martedì, Maggio 28, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / OSSESSIONE TUTTI DENTRO

(Gianni Barone) – Prima d’iniziare un tema che volenti o nolenti, non dico abbia appassionato, perché molti avrebbero voluto farne a meno volentieri, però preso, o meglio coinvolto quasi tutti, tifosi, sportivi, giornalisti ed opinionisti locali che hanno seguito il Parma nella cavalcata vincente della sua quarta promozione della storia dalla B (dura e crudele per molti) alla A (gratificante, ma mai agevole), facciamo un piccolo revival musicale, canoro, per accompagnare la freddezza dei numeri che seguiranno volti a rappresentare l’apporto, in termini di presenze da titolari o meglio da partenti e/o da subentranti, che i vari singoli hanno dato all’impresa raggiunta dai colori Crociati nel suo insieme, quel famoso collettivo che alla fine ha vinto o stravinto più di ogni altro commento a favore o contro suggellando quel “tutti dentro”, nato come mantra da ripetere ad ogni gara, poi sviluppatosi come “categoria di pensiero” (che fa discutere) fino ad arrivare a vera e propria “ossessione”, che ha fatto anche “incalzare” (incazzare, forse meglio) qualcuno.

Partiamo da una canzone di Mina scritta da Fausto Cigliano (oggi ai più Carneade, ma assai popolare negli anni 50-60 e, quando nel 2022 è deceduto è stato definito come l’ultimo maestro della musica napoletana) che già dal titolo (Ossessione 70) svela, solo in parte, la propria essenza e il periodo storico 1970, in cui era stata scritta ed interpretata magistralmente, sebbene non rientri tra le indimenticabili performance della così chiamata “Tigre di Cremona”, Mina per tutti. Che così iniziava “Albertosi, Albertosi Burnich e Facchetti con Bertini, Rosato e Cera c’era un gol…”.

Musica per le orecchie di chi vorrebbe per la propria squadra, sempre comunque e ovunque una formazione con undici titolari, su questo non ci piove. Però, aspettiamo un attimo e proseguendo con “Domenghini, Mazzola, Boninsegna, Rivera in panchina, in panchina con Zoff”, capiamo che, dopo aver chiarito che stiamo parlando della Nazionale azzurra vicecampione del Mondo di Mexico 70, alle spalle del Brasile di sua Maestà Pelé (e non solo), ci rendiamo conto che già all’epoca, forse per la prima volta si discuteva di formazioni, di titolari e riserve o presunte tali con un carico di polemiche annesse e connesse esplose con “l’affaire”, della staffetta Mazzola-Rivera, e dei soli sei minuti, giocati da quest’ultimo nella finale, che avevano diviso pubblico e critica di un’intera nazione pallonara.

Però, prima di tornare alla realtà della nostra attualità in salsa Crociata, vi chiedo ancora qualche attimo di pazienza, di ascoltare la canzone e d’immaginare la voce di Mina che suadente ci sussurra “Riva, Riva, De Sisti non t’innervosire Valcareggi ti sta a guardare segna un gol”. E qui siamo al punto De Sisti i gol non li segnava (quasi mai), piuttosto l’invito del distratto autore Cigliano, avrebbe dovuto essere rivolto a Rivi Sheddu, ma il punto sta che De Sisti era colui che pur essendo tecnicamente inferiore sia a Rivera che a Mazzola, occupava nelle gerarchie del tecnico dell’epoca “Uccio” Valcareggi, quel “posto” di uno dei due titolari (Mazzola e Rivera appunto) per ragioni tattiche che già allora sfuggivano ai tifosi, facendoli infuriare non poco per le scelte di formazioni giudicate irrispettose del talento e della qualità dei singoli, di ieri, come di oggi.

E mentre riflettiamo su questo, mi piace concludere il testo, per meglio rapportalo ai giorni nostri e all’ambito del nostro Parma attuale, ricordando che così finiva la canzone “Juliano, Poletti, Furino, Gori, non sono rimasti sempre fuori ( un “tutti dentro” ante litteram n.d.a.) Niccolai, Niccolai ha giocato un’ora Vieri, Prati, Ferrante, Puja invece mai”.

Fine della trasmissione revival, per dirci che, se analizziamo per reparto le presenze da “partente” e “subentrante” dei vari giocatori, del Parma (tra parentesi le partite giocate dall’inizio e quelle da sostituto) nel nostro caso, la situazione alla luce dei cinque cambi consentiti, è cambiata di parecchio, come confermato nell’ultima puntata di “Bar Sport”, in cui gli opinion leader de “noantri”Piovani, Schianchi in quota rosea – spalleggiati dal conduttore Marco Balestrazzi e dall’opinionista fisso del programma Luca Romenghi, spesso hanno fatto cenno a termini come “titolare”, “riserva”, “squadra migliore”, pur nell’alveo imperante di quella nuova “ossessione” del tutti dentro (che al momento non vuole abbandonarci) che non si sa se potrà essere replicata anche in A, e che può sembrare vera o verosimile fino ad un certo punto se si analizzeranno bene i dati finali di presenze che, suddivise per reparto, andiamo ad elencare.

DIFESA:

Chichizola 36 dall’inizio, 1 da subentro. Titolare indiscutibile, pur con le 2 presenze finali del suo secondo Corvi.
DelPrato (32-3), Circati (27-2), Osorio (21-2), Coulibaly (21-5) sono i quattro con più presenze dall’inizio con Di Chiara (14-6) e Balogh (16-6) prime alternative sulla fascia e al centro, staccati di molto dai meno impiegati Zagaritis (7-3) e Ansaldi (5-12) sempre nell’affollata fascia sinistra, con Valenti (2-0) presente solo nel finale per ritardo di forma dopo l’infortunio.

CENTROCAMPO:

I due (mediani) più uno (trequarti) prevalente delle linee proposte dal sistema di gioco attuato è risultato così distribuito:
Bernabè (28-7), Hernani (25-11), Estévez (25-7), titolari incalzati da Sohm (21-12) con il doppio di presenze da titolare all’andata (14) rispetto al ritorno (7), poi un abisso con Cyprien (8-10), Camara (3-13) impiegato, però, spesso anche come attaccante esterno, molte volte nei vari finali in cui c’era da ribaltare o da raggiungere e Hainaut (2-2), quasi sempre schierato da terzino, quindi solo nominalmente centrocampista.

ATTACCO:

Man (29-3), Bonny (28-7) indiscutibilmente prime scelte nei ruoli di destra e al centro, pur con qualche contaminazione posizionale, per il terzo prevalente a sinistra testa a testa tra Benediczak (23-7) e Mihaila (21-11) con il primo più presente all’andata, rispetto al secondo più utilizzato dall’inizio nel girone di ritorno.
Infine le briciole come partente per Partipilo (8-18) tra i subentranti, però molto assiduo, Colak (6-17) anch’egli molto utilizzato a partita in corso, superati, però, da Charpentier (2-21), vero profilo stabile di giocatore dell’ultima mezz’ora più recupero di gioco. Scarsissimo l’impiego di Begic (1-7): aveva iniziato bene, però poi è finito nel dimenticatoio.

Questo è quanto i numeri, sempre freddi, sempre ostili, ma con i quali bisogna sempre confrontarci, ci offrono in un quadro, che più di quanto ci possano supportare le impressioni, ci induce a riflettere sul fatto che, in maniera abbastanza netta, le scelte e le preferenze di natura tecnica, dettate dalle condizioni del momento dei singoli, ci siano state pur in una logica (postmoderna) di alternanza continua a gara in corso, per meglio adattarsi alle situazioni e raramente agli avversari, per gestire, contenere e talvolta ribaltare il risultato e le sorti dell’incontro. Quindi niente staffette, niente mal di pancia, niente ossessioni? Chiedo. Questo al passato prossimo: al futuro in A chissà? Ai postumi l’ardua sentenza… Gianni Barone

 

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

12 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / OSSESSIONE TUTTI DENTRO

  • ma si… #siamoappostocosì
    Tutti dentro e via all’Olimpico con Valenti, Benepippa, Balogh e Coulibaly

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    • IPSE DIXIT

      Non ti è bastata la tua figura barbina di quest’anno con il patetico #siamoappostocosi
      Continui…

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      • Amico mio è andata bene ma il Como che non era #appostocosi e ha fatto mercato ci ha mangiato 10 punti in un mese. Poi vedi te se Valenti era presentabile

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        • Il Como se non fa un mercato del genere non sale in serie A, ma ci va il Venezia o la Cremerdese. Ti chiedo di citarmi quali squadre prime in classifica hanno speso fior di milioni per ingaggiare super campioni, per tenere il primo posto. Te lo dico io: nessuna.
          Scantati va che è ora pagliaccio

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    • Finita la promozione già inizi? Attendere un po’ no, eh?

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  • Lunedì sera guardavo Bar Sport (per fortuna rispetto a Calcio&Calcio, trasmissione senza parentesi pseudo “comiche” tipo Case Ferrari varie e gag imbarazzanti in dialetto) e sorvolando sull’antipatia di Romenghi (malmostoso e antipatico che spero l’anno prossimo venga tagliato) ho notato delle incongruenze a livello di opinioni tra gli espertoni locali degne di nota.
    Da un lato sulla rete ammiraglia di Via Mantova Ampolè capeggia la schiera degli ottimisti, del “questa squadra farebbe meglio in serie A”, Man è un fuoriclasse, Charpentier un campione, Bernabè un fenomeno, sul mercato serve poco o niente. Scuola di pensiero questa abbastanza ahimè radicata e temo anche in chi di dovere (Pederzoli & C.), che data l’incapacità operativa, portando avanti questa tesi non devono fare una mazza come nelle ultime 4 sessioni di calcio mercato: #siamoappostocosì.
    Dall’altro abbiamo invece Piovani che, giustamente, faceva notare come il concetto ampolliniano dell’essere più adatti alla serie A sia una cagata pazzesca e come siano necessari 4/5 innesti titolari che di fatto vuol dire mezza squadra e come il “tuttodentrismo” in serie A sia un suicidio. Parole sacrosante. Il corvasone nero Schianchi rincarava la dose evidenziando come Man (considerato da Ampollini un fuoriclasse) in serie A molto probabilmente non caverà un ragno da un buco, stessa cosa per Circati, ritenuto dal cornacchione (giustamente) incapace delle letture di gioco e assolutamente non pronto per garantire un campionato tranquillo nella massima serie. Il tutto in un “putpurì” di cazzate di cui non sono riuscito ad estrarre un filo logico. Se servono 4/5 titolari come anche il mio cane sa, vuol dire che questa squdra così fa 15 punti e scende a piombo, ergo la mia speranza, temo però disattesa, è che Pederzoli venga accompagnato alla porta, arrivi uno che il mercato lo sappia fare e si facciano questi indispensabili acquisti. Il Como farà uno squadrone avviso ai naviganti.

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  • Simone T.

    Purtroppo anche questa volta quoto ogni parola di Davide… e la cosa mi preoccupa sempre più

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  • Luca Battaglia

    Siete anche quelli che dicevano che in A diretti andavano Cremonese e Venezia; ma anche dopo un campionato dominato, considerando, cosa piuttosto unica ultimamente, che 3 squadre hanno fatto più di 70 punti, riuscite a trovare da offendere e già prospettare la retrocessione….il Parma già così com’è quest’anno in A se la poteva giocare con almeno 8/9 squadre, cosa che si ripete puntualmente ogni anno; troviamo 10 squadre che fanno il loro campionato e altre che combattono per non scendere. Magari un pochino di equilibrio nei giudizi non guasta, ma tanto non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e in questo sito di sordi ne troviamo in quantità industriale. E per dirla tutta il Como è salito con i gol di Gabrielloni non per quelli Strefezza, che a sentire qualcuno che scrive spesso, avrebbe fatto la differenza: 2 gol le prime 2 partite e poi? Del Prato a Como non gli ha fatto vedere palla e lui ha cambiato 3 volte ruolo. Questo per dire, che a volte, i giudizi affrettati e formulati giusto per criticare i nostri ed esaltare gli altri, mica sono per forza giusti. Altro esempio Jonshen che doveva spaccare il mondo a Cremona. Pensa un pò se un gol mangiato come a Parma lo avesse sbagliato uno dei nostri…che goduria per i gufi del sito.
    Buona serata

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    • Un conto è chi usufruisce dello spazio commenti, un conto sono gli autori (peraltro nel voluto caleidoscopio molto diversi tra loro): sicché cerchiamo di non fare di tutta l’erba un fascio.

      Il “voi” generico, il “qui” tende a generalizzare un po’ troppo…

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  • L’analisi di Schianchi su Man e Circati sono stranamente per altro assolutamente condivisibili. Il primo aspetta la palla da fermo e dopo 3 anni e mezzo che è in Italia non ha ancora capito che così non vai da nessuna parte, il secondo non è capace di leggere i movimenti e infatti viene spesso uccellato dalla punta che gli passa da dietro. Ergo servono 5 titolari più un portiere o si fa la fine del 2020/21.

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    • D’accordo con te, schianchi e piovani

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