lunedì, Luglio 22, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / DAL POSIZIONALE AL RELAZIONALE

(Gianni Barone) – Dal “posizionale” al “relazionale” il passo, del calcio, dovrebbe essere breve,
Dovrebbe, appunto, come avrebbe detto qualcuno di nostra antica conoscenza, anche se in realtà, mentre si blatera, talvolta, molto spesso, a vanvera, di nomi di giocatori conosciuti o meno accostati alle varie squadre, Parma, compreso, o per lo meno, non escluso, c’è sempre qualcuno che ci indica, la strada maestra da imboccare, nel calcio, delle nuove e vecchie frontiere, per non smarrirci, per non perdere la bussola in un mondo, universo, come quello del calcio sempre pronto a novità, nuove sfide, Tardini Card (correte a farle oggi, che poi il balzello sale di due euro) comprese, per sorprendere e stupire un po’ tutti, esperti di mercato, o presunti tali.

In questo mese, diciamolo, di calcio mercato fasullo, cioè non ancora ufficiale, in cui non si può annunciare niente (svincolati a parte, vedi Valeri, con le solite bandierine emoticon xate da Krause e poi la notula del club), in termini di acquisti, cessioni, nuovi contratti, e in attesa di un Europeo, che per i nostri colori, azzurri, si preannuncia alquanto difficoltoso, nonostante attestati di fiducia e di ottimismo, molto più di facciata che non di altro, le uniche cose che rimangono sono il valzer degli allenatori in serie A e serie B, molto cadenzato e a tratti sincopato, e le “sparate”, in senso buono, s’intende, di chi nel calcio, ha accumulato crediti, fama, stima e prestigio.

Infatti non si placa l’ondata “anti tattica” di Sacchi che giudica, secondo il suo nuovo metro (o credo vero e proprio) di giudizio di natura “strategica” (avrà forse letto di recente il monumentale tomo intitolato “Arte delle guerra”, in cui si discetta, appunto, di strategie militari di ieri e di oggi) i nuovi allenatori che sono approdati su importanti panchine della serie A. Lusinghieri i suoi giudizi su Italiano, nuovo trainer del Bologna, del post-Motta, ora in attesa di essere presentato dalla Juve, e in parte anche su Palladino (ex Monza), pronto per la Viola, su cui il Vate di Fusignano, intravede, però, ancora qualche scoria “tatticistica” nel suo modo di interpretare il calcio, che dovrebbe essere, sempre secondo il suo lume, sul solco delle origini del gioco stesso, sempre offensivo e sempre collettivo.

Influssi di bel gioco di stampo offensivo anche per il neo laziale Marco Baroni, reduce dal miracolo di aver salvato il Verona, facendo le nozze con i fichi secchi che la società scaligera, dopo il mercato invernale, gli aveva riservato, ha saputo, con somma sorpresa di tutti, imprimere a quelli del sua vecchia squadra, il Verona, pronta ad accogliere Paolo Zanetti, altro esponente di questo tipo di scuola di gioco, e che dovrebbe ripetere nel suo nuovo club, la Lazio, che lo accoglie dopo le doppie dimissioni di Sarri (in attesa, invano, suo malgrado, di una panchina italiana importante) e di Tudor rimasto alla corte del vulcanico Lotito, solo lo spazio di un attimo e nulla più.

Il puzzle delle panchine si sta completando, a fronte delle sette conferme di Atalanta (Gasperini), Como (con Fabregas unico titolare della stessa), Genoa (Gilardino), Inter ( Inzaghi Simone, suo fratello Pippo, torna in B, forse a Pisa), Lecce (Gotti), Roma (De Rossi) e ovviamente Parma con Pecchia per il quale si vocifera un rinnovo annuale di contratto fino al 2026, e di ben tredici novità. Delle quali cinque sono già sicure, infatti oltre ai già citati casi di Palladino (Fiorentina), Italiano (Bologna), Baroni (Lazio), Zanetti (Verona) c’è da aggiungere Conte al Napoli, mentre per sei, date per certe si attende solo l’ufficialità e ci riferiamo a Nicola (Cagliari), Motta (Juve), Fonseca (Milan), Nesta (Monza), Vanoli (Torino) ed Udinese che ha scelto Kosta Runjaic, che viene dal Legia Varsavia, e in Polonia a Stettino, aveva allenato il Crociato Benediczak. Restano fuori solo l’Empoli che nutriva la speranza, vana, di confermare Nicola, il Venezia, che una volta incassato l’indennizzo per aver liberato Vanoli al Torino, accoglierà, forse, Vivarini, ex Catanzaro, altro paladino del calcio che piace agli esteti, che pare averla spuntata su D’ Aversa, ormai prossimo a ritornare in B, col Cesena.

Anche in B, vi sono numerosi movimenti sulle varie panchine, ma a noi, per il momento, questa categoria dovrebbe interessarci solo relativamente. Ciò che invece, a cui i tifosi del Parma, vorrebbero interessarsi sarebbe altro, e cioè conoscere chi arriverà veramente a rinforzare la squadra, nella logica degli acquisti mirati, che la società ha programmaticamente annunciato. Pecchia, dal canto, suo, pare abbia chiesto fisicità al centro della difesa e in mezzo al campo, per il gioco areo non immune da critiche nel torneo appena vinto in B. Ed ecco che sono arrivate le voci di due marcantoni di 193 cm che nessuno conosce: Baniya del Trabznspor come centrale di difesa e Sissoko mediano incontrista (uno dei tanti con questo cognome nel panorama calcistico internazionale), dello Strasburgo. Aggiungiamo poi il solito, supposto, interesse, per Gaetano del Napoli, reduce dal brillante prestito al Cagliari, per il fatto che Pecchia lo conosce e lo apprezza, senza aver fatto i conti con Conte, che lo dovrà valutare (sì, ma quando ?), e come d’incanto si scivola sui soliti nomi, di attaccanti, ricchi, cari e famosi, che mai arriveranno al Parma, l’elenco lo conoscono armai tutti: Pinamonti, Belotti, Bonazzoli, Petagna a cui si aggiunto ultimamente anche Sanabria del Toro, tutti bravi, per carità, però tutte prime punte che stando a quanto visto quest’anno, non sono profili che il tecnico, pare gradisca tantissimo (ha già Colak e Charpentier schierati dall’inizio solo otto volte, in due, su trentotto gare) e che non rispondono, per niente, all’identikit di giocatori giovani di prospettiva da valorizzare o simil Bonny su cui puntare ancora.

Quindi accontentiamoci di Valeri per la fascia difensiva sinistra in alternativa a Di Chiara. A breve dovrebbe anche rientrare Tutino, che nonostante i 20 gol a Cosenza, non viene riscattato dai calabresi, anche perché lo stesso ambisce ad una squadra di serie A, che di sicuro non sarà il Parma, il quale avrà quindi la possibilità di ottenere di più rispetto alla cifra pattuita per il riscatto, in presenza di richieste provenienti, si dice da Empoli, Verona e Genoa. Ma dopo tutto questo girovagare, senza mete i obiettivi precisi, nei meandri del mercato torniamo a qualcosa di più concreto (sic) e per farlo visto che avevamo iniziato con Sacchi, proseguiamo con Maurizio Viscidi, coordinatore delle nazionali giovanili, che di tanto in tanto offre spunti interessanti in tema di calciatori e di gioco.

Ad esempio ci fornisce, sull’onda della vittoria dell’Europeo da parte della sua Under 17, la ricetta per un tipo di calcio da far praticare alle squadre per sviluppare e non disperdere il talento dei giovani calciatori dicendo: “il sistema deve essere estremamente fluido, la costruzione con la difesa alta. Non esiste più un sistema fisso (i nostalgici del modulo ad ogni costo dovranno mettersi il cuore in pace, nda), ma strutture di gioco diverse nelle varie fasi e la metodologia situazionale con la ricerca del dominio”. Fin qui, per chi ne capisce, tutto chiaro, per molti, ma non per tutti. Ma in termini più pratici cos’è quello che si richiede? Questa la risposta: “Nel calcio relazionale (ahi! Ci mancava anche questo…) di cui parla il CT, il calciatore deve sapersi adattare alle situazioni, mentre nel calcio posizionale ti collochi in posizione vantaggiosa e da quella ti muovi (vedi il Parma a Terni che non ha mai sofferto, mi verrebbe aggiungere) in quello relazionale è da tuoi movimenti e da quelli degli avversari che nascono le linee di passaggio, il pressing che è essenziale viene guidato dall’esigenza di non perdere mai l’equilibrio difensivo”.  Chiaro, no? Mica tanto… Anche se poi aggiunge e chiude affermando “i club non lavorano su duelli uno contro uno, non si lavora sull’aspetto cognitivo, sugli ostacoli che frappone l’avversario e sulla reazione alle situazioni che la sua presenza stimola, quindi per sviluppare il talento (e coltivarlo) c’è bisogno di allenamenti specifici al tiro, al dribbling, allo smarcamento, così il talento è svilito in nome del collettivo, si fa troppo lavoro tattico”.

Quindi dalla posizione siamo passati al movimento, con la tattica e i moduli che non contano e non c’entrano più tanto come prima, questo dovrebbe essere il senso. Lo so si tratta di “nulla di nuovo sotto il sole” di questo calcio che cambia nei concetti, sulla carta, ma che a conti fatti nella realtà dovrebbe restare un qualcosa di semplice, che purtroppo molti, tendono a complicare. La disputa, sterile peraltro, tra “posizionale” e “relazionale” è antica, quanto il calcio, infatti ai tempi del catenaccio c’era chi come Helenio Herrera (il mago dell’Inter, Accaccone secondo la prosa di Brera) predicava “il taca la bala”, (più statico posizionale quindi), e chi, invece, come Heriberto Herrera (della Juve, Accacchino, sempre secondo Giuan) rispondeva con il suo “movimiento”, sicuramente più mobile, quindi relazionale. Chi ci capisce qualcosa credo sia bravo davvero… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / DAL POSIZIONALE AL RELAZIONALE

  • Una delle articolesse più inutili ed incomprensibili mai lette. Al confronto Umberto Eco era un fumetto di Paperino. Non ci ho capito niente

  • Vogliamo un articolo di Ampollini. Dove scrive che non arriverà nessuno perchè siamo #appostocosì, che con Valeri siamo andati addirittura oltre il completo, che il centro avanti non serve perchè abbiamo già Charpentier e perchè no magari Tutino e Sitis, che Man, Mihaila e Bernabè in A faranno faville, che il portiere non serve perchè abbiamo Corvi e Chichizola, che Simeone non arriva perchè costa, quell’altro pure costa e non arriva, in pratica siccome costano tutti non arriva nessuno. Forse il suo amico turco di Bologna per fare un favore a Bia se non chiede troppo di ingaggio. Gli abbonamenti andranno via a straccio in 72 ore.
    #siamoappostocosì
    #andiamoacomandareinserieA

  • mama … a veder vaeyens e pedersoli mi viene la sciolta come dice Davide 😅

    • A me il prolasso anale purtroppo magari la sciolta quella mi viene a vedere Bonny e Benepippa

  • Ok, quindi? Veramente, fatico a capire cosa scrive Barone _D

  • Ragazzi, mangiate limoni ed andate da uno specialista merdologo

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