mercoledì, Giugno 19, 2024
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IL GALLO DI CASTIONE / IL DIVERSO VALORE DEL DERBY

(Il Gallo di Castione) – Ci sono cose che un uomo non può e non deve sapere. Tipo la differenza tra il celeste e il pervinca. Ma sono ignoranze infantili, per vedere tutti i colori dell’iride e conoscerne i nomi avrei dovuto usare un catalizzatore, ma non lo feci mai.
Da giovane vivevo in un periodo la cui unica alternativa alla droga era l’oratorio. Ho fatto la scelta sbagliata: so tutta la messa a memoria e spesso pensavo “Che spreco avere due mani ed un solo pisello!”.
E non so cosa sia il pervinca, ho vagamente idea del turchese, ricordo che ci era la fata turchina.
Del resto sono nato al primo piano di un osteria, e ogni tanto mio nonno mi diceva “vieni, figliolo, che ti porto qui di sotto a vedere i signori anziani coi capelli tinti che parlano di figa…”.
Lo so, lo so che son discorsi strampalati, quasi stronzate, del resto “Puoi scrivere qualsiasi idiozia, basta attribuirla a qualcuno di illustre” (Nelson Mandela).
Ma quando non scrivo, nella vita di tutti i giorni tendo ad avere la battuta pronta. Spesso riporto battute che ho usato in conversazioni o litigi o discussioni.
Nel prossimo futuro vorrei invece un blog su Vanity, oppure essere ospite da Mario Giordano o Paolo Del Debbio, ma dicono che per questo serve un prodotto da vendere e un caso umano. Quindi mi sto organizzando, aspettando magari in diretta l’annuncio di Marine Le Pen che va a pranzo con quel terrone di Matteo Salvini, perché tutti saremo prima o poi i terroni di qualcuno altro, tolti forse gli eschimesi perché le foche non sono razziste.

Mi son perso via perché parlare di un derby non giocato mi pare perder tempo, col direttore che mi pungola perché io non perda la voglia di scrivere minchiate. Però vorrei anche rimarcare come termini comparsi nei miei articolonzi tipo mamlone associato al formaggio svizzero coi buchi o pistapoci associato a un giocatore inconcludente (il primo fu Di Gaudio che così definii su TV Parma) ecc. ecc. siano ormai ampiamente sdoganati e usati da molti giornalai in rete o sulla carta stampata. Non nego di essermi, io per primo, ispirato ad altri scritti, ma son contento di aver fatto in qualche modo scuola. Dai Pirenei ai Balcani, dal Manzanarre al Reno (cit. scolastica manzoniana) tornano i giocatori sempre protagonisti come Man e Sohm. Perché sono coloro che hanno gran doti spesso non sfruttate, e per quello fanno incazzare

I due centrali titolari di difesa non hanno giocato. E nel tutti dentro di Pecchia, quando le partite erano decisive, han sempre giocato loro. Qui la critica sta nel diverso valore che l’allenatore ha dato al derby. Per un tifoso Crociato il derby è una partita, anzi, la partita più importante. Non chiedete mai di barattare la vittoria nel derby con un altro traguardo, sarebbe imbarazzante. Poi bisogna dire che i giocatori stranieri con vista nazionale non avrebbero giocato volentieri e con agonismo. E nemmeno gli ipotetici giocatori con vista calciomercato avrebbero rischiato un infortunio. E nemmeno quei giocatori senza contratto col Parma che dovranno accasarsi altrove avrebbero messo i garletti in una partita “inutile”.

Questo sapeva Pecchia e questo dovremmo accettare noi tifosi. Ha messo su i più affidabili e motivati, l’unico rimprovero di una partita senza “biscotto”, ma all’insegna del “non facciamoci del male” è che sia sfuggito quanto avrebbero goduto i supporter gialloblù a finire la stagione con la ciliegina sulla torta. Pazienza. Un festeggiamento in meno, che in una stagione come questa avrebbe messo a dura prova le carotidi e il fegato dei ragazzi che hanno nel cuore il Parma Calcio.

Vogliamoci tanto bene: il risultato ecumenico ci soddisfa a metà, non dovevamo perdere e non abbiamo perso, volevamo vincere, ma lo faremo presto visto che secondo Parma Live ci incontreremo già ad agosto in Coppa Italia, mentre in campionato sarà fra tanto tempo, perché la Regia in serie A mi sembra difficile assai e perché vien difficile pensare che il buon KK non provi a mantenere la categoria con investimenti, si spera, mirati.

Ma arriviamo all’argomento che ci sta a cuore: ora voi lo sapete che non ho un buon rapporto con la classe arbitrale, perché sono tutti zuzzerelloni, ma ci sono casi in cui, a seguito di numerose errate decisioni racchiuse in poco tempo, l’opinione che ne consegue esula sulla reale competenza del direttore di gara e trascende verso i suoi traumi infantili, le gran pippe adolescenziali sino al matrimonio con risvolti equivoci.

Come esempio ben si presta l’arbitraggio in Parma-Cremonese nella prima mezz’ora e le mancate ammonizioni nel derby per tutte le volte che han trattenuto per la maglia il giocatore che se ne andava. Che a mettere insieme un’espulsione esagerata, un rigore ignorato e dieci falli non sanzionati porta a un sospetto che va oltre la mancanza di professionalità. Fa pensare alla marchettara (colei che cumula marchette dei clienti, le ricevute di pagamento rilasciate dalla Maîtresse che danno diritto alla prestazione) o alla bagascia (da bag, borsone, che allude al di lei enorme anfratto) o alla battona (colei che batte) o alla mignotta (dal francese mignot, vezzoso civettuolo, la donna che si imbelletta per piacere agli ometti tutti), ma tutto ciò solo nell’impeto della rabbia. In realtà si ignora perché delle donne virtuose solo perché sposate con arbitri debbano divenire fedifraghe, forse unicamente per confermare che l’arbitro è inesorabilmente, inevitabilmente, inequivocabilmente sempre cornuto, qualcuno più degli altri.

Ma siam stati promossi in serie A, abbiam vinto la coppa BKT e siam contenti, quasi felici. La felicità è quell’attimo che dopo chilometri riesci a superare quel camion solo per scoprire che davanti ce ne sono altri sei e una panda verdina, là in fondo, perché ogni mattina un anziano col cappello si sveglia e sa che dovrà prendere la sua Panda verdina per andare a creare le code in tangenziale. E allora, in procinto di elezioni europee e alle soglie dell’estate, come farà di certo e come sempre Rete 4, un consiglio agli anziani: bevete molta acqua e non uscite dall’euro nelle ore più calde. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / IL DIVERSO VALORE DEL DERBY

  • Ora che in piena calura agostana avremo molto probabilmente il derby i nostalgici saranno contenti. Una bella serata allo stadio con autan&company.

  • I nostalgici possono acquistare una fetta di cocomero in cittadella e godersi la battaglia contro gli odiati cugini, a questo punto vero obiettivo stagionale. Per quella data Pederzoli (nonostante i mesi di tempo) non avrà al solito battuto chiodo tra mille voci che saranno tutte puntualmente smentite e giocatori che finiranno al Como. Valenti e soci avranno cosi la possibilità di riabilitarsi agli occhi della tifoseria ancora offesa per la formazione schierata lo scorso venerdì. Purtroppo non ci sarà Ansaldi ma siccome #siamoapposto così Di Chiara e Coulibaly insieme a Cicciobello Valenti ci daranno un anticipo di quello che faranno a San Siro contro Lautaro e Thuram.

    • Oh tato lo sai che sei leggero?

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