domenica, Giugno 16, 2024
Cattivo CittadinoNewsVideogallery Amatoriale

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MA CHE C’AZZECCA?

(Gianni Barone) – Gli echi dei festeggiamenti per la Promozione del Parma in serie A, non si sono ancora spenti del tutto, e chissà quando si spegneranno. Intanto, sul carro dei vincitori, sempre molto spazioso e accogliente, ci stanno salendo proprio tutti, nessuno escluso, non sia mai!

Dopo il Comune di Parma, che aveva già partecipato a tutti i festeggiamenti in presa diretta in favore di telecamere, con i propri rappresentati più eminenti, ecco che la Regione Emilia-Romagna (ma che c’azzecca?) non poteva essere da meno, non tanto per par condicio, visto che gli orientamenti politici fra amministrazioni sono sulla stessa linea, quanto perché un bel «vernissage» (come l’avrebbe chiamato l’iconico Pino Colombi detto «Abete», indimenticato prosatore dell’etere parmense), perfetto ed azzeccato (questa volta si), in vista delle prossime elezioni amministrative, ed europee soprattutto, vista la presenza del governatore Bonaccini, come illustre candidato del suo partito- non lo si può negare certo a nessuno, perché a nessuno, in teoria, dovrebbe recare danno, o almeno così parrebbe (obbligo del condizionale, per non scontentare nessuno).

Quindi «grande Parma, grande cuore», anche nella «grassa» Bologna, che avendo già adottato come residenza e/o domicilio anche il prode Pecchia, grande alfiere della maestosa cavalcata della B, dipinta dal già citato Bonaccini, con toni epici quasi da Brancaleone alle Crociate, non poteva non essere teatro migliore per magnificare le gesta di una squadra, di una società, di un gruppo, che inorgoglisce una regione intera, nel nome di un’inclusione, che nello sport, e ancor di più nel calcio, con la storia dei mille campanili, l’un contro l’altro animato e agitato – a suon di slogan e sfottò, sempre quanto le cose vanno e non degenerano in peggio – non sempre trova tutti d’accordo, o sulla stessa linea, questa volta non politica.

Miracoli del calcio, che fuori dal rettangolo verde di gioco, vede tutti schierati (senza moduli o sistemi ad infastidire) festosamente in giubilo: tifosi vicini e lontani (alla Nunzio Filogamo), di province remote le une dalle altre, della serie dal «Manzanarre al Reno», declinato in un più localistico «Dall’Arda del piacentino al Marecchia riminese», passando per il Reno, appunto, questa volta non teutonico, ma felsineo, che però nelle vittorie, nei trofei si trovano uno accanto all’altro, come del resto lo era stato ai tempi del Covid, allorché il lockdown permetteva ad un cittadino lo spostamento di centinaia di chilometri (oltre 300 per l’esattezza) dal piacentino al riminese appunto, ma vietava agli abitanti di Castelvetro Piacentino, di varcare il Po, per l’irrisoria distanza di qualche decametro per approdare alla vicinissima Cremona (nell’ex Lombardo-Veneto), pena sanzioni amministrative di proporzioni sufficientemente elevate, e per alcuni, stante la crisi del momento, proibitive.

Ma sono altri discorsi e altri tipi di miracoli, che quanto a pare non contano quando si vince o si é vinto, come nel caso del Parma, discorsi inutili che lasciano sicuramente il tempo che trovano, risultando oltremisura fuori luogo (o fuori regione, o ragione). Invece il Parma, a nome di tutta la popolazione del «Compartimento territoriale regionale» (così nel 1921 venivano definitive le regioni, storicamente mai esistite prima nel nostro Paese, ma disegnate in maniera discutibile e non geograficamente corretta con la Costituzione del 1948), si é riusciti ad unire ciò che neanche Bonaparte, con le sue calate, le sue Repubbliche (con due B) Cisalpina e Cispadana, il suo enorme potere politico e militare era mai riuscito a fare in termini così assoluti, in maniera così completa, pur avendo avuto il merito amministrativo e catastale di dare un indirizzo tecnico prezioso poi raccolto solo in parte nei Ducati della Restaurazione, tipo quello di Parma, e in parte nella le legazioni e delegazioni pontificie di Bologna e della Romagna.

Tanto per fare un po’ di storia sulla divisione tra il nostro territorio e quello delle altre provincie che costituiscono, l’attuale, non omogenea, Regione, ieri festante. Potere del calcio indefinito, imperscrutabile nei suoi fini, ma infinito e universalmente utile e grato a tutti nei suoi gesti e nei suoi modi. Però bella la cerimonia in cui anche chi non aveva mai seguito assiduamente le gesta dei calciatori Crociati (una sola presenza governativa a Modena, per stessa ammissione dell’interessato, pur avendo rappresentato la svolta), si è dimostrato capace di individuare la bellezza del gioco espresso, dai giovani di Pecchia (così garibaldinamente definiti) rispetto a quello di tutte le altre formazioni partecipanti, pur non avendole mai viste giocare, se non sporadicamente, stante gli impegni istituzionali correnti e pressanti a cui era impossibile sottrarsi.

La trasversalità nel calcio, più che la politica, ci fornisce lo spunto per magnificare giornate indimenticabili di premi, riconoscimenti, come quella vissuta dai massimi vertici del Parma, tutti presenti – tranne il Presidente (un dettaglio, ma l’inutile Lazio-Parma femminile non se l’è fatta mancare in ecologico volo transoceanico) e il direttore sportivo (un’inezia) tuttora in carica fino alla fine di giugno e sul cui rinnovo di contratto, regna il più assoluto ed imbarazzante mistero.

Assenze e silenzi che fanno rumore e non riescono a spegnere, però, il suono della gioia dell’entusiasmo, dell’orgoglio, che fino a quando non interverranno notizie certe, e non boutade, rumours o peggio ancora bufale, convenzionate e impacchettate ad arte (o disdoro), rimarranno nei saloni delle feste delle varie amministrazioni comunali, regionali, per far da contorno o da apripista ad altri tipi di festa in seguito a successi di ben altra natura, sempre ammesso che ciò possa avvenire o materializzarsi, esistono anche altri «competitor» con cui non si è festeggiato per niente. Ma tant’è.

Immagine by Demian Yamik

Il consenso non è come una partita di calcio, in cui basta fare un gol in più degli altri o subirne uno in meno o affatto. Il rispetto e l’affetto si conquistano con la difesa, non della porta o della propria area, ma dei valori che in una società in continua evoluzione tecnologica e ambientale si vanno via via perdendo o dimenticando, al pari di quella libertà di accettare le opinioni di tutti e non solo quelle fanno comodo.

Immagine by Demian Yamik

Quindi, per una par condicio di sentimenti, sensazioni, azioni (non solo quelle da gol) reazioni, diffidiamo di chi vorrebbe che solo una parte o solo una minoranza rumorosa, possa gioire lascando ad altri critiche e dolori ed infamie. Non parliamo di maggioranze silenziose, appartenenti al passato quasi scordato, ma in un clima regionale di festa chiediamoci «ma che c’azzecca tutto questo», tradotto: se ne poteva fare a meno? Gianni Barone

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELAT

IL PARMA CALCIO PREMIATO DAL COMUNE PER LA PROMOZIONE (VIDEO)

PARMA CAMPIONE DELLA SERIE B: FOTOGALLERY DELLA FESTA IN PIAZZA BY OLDMANAGENCY

IL PARMA CALCIO PREMIATO IN REGIONE PER LA PROMOZIONE (VIDEO)

PARMA IN A, I FESTEGGIAMENTI IN PIAZZA, ALL’AEROPORTO E FIDENZA (FOTO E VIDEO OLDMANAGENCY)

CARO MARTINES, L’ITER PER LO STADIO TEMPORANEO NON E’ COMPLESSO COME PER IL DEFINITIVO…

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MA CHE C’AZZECCA?

  • Sinceramente non ho capito niente di questa incomprensibile articolessa. Si vuol dire che Krause doveva andare? Che Pederzoli è in uscita? magari farei i caroselli). Quale sarebbe il succo di queste 4500 parole?

  • Un papocchio incomprensibile. Dovevamo rifiutarci di andare a farci ricevere dal presidente di regione? è questo il succo del discorso?

    Più che “Cattivo Cittadino”, io lo chiamerei “Acido Cittadino”

  • Solito articolo acido verso il Parma…

  • Che articolo! che c’azzecca, viene da chiedersi dopo averlo letto, sono certo che la prossima volta che vorrà metterci di mezzo la politica, riuscirà a fare meglio, coraggio.

  • Dopo aver letto i commenti non mi viene neanche voglia di leggerlo sto articolo…

    • Io sono abituato a farmi un’opinione mia senza farmi condizionare dagli altri…

  • Ale Pongonazzo

    Scusate il ritardo ma, forse, il Gianni è rimasto un’ po’ infastidito, credo anche giustamente, da questa sorta di appropriazione indebita di successi altrui, orchestrata puntualmente dalla “regionalita’”. Del resto, fin dall’ arrivo di Krause, c’è sempre stato un rapporto tra Kyle e colui che inforca occhiali 50 pollici con telecomando, connotato da reciprochi salamelecchi. Del resto con la regione e Bologna in particolare funziona così, se vinci, sei bello e bravo siamo tutti una grande comunità, diversamente… se magari hai bisogno…. nian caghe’

    • Diciamo che è stata l’occasione (la premiazione, dico) per finire sul TGR Emilia Romagna, che è molto bologna-centrico, e sembra sempre difficile, per loro, varcare l’Enza…

I commenti sono chiusi.