sabato, Luglio 20, 2024
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NEW TARDINI, DIALOGO TRA SORDI. STADIO A STRALCI: IL VIRTUOSO ESEMPIO DELL’ATALANTA

(Gmajo) – La Conferenza di Servizi prescrive (tra l’altro) “alternative progettuali e localizzative” per lo Stadio Tardini (Dall’Olio dixit), il Parma Calcio risponde col solito faldone all’Amici miei, dove, però di alternativo non c’è proprio nulla. Il consesso continua a ravvisare criticità (anche se pubblicamente non c’è uno straccio di carta canta a sancirlo e così il mainstream, in realtà ultimamente piuttosto silente, ha buon gioco, assieme ai politici, a predicare che va tutto bene madama la marchesa), le ultime della serie sarebbero relative alle acque (reflue e potabili, insufficienti per la bisogna) e all’annosa questione delle scuole limitrofe (che sarebbe stato geniale, come modestamente suggerito dal sottoscritto, inglobarle nella grande opera, azione che avrebbe potuto se non azzerare, ma abbassare al minimo il rumore di fondo delle critiche strumentali ed ideologiche): insomma, un dialogo tra sordi.

Chissefrega, tanto, grazie a questi ritardi, la prossima serie A si giocherà comunque al Tardini (vecchio): già, ma, quella successiva? Probabilmente ancora lì, ossia nel vetusto impianto la cui ultima manutenzione straordinaria significativa risale a quella dei Magnifici 7 di sei anni fa, cioè dopo la promozione nella massima serie, ultimo atto del “Come noi nessuno mAi”, allorquando vennero posizionati degli sgargianti seggiolini gialli e perfezionate le zone dell’upper class, senza dimenticare, per l’inclusività che tanto piace alla lumaca KK (“piano, piano”, è il suo mantra), che meno male che esiste la zona ghetto per i disabili, fortemente voluta da chi vi scrive e dal compianto Fabio Giarelli, perché senza la tettoia posizionata da Nuovo Inizio, gli stessi sarebbero ancora sotto le intemperie nel menefreghismo generalizzato del blablabla.

Lo stadio provvisorio resta una chimera, anche perché senza che sia stato approvato quello definitivo non lo si può manco prendere in considerazione. E intanto il tempo passa, senza che si sia neppure arrivati al duplice passaggio politico (che non sarà una passeggiata di salute, essendo in ballo una contestata variante urbanistica e la durata della concessione, tema divisivo che rischia di esser fatale per una giunta già incrinata) che secondo l’assessore Bosi (in sintonia col Sindaco Guerra e l’assessore De Vanna dagli schermi di Parma Europa) avrebbe dovuto svolgersi nello scorso mese di maggio, ma che facilmente slitterà a dopo le ferie.

E uno stadio provvisorio ha, a propria volta, un iter da seguire – certo meno complesso e più snello di un definitivo in centro città con le mille problematiche che si porta appresso – ed anche dove tutto potrebbe esser pronto, tipo Sorbolo, per fare un esempio concreto, un annetto serve tutto tra burocrazia e realizzazione. Sempre ammesso ci sia davvero la volontà, perché da una parte il MDC Luca Martines sostiene che a Piacenza non ci si andrà e la priorità è restare in provincia, dall’altra chi caccia la pila non comprende perché dovrebbe aggiungerne altra per il temporary a quella che già generosamente ha promesso di immettere per regalare alla città uno stadio nuovo.

Nelle scorse settimane si era ventilata la possibilità di una clamorosa retromarcia, con l’abbandono dell’attuale soluzione di demolizione totale e ricostruzione, per un ritorno al progetto a stralci, che comporterebbe sì più lunghi tempi di realizzazione, ma con l’indubbio vantaggio di evitare l’esodo altrove durante i lavori. Posto che secondo gli ultimi documenti pervenuti in Conferenza di Servizi dal club questa soluzione non sarebbe ipotizzata, nel caso in cui la si volesse, viceversa intelligentemente, perseguire (certo, con quattro anni buttati nel cesso, assieme al lavoro di Franco Denari ed archistars vari), un esempio virtuoso sarebbe l’Atalanta, il club che molti tifosi Crociati vorrebbero emulare sul campo, visto l’alto livello raggiunto sia in Italia che in Europa, ma che anche a livello infrastrutturale rappresenta un modello da seguire.

Nei giorni scorsi il portale Bergamo News ha documentato le tappe della trasformazione dell’antico Atleti Azzurri d’Italia in Gewiss Stadium, percorso iniziato nel lontano 2015 e ormai terminato. Scrive Luca Samotti: “Dalla prima “pinzata” alla Curva Nord sono già passati più di cinque anni: era il 6 maggio 2019 quando il presidente Antonio Percassi al comando di un escavatore idraulico diede il via alla demolizione della vecchia “Pisani”, primo tassello del nuovo Gewiss Stadium. Una riqualificazione che la città ha vissuto passo dopo passo, iniziata quattro anni prima con l’installazione del cosiddetto “pitch view” all’interno del quale erano stata inglobate le panchine, e che ha poi definitivamente preso il volo nell’estate 2017 con l’acquisizione dello stadio da parte dell’Atalanta. Dalla Nord alla Rinascimento, fino alla Sud, il cui ultimo spicchio che ricordava il “Comunale” è stato definitivamente abbattuto la scorsa settimana: riviviamo le tappe più importanti che hanno portato al quasi completamento del progetto di riqualificazione dell’impianto.”

Nel gennaio 2020, assieme al Columnist Luca Russo, documentammo l’inizio dell’opera di restyling dello stadio di Bergamo, grazie ai colleghi di Bergamo News vediamo come è andata a finire… Gabriele Majo

LA GENESI DEL GEWISS STADIUM

“Per poter dare finalmente all’Atalanta e alla città di Bergamo uno stadio che sarà un gioiello” (Antonio Percassi)

AGOSTO 2015, ARRIVA IL PITCH VIEW

Viene ammodernata la tribuna centrale, con l’inserimento del cosiddetto “Pitch View”, dove trovano spazio anche le panchine delle squadre

8 AGOSTO 2017: LO STADIO DIVENTA DI PROPRIETÀ DELL’ATALANTA

Alle 11 di martedì 8 agosto Luca Percassi firma nello studio del notaio Jean Pierre Farhat uno storico rogito: l’Atalanta diventa proprietaria dello stadio di Bergamo

9 NOVEMBRE 2017: VIENE PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO STADIO

I vertici societari presentano in comune a Bergamo il restyling completo dell’Atleti Azzurri d’Italia

30 APRILE 2019: SVELATO IL NOME DELLO STADIO: GEWISS STADIUM

L’annuncio congiunto: l’azienda di Cenate Sotto dall’1 luglio di quell’anno dà il nome all’impianto

6 MAGGIO 2019: IL DEMOLITION DAY, INIZIANO I LAVORI

Il presidente Antonio Percassi dà la prima pinzata alla Curva Pisani

9 MAGGIO 2019: LA CURVA NORD COMPLETAMENTE ABBATTUTA

In uno spettacolare timelaps la società mostra l’evoluzione dei lavori: dopo appena 3 giorni, la “Pisani” non c’è più

3 OTTOBRE 2019: CURVA PRONTA ALL’ESORDIO

Lavori terminati: la nuova Curva Nord, coperta, è caratterizzata da seggiolini neri, blu e bianchi che disegnano un grande “1907”

6 OTTOBRE 2019: BUONA LA PRIMA, ATALANTA-LECCE 3-1

Dopo l’esilio forzato a Parma, i nerazzurri tornano a casa alla settima giornata: nel 3-1 al Lecce è Robin Gosens il primo a esultare sotto la nuova Pisani

25 GIUGNO 2020: INIZIANO I LAVORI ALLA TRIBUNA UBI BANCA

Parte il nuovo lotto del restyling: messa a nudo della Tribuna Ubi e successiva demolizione del settore, ad eccezione delle facciate, che non saranno interessate da modifiche strutturali di rilievo. Il cantiere interessa anche l’area antistante l’impianto, con la sistemazione e riqualificazione dell’area a parcheggio lungo viale Giulio Cesare e Largo dello Sport

SETTEMBRE 2020: COMPLETATA LA TRIBUNA RINASCIMENTO

La nuova Rinascimento, con la scritta Atalanta, è pronta: nel frattempo sono stati posizionati i seggiolini anche in Curva Sud

27 OTTOBRE 2020: LA PRIMA IN CHAMPIONS A BERGAMO

Bergamo vive la sua prima notte magica tra i grandi del calcio: finisce 2-2 contro l’Ajax, con la doppietta di Duvan Zapata

8 GIUGNO 2023: INIZIA LA DEMOLIZIONE DELLA CURVA SUD

Ecco anche la prima pinzata sulla “Morosini”. Il presidente Percassi: “Siamo all’ultimo miglio di un progetto a cui abbiamo lavorato tanto”

14 GIUGNO 2023: MOROSINI DEMOLITA

Resta in piedi solo il settore “Distinti Sud”, destinato ai tifosi ospiti

24 NOVEMBRE 2023 LA CURVA PRENDE FORMA

Cresce la gradinata: manca “solo” la copertura

MAGGIO 2024: LA SUD È PRONTA

Brilla il trofeo dell’Europa League al Gewiss Stadium: gli fa da sfondo una curva sud quasi al completo, sulla quale trova spazio il logo della Dea

7 GIUGNO 2024: SE NE VA ANCHE L’ULTIMO PEZZO DI CURVA SUD: COMPLETATA LA DEMOLIZIONE DELL’EX DISTINTI

Utilizzato quest’anno come settore ospiti, sotto al quale era presente una centralina della corrente, era l’ultimo spicchio di “vecchio” stadio rimasto ancora in piedi

Testo, foto e video da Bergamo News

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

13 pensieri riguardo “NEW TARDINI, DIALOGO TRA SORDI. STADIO A STRALCI: IL VIRTUOSO ESEMPIO DELL’ATALANTA

  • nicolò gazzi

    Hanno davanti agli occhi l esempio da seguire ,zero trasferimento dei tifosi ,zero possibilità di perderne per strada tutto ciò che è stato fatto quest anno …..anche se si dovesse passare da 2/3 anni a 4 almeno si gioca al tardini …..fare interi campionati sempre in trasferta non è facile ……

    • Indubbiamente, però questo esempio era noto da tempo, senza che oggi copiassimo la timeline proposta da Bergamo news: è imperdonabile che si sia voluto procedere, con una certa ubris, su un progetto penalizzante per i primi proprietari di una squadra di calcio, ossia i tifosi che sarebbero costretti all’eterna trasferta per lunghi anni. Gli gestori della cosa pubblica avrebbero potuto avere una leadership migliore in questa materia…

  • C’è una netta differenza tra il progetto, o meglio i progetti per il restyling dello stadio Tardini e quello dell’Atalanta. Non facciamo finta di non capire. Il comune di Bergamo ha alienato (venduto) l’area che è stata comprata dalla società di Percassi & Friends, per 8.6 milioni di euro. Alla gara partecipò perfino l’Albinoleffe. Ossia lo stadio appartiene totalmente alla squadra lombarda ed è un suo problema renderlo o meno remunerativo, non è più un affare per l’ente pubblico. Nel caso del Parma si è scelto di utilizzare il Parterariato Pubblico Privato (PPP) con l’impianto del Project Financing, ossia il comune una volta votato il pubblico interesse, con l’esito positivo della Conferenza dei Servizi e asseverato il Piano Economico Finanziario (PEF), potrebbe partecipare ai rischi di impresa qualora i ricavi per un motivo o per un altro, risultassero inferiori alla cifra annua indicata dal proponente (14 milioni di euro). 14 milioni all’anno per 90 anni. Nei casi di Torino, Frosinone ed Udine i rispettivi comuni hanno ceduto il diritto di superficie alle squadre di calcio e non è un PPP. Insomma a Parma se il privato “scazza” per colpa o dolo, a rischiare di pagare dazio saranno i cittadini. Tifosi e non.

    • Comitato Tardoni

      Basta! Questo è un sito di tifosi di calcio! Queste beghe da azzeccagarbugli le scriva sulla pagina del Sole 24 ore. Qui nessuno ha la capacità o la voglia di capire quello che scrive. Lo stadio rimarrà lì perché chi ci mette i soldi vuole così. Fatevene una ragione e camperete meglio!

        • Comitato Tardoni

          Il Tifo è ignoranza! Comunque, se vuole un ragionamento più costruttivo, glielo faccio: se fosse vero quello che afferma il signor Andrea, perché, a parte lui e pochi altri, veramente pochi, sposano o anche solo discutono le sue idee? Giornali, compreso il suo, giunta comunale, consiglieri di opposizione, dirigenti comunali, professori universitari, albi professionali, vertici industriali etc. Tutti sprovveduti? Tutti collusi? Tutti controllati da Krause o peggio ancora, dalla “longa manu” dell’UPI? Basta con queste baggianate.

          • Mentre io stavo rispondendo a Lei, Lei stava scrivendo a me: benissimo

            Colgo l’occasione per ribadire la sua schizofrenia, dal momento che dallo stesso IP 82.56.112.*** lei posta tutto ed il contrario di tutto, portando avanti accuse come Andrea, e rispondendo come Comitato Tardoni. Contento di giocare? Bene, ma non ci fa passare per fessi.

            Che il tifo sia ignoranza, lo so bene: del resto tutti insieme ci eravamo già distinti nel fallimento che non fu solo di Ghirardi e Leonardi, ma dell’intera comunità, inclusi tutti quelli che poi si sarebbero riciclati dopo dando contro agli ex idoli delle folle Tom & Ghiro che osannavate e portavate tutti su un palmo di mano (mentre il sottoscritto, come qualcuno ci prova ancora oggi, veniva mossa l’accusa del dente avvelenato)…

            E poi basta con questa fissazione dell’UPI che c’entra una benedetta mazza con il Parma Calcio, lo Stadio Tardini (vecchio e nuovo).

            Io rispondo per me stesso e per gli scritti degli autori che ospito: non delle azioni di tutti gli altri, collusi o meno che siano.

      • Intanto caro Andrea si metta d’accordo con sé stesso, dal momento che prima dall’IP 82.56.112.*** a sua firma posta un commento da specialista (esperto contabile) quale indubbiamente è, e poi, sempre dal medesimo IP di cui sopra, si maschera in “Comitato Tardoni” (complimenti, almeno per la fantasia), attaccando lei (e noi che la ospitiamo) dicendo che è un sito per tifosi… Schizofrenia? Peccato, perché gran parte delle sue analisi sarebbero anche interessanti, se non ci fosse una deriva ideologica che poi la fa finire fuori strada…

        Lei continua a menarla con la faccenda del Project financing: io le rispondo che, a quanto mi risulta, il ricorso al debito sarà per una percentuale piuttosto bassa dell’investimento (se non ricordo male meno della metà) mentre la parte più corposa dello stesso sarà a cura diretta dell’investitore (cash, ossia in equity, come dite voi in gergo)

        Lei accenna al rischio fidejussioni: ma la parte finanziata (fino a prova contraria, ma visto che lancia l’allarme, tocca a lei l’onere della prova, non a me) è coperta da un primario sistema di garanzie, per cui rappresentare un’operazione – che da queste colonne non esitiamo certo a criticare propositivamente per i tanti aspetti controversi che non ci convincono – come una speculazione in danno alla comunità è una cosa terroristica, non corrispondente alla verità dei fatti. Ma come ripeto, se ha info differenti, ci porti le prove, fornendoci elementi concreti, specifici e non solo teorici e come ripeto ideologici a supporto della tesi di un rischio per la comunità.

        Purtroppo in tutta questa faccenda ad essere deludenti non sono solo il club (proprietario e management) e gli amministratori, ma anche gli oppositori: si è persa un’occasione per fare sistema.

  • Dall’Olio da Bruxelles come fa a occuparsi delle acque reflue?

    • Dall’olio non è a Bruxelles, è stato trombato

  • In effetti perchè fare di testa nostra e non seguire un modello che ha funzionato?

  • Partenariato Pubblico Privato (PPP) project Financing, conferenza dei Servizi e Piano Economico Finanziario (PEF sì ma per decenni)… una bella raccolta di bla bla, ve lo dico io che ho fatto per anni il cameriere in un importante studio di…advisoring. PEF, pif, pof… scoregge in giacca e cravatta, seppur sudati. I soldi ce li mettono la “gente”

    • dopo il PPP c’è il PPC e il CPC, il PUG e il PRG fino alla cena dei mille

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