domenica, Giugno 23, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / LE AMBIZIONI DEL PARMA SI CONIIUGANO AL “TUTTI DENTRO” DI PECCHIA

(Luca Russo, immagine by Demian Yamik) – E così l’ultimo turno di cadetteria ha dispensato lacrime in laguna e gioia a più non posso su quel ramo del lago di… Como. Già, perché sono stati i comaschi di Fàbregas, e tutto lo star system (in verità dal retrogusto di plastica, non esattamente un inno alla genuinità) a corredo della truppa lacustre, a festeggiare la promozione diretta al piano di sopra.

Da quelle parti la A mancava da un bel po’, da 21 anni, per la precisione dal campionato 2002/2003, che i lariani chiusero al 17mo posto con annessa, e si suppone sgradita, retrocessione. A Venezia, invece, i pianti non hanno avuto origine dalla felicità, ma dalla delusione, perché se i ragazzi di Vanoli avessero vinto in quel di La Spezia, col pareggio maturato tra gli azzurri lombardi e il Cosenza, il confronto di salto in alto verso il livello più nobile del soccer nostrano lo avrebbero vinto loro.

Al contrario la sconfitta subita al Picco “condanna” gli arancioneroverdi alla “lotteria” dei playoff, nella quale avranno comunque sempre garantito il fattore campo a favore e potranno far valere fino all’eventuale finale il miglior posizionamento in classifica nella stagione regolare, salva lo Spezia, spedisce l’Ascoli, pur vittorioso ai danni del Pisa, in C, e offre la coda, sportivamente drammatica e allo stesso tempo avvincente, dei playout a Ternana e Bari, che hanno battuto rispettivamente la FeralpiSalò e il Brescia.

Il Parma? Aveva una partitina niente male a chiusura di una stagione tanto memorabile quanto da incorniciare: il derby coi cugini d’oltr’Enza. Una gara alla quale entrambe le contendenti non avevano granché da chiedere, se non la supremazia territoriale che, però, nel calcio moderno, lontano dalle passioni viscerali caratteristiche del football delle belle epoche andate, lascia il tempo che trova.

Col Parma già certo di partecipare alla prossima edizione della Serie A e la Reggiana senza più alcuna speranza di accedere alla post season né il timore di retrocedere, al Mapei Stadium si è consumato il più classico degli 1-1 di fine annata.

Un pareggio che non fa male a nessuno e che accontenta…tutti? Non proprio. Ai tifosi Crociati infatti non è andata giù la formazione titolare schierata da Pecchia. “Perché regalare la vittoria ai granata?”, è stato l’interrogativo in tendenza nel prematch.

Un quesito smentito dall’andamento e dall’esito del duello e che trovo ingeneroso nei riguardi delle strategie della società, che, ricordiamolo a tutti, ha come obiettivi a medio e lungo termine dapprima quello di conservare la categoria faticosamente conquistata dopo tre anni di esilio e poi l’altro, più stuzzicante per la piazza Ducale, di restituire al Parma una certa dimensione internazionale riportandolo ai fasti di un paio di decenni fa.

Ambizioni di tali portata e qualità mal si conciliano col desiderio di legarsi ad una formazione tipo da imparare a mo’ di filastrocca come accadeva con l’antenato del calcio attuale. Giusto e comprensibile, dunque, che ci sia spazio anche per quegli elementi che hanno avuto meno occasioni per mettersi in mostra ed esibire le proprie doti, soprattutto per individuare chi tra loro può fare al caso nostro nel ruolo di “titolari aggiunti” quando i livelli di competizione e pressione si alzeranno, raggiungendo picchi che in B giocoforza è difficile pure solamente sfiorare.

La salvezza per cominciare e a seguire l’intenzione di riacquisire uno status europeo di tutto rispetto richiedono sia un undici di partenza di spessore che una panchina profonda e di qualità. L’alternativa, assai meno accattivante e gustosa, è fare su e giù dalla B, appiccicandosi addosso l’etichetta di squadra ciclicamente in lotta per salvezza o che può ambire tutt’al più a un campionato tranquillo. È quello che volete? Luca Russo, immagine by Demian Yamik

2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / LE AMBIZIONI DEL PARMA SI CONIIUGANO AL “TUTTI DENTRO” DI PECCHIA

  • Vuoi mettere fare su e giù dalla A, ma giocare sempre il derby per molti bigotti?

    • Ai nostalgici con cerata e stivaloni non piace fare su e giù dalla B, ma stare direttamente in B con due “derbi” all’anno da giocare. Che poi non è più un derby, ma Parma Cutro.

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