinnanzi ai cronisti di non aver ancora sottoscritto alcun prolungamento del proprio contratto) e di quelli preposti allo scouting (termine orribile che non ho mai potuto soffrire), meglio dire osservazione, (“Momo” Notari, al contrario – come rivelato da noi di StadioTardini.it – del già confermato fratello Mattia che presiede le Giovanili, e il ds femminile Domenico Aurelio) perché in scadenza di contratto, ancora lungi (a tutt’oggi) dall’essere prolungati (queste, in proposito, le parole attribuite da Parma Today al Managing Director Sport Roel Vaeyens che ha parlato a margine della premiazione in municipio dei Promossi in A: “Stiamo cercando giovani calciatori con potenziale che possano migliorare con noi. Pederzoli e Notari? Lavoriamo in silenzio, stiamo parlando con loro e sono fiducioso di darvi buone notizie”), occorre ragionare su ciò a cui la squadra sarà in grado di ambire in termini di obiettivi.

Farà come il Monza, di due anni fa, o come il Sassuolo di qualche stagione orsono, con l’obiettivo di stabilizzarsi nella massima divisione, con una programmazione adeguata, su posizioni di media alta classifica, diventando negli anni una nuova Atalanta? Oppure ci si accontenterà di lottare per la salvezza, come tutte quelle altre provinciali, che in ascensore, negli ultimi anni, fanno la spola fra le due massime categorie professionistiche?

E’ ovvio che le idee, le impressioni e le suggestioni dell’ambiente vorrebbero propendere per la prima ipotesi, però, per fare questo, occorre avere anche l’umiltà di non considerarsi già in grado di poter assolvere con quanto si ha disposizione, adesso senza stravolgimenti eccessivi della rosa, secondo una logica molto vicina all’orientamento dell’attuale ds in scadenza, ma ribadita anche dal suo capo area Vaeyens, in quanto l’adattamento alla nuova categoria, pur in presenza di un organico giovane considerato di qualità, non pare possa essere così facile o automatico o garanzia di affermazione.

Occorre capire se i vari Man, Bernabé considerati da alcuni dei top, saranno veramente all’altezza del salto di categoria, esserne convinti in maniera così inequivocabile non può rientrare nel normale corso delle cose del calcio ad ogni livello.
La base di partenza può essere considerata buona, su questo si potrebbe essere tutti d’accordo, però qualche innesto o qualche aggiustamento, reclamato da chi non ritiene alcuni elementi da serie A, potrebbe anche essere necessario.

Il tutto e il contrario di tutto che si sfidano a duello, con esiti sempre incerti sulla soluzione o sulla risoluzione finale. Essere dell’una o dell’altra tesi o categoria di pensiero ed esporla con motivazioni differenti aiuta di certo ad alimentare discussioni in diretta Tv nei vari talk preposti, ma allontana di molto da quella ricerca dell’equilibrio da non rinunciare mai in questioni (extra campo) di questo genere.

E allora come la mettiamo? Questo è un Parma già A, o è ancora troppo da B, e quindi qualcosa va smussato e qualcos’altro dovrà essere per forza cambiato? Si continuerà così ancora per quanto? Un Parma da A, che necessitava di essere rimpinguato da qualche elemento di categoria cadetta, lo avevamo lamentato tutti nei primi due anni di B, in cui era mancata la promozione, e non era bastato neanche ricorrere alla mano esperta e sicura di un nocchiero della livida palude come Iachini, per ovviare a questo inconveniente.

Nel mercato si erano così cercati prospetti di categoria per dare consistenza all’agonismo e alla determinazione che mancavano per sfangarla, e con l’arrivo di Partipilo, Di Chiara, e il ritorno di Hernani si pensava di aver risolto il problema, invece si è dovuto ricorrere alle doti, dimostratesi poi decisive, di demiurgo da parte di Pecchia, il quale con i miracoli di far camminare i vari «Lazzaro» che aveva inutilizzati in rosa (Charpentier e Cyprien) e con la valorizzazione dei giovani che dovevano crescere, è riuscito nell’impresa di creare con il famoso coinvolgimento di tutti (“tutti dentro”), quel gioco di squadra semplice, verticale risultato alla fine vincente.

Ma basterà il collettivo esaltato dalla quasi «ossessione» del tutti dentro per emergere anche in A? Se Pecchia ha deciso di rimanere, anche se qualche giornale di Bologna non lo ha ancora cancellato dai probabili sostituti di Thiago Motta (pericolo riportato anche dal nostro Luca Russo ieri sera, con un opportuno No grazie nel titolo), sulla panchina rossoblù felsinea, è proprio per questo preciso motivo, credendo di poter continuare in meglio il percorso di crescita del suo gruppo anche al cospetto di quelli squadroni «che tremare il mondo fanno» (forse facevano sempre per rimanere in tema di Bologna, anche se con Thiago Motta stanno rivivendo quegli antichi fasti) e contrariamente a quanto successo due anni fa, dopo la promozione della Cremonese, non ha abbandonata baracca e burattini per rituffarsi in nuova avventura giusto a Parma.

Quindi tutte le opinioni sono già a confronto e i tifosi, che amano più di ogni altra cosa questi momenti, stanno già suggerendo che mancano due difensori, uno centrale, uno esterno, due centrocampisti e un attaccante, confutando ogni tipo di risoluzione conservativa di idee, mentalità, spirito e organico.
La suggestione delle novità abbaglia sempre molti sportivi, e ambire al capocannoniere del torneo di B, Joel Pohjanpalo, anche se non appare idoneo al modo di giocare del Parma, o ad un giocatore della Juve come Miretti (che molti non hanno mai visto giocare) può rappresentare la maniera migliore di vedere la propria squadra già pronta a fronteggiare le difficoltà del prossimo campionato.

Morale: non chiudiamo definitivamente la porta con ciò che si ha, e con ciò che si é fatto, per aprire un portone ignoto che potrebbe riservare qualche sorpresa o qualche amarezza, con rivoluzioni che al momento potrebbero risultare decisamente controindicate.
Aspettiamo, andiamo per gradi (per step, come dicono quelli bravi) con pazienza e con prudenza; prima, però, cerchiamo di vederci chiaro con chi ci sarà ancora e non mi riferisco ai giocatori perché quelli nell’euforia della vittoria finale, quasi tutti chi più e chi meno, hanno dichiarato di rimanere con o senza rinnovi o prolungamenti di contratti, piuttosto con chi, col contratto in scadenza che tarda, forse troppo, ad essere rinnovato, dovrà condurre, su input societario, le manovre di mercato che tanto affascinano pubblico e critica locale divisa e spaccata sulle dinamiche e sul futuro della squadra ritornata tra le grandi o presunte tali. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CHIUSA UNA PORTA (B), SI APRE UN PORTONE (A): QUALE?

  • Io spero ancora che il bresciano sia messo alla porta…finché non c’è la notula….

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  • La mia paura più grande è che il mercato del Parma in mano a Pederzoli prosegua sulla scia (o meglio sgommata sulle mutande bianche) degli ultimi 3. Ovvero immobilismo totale, con il mantra del #siamoappostocosì che se già in serie B è stato un azzardo, in A significa replicare la stagione 20/21. Piovani ha provato ad abbattare il castello ampolliniano fondato sulla cazzata che in A siamo più forti, ma purtroppo vedo anche nelle dichiarazioni del mascellone olandese o belga un voler continuare a biasare questa merda di concetto. Spero di essere smentito dai fatti perchè con quella squadra qui fai 18 punti se le cose van bene.

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  • ma veyens a parte prendere Ciolak .. cosa ha fatto fino ad ora? se non erro era stato cacciato a pedate dalla sua ex quadra … ma e’ esperto di cosa … di ciolak?

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    • Mia mamma dice che è un bel uomo (Vayens)

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      • … anche la moglie di kk lo dice … quindi e’ esperto di … topa? forse dara’ qualche dritta a kk 😅

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