domenica, Maggio 26, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / PECCHIA AL BOLOGNA? NO, GRAZIE

(Luca Russo, foto in evidenza di Giovanni Ferraguti) – Trasloco di un centinaio di chilometri con destinazione Bologna all’orizzonte per Fabio Pecchia? La speranza, i risultati raccolti e il gioco proposto nel biennio trascorso all’ombra del Battistero ci inducono a rispondere con un fragoroso e convintissimo no: gli spifferi in arrivo da Radio Mercato invitano al contrario a non escludere del tutto questa spiacevole, almeno dal nostro punto di vista, possibilità.

Tutto dipende dalla Juventus, dal Bologna, vero e forse unico baricentro del valzer delle panchine che potrebbe scatenarsi tra le compagini di Serie A una volta che le danze del campionato risulteranno concluse, e dalle scelte dell’attuale tecnico dei felsinei. Ma facciamo ordine.

Stasera a Roma è in programma la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus (complimenti al direttore delle Operations del Parma Calcio Stefano Perrone – foto sopra – che, come consolidata consuetudine ha in mano la security dell’evento, assieme al vice Roberto Praticò) e, stando a quanto filtra dai beneinformati, nel caso in cui il gruppo bianconero non riuscisse a far suo il secondo trofeo nazionale per importanza, stasera stessa o tutt’al più domani, Massimiliano Allegri rischierebbe di essere accompagnato verso l’uscita definitiva dai piani e dai progetti del club torinese.

Il suo posto, a partire dalla prossima stagione, potrebbe essere preso da Thiago Motta che, da sogno proibito quale era, ha assunto in breve tempo lo status di desiderio ormai non più recondito né della proprietà né dei vertici dirigenziali juventini. Dovesse farsi strada uno scenario del genere, il sodalizio rossoblù sarebbe chiamato a rimpiazzare l’artefice del capolavoro che ha proiettato gli emiliani tra i maestri del calcio europeo, vedasi la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, rinnovata nel formato e potenziata nel numero di partecipanti, già in tasca dallo scorso finesettimana, con un coach altrettanto valido e sufficientemente abile da saper gestire un’annata con tre impegni, e relative “fatiche” sia fisiche che nervose, da affrontare.

Saputo e Fenucci nei mesi scorsi hanno posto le basi per il rinnovo del contratto dell’allenatore brasiliano naturalizzato italiano, in scadenza alla fine di giugno, e provato a trovare una quadra in tempi ragionevoli, salvo poi congelare e rimandare ogni discorso legato al futuro della panchina nell’ottica di non alterare gli equilibri del gruppo capitanato da Ferguson (adesso da De Silvestri in luogo dello scozzese fermo ai box per infortunio) proteso alla ricerca di un posto nella più prestigiosa delle competizioni europee per club.

Centrato l’obiettivo del piazzamento in Champions League domenica scorsa grazie al successo dell’Atalanta ai danni della Roma, preceduto dalla vittoria del Bologna a Napoli di un paio di giorni prima, il totopanchina è stato tirato fuori dal freezer nella consapevolezza che difficilmente Thiago Motta ne sarà il titolare anche nella stagione 2024/2025, destinato come sembra ad accettare la corte della Juventus. L’ex centrocampista del Paris Saint Germain resta in ogni caso l’opzione preferita della proprietà a stelle e strisce del club emiliano, ma nel caso in cui andasse a dama l’accordo che in tanti sostengono abbia già raggiunto con Giuntoli, i rossoblù non si faranno trovare impreparati.

I nomi sul tavolo di Saputo e Fenucci sono diversi: si va da Vincenzo Italiano a Stefano Pioli, passando per Eusebio Di Francesco, Paolo Vanoli e Maurizio Sarri. Ma ce n’è uno che più degli altri fa gola all’ambiente bolognese raccogliendo il consenso di fatto unanime dell’area tecnica, ed è quello di Fabio Pecchia.

Un profilo che, proprio per i risultati raccolti e il gioco proposto qualche chilometro più a ovest, stuzzica la fantasia di Saputo, Fenucci e di un’intera piazza che ambisce a ripercorrere a modo suo il solco tracciato dall’Atalanta di Gasperini.

Il Parma resta alla finestra e incrocia le dita: non c’è un solo motivo che possa rendere conveniente la separazione da Pecchia, ma ce n’è almeno un milione per augurarsi che questo matrimonio continui senza crisi coniugali né pause di riflessione, tra i quali appunto i risultati raccolti fin qui, il gioco proposto e una media punti formidabile nella stagione appena conclusa (2 a partita, l’equivalente di 19 vittorie, 19 pareggi e nessuna sconfitta in campionato). Rinunciare ad un allenatore del genere, le cui qualità tecniche, tattiche e motivazionali sono al momento indiscutibili, non sarebbe il modo migliore per celebrare come si deve il ritorno a casa, cioè il ritorno in Serie A. Luca Russo, foto in evidenza di Giovanni Ferraguti

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / PECCHIA AL BOLOGNA? NO, GRAZIE

  • Ma per favore! Passare dalla B alla Champions sarebbe un suicidio per Pecchia. Rimanga con noi in A.

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