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STADIO PROVVISORIO? UNA CHIMERA. APERTURA PER UN PROGETTO A STRALCI?

(Gmajo) – Giovedì scorso 23 maggio 2024, a margine della Premiazione a Bologna del Parma Calcio per la promozione in A da parte della Regione Emilia Romagna, pungolato soprattutto dal nostro Gian Carlo Ceci, il managing director corporate Luca Martines è tornato a parlare del futuro dello Stadio Tardini. Già ho avuto modo di chiosare la settimana scorsa una parte del suo intervento, soprattutto a proposito del fatto che l’iter burocratico-amministrativo (leggi Conferenza di Servizi) per uno stadio provvisorio (specie se il Comune prescelto fosse quello di Sorbolo che ha già tutte le carte in regole) è decisamente più semplice e meno complicato e tortuoso rispetto ad uno definitivo in centro città, a pochi metri dalle abitazioni private, come nel caso dello Stadio Ennio Tardini.

Il problema, dunque, non è la complessità del percorso, quanto, piuttosto, la effettiva volontà di volerlo intraprendere: siamo così certi che il presidente (che sarebbe poi quello che sgancia la pila) intenda aggiungere altri 15 milioni circa per il provvisorio (a spanne un milione ogni 1.000 spettatori, per cui si spazia tra un minimo di 12 fino a circa 16) ad un progetto, per il definitivo, che già gliene costa altri 140 circa, solo per far risparmiare ai tifosi lo sbatti (e le spese) per l’esodo fuori provincia per andare a sostenere la propria squadra nei match teoricamente casalinghi per quei 2-3 anni necessari per radere al suolo l’attuale e tirar su il nuovo tempio?

Lo stadio provvisorio, che avrebbe potuto e dovuto essere un asso nella manica da sfoderare al momento giusto per magnificare il cuor d’oro di KK, rischia, al contrario, di tramutarsi in un autogol in termini d’immagine, giacché le problematiche correlate che via via emergono (e che non erano state adeguatamente considerate quando la voce dal sen è uscita, e che altrettanto oggi sembrano amplificate) paiono allontanare la possibilità di una effettiva realizzazione di un’opera che forse l’investitore non aveva mai considerato e che nessuno mai si era figurato di richiedere, ma su cui tutti, alla fin fine, han fatto la bocca, pensando, così, di risparmiarsi l’eterna trasferta per (minimo) 27 mesi per seguire la propria squadra.

Il calcio, anche se in America forse non lo sanno, in Italia è lo sport (popolare) dei campanili: per cui chiedere a un tifoso del Parma di spostarsi a Piacenza o a Bologna non è solo una spesa (forse un’inezia per chi è abituato a spostarsi con un aereo personale da un continente all’altro, o, in Iowa, a farsi corse di centinaia di chilometri in mezzo alla campagna tra una località e l’altra e che non ha preoccupazioni a sbarcare il lunario), ma anche un affronto, perché sentirsi ospiti di altri non è il massimo, specie se c’è dell’arlìa. Luca Martines lo sa bene (specie dopo che i Boys lo avevano messo giallo su blu in uno striscione esposto dalla Nord a beneficio suo e del presidente), per cui, per la seconda volta, se n’è uscito abiurando Piacenza (prima meta identificata, assieme alla più lontana Bergamo), sostenendo che si farà il massimo per continuare a giocare in provincia, durante la vacanza del Tardini.

Se così fosse sarebbe proseguita l’interlocuzione con i sindaci, che invece ci risulta essere in stand by per lo meno nell’attesa dello svolgimento delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024, dal momento che non si intendeva in alcun modo influenzarle con un tema così divisivo. Al di là dei primi abboccamenti, pare non ci siano più state ulteriori richieste di documenti, visite e sopralluoghi con diversi dei vari partecipanti al contest: ma se davvero si lavora per restare in provincia, ci si aspetterebbe altro, così, viceversa, aumenta il timore per una migrazione se non più a Piacenza, a Bologna, dove, come scrivevo la settimana scorsa, a breve sorgerà un altro provvisorio, la Fico Arena, dove il Parma magari potrebbe anche esser ospitato dai rossoblù, turandosi il naso a fronte di una consistente partecipazione alle spese.

Nei pissi pissi bao bao tra colleghi sta emergendo una corrente di pensiero secondo cui KK potrebbe risolvere alla radice il problema stadio provvisorio (che non intenderebbe affatto perseguire, intanto per risparmiare i 15 milioni di cui sopra e poi perché gli fanno credere che le procedure siano talmente complesse che non varrebbe nemmeno la pena provarci), optando per sostituire l’attuale progetto (demolizione e rifacimento totale, con 27 mesi di cronoprogramma già stabilito) per un ritorno di quello a stralci – a propria volta ritirato, senza manco avergli dato nemmeno uno sguardo – a suo tempo presentato da Nuovo Inizio (o uno similare), che eviti, così, una lunga serrata dell’impianto al proprio pubblico (esattamente come finora è successo in tutti gli stadi rinnovati d’Italia.

Premesso che non credo a questa ipotesi – che personalmente non mi dispiacerebbe affatto, essendo sempre stato un sostenitore della bombonera dei Magnifici 7 e della logicità del procedimento a stralci – c’è da rimarcare che non sarebbe così semplice tornare sui propri passi senza perdere ulteriore tempo al tanto già smarrito prima. L’attuale progetto, infatti, era partito attorno al 2021, e per arrivare sin qui ci ha messo tre anni: quello ritirato da KK appena arrivato, era già arrivato a buon punto dell’iter burocratico, ma ricominciando, per l’ennesima volta, tutto da capo, dovrebbero trascorrere ulteriori tre anni per ritrovarsi allo stesso punto di oggi.

Immagine by Demian Yamik

Tutto, dunque, appare (in assenza di prove contrarie) in alto mare, con i compromessi sin qui raggiunti che sembrano non accontentare nessuno e col totale silenzio sul tema interrotto solo dalle parole di circostanza di Luca Martines in Regione (“con il Comune l’interlocuzione è sempre estremamente positiva, abbiamo costruito un clima di grande collaborazione: siamo stati in grado di costruire un percorso insieme, quindi ci sono interlocuzioni continue e costanti, sempre molto produttive, quindi scioglieremo sicuramente tutti i punti”), in qualche passaggio persino tendente al comico (“con il progetto dello stadio Tardini probabilmente siamo andati un po’ più veloci di quello che ci aspettavamo”).

Le parole che più mi hanno convinto del MDC sono quelle relative alla complessità dovute alla particolare posizione dell’impianto (“il progetto è estremamente complesso, perché comunque è uno stadio in centro città che ha una serie di impatti, di limiti dovuti alla sua ubicazione), al punto da pensare – se non fossi dell’idea che il Parma deve continuare a giocare in Piazzale Risorgimento, così come avviene da un secolo – che forse la cosa più normale, se proprio KK desidera un’area a sua immagine e somiglianza (oltre al nome), sarebbe quella di delocalizzare l’opera altrove (zona mercati, fiere, Mall), magari con l’obbligo di restituire al Tardini (da destinarsi all’uso di Femminile o Primavera) l’aspetto pre-Calisto con il salvataggio della storica tribuna (ora protetta dal condom prefabbricato) e curarne la manutenzione con la stessa durata dell’erigendo impianto.

Ma anche questa è una fanta-ipotesi, perché alla fine i vari manovratori (pubblici e privati) si sono infilati tutti assieme, interloquendo, in un cul de sac di difficile soluzione: i vari ripensamenti avrebbero dovuto nascere prima di arrivare a questo punto, non ora, in cui si è costretti ad andare avanti (pena, appunto, perdere ulteriore tempo prezioso) pur scontentando tutti.

Le prossime tappe (dando per scontato, come fa il mainstream, l’ok della Conferenza di Servizi, anche se su certi ripensamenti di cui si sussurra penso, ragionevolmente, che pesino le prescrizioni tassative poste oltre ai dubbi circa il piano economico finanziario che non risulterebbe congruo, nonostante non ci sia uno straccio di verbale da poter consultare, dovendosi, così, accontentare delle sole voci) dovrebbero essere le preannunciate (dall’assessore Bosi) sedute del Consiglio Comunale sui temi variante urbanistica (per via degli spazi commerciali non preesistenti) e la durata della concessione (e un problema potrebbe essere l’ostinazione del presidente a non smuoversi dai 90 anni iniziali, mentre, invece, parte dell’amministrazione si appellerebbe a disposizioni di legge che prevedono che la durata non possa esser superiore al punto di pareggio indicato nel PEF). Consessi che avrebbero dovuto svolgersi entro il mese di Maggio, che ormai sta finendo, e così il cronista della Gazzetta Gian Luca Zurlini (uno dei luminari del tema) potrà seguire i lavori solo da pensionato, visto che l’obbligano alla quiescenza.

Tornando al tema del giorno, ossia lo stadio provvisorio, segnalo che all’interno di una sorta di tribuna politica sulla Gazzetta di Parma, il sindaco di Noceto Fabio Fecci, nel rispondere al candidato di un’altra lista, Ermanno Zuccheri di “CambiAmo Noceto”, ha fatto riferimento alla questione: “L’altra area fa parte di una delle zone che già abbiamo proposto al Parma Calcio, in seguito a una loro richiesta, per l’eventuale realizzazione di uno stadio temporaneo. La zona a cui fa riferimento il primo cittadino (rispondendo a proposito di una supposta zona logistica semplificata nel piano urbanistico generale, di cui, comunque, era stata avanzata una manifestazione d’interesse dall’amministrazione in carica) è privata ed è collocata vicino al casello autostradale.

Per il temporary a Noceto si era ipotizzata anche un’implementazione del Noce (servito dalla nuova tangenziale) che già ospita l’hub del Parma Femminile: essendo già classificata come area sportiva, quest’ultima non consumerebbe il suolo, ossia il 3% del territorio già urbanizzato di Noceto, ma trattandosi di un’opera di interesse pubblico fatta dal Parma per il Comune, comporterebbe, poi, da parte dell’ente, la patrimonializzazione di un nuovo bene, però, come abbiamo già scritto precedentemente, la bega del contenzioso perso con il GSE per la concessione gestione impianto fotovoltaico, si traduce per la locale municipalità, anche per le cifre che ballano, in un duro colpo che va a minare il proseguimento del sogno “stadio provvisorio”, dal momento che per rifondere GSE sarebbe già stato accantonato l’avanzo, e dunque il bilancio sarebbe già bloccato.

Secondo indiscrezioni che abbiamo raccolto, per l’eventuale stadio provvisorio nel Comune di Montechiarugolo, area sportiva di Monticelli Terme, il Parma Calcio avrebbe chiesto sostegno alla Mutti (già naming sponsor del Centro Sportivo di Collecchio, dove domenica scorsa, 26 maggio 2024, ha radunato – per una riuscitissima festa “Mutti Family Day”, organizzata davvero bene – tutti i propri dipendenti e le loro famiglie, quando, invece, la squadra invisibile del Parma, come grazie, ha ricevuto una sola foto di gruppo dinnanzi al Direzionale, senza consumazioni), promettendo di chiamare il temporary: “Mutti Arena”

Sempre leggendo la Gazzetta, spigolando tra le news sulle imminenti comunali sul territorio, apprendiamo del ritorno in campo, a Collecchio, di Silvia Dondi (già assessore allo sport 2009-2019 del comune pedemontano) che appoggia la lista della candidata Patrizia Caselli (lista “Viva Collecchio”). Ragionando sull’urbanistica, la candidata afferma: “Il paese è fermo, molte convenzioni non sono state attuate e non si hanno aggiornamenti della trattativa con il Parma Calcio per la sua espansione nella zona nord del paese”. L’attuale prima cittadina di Collecchio, Maristella Galli, secondo quanto aveva scritto Parma Today, avrebbe incontrato il presidente Kyle Krause per fargli i complimenti sulla promozione, e (forse) per parlare dei progetti comuni sinora rimasti nel cassetto.

A Gennaio, a proposito delle tante incompiute nelle grandi opere, StadioTardini.it aveva proposto un approfondimento (non solo il new Tardini, ma anche Collecchio, nel senso di Mutti Training Center con aumento dei campi per – come da proclama – la Cittadella dello Sport e implementazione della struttura, ed acquisizione del building ex Parmalat: “E’ una sfida epocale, il crac è una ferita mai rimarginata, che ha lasciato tracce nella comunità. Da quelle macerie ripartiamo: il valore aggiunto saranno la fruibilità degli spazi e l’impatto sulla mobilità sostenibile, ambienti dedicati a giovani e scuole”), ma non ci pare che in questi mesi si siano registrati aggiornamenti degni di nota a proposito di avanzamenti dei lavori. Al di là delle interlocuzioni, ché quelle restano sempre estremamente positive. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “STADIO PROVVISORIO? UNA CHIMERA. APERTURA PER UN PROGETTO A STRALCI?

  • Stadio semi-provvisorio a Collecchio per poi essere smontato solo in parte lasciando il famoso “mini-Stadio” previsto nel nuovo centro sportivo per giovanili e femminile?

  • Esiste una sola soluzione al problema. Prima che si trasferiscano tutti a Catania chiamiamo Mister Wolf Ferrari, il solo in provincia in grado di risolvere i problemi e facciamo fare a lui e magicamente si sistemerà tutto.

  • Sorbolo propria butta nel rudo?

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