mercoledì, Giugno 12, 2024
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B COME BELLINO / IL VENEZIA DEGLI EX PARMA TORNA IN A. LA CREMONESE RESTA IN B

(Vincenzo Bellino) – Fino a qualche ora fa l’ultima squadra ad ottenere la promozione in Serie A da terza classificata in regular season era lo Spezia, nella stagione 2019-2020. Quattro anni dopo ci ha pensato il Venezia a sfatare il tabù; nella gara di ritorno della finale playoff di Serie B i lagunari battono 1-0 la Cremonese e tornano in massima serie a distanza di tre anni. Al Penzo decide un gol dell’ex Monza Gytkjaer che condanna la Cremonese di Stroppa, suo ex allenatore quando indossava proprio la maglia dei brianzoli.

Gytkjaer, l’uomo delle finali playoff

Copione della gara simile se non addirittura identico all’andata. Questa volta parte meglio la Cremonese che va vicina al vantaggio con Tsadjout ma Joronen fa buona guardia. I grigiorossi si affidano soprattutto alle conclusioni dalla distanza, ma faticano a scalfire il muro arancioneroverde. Il Venezia passa al primo affondo, azione perfetta dei lagunari, Pohjanpalo vede nello spazio l’inserimento di Busio che serve Gytkjaer che a sua volta, infila Saro con un diagonale vincente.

La mossa di Vanoli paga, l’uomo delle finali playoff è ancora decisivo dopo la doppietta al Pisa col Monza due anni fa. Nella ripresa Stroppa cambia, richiama in panchina Vazquez e Buonaiuto e inserisce Collocolo e Coda; Zanimacchia sfiora il pari, calciando fuori davanti a Joronen, poco dopo Saro vola sul tentativo di Bjarkason. Nel finale la Cremonese alza i giri del motore, tenta il tutto per tutto pur di riuscire ad allungarla ai supplementari, ma le sortite dei lombardi non pagano. Il Venezia gestisce e fa festa al triplice fischio.

Il Venezia degli ex Parma

Il Venezia degli ex Parma torna in Serie A dopo 3 anni. Missione compiuta per Paolo Vanoli, uno che da calciatore le finali le ha giocate e le ha vinte, segnando reti decisive in maglia crociata e non solo. Ogni volta che il terzino goleador è andato a segno nell’atto conclusivo di una competizione, la sua squadra ha portato a casa il trofeo: col Parma ha conquistato una Coppa Italia (1999-2000), segnando il 2-2 decisivo contro la Fiorentina e una Coppa Uefa (1998-1999), realizzando nella finale di Mosca il momentaneo 2-0 col Marsiglia.

In maglia Viola fu decisivo nuovamente contro il suo Parma, segnando addirittura al Tardini l’1-0 che poi permise alla Fiorentina del Trap di alzare il trofeo al ritorno. Sulla panchina del Venezia, grazie anche alle qualità dei propri calciatori, Busio, Tessman e Pohjanpalo su tutti, ha compiuto un autentico miracolo, avendo la meglio su una squadra che ai nastri di partenza della Serie B era tra le favorite per la promozione diretta in Serie A. Il suo futuro sembrerebbe essere lontano dalla Laguna, ma se così fosse Vanoli lascerà da bravo condottiero, avendo condotto la “gondola” in porto.

Cremonese, il problema sono i gol

6 reti nelle due partite col Catanzaro, zero nella doppia sfida col Venezia (8° miglior attacco, ndr). L’impresa era ardua, ma la differenza l’ha fatta la gara d’andata dove la Cremonese avrebbe meritato di vincere e invece il Venezia è riuscito a strappare uno 0-0 d’oro. Neanche questa volta Franco Vazquez riesce a riportare in Serie A la sua squadra, seconda delusione di fila dopo quella di Parma dello scorso anno; discorso simile per Stroppa al quale non riesce la terza promozione in massima serie dopo Crotone e Monza. La Cremonese resta in Serie B e ci riproverà il prossimo anno, magari evitando di passare dai playoff. Vincenzo Bellino

Stadio Tardini

Stadio Tardini

4 pensieri riguardo “B COME BELLINO / IL VENEZIA DEGLI EX PARMA TORNA IN A. LA CREMONESE RESTA IN B

  • Il Venezia è forse una buona notizia perchè non hanno un pio per far ballare una scimmia. Però io del Venezia non ne posso più..un’altra trasferta nel cacatoio del Penzo, impianto che in Malawi non sarebbe a norma (ma che penso piaccia a Pallini e Zurlini, essendo a scarso impatto ambientale, si defeca e orina direttamente nel canale).

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  • Due parole anche sui 100 coglioni strisciati nero e azzurri che ieri sera hanno “festeggiato” a Monchio, tra sbraiate con gesto del pugno per i gol di Lautaro e festeggiamenti per le vie della periferia milanese tra magrebini e latinos ormai “zoccolo duro” delle tifoserie a strisce con zavatte griffare false e maglie rigorosamente tarocche.

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