martedì, Luglio 23, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024: ASSIST-MAN

(Luca Russo) – Neutralizzare Dovbyk, capocannoniere della Liga spagnola con 24 reti in 36 partite col Girona, qualificatosi per la prima volta nella sua storia in Champions League, per contendere all’Ucraina la (potenziale) seconda piazza del gruppo E alle spalle del Belgio che tutti danno favorito per la vittoria del girone.

La Romania, che ritorna a partecipare ad un Europeo dopo otto anni (nel 2016 l’ultima apparizione) e intende ottenere un risultato migliore dei quarti di finale conquistati nel 2000, riesce nell’impresa di rendere innocua la nazionale gialloblu e nel portare a termine questa missione ne compie una di portata più significativa e di respiro più ampio: innaffiare il debutto con una vittoria e proporsi come seria candidata per la qualificazione agli ottavi di finale almeno da seconda.

Una vittoria netta sia nelle proporzioni che nella prestazione, un 3-0 che ha stordito gli uomini del ct Rebrov più di quanto riesca a dire il punteggio finale. Se il successo dei ragazzi di Iordanescu è a suo modo sorprendente per la forma e la sostanza con le quali è maturato, sorprendente è anche il blackout di Sudakov e soci, dei quali solo in pochi potevano immaginare e pronosticare una giornata calcisticamente più nera anche della mezzanotte.

Mentre la Tricolorii ha esibito un’organizzazione tattica ai limiti della perfezione, delle individualità di tutto rispetto e una spiccata abilità nel maneggiare il concetto di ripartenza, gli eredi di Shevchenko sono stati traditi da una fase difensiva a dir poco approssimativa e soprattutto da un Lunin, estremo difensore in forza al Real Madrid Campione d’Europa in carica, non esattamente in giornata: troppo evidenti per essere anche solo parzialmente mitigate da questa o quella spiegazione le sue responsabilità in occasione del primo e del secondo gol dei romeni, bravi in entrambi casi a colpire col più vintage degli strumenti a disposizione di chi gioca a calcio: il contropiede. E qui non si possono non sottolineare i meriti di un elemento della formazione allenata da Iordanescu che a Parma conosciamo benissimo, Dennis Man.

L’attaccante Crociato ha letteralmente trascinato i suoi compagni alla conquista dei tre punti e lo ha fatto alla sua maniera: con due assist e un tiro che solo per una questione di dettagli non è diventato rete. Prima ha approfittato di un rinvio sbagliato di Lunin per mettere sui piedi di Stanciu la palla dell’1-0; poi si è messo in proprio sfiorando il raddoppio con un sinistro cha ha solamente accarezzato il palo; e infine, dopo aver scambiato Euro 2024 per una gara di slalom gigante o speciale ed essersi trasformato nell’Alberto Tomba dei bei tempi andati dribblando gli avversari come si fa con i pali in una gara di sci, ha servito a Dragus la sfera, comoda comoda, che è valsa il 3-0 finale. Due assist (e un quasi gol) alla prima assoluta in una grande competizione riservata alle nazionali: a un giocatore della Romania non accadeva dai tempi di Gheorghe Hagi contro la Colombia ai Mondiali del 1994. Quella Romania vinse il proprio gruppo, davanti alla Svizzera, agli Stati Uniti e, appunto, alla Colombia, superò nientemeno che l’Argentina agli ottavi di finale e nei quarti di finale venne eliminata dalla Svezia (che arrivò terza dietro al Brasile e all’Italia), ma ai calci di rigore. Se i corsi e ricorsi storici hanno un qualche valore, consigliamo al popolo romeno di non prendere impegni da qui alla metà di luglio. Luca Russo

7 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024: ASSIST-MAN

  • Sono finiti i soldi

      • Mi sembra sia palese. Basti confrontare chi i soldi li aveva (Monza estate 2022) con chi i soldi non li (noi) e si nasconde dietro la cannella del #siamoappostocosì abbiamo i giovani forti e cazzate annesse e connesse che ormai non ci crede più neanche il mio cane

        • Il problema non sono i soldi, che ci sono. Il problema sono, semmai, le idee

          • Beh è chiaro che paragonare Galliani a Pederzoli&Notari è come paragore Balord Balogh a Thuram

  • Il totale nulla prodotto da Perder Soli e Notari dal 2 maggio ad oggi capisco condiziona i poveri giornalisti che ogni giorno devono riempire lo spazio delle notizie sportive. Finite le feste, i caroselli, le celebrazioni, le pagellone e tutte le cazzate annesse e connesse ed in attesa di notizie “tecniche” che a me fanno venire l’orchite quali campagna abbonamenti, date e info (basta leggere non c’è bisogno di fare servizi) o raduno ed esami medici che riempiranno presto (sempre in assenza del mercato che con il gatto e la volpe non esiste) le pagine sportive della Rudarola, i servizi degli ultimi giorni di Via Mantova sono stati comunque devastanti per il morale. Con un provincialismo ormai genetico e una micragnosità instillata da anni di fichi secchi e mense dei poveri si andava a celebrare la crescita di valore di Circati e altri 3/4 sfigati della rosa. Ora, visto che Krause ha palesemente finito i soldi, se qualcuno li volesse li avrebbe già presi e in realtà non li vuole nessuno neanche nel Tide (Musiala è più giovane di Bonny non aggiungo altro), ma l’aspetto più triste è il messaggio veicolato. Una volta il tifoso e il giornalista locale si esaltavano per il sogno di un giocatore nuovo, magari forte, oggi ci siamo ridotti ad avere le pezze nel culo non solo nella realtà ma anche nell’immaginario e nelle narrazione. Si celebra come ragionieri di paese la “crescita di valore” in ottica di rivendita, ci si esalta non perchè si cerca una punta forte ma perchè Conte cerca Circati (che in realtà manco in foto lo vuol vedere…e magari anche Balord già che ci siamo gli porto nel caso), come piccoli provinciali con le scarpe bucate che si esaltano perchè da Napoli (da cui tutti vogliono scappare per altro) guardano un nostro “giovane”. Basti ricordare le surreali puntate di Calcio&Calcio con Pecchia presunto interesse del Napoli. Appena viene associato un nome, gli espertoni con la bocca inversa locali alla Ampollini subito a dire che costa troppo. Dopo Lui siamo caduti sempre più in basso fino ad annullare anche i sogni. Ci aspetta un anno di A merdoso, in stile 2020/2021, ma la cosa peggiore è che non c’è più neanche lo spazio per la fantasia. Per me possono andare a scorsare nel borotalco tutti, ma tra un anno quando saremo a parlare di B che è un campionato difficile voglio vedere cosa scriveranno gli stessi di cui sopra.

  • Ora Becali chiederà 10 milioni di ingaggio. Ecco perchè Man andava rinnovato subito.

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