mercoledì, Giugno 12, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA SERIE A CHE VERRA’

(Gianni Barone) – Mentre la serie B, deve ancora emettere il suo verdetto rivelando la terza squadra promossa, la serie A che accoglierà il Parma, invece, ha già emesso tutte le sue risultanze, presentandoci il quadro di quelle che saranno le prossime, agguerrite (sic), avversarie con la conferma dell’Udinese, che con le sole sei vittorie, due di meno di chi come il Frosinone è retrocesso, proprio all’ultima curva casalinga, proprio contro i «Furlani», ha ribadito la sua abitudine, ultra-ventennale, a non traslocare mai da piani nobili del calcio, contrariamente a quello che è successo al Sassuolo anch’egli disabituato (a lottare per non retrocedere, e si è visto) da sempre o quasi o per lo meno fino a quest’anno in cui si “è perso il trend” e non solo vista la svalutazione che subirà l’intera rosa, su cui una squadra come il Parma potrebbe trovare qualche ghiotta opportunità di rinforzo dell’organico.

L’Empoli dello specialista Davide Nicola, che io ricordo come mio docente (molto bravo, del resto) ad un dei corsi di aggiornamento per allenatori a cui ho partecipato, ce l’ha fatta ancora una volta, battendo la Roma, che sperava, inutilmente, in un piazzamento Champions, dimostrando che quando si è fondo bisogna essere abituati a soffrire e a lottare.

Verdetti della serie A, che mandano in B, una sola, il Frosinone appunto, delle neo promosse dello scorso anno, e tra l’altro proprio la vincente, come il Parma di quest’anno, facendoci capire, quanto siano diversi e piene di insidie differenti i due massimi campionati del nostro calcio italiano, che qualcuno definisce meno “italico” o meno “italianista”, che dir si voglia, che mai, sul piano del gioco, nel senso che, a quanto si è palesato, la tendenza è stata quella di soppiantare ogni tipo rigurgito di calcio conservativo o sparagnino, legato alla vecchia tradizione del cosiddetto “calcio all’italiana” votato agli antiquati principi del catenaccio e del contropiede.

Il calcio che si respira ora, e si respirerà anche nel prossimo torneo che vedrà presente anche il Parma di Pecchia, vivrà di nuovi slanci, di nuovi istinti o istanti di gioco più propositivi o posizionali, su questo non ci sono o non ci saranno dubbi, per merito o per effetto di quello che molti allenatori della “nouvelle vague” hanno saputo apportare soprattutto nell’ultima stagione o sapranno ulteriormente produrre.

Infatti, le vecchie concezioni superate dalla maggioranza delle squadre, sono coincise o coincideranno con gli esoneri eccellenti di alcuni mostri sacri della panchina come Allegri e Mourinho, portatori sani (fino ad un certo punto) di mentalità calcistiche ancora un po’ troppo retro’, che hanno permesso a concezioni di gioco più innovative, di prendere il largo, grazie al sommovimento che sembra essere in atto nella composizione del nuovo quadro tecnico relativo alle caselle che dovranno essere occupate, da qui all’inizio, da molti allenatori emergenti provenienti, al pari di Pecchia, dalla non ancora conclusa serie B.

Al momento attuale, dopo la conferma sulle due panchine romane (di Lazio e Roma), di due subentranti come De Rossi (che ha fatto meglio in A, di quanto non avesse fatto in B) e Tudor, entrambi relativamente giovani e sufficientemente emergenti, solo Inter (con Simone Inzaghi), Atalanta (con Gasperini che non si schioda dal suo trono orobico ora anche dorato) e Genoa con il sorprendente sia in A, che in B, Gilardino, non accoglieranno, rispetto al passato recente, un nuovo tecnico.

Se aggiungiamo le due sicure neo promosse Parma e Como, che hanno confermato Pecchia e il duo ispano-gallese Fabregas-Roberts, in attesa di chi la spunterà tra Venezia e Cremonese nella finale play off saranno dieci/dodici i volti nuovi (un vero e proprio record) per completare il domino al termine di quel metaforico valzer che molte società hanno deciso di intraprendere anche con vere e proprie scommesse, in alcuni casi.

Alcune come il Milan (per il dopo-Pioli, salutato dalla stampa rossonera con una maglia da ciclista con il numero 19 dello scudetto, su iniziativa del decano Carlo Pellegatti, volentieri assecondato da tutti gli altri), con «lo scienziato» lusitano Fonseca, che già con la Roma, non aveva certo incantato, e la Juve, con il super qualificato e ammirato Thiago Motta, ex Bologna, pare abbiano già deciso, mentre tutte le altre ancora no, comprese quelle squadre come Monza, Verona, Lecce, Cagliari, Udinese, Empoli che dovrebbero essere competitor del nostro caro Parma, in quella lotta per la permanenza nella massima serie, che dovrebbe essere, salvo cataclismi o sconvolgimenti clamorosi, sulla carta l’obiettivo della squadra del Presidente Krause, che pur avendo dettato linea, resa ufficiale dai suoi dirigenti, a breve, dovrà rendere noti alcuni passi concreti in fatto di conferme o prolungamenti dei contratti, in primis quello ancora pendente del ds Pederzoli, oltre ai nuovi contatti per futuri acquisti o cessioni.

Quindi un vero rompicapo quello delle panchine vacanti, che nei prossimi giorni, polarizzerà l’attenzione di tifosi e sportivi in attesa, sempre spasmodica e fremente di novità, che tardano, però, a giungere. Sono in ballo nomi importanti come quello di Conte al Napoli, di Italiano che dalla Fiorentina sembra diretto verso Bologna, mentre per Monza, Fiorentina, Torino , il casting prevede l’inclusione di diversi tecnici provenienti dalla B, (sintomo della vivacità e del buon livello tecnico di una cadetteria sempre in crescendo qualitativo) come Aquilani del Pisa (di ritorno alla Viola?), di Nesta o Pirlo per i brianzoli di Galliani, oltre a Vanoli del Venezia che molti accreditano già alla corte granata di Cairo.

Restano fuori Baroni, Cannavaro e Nicola che hanno appena raggiunto la salvezza con le loro attuali squadre, rimarranno dove sono oppure andranno (dove?), tenendo conto che dopo l’addio di Ranieri al calcio, anche il Cagliari cerca un nuovo nocchiero per ripetere l’insperata impresa appena conseguita.

E aggiungiamoci poi che anche molti direttori sportivi cambieranno società, sia in A, che in B, per farci pensare che prima di sentir parlare di movimenti di calciatori dovremmo aspettare ancora diverse settimane (anche se i nomi a vanvera fioriranno ugualmente) visto che incombe, come ribalta e impegno anche l’Europeo di Germania.

Staremo a vedere perché la vetrina interesserà e non poco il Parma, con il destino dei beniamini Man e Mihaila, non ancora del tutto delineato , nonostante, le conferme e rassicurazioni, al momento, forse, solo di facciata o di comodo.

In ogni caso sarà una serie A, quella che verrà, con pochi tecnici stranieri, che non hanno una formazione di casa nostra, in quanto se escludiamo il già citato Fonseca, Thiago Motta e Tudor sono da considerare «italianizzati», come cultura calcistica di base, e altre novità di natura esterofila non sembrano essere previste, o almeno speriamo sia veramente così.

“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà”, cantava Lucio Dalla, “e io mi sto preparando, e questa la novità”, proseguiva, e speriamo che ci si stia preparando veramente bene nelle scelta di strategie di gioco e non solo perché se non ci saranno disturbi, l’entusiasmo accumulato non sparirà. O almeno così si spera che sia o sarà. In attesa ovviamente delle sempre benvolute novità. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA SERIE A CHE VERRA’

  • La retrocessione del Real Frosinone, dominatore della serie B Con Te! della passata stagione spero faccia capire (ma temo di no visto che Pederzoli è sempre purtroppo al suo posto) che tra A e B c’è la differenza che c’è tra Man e Gudmussun, ovvero tra una mezza pipla e un giocatore vero. Andare in A con la filosofia del giocare leggeri, giovani, gioco, tutti dentro è un suicidio, come dimostrato dai ciociari, che a differenza di quei furbacchioni del Genoa, hanno approcciato la A col “giochismo” e con giocatorini leggeri molto simili ai nostri romeni, Bernabè, etc.. In A ti salvi coi muscoli, l’esperienza, le difese rocciose e una punta che segna. Tutta roba che a noi manca completamente. Però dai ci consoliamo col derby e poi caroselliamo. Ah no non c’è più…ah beh lo faremo allora l’anno prossimo se retrocediamo, il 25 aprile è nata…

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  • E diamo un bel calcio nel culo a Man, Mihaila, Becali e la Romania. Fossero due campioni..parliamo di due mezze seghe che in 4 anni han fatto si e no bene un mezzo campionato di B. Che vadano in Turchia, in Germania o dove li prendono (anche se temo non li voglia nessuno).

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    • Si, certo. Cacci entrambi e magari li sostituisci con qualche moldavo Under 20. Massimo venderei Mihaila.

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  • Beh insomma, Davide nei suoi compiaciuti deliri, a volte ci prende. Speriamo di no…

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    • IPSE DIXIT

      Anche un orologio rotto ci prende per due volte al giorno.

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