lunedì, Luglio 22, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024, PRIME SORPRESE

(Luca Russo) – L’Europeo che fino a un paio di giorni fa è stato avaro di sorprese, di sorprese nelle ultime 48 ore ne ha distribuite parecchie. Più che di sorprese, per la verità, si dovrebbe parlare di notizie inaspettate e di storie.

Oltre ai già citati successi, rigorosamente in ordine cronologico, di Romania e Slovacchia rispettivamente al cospetto di Ucraina e Belgio, la gara tra Portogallo e Repubblica Ceca, ultima della prima giornata della rassegna che si sta svolgendo in Germania, non è stata da meno e di cose difficilmente preventivabili ne ha proposte addirittura due.

La prima è stata confezionata, pur senza che lui se lo augurasse vista la sua confidenza col gol, da quello che a ben vedere è forse l’unico uomo dei record presente ad Euro 2024: 49 gol in 47 partite con l’Al Nassr, in Arabia Saudita; almeno una realizzazione in cinque edizioni degli Europei e la possibilità, concreta, di allungare questa piacevole tradizione pure alla sesta partecipazione (a proposito di record, è il primo giocatore nella storia a disputare 6 edizioni della più importante rassegna riservata alle nazionali del Vecchio Continente); e 130 marcature in 208 presenze con la casacca del suo paese. Numeri sensazionali in virtù dei quali solo in pochi (se non addirittura nessuno) si aspettavano un Ronaldo con le polveri bagnate contro la Repubblica Ceca. A Lipsia, invece, è andata esattamente così.

Di più: la sfida andata in scena alla Red Bull Arena ci ha raccontato che può esistere un Portogallo che vince anche quando il suo elemento di maggior talento non si presenta all’appuntamento con la rete. Del resto se fino a qualche anno fa il Portogallo era sintetizzabile in CR7 e altri 10, con tutti i pregi e i difetti che un tale assetto comportava, la selezione lusitana di oggi propone l’ex attaccante di Real Madrid e Juventus quale ciliegina su una torta che rimane assai gustosa anche in sua assenza: da Bruno Fernandes a Bernardo Silva passando per Ruben Dias e Rafa Leao, la mancanza di qualità non è un tema all’ordine del giorno tra le priorità del ct Martinez.

Il quale, semmai, deve fronteggiare il problema opposto, e cioè maneggiare con cura tutta questa gioielleria e fare attenzione di volta in volta a quale squadra titolare – tra le tante rese possibili da una rosa così profonda e variegata per proporzioni e sostanza – mandare in panchina. Anche perché è proprio dalla panchina che un allenatore spesso pesca il jolly che dà una spallata decisa e decisiva al duello cambiandone in un colpo solo corso e destino.

E qui veniamo alla storia che ci è stata narrata dalla seconda e ultima gara della prima giornata del gruppo F (nel pomeriggio la Turchia ha battuto la Georgia per 3-1). Una storia che è iniziata con “C’era una volta il figlio di…” e si è conclusa col più classico e allo stesso tempo imprevedibile dei lieto fine. Il “figlio di” è Francisco “Xico” Conceição, figlio del per ora più celebre Sergio Conceição (ex, tra le altre, pure del Parma del quale ha fatto parte nella stagione 2000/2001); il lieto fine è il gol col quale, da subentrante, al minuto 92 ha steso la Repubblica Ceca che si era illusa passando in vantaggio con una gran conclusione di destro da fuori area di Provod prima che un’autorete di Hranáč avviasse la rimonta dei lusitani, che per qualità e volume di gioco espressi hanno ampiamente meritato il successo, sebbene gli manchi ancora quella concretezza sotto porta indispensabile per evitare di dovere affidare le proprie speranze di vittoria ai cambi e ai minuti di recupero.

Xico è un calciatore speciale, è verticale e molto forte nell’uno contro uno. Per una squadra come la nostra dotata di un ottimo controllo del gioco, Xico può essere importante”, così il ct Martinez alla vigilia del match di Lipsia. Un’investitura a microfoni e telecamere in funzione che ha sortito l’effetto che l’ex selezionatore del Belgio in fondo in fondo si augurava.

Cresciuto allo Sporting Lisbona, con una parentesi al Padroense, Xico si è fatto definitivamente conoscere al Porto, esperienza intervallata da una stagione all’Ajax, col quale spera di arrivare alla consacrazione definitiva. Dopo la consueta trafila nelle nazionali giovani del Portogallo, per un totale di 9 segnature in 38 esibizioni tra under 16 e under 21, ieri sera contro la Repubblica Ceca la prima esultanza alla terza apparizione con la maglia della nazionale maggiore. Importante, si. Ma anche e soprattutto decisivo. Complimenti Xico! Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024, PRIME SORPRESE

  • Prima ho incrociato un africano su una bici di quelle con le gomme giganti e la pedalata assistita (molto di moda tra i bengalini) tra Baccanelli e la rotonda di Via Spezia. Sembra fosse diretto a Collecchio per un colloquio con Perder Sola e Notari perchè mandato da Bia e sembra non costi tanto quindi potrebbe andare bene. Mancano 10 giorni all’inizio della stagione e non c’è neanche il portiere (a meno che non #andiamoacomandareinserieA con Corvi e Chichizola) e l’allenatore in scadenza.
    #caroselliamoerinnoviamo #siamoappostocosi

  • Che Europeo Balord Balogh! Che campione! Meno male che abbiamo rinnovato o ce lo portavano via!
    #rinnoviamoecaroselliamo #siamoappostocosi

    • Balogh l’è balord bombe’, come farà a giocare in serie a?

      • Ma come hai dubbi???? #andiamoacomandareinserieA con Balord, Ciccobello Valenti e Osorio centrali #siamoappostocosi

  • Tutti i giocatori portoghesi elencati da Russo ieri hanno fatto pena. Bernardo Silva è l’ennesimo talento che fuori dal gioco di Guardiola scompare.

    • Luca Russo

      Evidentemente abbiamo visto due partite differenti. Prima di distribuire certezze a destra e a manca bisognerebbe fare la tara ad un avversario, la Repubblica Ceca, che ha deciso consapevolmente di chiudersi a riccio nella propria metà campo avendo come unico obiettivo quello di pungere in contropiede. E che però nel finale di gara ha dimostrato, soprattutto a sé stessa, che se avesse osato un pochino di più, aveva tutti i requisiti necessari per mettere in difficoltà e, perché no, superare il Portogallo. Contro avversari del genere, abbottonati fino alla testa pure con 40 gradi all’ombra, nemmeno i Messi e i Ronaldo (appunto) possono fare determinati miracoli, sebbene Ronaldo abbia sfiorato il gol in almeno un paio di circostanze.

  • Russo sa di calcio come Pederzoli

    • Luca Russo

      Correggo il suo commento: a differenza di Pederzoli, di calcio ne so nulla.

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