mercoledì, Giugno 19, 2024
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E IL GALLO SI DA’ AL BASKET…

(Il Gallo di Castione) – Armadi pieni di scheletri, cassetti pieni di sogni: poi ci credo che al mattino uscite vestiti di tolfa.
Fra i ricordi che non tengo negli armadi vi è di quando da ragazzino andavo al Palazzetto Don Bosco, dove giocava una squadra di basket, la Fulgor, che poi ho un po’ perso di vista, e dopo è anche fallita, ma da ragazzino era bello entrare di sfruso grazie al custode compiacente e fare un tifo indemoniato per quelle eroiche partite tipo il derby con la Valtarese. Ora la Fulgor esiste di nuovo, grazie proprio ai protagonisti di quell’epoca che si son dati da fare per il basket a Fidenza, ma la cosa si è evoluta ed esiste un bellissimo progetto che già ora sta dando i suoi frutti.

Ma dentro questo progetto e dietro i risultati ci sono dei protagonisti ed alcuni ve li presenterò dopo che vi avrò raccontato della promozione in serie B2 dell’anno scorso, poi della semifinale giocata domenica contro il Ferrara, che si gioca su tre partite ed abbiamo vinto la prima, quindi si va a Ravenna (giovedì) ed eventualmente la bella al Palazzetto di Fidenza.

Era molto difficile pensare che saremmo arrivati sin qui: la squadra è costruita sui giovani e gli elementi di esperienza sono il capitano Milo Galli e il pivottone Jugo Markovic, i risultati sono da ascriversi poi a tutti, ma l’allenatore Stefano Bizzozi (un mito nel basket e nella vita) ci ha ben messo del suo.

Dovevo sempre ritornare alla prima partita di semifinale, alla quale ho assistito insieme agli appassionati borghigiani, una partita molto intensa all’insegna dell’equilibrio decisa da pochi punti finali, dove il più eclatante protagonista è stato nel momento decisivo Valdo, coi suoi palloni rubati e i suoi canestri decisivi. Bella partita, si diceva, ma che cos’è una partita? La parola “partita” evoca in lei “una protagonista romantica di un addio”. Evoca in lui “spostati, sei davanti”.

Ora, il Basket non attira le folle, ma domenica vi era un bel parterre, tutti a tifare per quei giovani protagonisti di una grossa impresa, comunque vada a finire. Il fatto che non era un obiettivo prefissato non ci autorizza a non provare ad ottenere la promozione, così come il fatto che si muoia più spesso cadendo in bagno che in incidenti di autobus non autorizza a salire su mezzi pubblici senza essersi lavati.

Ma intanto vi racconto due cose di Stefano, l’allenatore, che mi ha raccontato di avere sposato il progetto Pallacanestro di Fidenza, che vuole essere un riferimento per il basket giovanile della zona, questo Mister, di grande esperienza, ha allenato fra gli altri la nazionale Italiana (vice), la nazionale Italiana under 15 e under 18, il Piacenza, il Varese, il Pesaro, il Teramo il Venezia e la nazionale del Camerun a più riprese in una carriera gloriosa più che trentennale. Ma soprattutto è il fondatore di Sport around the world, che si occupa di fare studiare gli studenti in Africa e di fargli guadagnare borse di studio universitaria per meriti accademici o sportivi. Mi ha spiegato che il senso dello sport e del campionato è far fare esperienza ai ragazzi della prima squadra e delle giovanili, e che anche una sconfitta verrà presa con un sorriso. Non me lo ha detto ma io lo so che 12 ragazzi stranieri sono ospiti nella foresteria di Fidenza e che la Fulgor gli garantisce formazione sportiva ed istruzione alle scuole superiori.

Ma parliamo del Capitano Milo Galli: io me lo ricordo ragazzino, poi adolescente, ora mi accorgo che ha quasi trent’anni e che ha un lunga esperienza sportiva fra serie A2 e serie B, così è tornato a Fidenza per supportare i giovani compagni di squadra e ci racconta un po’ della partita appena giocata. Ci dice che giocare una partita non facile con una squadra come il Ferrara (costruita con giocatori di serie superiore e con alcuni giovani fortissimi), senza Scatolin infortunato è stato complicato e ha costretto tutta la squadra a mettere qualcosa in più.

E anche quando la Fulgor è andata sotto di 5 punti non si è mollato, han continuato a combattere col coltello fra i denti. Poi ci è stato un dubbio fallo fischiato su una stoppata che poteva decidere la partita, ma si è ripartiti ancora più forte, poi il doppio fallo tecnico fischiato al play del Ravenna ha cambiato l’inerzia della partita. Si dissocia sulla leggenda dell’arbitro cornuto ma si intuisce che ne ha sentito parlare anche lui.

Per finire ho parlato col pivot, “Jugo” Markovic, simpatico gigante buono (in campo mica sempre) di 2,13 metri, che le malizie del giocatore ce le ha tutte, compreso il fallo de panza (fallo di sostanza) che non è fischiabile dall’arbitro. Ci racconta che han vinto il match in difesa, anche se in attacco le percentuali di tiro non sono state eccezionali. Ci ricorda che il Ravenna è partito per vincere il campionato e che han battuto un’ottima squadra composta da otto senior mentre la Fulgor son quasi tutti ragazzi e poi mi dice che il progetto Fulgor sta andando molto bene grazie al Presidente Andrea Orlandi che vuol fare bene, al Mister che è un grande, i giocatori giocano tutti per vincere ma giocano con gioia. Durante la partita ha cercato di guidare i suoi compagni come nel fallo sulla stoppata fischiato molto dubbio quando ha calmato Marchini prima che esagerasse. In una partita valgono i piccoli dettagli e lui che ha già vissuto le situazioni sa come ci si comporta. La partita come dicevo, si è decisa sul finale (81-77), con la tripletta di Valdo mentre il pivot del Ravenna (ci dice) è scivolato da solo.

Mi son proprio divertito, mi sa che ci torno per la terza partita col Ravenna (se ci sarà) e per l’eventuale finale. Ormai lo sport mi vede come spettatore, per evidenti limiti di età, mica come quelli che credono di fare jogging e invece si trascinano sudati e arrancanti verso il primo infarto disponibile. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

Un pensiero su “E IL GALLO SI DA’ AL BASKET…

  • Bellissimo racconto!

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