mercoledì, Giugno 12, 2024
Cattivo CittadinoNewsTOP

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’IMPORTANTE NON E’ VINCERE, MA PARTECIPARE

(Gianni Barone) – Si d’accordo, ma a cosa? Agli utili, come aveva detto Franco Rossi, grande esperto di calciomercato, ora non più tra noi, in uno dei suoi mirabili aforismi (non capiti da tutti, che ci possiamo fare? Io stesso so di non esser molto compreso dai lettori…), o ad uno dei grandi eventi (o talk show che dir si voglia) che in questo giugno post campionato, pre europeo, e pre-pre calciomercato vero e proprio popolano vari centri, importanti anche turisticamente della nostra penisola non ultimo quello di Parma?

Tipo, appunto, il nostro “Festival della serie A”, tuttora in corso, con successo, pare, di pubblico e critica, che sta rendendo alla nostra città, fresca di quella promozione, per tramite della squadra di calcio, nella massima serie, tutti magnificano, e di cui nessuno si è dimenticato di definire meritato e consono alla tradizione e la storia calcistica di una società, quella Crociata, rinata, e ritornata, come detto, e in definitiva agli antichi splendori. Quindi l’importante sembra essere, viste le tante nobiltà giornalistiche, tecniche ed istituzionali presenti in città per animare la kermesse, quello di partecipare al grande “talk”, in stile “Maurizio Costanzo show”, in teatri importanti forse più del Parioli stesso, non ci sono dubbi, con gli “utili” (alla Franco Rossi, per rimanere nel tema dei suoi aforismi), presumiamo, di prestigio, di immagine, di orgoglio e non meramente economici (visto che in molti non ne avrebbero il minimo bisogno o un’impellente necessità, sempre che venga corrisposta mercede) come qualcuno, potrebbe subdolamente, pensare, intuire o sostenere.

E a proposito, di festival, di radio, (il cui panel, che vor dì, è andato in scena ieri, sabato) e di partecipazioni, devo delle scuse, sotto forma di “errata corrige”, a Giancarlo Ceci (tra l’altro protagonista di uno degli eventi di cui sopra nella sezione “Happy birthday Miss radio”), avendo, nel mio ultimo pezzo (sempre oscuro per alcuni, ma anch’io, talora, non comprendevo appieno Brera, Mura, Kafka, Rilke, Gadda o il teorema di Pothenot, ma mi sono sforzato di farlo) sostenuto di non ricordare di averlo visto a Sanremo nel giugno del 1984, in occasione della promozione in B, del Parma.

In effetti, come egli stesso ha avuto modo di documentare, inviandomi materiale giornalistico dell’epoca inconfutabile (stralci di articoli della Gazzetta di Parma che descrivevano l’incontro, a sua firma sotto la dizione “nostro servizio”), la sua presenza, all’evento, risulta essere più che certificata e comprovata. Lui non ricorda di avere visto me e io non ricordo di aver visto lui, in quanto nel convulso bailame del dopo partita, non ci eravamo mai incrociati, io nella postazione commentario dello stadio ligure, e lui, armato del suo fido registratore per non essere smentito da chicchessia, nel ventre dell’impianto, presso la zona spogliatoi (una volta si usava fare le interviste lì, mentre le mix zone e le sala stampa erano ancora lungi dall’essere inventate ed utilizzate), a raccogliere, a caldissimo, nonostante l’incessante e battente pioggia di quella giornata di giubilo Crociata ormai retrò, le prime impressioni dei vari protagonisti dell’impresa: Farsoni, Panizza, Gandini, tanto per citarne alcuni, per confezionare il suo servizio (nostro, stando al gergo giornalistico) per il giornale locale, al fianco dei suoi illustri colleghi, esimi redattori del quotidiano, Attilio Fregoso e Maurizio Schiaretti (il Gotha del giornalismo locale dell’epoca).

Altri tempi, altri nomi, altre facce, altri sentimenti, rispetto all’oggi, fatto dai vari Caressa, Bobo Vieri, Gigi Buffon, che popolano gli eventi e infiammano le platee con il loro «partecipare» che é poi la maniera migliore per testimoniare, il loro avere vinto (il famoso utile di cui sopra) nel mondo dorato, e fatato del calcio. Quel calcio discusso tecnicamente, tatticamente e strategicamente (vero Arrigo?), dai totem della panchina, Sacchi, Capello e Ranieri, a livello nazionale ed internazionale, passando alla dimensione locale dei tempi che furono, anni 90, secolo scorso, con i ricordi di Scala e Piovani a suon di aromi naturali di vini e non di bollicine industriali, fino ad arrivare a quanto Pecchia e Krause, in tema di mercato e di strategia dello stesso, hanno ripetuto, come già sostenuto su queste colonne dal nostro direttore, quello che molti di voi e di noi già, forse, sapevano da mo’: ossia, avanti con i giovani, di proprietà, con qualche ritocco da serie A, per vedere l’effetto che fa e farà con la nuova esperienza che i nostri prodi si accingeranno ad affrontare. Il famoso motto di Jannacci “per vedere di nascosto l’effetto che fa, vengo anch’io no tu no” (questa volta si spera di sì).

Intanto in attesa che si concluda l’ultimo giro di valzer delle panchine, all’appello le vacanti sembrerebbero essere solo quelle di Monza (con Nesta in poule), Verona (con Zanetti ormai prossimo alla firma), Cagliari (con molti pretendenti), Udinese, Empoli (rimarrà Nicola o andrà a Cagliari ?), Venezia (Vivarini o D’Aversa?), arrivano i primi nomi, che non possono essere ufficializzati, per motivi di date e scadenze da rispettare, come quello di Emanuele Valeri, che tutti danno per certo al Parma, terzino sinistro, ora si chiamano esterni, classe 98 (e non 99 come scritto ieri erroneamente dalla rosea) ex pretoriano di Pecchia alla Cremonese in B, che ha lo scomodo «score», in A, di due retrocessioni consecutive con le maglie di Cremonese, appunto, e di Frosinone.

Un dettaglio senza importanza, verrebbe da arguire: non è da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, l’altruismo, dalla fantasia, come De Gregori ci avrebbe suggerito di cantare, ma ci vorrebbe anche altro, soprattutto per il fatto che, sulla fascia sinistra di difesa, zona in cui Valeri dovrebbe disimpegnarsi, il Parma, non ha mai avuto, lo scorso anno un titolare fisso, si sono alternati Di Chiara (con 19 presenze il più assiduo), Coulibaly (adattato non essendo mancino puro con 9), e con Zagaritis (7), qui sotto omaggiato dal nostro Demian Yamik ed Ansaldi( 3), a fine contratto e sicuri partenti per la prossima stagione.

Quindi primo tassello necessario, per avere due/tre opzione per il ruolo, mentre si parla di una ristrutturazione nella zona «portieri»: si sono fatti a vanvera i nomi di Perin (non arriverà mai), Cragno (neppure) come titolari con Chichizola, secondo, ipotesi abbastanza improbabile viste le idee del tecnico, mentre a fronte di una doppia partenza di Corvi e Turk, in B o in C, con il ritorno dal prestito di Olbia, del giovane Filippo Rinaldi, prende corpo l’ipotesi di un Mirante bis svincolato dal Milan, che con i suoi 40 anni (a giorni 41), e la sua ultradecennale esperienza ad alti livelli, incarna alla perfezione l’identikit del perfetto secondo portiere o dodicesimo, come si diceva una volta.

Per il resto non mi sembra che vi siano altre voci in vista. Ai microfoni di Radio Sportiva mi é stato chiesto se il Parma necessita o meno di una vera prima punta di peso e di nome? La mia risposta è stata che ai tifosi piacerebbe a Pecchia un po’ meno, visto che quelle che aveva Charpentier e Colak, in B, da titolari, complessivamente, in due, le ha schierate solo 8 volte su 38, quindi per 30 volte ha preferito schierare Bonny (27 volte) e Mihaila (3) lasciando a Benediczak, quasi sempre lo spazio come attaccante esterno. Questo in B: in A, chissà? Le cose potrebbero anche cambiare, però, al momento, stando a quanto sentito, anche nei talk, stravolgimenti di idee, di pensieri e di rosa, credo non sia lecito attendersi, per lo meno a breve. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’IMPORTANTE NON E’ VINCERE, MA PARTECIPARE

  • Non sapevo della statistica di Valeri. Speriamo non sia vero il detto “non c’è due sneza tre” :/

    Rispondi
  • #siamoappostocosi
    Prendere i retrocessi per altro seriali è una delle cazzate più grosse che si possono fare. E infatti Perder Soli e il suo compare noti per la diversamente competenza la fanno subito. Andare in A poi con Chichi Sola e Mirante è una dichiarazione di intenti: di voler retrocedere

    Rispondi
    • Non sono del tutto d’accordo; per me Valeri è un buon giocatore, dotato di ottima gamba. Non credo abbia grosse responsabilità sulla retrocessione del Frosinone, il quale (sempre secondo la mia modestissima opinione) aveva un solo giocatore di calcio da serie A: Soulé. D’altra parte, mi vengono in mente – ad esempio – Bennacer, retrocesso con l’Empoli, ma sicuramente giocatore di buonissimo livello e Cambiaghi, retrocesso col tristissimo Pordenone assieme a Folorunsho (convocato in Nazionale!!!), ma capace di un positivo campionato ad Empoli.
      Avrei molte più riserve su Mirante…

      Rispondi
  • Hai appena detto che il Frosinone aveva un solo giocatore da A… e non è Valeri infatti

    Rispondi
  • Qualcuno può chiudere la bocca a Perder Soli? Ogni volta che parla e dice le solite due cazzate sui giovani forti che abbiamo e sul mercato che non serve mi fa venire un prolasso anale peggio che vedere Balogh che imposta dal basso e Benepippa sulla fascia

    Rispondi
  • A leggere la Rudarola di oggi (ormai finiti i caroselli, finite le cene celebrative purtoppo per i poveri giornalisti resta solo il mercato che in mano al gatto e la volpe significa il nulla) il “mercato” del Parma vedrebbe come nomi: Ferrari svincolato dallo Scansuolo, un mezzo turco sconosciuto a tutti tranne che ad Ampollini, un francese giovane di belle speranze per il gioco dal basso e Mirante. Il tutto con l’aggiunta del pluriretrocesso Valeri. Viene la depressione. Ma #siamoappostocosi e quindi andremo a comandare in serie A con i nostri giovani Bonny e Benepippa e Balord. Se volevano fare qualche abbonamento (l’Inter li ha già esauriti), sarebbe stato meglio fare le vendite un mese fa, mi sa che a luglio ne vendono pochi.

    Rispondi
  • Il mercato sarà misero come al solito, speriamo di trovare in campionato 3 squadre più balorde di noi

    Rispondi
    • Venezia a parte la vedo dura. Ma i nostri giovani di proprietà (che non ha voluto nessuno) come dice Perder Soli sono pronti. Possiamo dormire tra 4 guanciali. Adesso fino al ritiro ad ai consueti articoli sulle visite mediche con il NON mercato del gatto e la volpe la vedo dura per la Rudarola riempire la pagina sportiva. A meno di qualche cena del Parma club Provazzano o dell’ennesima intervista a Biuffon

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *