mercoledì, Giugno 12, 2024
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CHIOSANDO KRAUSE, TORNATO A PARLARE…

(Gmajo) – Ieri ci siamo dilettati sul tema Umbria galeotta, per via del fatto che proprio in quella terra – nativa per il dirigente ormai in uscita dalla Juventus, dopo dodici anni di appartenenza, benché gli ultimi 16 mesi da inibito per via del pasticciaccio plusvalenze – è destino che si incontrino il presidente Kyle Krause e Federico Cherubini. La volta precedente era stata al Libero Liberati di Terni, in occasione della gara di serie B Ternana-Parma, con il successivo via alla ridda di ipotesi, anche di esperti rinominati del mercato del calibro di Gianluca Di Marzio e di Nicolò Schira, circa un suo possibile ingresso alla corte del tycoon americano, poi smentite da Luca Ampollini e (almeno fino ad ora) dai fatti.

Oggi, invece, vorremmo analizzare – attraverso la preziosa trascrizione di ParmaLive, che a propria volta cita GianlucaDiMarzio.com – le parole pronunziate dal proprietario del Parma Calcio a margine della premiazione del Golden Boy nel contesto del primo “Trofeo dell’Armonia Sportiva”, svoltosi a Solomeo, ed ideato da Brunello Cucinelli, che Franco Riva di Tuttosport ha definito: maestro di stile e dispensatore di valori tesi alla dignità, al rispetto e che KK ha ringraziato per l’esperienza con un selfie su X (pare che il sartostar gli abbia dato preziosi consigli sul look)

“Per noi il Parma è stato un investimento a lungo termine che sarà della mia famiglia per molto tempo”: già, la vecchia storia dei nipotini, sempre ammesso che poi questi non facciano come lui con Kum & Go, di cui negli scorsi mesi si è privato, consolandosi (pare) con 2,4 miliardi cash, che dovrebbero tranquillizzare tutti alle nostre latitudini circa la sua solvibilità, nonostante ci sia chi ideologicamente, proprio nelle ultime ore, avanzi dei dubbi, poi amplificati ad arte dall’altra parte dell’Enza. La solita dietrologia complottistica spicciola che tende a far credere sempre che ci sia la longa manus dell’Upi ad ordire trame a danno della collettività.

Sarebbe questa la summa dell’ultimo pezzo di Osservatorio Stadio Parma, che produrrebbe anche analisi interessanti, se non fossero minate dalla faziosità ideologica e dalle omissioni ad arte, tipo, appunto i proventi della vendita degli autogrill (che ovviamente non reinvestirà in toto nel calcio, ma ce n’è abbastanza per farci stare bene per un po’) o il fatto che, al di là degli immobili, il presidente del Parma, sia un moderno latifondista in Iowa con terreni di proprietà infiniti. Insomma, che i ragionieri od esperti contabili ci credano o meno, non esiste un problema di soldi, che ci sono (anche troppi): Krause è ricco e se lo può permettere (decisamente meno, se vogliamo, chi verrà dopo, che dovrà fare i conti con una costosissima struttura elefantiaca).

Ma torniamo alle dichiarazioni presidenziali, de quo: “Quando fai un investimento così, non puoi pensare di risolvere i problemi in 3, 6 o 9 mesi. Quello in cui crediamo sono i nostri investimenti nel settore giovanile, nell’analisi delle prestazioni, nella squadra femminile, gli investimenti per rendere il Parma un brand mondiale”. Vogliamo Parma brand mondialeè appunto come titola Parma Live, dal momento che al tifoso medio gialloblù (come il Pres vuole che si chiamino quelli Crociati, termine divisivo per il talebano dell’inclusività e dell’uguaglianza, meno male che non ce le ha infilate anche qui…) impipa sino lì del settore giovanile, men che meno della femminile, e vedono come il fumo negli occhi gli algoritmi (al di là della tregua concessa per la promozione in Serie A, vendemmia tardiva…).

A parte che alle parole dovrebbero seguire i fatti, mentre il timore più grande è che ci possa essere una spending review nel vivaio, che, dopo quattro anni di tentativi falliti di salire in Primavera 1, non lascia presagire nulla di buono: allo stato attuale delle cose, infatti, c’è, nella lista dei pericoli, persino quello della clamorosa cancellazione della formazione sperimentale Under 18, così come per sostituire Mister Cesare Beggi, a fine mandato, si pensa di pescare nel bacino di allenatori interni, anziché investire in un qualche tecnico di grido fuori.

Per tacere della femminile, dove il progetto Serie A, varato con grande pompa due anni fa, è sino ad oggi il più grande flop planetario (retrocessione e debito non saldato con l’immediata risalita), con il diserbante buttato su tutto quanto si era cercato di costruire in precedenza; basti vedere le scarse presenze a tifare una squadra diventata antipatica fin dalla genesi, in quel di Noceto, quando, appunto nel nome della tanto proclamata uguaglianza, le donne avrebbero dovuto continuare a giocare al Tardini. Eppure, nonostante tutti gli investimenti, senza voler concedere alibi ad alcuno, nella passata stagione, ad esempio, non c’è stato verso di poter tesserare la 24^ calciatrice. Non voglio dire che con quella le women sarebbero state promosse, però mi pare una delle tante contraddizioni dell’ecosistema Krause. Tutto questo mentre altrove – citiamo Como, ad esempio – le cose sembrano funzionare decisamente meglio.

L’analisi delle prestazioni (area performance) è, poi, un chiodo fisso degli americani e di conseguenza anche di Doppia K, il quale si era speso in sperticate lodi (e non era certo la prima volta, ma va bene ora, ad obiettivo infine raggiunto, ma senza dubbio più divertenti quelle del passato quando i risultati non arrivavano, per cui l’operazione era andata bene, ma il paziente era morto…) anche nella recente intervista in patria (Tippie Iowa) che vi avevamo tradotto. Fatto sta che il vero unico dirigente potente della galassia Krause è Mathieu Lacome, ex PSG, sul cui altare sono stati sacrificati nomi eccellenti. Però, come dicevo poc’anzi, gli algoritmi, nella penisola, non sono molto amati, così come il fattore variabile umano è difficilmente ingabbiabile.

Basterà questo per rendere il Parma Calcio un brand mondiale? Erano altri tempi, certo, ma Calisto, per perseguire questo obiettivo, aveva seguito tutt’altra strada: da queste parti passarono fior fiori di campioni, i più forti al mondo per davvero, e non è un caso se, a distanza di 30 anni, il Parma Calcio resta la quarta squadra italiana più titolata e se la Coppa Uefa di Malesani era stata l’ultima italiana per 25 anni, prima del trionfo in Europa League dell’Atalanta di Gasperini.

“Stiamo prendendo queste decisioni per coinvolgere i nostri tifosi a Parma e in tutto il mondo in quello che stiamo facendo. Ci vuole del tempo, abbiamo dei tifosi fantastici e vogliamo coinvolgerli ancora in questo progetto”.

Coinvolgere i tifosi non significa, però, solo lisciarli a parole, ad ogni piè sospinto, ma essere concretamente loro vicini anche nei fatti: io parlo per quelli del territorio, in quanto quelli planetari sono un po’ troppo distanti e virtuali (non mi esalterei troppo per i mi piace cliccati a vanvera dagli schiavi della rete). Io penso che se un povero cristo viene giù dal nostro appennino in città per sottoscrivere la fidelity card, non possa trovarsi di fronte, una volta arrivato, la sgradita sorpresa dello sportello chiuso, senza che ci sia stata una straccio di comunicazione ufficiale che avvertisse preventivamente dei problemi tecnici: poi se anche non li volete specificare, chissefrega, ma una tempestiva informazione di servizio, ocio che la palazzina è chiusa, è doverosa, proprio per evitare spiacevoli disagi.

E potrei proseguire tirando a mano l’annosa questione dell’esodo oneroso (per i supporters) per via del Tardini da radere al suolo e rifare ad immagine e somiglianza del sovranocon eterna trasferta per 2-3 anni (minimo), dal momento che lo stadio provvisorio è una chimera (sarebbe lo stesso presidente a non voler spendere i soldi per farlo, per cui è di difficile comprensione il perché sia stato tirato a mano, quando nessuno lo aveva richiesto…), per cui si profila il rischio di dover viaggiare a Piacenza, Bologna, Bergamo, con spese di viaggio a carico dei tifosi, con buona pace della Nord e del suo significativo striscione a tema.

L’intervistatore domanda: Parma come Atalanta o Bologna? E qui, chiosiamo il giornalista: vero che oggigiorno quello della Dea sia un esempio da seguire, ma negli anni passati era il Parma il termine di paragone primario…
“Entrambi sono dei bellissimi modelli. Rispetto entrambe le proprietà, stanno facendo un lavoro incredibile. Il Bologna ha avuto una stagione fantastica. Perché no? Come prima cosa dobbiamo salvarci in Serie A, poi potremo puntare a Bologna e Atalanta. Un passo alla volta…” Su questo punto mi trovo del tutto d’accordo, in quanto, con una certa umiltà, il Parma dovrebbe prima di tutto pensare a consolidare la categoria, evitando di trovarsi a natale con appena 8 punti in classifica, rischio che si potrebbe correre sottovalutando la categoria e sopravalutando le proprie qualità.

“Acquisti? Penso che abbiamo bisogno di un po’ di giocatori per la Serie A, ma non di grandi cambiamenti. Piano piano…”. Qui si tratta di interpretare se intenda un #siamoapostocosì alla Davide, ed allora potrebbe essere un problema, oppure se si riferisca ad innesti mirati che siano idonei alla categoria, indipendentemente dalle suggestioni virtuali.

Dopo un lungo silenzio – ci saremmo aspettati in questo mese dalla promozione e dalla Coppa qualche paginata dedicata al presidente – KK è tornato a parlare: ed ancor più prodigo di parole, immaginiamo, sarà domani, venerdì 7 giugno 2024, dalle 15.30 al Ridotto del Regio, al Festival della Serie A, assieme a Mister Pecchia, sollecitato da Monica Bertini di Sport Mediaset e dal direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi, il quale, coi suoi redattori/collaboratori, potrà raccogliere importante materiale da rielaborare e sottoporre ai propri lettori. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

31 pensieri riguardo “CHIOSANDO KRAUSE, TORNATO A PARLARE…

  • Articolo molto interessante e ben scritto … lettura molto piacevole …
    p.s. si potrebbe organizzare una colletta cosi’ compriamo una giacca nuova a kk, che
    quella li marroncino (nella foto) ormai ha le colonie di beghi, talmente spesso l’ha indossata … 😅

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      • ma infatti bisogna prenderla con il sorriso … con un pizzico di sale ed un pizzico di allegria ….

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  • Intanto comincerei a dire che l’acquisto di Valeri è un grandissimo colpo tenuto conto che lo si è preso a zero, da svincolato… Penso che sia tra i primi 3 o 4 terzini sinistri italiani, quest’anno ha purtroppo pagato un pochino i mesi in panchina alla Cremonese per le questioni contrattuali, ma il giocatore ha delle potenzialità enormi… fortissimo terzino di spinta che mi ricorda un po’ DiChiara.
    Il primo acquisto è centrato, avanti così

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    • “Colpo” a parametro zero dal Frosinone retrocesso e retrocesso due volte in due anni. Un Gallo bis (se va bene). Se i grandissimi colpi sono questi vuol proprio dire che l’epopea dei piocioni ci ha davvero mortificato e mentalizzato su una micragnosa mentalità stracciona di stenti.

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      • Mi sembra ardito affermare che se una squadra retrocede tutti i suoi giocatori sono da bollare come bidoni, allora anche Berardi che senza l’infortunio sarebbe probabilmente titolare in nazionale bisognerebbe considerarlo tale… peraltro Valeri ha giocato solo pochi mesi nel Frosinone in quanto ricordo che nella prima parte della stagione era fuori rosa a Cremona per temi contrattuali.

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  • Buongiorno direttore, mi scusi, ma l’americano ha i soldi?
    Il suo articolo, bello, ma difficile da interpretare, per un “turnista” come me………

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    • Buongiorno Lorenzo, di solito le mie “opere di divulgazione” dovrebbero essere di facile comprensione per il colto e l’inclita, scritte in un modo che possano risultare fruibili al turnista di turno, senza fare inorridire il dotto.

      A domanda diretta: l’americano ha i soldi? La risposta è SI, dal momento che questi ha appena venduto l’azienda di famiglia Kum & GO, ricavando, dicono, 2,4 miliardi cash (che non sono bruscolini), al di là delle varie distese terriere che possiede nel suo paese.

      Ovviamente, come scrivevo nell’articolo, non ci si deve aspettare che il patron si rovini buttando nel calcio tutte le sue risorse, nonostante, pronti via, abbia cacciato sul piatto cifre più abituali in Champions League, che non in serie B, vinta al terzo tentativo, dopo la retrocessione.

      Avevo inserito la tematica dei soldi di Krause all’interno di questo articolo un po’ a largo raggio, ma che soprattutto voleva essere una chiosa alle sue dichiarazioni a Sky fatte in Umbria, perché nelle ultime ore il sito Osservatorio Stadio Parma se ne era uscito con un’analisi tesa ad insinuare il dubbio che KK non abbia i soldi.

      Resta, però, la contraddizione di tanti soldi profusi nel calcio dal padrone, ma con i suoi dirigenti che lesinano le risorse ai sottoposti, costretti a perniciose spending review, del tipo di quelle esemplificate nell’articolo, ossia il paradossale rischio che una società che punta sui giovani si veda costretta, per far quadrare i conti, a rinunciare ad una squadra (nello specifico la sperimentale under 18, dopo aver partecipato a tutti i campionati precedenti, mentre si era in B, e non in A, approfittando di una deroga) del settore giovanile, o, a proposito della femminile, il diktat a non avere in rosa più di 23 calciatrici (e la promozione, intanto, non è stata conseguita).

      Spero di risultare più chiaro, cordiali saluti e sempre a disposizione

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  • Facciamo una sintesi di quella che è la situazione attuale del Parma mettendo insieme tutti i tasselli:

    – dopo 3 anni a dire che la A è fondamentale, che la B è difficilissima da vincere, che un bagno di sangue economico, etc. siamo finalmente in A e l’approccio è quello di un Catanzaro che ci arriva per caso e spera in Dio, #siamoappostocosi, pochi acquisti, niente centravanti, Valeri, etc.. E se si torna in B poi che si fa?;
    – Krause dipinto dai 7 e da tutti come Zio Paperone improvvisamente è povero e non ha un biadino se non qualche immobile che da in affitto;
    – Krause che era un visionario, un imprenditore evoluto che voleva dare al Parma una struttura da grande squadra alla fine è un allocco che mette su un caravan serraglio di gente inutile alla causa, prende il femminile e lo sfascia, con le giovanili fa solo disastri;
    – Krause compra Collecchio e il direzionale Parmalat e lascia là tutto a crollare senza fare una piega perchè Martines dorme;
    – Krause vuole fare lo stadio, spende centinaia di migliaia di euro in consulenze, progetti, arriva a definire il percorso e poi molla tutto perchè la SAT dice che nei documenti manca l’ipotesi della variante a stralci – adesso mi metto il cappello da dottorone e spiego a Dall’Olio che la richiesta di previsione di una variante progettuale non significa che il progetto non va bene, in burocratese significa solo che tra le migliaia di pagine utili solo per pulirsi il deretano ci deve essere anche una o più previsioni ipotetiche di varianti, prevsioni ipotetiche e meramente teoriche che i burocrati vogliono per avere ancora più carte. Normalmente i progetti, di qualsivoglia natura, soprattutto se di grosse dimensioni all’allegato 789 hanno una o più varianti allo stesso nell’ipotesi in cui qualcosa vada storto, arrivino gli alieni, etc.. Ergo se la SAT avesse richiesto una prevsione di ipotesi alternativa NON vuol dire che il progetto A non va bene, ma che all’allegato 897 manca il piano C nell’ipotesi in cui la Russia muova guerra alla NATO;
    – Krause non vuole fare il temporaneo e ci manda al Garilli;
    – Krause rispetto ai ricconi di altre piazze è un Setti qualunque che fra poco finirà i soldi e dovremo ancora sperare in Ferrari.

    Questa è la situazione dipinta ad oggi 7 giugno dell’anno del Signore 2024.
    Come la mettiamo?

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    • Di solito sei tu il Bartali della situazione, per cui è tutto sbagliato e tutto da rifare…

      Rispondi
  • Te la do io l'america

    Direttore, non capisco come una testata come la sua possa dare visibilità a dei millantatori seriali come quelli di stadioparma. Se è vero che Krause ha incassato 2,4 miliardi per la vendita dei suoi distributori e minimarket, per almeno 24 anni siamo coperti da soldi cash. Anche se dovesse continuare il bagno di sangue degli ultimi 4 anni e con la A conquistata non sarà così. Il Parma dopo Juventus e Milan ha il saldo acquisti/cessioni più dispendioso della serie A. Più di Inter, Napoli, Roma e Lazio. Un nullatenente (o quasi) come scrivono loro, come potrebbe fare tutto ciò? Con quali garanzie? Parliamo di cose serie. P.S. citare Forbes come fonte atttendibile non ha nessun senso!

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    • Io non ho dato visibilità a Osservatorio Stadio Parma, appunto gli ho replicato spiegando dei 2,4 miliardi incassati per la cessione di Kum & Go. Però è completamente fallace la sua visione per cui per almeno 24 anni saremmo coperti dai soldi di KK, perché dubito fortemente che li voglia cacciare nel calcio…

      Rispondi
      • Ferrari sta scaldando i motori in vista del prossimo “defolt”… (non i motori di Varano ovviamente perchè da li non arriva più nemmeno un soldo per il sisso per i campi di Collecchio)..
        Cmq Dall’Olio, Pallini e Osio permettendo, non appena si sbloccasse il tema stadio il rischio legato a Krause si ridurrà perchè diventeremmo più appetibili per altri idioti allocchi e incapaci (solo i 7 sanno fare calcio). Gente come i filippini del Como o i catarioti del Palermo.

        Rispondi
        • Garantisco che Ferrari è in tutt’altre faccende affaccendato e non ha alcuna intenzione, benché ci siano i soliti complottisti a sostenere il contrario, di ricacciarsi nel mondo del pallone.

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      • Te la do io l'america

        Se Krause ha investito finora 371 milioni di patrimonio personale, è disposto a spenderne almeno 170 per dotare la squadra di uno stadio adeguato, ha speso più di qualunque altro (a parte Juve e Milan) per acquistare giocatori, ha in proggetto l’ingrandimento di Collecchiello fino a farlo diventare il più grande centro sportivo d’Europa, (8 volte più grande della Continassa delle strisciate), non lo ha certo fatto per galleggiare in serie A. A meno che non abbia deciso di perdere tutti i suoi soldi e quelli della sua famiglia, fratelli compresi. Il suo progetto è a lungo termine e per rientrare da cifre simili significa competere a livello europeo. Basta dargli tempo e non mettergli i bastoni tra le ruote come stanno facendo comitttati, comitatini e disfattisti vari.

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        • Chi lo sa magari invece è un matto che vuole perdere soldi per far divertire a scrivere e declamare interventi in Cmon a qualche sfigato di consigliore comunale di micro partitini ed è venuto dal Midwest per fare sollazzare con la sua folle strategia i comitatini, gli ambientalisti ed i pelati ex giocatori falliti. Nessuno può saperlo.

          Rispondi
        • Questione di punti di vista. Per lei avere “investito” 400 milioni nel Parma è un merito, per me avere letteralmente “bruciato” 400 milioni in 4 anni è un po’ sospetto. Ancora più sospetto è volerne bruciare altri 200 per costruire uno stadio che è inevitabilmente destinato a non ripagarsi mai. La cosa che mi insospettisce di più, però, è l’appoggio assoluto e incondizionato di tutta la Parma che conta: industriali, politici, vertici universitari, bancari e stampa locale. La GdP non incensava così tanto nemmeno i Magnifici 7. Tutti a giocarsi carriera e credibilità, per un imprenditore che fino a 3 anni e mezzo fa nessuno conosceva. Il dubbio che ci sia qualcuno di più “nostrano” a garantirgli l’appoggio di una così “qualificata platea” è legittimo, a prescindere dalle dichiarazioni contrarie dei diretti interessati.

          Rispondi
          • Te la do io l'America

            Andrea, se gli industriali di Parma, professori uniersitari, giornalisti locali, sindaco, giunta e consiglieri di opposizione sono tutti “Pro Krause” significa che lo stimano come imprenditore e credono in lui per far crescere l’economia cittadina e garantire la continuità ad una squadra che è l’immagine di Parma nel mondo intero. I 7 non gli avrebbero certo ceduto la squadra se non avessero avuto la certezza sulla sua disponibilià economica. Tra l’altro sono ancora soci al 9%, ed è quindi anche un dovere aziendale difendere l’operato del Presidente.

  • Ma per la femminile, confermato il direttore, per il resto si sta muovendo qualcosa? Qualche giocatrice sembra in partenza…

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    • Non saprei: Aurelio è molto “oscurantista”, per cui risulta difficile carpirne i movimenti in anticipo

      Rispondi
  • Caspita…..ma come siamo fortunati………un vero MILIONARIO qui a PéRMA………
    Oltre ad avere “soldi liquidi”, vini di eccellenza anche,
    allevamento di OVINI e Ranch con HABITAT per le quaglie……….
    $$$$$$ 🤩

    Rispondi
  • comunque abbiamo beccato l’unico americano piccolo di statura esistente sul pianeta…
    Se avessi incassato io 2,3 miliardi col cavolo che li butterei nel Parma calcio per far contento Davide “beccoaperto” e altri frignoni sempre inversi.
    Per quanto attiene la giacca, KK usa sempre quella perchè gliela tirano da tutte le parti. Se camminasse in via Farini lo fermerebbero tutti (come capita a noi poveri mortali comuni) per chiedere se “ci” compra quello o quell’altro o se ci getta la cioccolata come i suoi connazionali 80 anni fa….
    E piantiamola con Dallara, uno dei pochi parmigiani (o meglio parmensi) vincenti nel mondo (proprio in USA, toh), cosa che forse qui in questo social non tutti sanno

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    • caro stilista di KK .. .la ringrazio per aver risolto il mistero della giacca di KK …

      Rispondi
    • ad ogni modo mi riferivo alla foto dell’ articolo con il sior Cucinelli … non penso siano in via farini, non vedo nessuna cioccolata, non vedo nessun tifoso che lo tira per la maglia …. vedo solo 2 soggetti ad un appuntamento “di lavoro” e quello a sinistra, il kk, veste sempre la solita giacca marroncino … quindi come la mettiamo adesso? no farini, no cioccolata, no tifosi …

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      • La mettiamo che non hai capito niente

        Rispondi
    • l’ unica cosa che mi viene in mente e’ la “maniacalita’” del soggetto KK … parere personale ovviamente ..

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    • Vincente con le corse delle macchinine elettriche

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      • Puttanata, non sai nulla di corse in macchina e forse non sai nulla nemmeno di auto, sfighè

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  • Krause vive ancora nel mondo delle favole e mi pare non abbia ancora capito molto come funziona in Italia. Fortuna che almeno abbiamo Pecchia che tiene la barra dritta.

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    • Speriamo pecchia continui ad andare d’accordo con krause

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  • Figa ragazzi quanti espertoni in questo forum…tutti con la verità in tasca. Mi diverto molto a leggere i commenti, non tanto perchè interessanti, ma perchè divertenti. Sembra che tutti sappiano tutto su KK e sulle dinamiche gestionali, tutti a criticare e a dare “consigli” di come si gestisce una società di calcio professionistica. Invece che goderci il momento, cercate di trovare la magagna e un possibile motivo per cui le cose potrebbero andare a rotoli…ma godetevi la vita ogni tanto. Dal primo all’ultimo

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