mercoledì, Giugno 12, 2024
Il DistintoNews

IN RICORDO DI PAOLO CHINI

(Riccardo Schiroli) – Tra noi della generazione nata negli anni ’60 del secolo scorso, Paolo Chini non era una delle voci più conosciute. Chi si sintonizzava su Onda Emilia negli anni 80 e 90 certamente ricorderà il sottoscritto, Roberto Lurisi, Gianpaolo Pelosi, Gianluigi Calestani. Probabilmente anche Roberto Cavagni, Davide Bertoletti e Paolo Mulazzi. Il direttore non lo cito perché era “il nemico di tutti” (cit.).

Nessuno di noi ha comunque avuto l’onore (e l’onere…) di vedere una variante del proprio cognome utilizzato come password ante litteram.

Succedeva che in tempi eroici, c’erano più radio di Parma interessate a interconnettersi con Radio Nettuno Onda Libera di Bologna. E che Simone, che operava in studio, avesse ordito con Alberto Barigazzi, in studio a Parma, che si sarebbero riconosciuti pronunciando la parola d’ordine “Chhhh”.

Simone era un ragazzino con voce in falsetto tipica del pre pubertà (o di Anima Mia, che suonavamo in quei tempi…). L’ho ritrovato ormai quarantenne nel 2009. Come Federazione Baseball/Softball ci trovammo, nell’arco di un pomeriggio, nella necessità di mettere in piedi una troupe per riprendere una partita dei Mondiali. Non è che in Italia i registi capaci di guidare una troupe a riprendere il baseball pullulino. Così fui ben felice di raccogliere la segnalazione di un tal Barbuti Simone di Bologna.

Al primo contatto il Barbuti mi chiese se ero di Parma e avevo lavorato in radio. Alla mia risposta affermativa, se ne uscì con uno stentoreo “Chhhh”.

Paolo Chini non c’è più. Se n’è andato “in silenzio come aveva vissuto”, ha detto il sacerdote durante l’omelia funebre.

Mi sarebbe venuto da correggerlo. Ma tra le mie varie azioni impertinenti, non c’è ancora stato interrompere un prete durante la Messa. Però gli avrei voluto dire che Paolo era solo apparentemente silenzioso.

Di lui io ricordo non poche battute fulminanti.
Quando nel 1990, primo della mia generazione, conquistati il tesserino da pubblicista, Paolo si informò sulla procedura. Preso atto del numero di articoli necessari per completare la pratica, sussurrò: “Ne ho da scrivere sul Federalismo Europeo”.

Orgogliosamente democristiano, Paolo era l’unico attivista politico della redazione. Il suo contributo al partito era anche sfociato in una candidatura al Consiglio Comunale. Che non venne coronata con l’elezione. Ma Paolo non se ne fece un cruccio.

Una volta, impegnato in una partita a carte che lo opponeva a una ragazza alla quale non aveva ancora avuto il coraggio di confessare i suoi sentimenti, mostrò una sfortuna clamorosa. La signorina gli disse: “Paolo, sarai molto fortunato in amore…”
Senza scomporsi, buttò lì: “Eh, sai com’è…”

Ho pensato tanto a come avrebbe commentato il fatto che il sacerdote che ha officiato il suo funerale, che non era di madre lingua italiana, pronunciasse “litùrgia” e non “liturgìa”. E sono giunto alla conclusione che si sarebbe limitato a un “è il segno dei tempi”.

Paolo Chini a Onda Emilia è stato tutto. Negli ultimi anni soprattutto si disimpegnava dietro al mixer come tecnico. Ma agli inizi si era anche spinto a fare il radiocronista di rugby. Per anni, nelle cose che tutti amavano ricordare, era finito il suo: “Palo! Palo! Clamoroso palo di Limone!”
Gianluca Limone (classe 1960, da Roma) stando agli almanacchi era un trequarti centro. Ma quel giorno del palo, penso giocasse numero 10, quindi mediano d’apertura. Ma non è detto che la mia memoria sia impeccabile.

Paolo, abbraccia Roberto Cavagni. Perché sono sicuro che vi ritroverete. Mentre lo scrivo mi vengono gli occhi lucidi. Segno che non c’è altro da aggiungere. Riccardo Schiroli

Stadio Tardini

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4 pensieri riguardo “IN RICORDO DI PAOLO CHINI

  • Dopo avere preso parte anch’io alle esequie tenutesi nella mattinata odierna, esprimo un sentito ringraziamento a Riccardo per avere opportunamente (e giustamente!) ricordato la figura dell’amico Paolo anche su questa piattaforma tratteggiando egregiamente i tratti salienti della sua personalità.
    Se n’è andato prematuramente, in punta di piedi e silenziosamente, fedele allo stile che lo ha sempre contraddistinto durante la sua esistenza terrena.
    Rinnovo sentite condoglianze alla sorella.

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    • Condoglianze anche da parte mia alla sorella e famigliari e grazie a Riccardo per aver colto il mio invito a ricordarlo su StadioTardini.it

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  • Bravo Riccardo!
    Bell’articolo, belle parole e bei ricordi di una bella persona.

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