martedì, Maggio 28, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / NIENTE RITIRO, LA PREPARAZIONE SARA’ A COLLECCHIO

(Luca Russo) – Non si tratta di una novità, ma di un’abitudine che è stata persa gradualmente e quindi finita via via nel dimenticatoio.
La notizia è di ieri e porta la firma della Gazzetta di Parma, tuttavia ancora oggi fa un minimo di effetto anche se, come appena detto, non siamo di fronte ad una scelta inedita.

Il Parma che ha appena vinto la B, dominandola dal principio alla fine, e in questo modo riconquistato la massima serie dopo tre lunghissimi anni di purgatorio, si avvicinerà alla stagione del ritorno nel livello più nobile e prestigioso del calcio nostrano preparandola in quel di Collecchio.

Una pratica in uso già ai tempi di Ghirardi, riproposta a spot nelle reggenze successive e che ora sembrerebbe pronta a ritornare in rampa di lancio in vista dell’annata 2024/2025.

Al momento non si conoscono le ragioni che avrebbero indotto la società da un lato a rinunciare al ritiro nella sua forma più tradizionale e dall’altro a puntare sulla soluzione locale, qui però possiamo individuarne un pro e un contro.

L’aspetto a favore va ricercato nel campo, spesso sottovalutato o per meglio dire “oscurato”, della “logistica”: a Collecchio c’è tutto quello che serve in termini di strutture, strumentazioni e attrezzatture per effettuare la preparazione estiva, al contrario selezionare una località diversa per accostarsi alla prossima edizione di A significherebbe dover mettere in preventivo il trasferimento dei materiali sopra elencati o individuare un’alternativa equivalente.

Lo svantaggio è riconducibile alle condizioni climatiche che la rosa troverà presso il centro sportivo tra il 4 e il 5 luglio, potenziali date durante le quali dovrebbero aver luogo il ritrovo dei vari calciatori alle dipendenze di Pecchia e il conseguente svolgimento dei test e delle visite di inizio ritiro.

A tal proposito ci si fa aiutare dagli esperti del settore e dai dati reperibili in rete: negli ultimi tre decenni a Collecchio nel mese di luglio si è rilevata una temperatura massima media di poco oltre i 30 gradi (comunque nulla di paragonabile al picco di 40 gradi registrato il 29 luglio del 1983), tutt’altro che le condizioni migliori per mettere benzina nelle gambe, ossigeno nel sangue e ricaricare la testa in prossimità di un campionato nel quale il primo imperativo sarà quello di conservare la categoria e poi, portata a casa la salvezza ci si augura senza troppi affanni, mettere nel mirino quel piazzamento europeo tanto ambito da Kyle Krause quanto desiderato dalla piazza, magari seguendo la strada più agevole della Conference League, competizione che dalla sua istituzione ad oggi si è dimostrata “amica” delle formazioni italiane e per queste in qualche caso terreno di conquista (in tal senso bisogna rendere merito ed onore alla Roma, vincitrice dell’edizione inaugurale, e alla Fiorentina, alla seconda finale consecutiva in due partecipazioni), invece che quella più impervia dell’Europa League, che non a caso manca dall’Italia dal 12 maggio 1999, giorno in cui allo stadio Lužniki di Mosca Crespo, Vanoli e Chiesa calarono un tris sul malcapitato Olympique Marsiglia.

L’altra novità dell’estate di lavoro dei Crociati potrebbe essere rappresentata dalla partecipazione a mini tornei estivi in giro per il Vecchio Continente, specie laddove dovesse presentarsi la possibilità di affrontare in amichevole due compagini della stessa nazione. L’idea suona come l’evoluzione di quanto è stato fatto poco meno di dodici mesi fa, allorquando il ritiro dei gialloblù è stato impreziosito dalle sfide con Fiorentina, Bochum, Sassuolo ed Elche. Del resto, se in seno al club ci si sta adoperando affinché la presenza stabile nelle coppe sia lo sbocco naturale della gestione Krause, non si può che ripartire dai duelli in salsa europea e il bagaglio d’esperienza che lasciano in omaggio. Luca Russo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NIENTE RITIRO, LA PREPARAZIONE SARA’ A COLLECCHIO

  • Così si risparmiano i soldi dell’hotel e della corriera! I piocioni apprezzerebbero

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  • se è per risparmiare soldi non è un bel segnale

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    • Come ampiamente spiegato dall’autore la scelta è legata alla logistica. Poi che contemporaneamente si risparmi è un altro discorso, ma non essenziale ne’ rilevante.
      E aggiungo che quello della disponibilità economica, allo stato, è l’ultimo dei problemi del Parma

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  • Mah…se avessimo un’estate come lo scorso anno, che in piena pianura padana ad inizio luglio c’erano già 40 gradi con il 50% di umidità non sarebbe una grande scelta.

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  • Ampolè, a Colècc in ista a ghe stòffogh!!!!
    Nello da Busé (dalla cucina di Casa Ferrari)

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