lunedì, Luglio 22, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE (QUANDO C’E’)

(Gianni Barone) – Sempre ammesso che il sole arrivi e si stabilizzi, anche da noi, notiamo e annotiamo che passando di talk in talk, di kermesse in kermesse, avviandoci verso l’Europeo, già al via, per alcuni e fra un po’, per tutti, le novità tarderanno ancora un po’ ad arrivare, se mai arriveranno, di sicuro un qualcosa si avrà, in questi termini, quando il mercato in parallelo con la massima vetrina continentale in atto, comincerà a prendere piede per davvero.

Nel frattempo, oltre alle partite da vedere all’aperto in pizzeria, ristorante o piazza dedicata (ad ogni tipo di figurato di disastro, fra piadine e maccheroni) si stanno esaurendo i grandi appuntamenti di calcio parlato, organizzati, da enti, istituzioni e testate giornalistiche di settore. Dopo il Festival della Serie A, in attesa di quello del Prosciutto a Langhirano, in settembre, e quello di Sanremo, della canzone italiana senza Amadeus, nel prossimo febbraio, eccoci giunti al Festival del calcio vero e proprio, “Milano Football week” (tanto per continuare a parlare sempre la nostra cara lingua (sic), organizzato dalla grande Gazzetta dello Sport, che tutti leggono, tutti ammirano, tutti adorano e nessuno critica, tranne noi, ovviamente, che come avrebbe detto, qualche decennio fa, Franco Cervellati di Rete 7 Bologna, continuiamo ad essere e per sempre lo saremo «Pooleeemiiciii», con buona pace di tutti o di nessuno, che importa.

Si è parlato del Parma, attraverso le parole di Pecchia, al fianco di Cesc Fabregas, neo allenatore in prima e in solitaria del Como, appena promosso in A, insieme ai Crociati, con il tecnico del Parma, che non ha potuto far altro che ripetere quanto detto i tutti gli altri precedenti appuntamenti, e cioè che si è scelta la strada della «continuità», sia in fatto di scelte societarie, conosciute ormai a memoria da tutti, che in fatto di scelte di gioco, offensivo, portato all’attacco, e al dominio dello stesso, sempre che gli altri lo permettano e, visto che si sale di categoria, di qualità e di abilità, si dovrà verificare quanto questo tipo di scelta potrà funzionare anche ai massimi livelli nazionali. Non poteva essere altrimenti e non si poteva diversamente affermare altro, la presenza di Pecchia, già con il suo vincente passato recente di serie B, e di Fabregas già con il suo passato vincente da calciatore in una vera e propria squadra che ha affermato il valore del calcio giocato, brillante e propositivo come il Barcellona del maestro illustrissimo Guardiola, altro non poteva uscire dal consesso condotto dagli esperti di B, Nicola Binda, per la rosea e Giulia Mizzoni, della piattaforma Dazn, quella della rotellina del computer che quando gira riesce a far girare, anche al tifoso più paziente e meno esigente, i cosiddetti «marones».

Un «niente di nuovo sotto il sole» che ci tocca commentare visto che nessuno, tranne qualche ardito (non del popolo) visto che la nostra popolarità, non è mai stata al top e mai lo sarà (l’aver letto Kafka a tredici anni pesa ancora molto) come noi avrebbe preferito parlare d’altro, di qualcosa di veramente innovativo, che stando a quanto scritto ieri sul “Foglio” da Michele Tossani, sarebbe possibile gustare e tastare proprio dall’Europeo, che molti dicono di voler seguire pur non nutrendo molte speranze, restando nell’ambito del tifo, per gli azzurri di Spallettone come qualcuno ama definirlo.

Infatti l’estensore del pezzo, sul quotidiano a suon tempo fondato dall’ormai dimenticato Giuliano Ferrara (all’epoca, anni 90, mainstream di punta) ci dice che ogni manifestazione calcistica, mondiale o continentale, riserva sempre qualche novità in termini di mentalità e di filosofia applicate al rotolante pallone. Dal calcio totale degli olandesi del ’74, rivoluzionario per l’epoca e anche per dopo, passando per il sacchismo di Usa 94, con tutti gli annessi e connessi che non stiamo qui a ripetere, perché di dominio pubblico, fino ai giorni nostri, in cui sembrerebbe che si debba assistere al confronto tra il calcio posizionale – introdotto e sperimentato con successo da Guardiola in tutti i suoi spostamenti, e con tutti i suoi convinti sostenitori e seguaci – la new entry del cosiddetto calcio «relazionale» di movimento come da noi descritto, tra contrapposti umori di critica e pubblico, nel nostro ultimo pezzo sulla scorta di quanto affermato da Viscidi, responsabile di tutte le nazionali giovanili italiane.

A quanto pare, su tale nuova frontiera, pare sia approdato anche il CT Spalletti, e le prossime partite oltre al rivelarci la veridicità di tale assunto, ci farà forse capire in cosa consista veramente questo tipo di atteggiamento strategico applicato al calcio. Avremo, in materia relazionale, anche un antipasto con la nazionale ungherese, anch’essa incline a tale atteggiamento, dell’italiano Marco Rossi, in panchina, con al suo fianco o in campo, a seconda dei casi o dei meriti acquisti, il Crociato, confermato, al momento, anche in A, forse, nei talk di cui sopra si parla di idee (più vecchie che nuove) e per niente di singoli, Balogh, che insieme ad Osorio, é risultato essere il calciatore del Parma meno amato dai parmigiani.

Avremo la possibilità di vedere centravanti veri col relazionale al posto di centravanti finti o falsi del posizionale, questo in estrema e fredda sintesi. Vedremo se ci saranno altre novità, ed in assenza di altri Festival della parola spesa o omaggiata al calcio, attendiamo nuovi sviluppi e nuove sorprese dal mercato.

Intanto la sorpresa più grossa l’ha piazzata il Cosenza, che mentre tutti davano per scontato il ritorno di Tutino al Parma, ecco che il Presidente Guaruscio, che qualcuno ha criticato per l’originale capigliatura, durante la presentazione del nuovo DG Ursino, e del nuovo DS Del Vecchio, ancor prima di dire chi sarà il nuovo allenatore, visto che Viali, aveva rifiutato il prolungamento, ha annunciato di aver riscatto il suo attaccante, da 20 reti in stagione, alla cifra pattuita di 2,5 milioni, con un certo scorno, del procuratore Giuffredi (non molto amato dalla tifoseria ducale, fin dai tempi in cui assisteva Sepe) che esclude categoricamente la conferma del suo assistito nel sodalizio silano (esperienza che ritiene conclusa), viceversa è facile prevedere una onerosa cessione a qualche club di punta di B, o addirittura in A, dove il calciatore ambirebbe di ritornare, sostituendosi a ciò che avrebbe voluto o potuto fare il Parma in caso di non riscatto, vale a dire effettuare una vantaggiosa plus valenza.

Così va il calcio, e così va concepito, capito, e accettato pur tra dispute di filosofia e di pensiero non a tutti note o gradite e, come direbbe Feltri, a chi si mostra stupito, sorpreso o peggio ancora livoroso o ipercritico «Studiate prima di dire cazzate». Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE (QUANDO C’E’)

  • Ci siamo liberati di Tutino. Molto bene e anche per una discreta cifra.

  • E se non c’è il sole…niente di nuovo sotto le nuvole…

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