venerdì, Maggio 24, 2024
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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / VAZQUEZ? EI FU… (HIGHLIGHTS)

(Luca Tegoni) – É finito il primo tempo e per parlare della partita purtroppo, almeno questa volta, sarebbe necessario descrivere la prestazione ridicola di un arbitro inetto. Dopo venti minuti la partita aveva già raggiunto una tensione mai vista negli ultimi campionati, una serie di scelte comiche poi corrette dal VAR e la permissività con cui ha permesso ai giocatori della Cremonese di randellare hanno condizionato, almeno emotivamente i giocatori, soprattutto quelli del Parma che non potevano più avere fiducia di una corretta conduzione della partita da parte dell’arbitro.

La tensione è aumentata, soprattutto sulle tribune, quando Vazquez, dopo aver portato i suoi in vantaggio, si rivolge alla curva crociata con un gesto di scherno. Ei fu.

Dalla mia postazione lavorativa in S. Andrea odo il boato consolatorio dei tifosi raccolti in Piazza Garibaldi che mi rincuora. Il Parma pareggia con Mihaila dopo una bella azione di Man che gli serve l’assist.

Poco dopo Johnsen si mangia un gol che nemmeno il grande Egidio avrebbe sbagliato. La partita non cresce e il Como non va oltre il pareggio. Il Parma vince il campionato di serie B 2023 – 2024.

Ancora festa al Tardini e poi tripudio in Piazza. Ma per essere eroi ci manca ancora una partita.

Parme Cremonese pareggiano al Tardini con gol di Mihaila nel secondo tempo. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

2 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / VAZQUEZ? EI FU… (HIGHLIGHTS)

  • Per come l’abbiamo giocata in 10 per tipo 70 minuti è stata la miglior gara stagionale. Semplicemente fantastici!

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  • In verità il collettivo di Pecchia non è un equinozio

    Nello sport agonistico ci sono i campioni (pochi) e giocatori di seconda, terza, quarta categoria.. Chiaramente il forte Tizio dovrà passare la palla alla seconda linea Caio (e lo farà benissimo…) e il buon Caio forse riuscirà a restituirla (in qualche modo) a Tizio, che dopo aver saltato tre avversari Cai, la metterà dentro. Più o meno… il calcio è questo e presidenti, sponsor e tifosi si contendono da sempre i giocatori con più qualità che remunereranno anche con stipendi migliori degli altri. (Chiariamo subito, per anticipare certi tuoni… che il migliore nello sport può essere una testa di cavolo nella vita. Non c’è nessuna correlazione tra le due virtù..)
    Il collettivismo nello sport agonistico però secondo me è un concetto improprio, non definitorio. Ci possono essere giocatori mediocri che sono indipendenti e campioni più interdipendenti di questi. Anche il ruolo che il calciatore ricopre in campo si caratterizza da attitudini differenti. Il mediano ad es generalmente è un giocatore generoso e di “relazione” (interdipendente) mentre il bomber invece è più egoista..(indipendente) ed è forse per questo che Pecchia gioca senza un vero centravanti (lo dico come battuta ma secondo me questa contiene anche un briciolo di verità).

    Ma torniamo al punto di partenza, cioè Pecchia ha voluto davvero plasmare una squadra collettivista? Il collettivismo (l’altrimenti detto tutti dentro..) correla con l’interdipendenza degli individui e si associa più frequentemente ad identità nazionale che in ambito calcistico si traduce in identità societaria. Ed è questo ciò che insegna Pecchia. Ma se l’interdipendenza si accompagnasse a rotazioni di uomini e di ruoli fino a dare a tutti le stesse presenze in campo, questo sarebbe un problema. Se infatti riteniamo che campioni e seconde linee incidano in ugual misura sul risultato sportivo significherebbe essere finiti senza saperlo in un bosco magico.
    Quando però adesso a campionato ormai concluso.. ri-conteggiamo i minutaggi ormai definitivi, con un po’ di sorpresa emerge che il mister, almeno quest’anno, si è fermato al limitar di quel bosco… Escluso il portiere, al primo posto c’è delPrato (2858 min-86%minutaggio) poi vengono Bernabè (2560min-77%), Circati (2528min-76%), Man (2316min-70%), Estevez (2301min-69%) e via via gli altri.…. Bonny (1921min-58%) avrebbe invece dovuto giocare di più ma, i nostri giocatori più forti, hanno in fondo giocato solo un 10-15% in meno rispetto ai titolari delle altre squadre.
    E quindi? Quindi il collettivista Pecchia è stato più un collettivista ideologico, morale… che reale e ha guadagnato coesione al prezzo di un modesto ampliamento della partecipazione in campo. Un mezzo collettivista che ha accontentato tutti. L’osservazione invece che Osorio e Circati avrebbero dovuto giocare più spesso insieme, numeri alla mano ancora regge.

    Se oggi il collettivismo ne esce ridimensionato (e se non si crede che nel calcio uno vale uno, pur essendo tutti fratelli…) forse significa anche che domani ci sarà attenzione a non perdere quei 4 che quest’anno hanno fatto la differenza. Almeno si spera

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