sabato, Luglio 13, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NIENTE DI CONCRETO PER “EVIDENTI RAGIONI GEOGRAFICHE”

(Gianni Barone) – La presentazione ufficiale di Emanuele Valeri, finora unico acquisto (a parametro zero, quindi conveniente oltremisura) del Parma Calcio, ha offerto l’occasione, al diesse Mauro Pederzoli di parlare non tanto di mercato, perché ne avrebbe di sicuro fatto volentieri a meno, quanto di rispondere alle domande dei giornalisti, quasi tutti locali, sulle varie situazioni che si stanno sviluppando attorno al Parma in questi suoi primi giorni di preparazione.

Adriano Galliani, da Monza, in tema, dice la sua sul periodo e sul mercato, affermando: parlare adesso di un mercato così lungo che terminerà fra quaranta giorni circa ci costringe «a dire tutto e il contrario di tutto». Cioè discorrere di niente, e dialogare del niente, esercizi difficoltosi e scomodi a cui nessuno poteva sottrarsi che diventano quasi un supplizio per chi, non avendo da comunicare nomi attenzionati, che non ce ne sono, e se anche ci fossero non possono essere menzionati, perché, stando alle parole di Pederzoli sono nomi di giocatori appartenenti ad altre società, quindi a suo pensare, non sarebbe elegante farli.

Esercizio estremo di stile, signorilità e sobrietà, non c’è dubbio, quello messo in mostra dal (poco amato dalle folle) dirigente: ne consegue che di trattative in corso, non ci dovrebbe essere, nemmeno l’ombra, ed anche il portiere Suzuki, nell’occasione, è stato citato solo per evidenziarne le qualità, la considerazione che molti nutrono nei suoi confronti e per il piacere che si prova allorché il suo nome venga accostato al Parma. Il che, dopo aver sottolineato che ha una quotazione straordinaria dal punto di vista tecnico (che vor di ? Che costa caro, oppure cosa?) potrebbe esser interpretato che non si abbia intenzione reale di trattarlo o che, anziché per accontentare l’inclusionismo globale di Krause, come sostiene Majo, lo si stia facendo solo per soffiarlo alla concorrenza come, viceversa, spiffera Radio Mercato già da alcuni giorni, anche se non si capisce bene in base a quale ragionamento.

Continua, intanto, la querelle del portiere che non c’è, pur in presenza, in organico di Leandro Chichizola, sul quale nessuno si è ancora espresso se lo si consideri, per la seria A, all’altezza o meno, e lo stesso dicasi di ben altri tre estremi difensori, tutti prodotti dal vivaio, quasi un record, sui quali non si sa se e quanto si voglia puntare, quando si afferma che solo uno sarà tenuto. Appunto: chi? Filippo Rinaldi (2002), di ritorno dal prestito ad Olbia, Edoardo Corvi (2001), già mandato in passato a farsi le ossa in C, oppure Martin Turk (2003), che pur avendo già fatto, in emergenza, il titolare in B nel Parma, non ha poi trovato sbocchi altrove? Chi dei tre sarà il prescelto per restare in A col Parma? Nessuno glielo ha chiesto, quindi l’incertezza continua, con le congetture che ognuno può fare sulla scorta di niente.

Sull’attacco, dopo aver detto in tono un po’ sibillino che non si deve parlare di attaccanti, ma di reparto, aggiunge, poi che sarà preso un calciatore utile al modo d’intendere del nostro allenatore. Tradotto: scordatevi il classico centravanti, la classica prima punta di peso o meno (in organico c’è già Antonio Colak, poco utilizzato in B, figuriamoci in A), perché Pecchia predilige gli attaccanti esterni alla Dennis Man (se parte, chi è il suo sostituto ideale oltre ad Anthony Partipilo se rimane, come garantisce da fonte certa il nostro Vincenzo Bellino?) o falsi nove alla Bonny, tanto per capirci capaci di aprire gli spazi agli inserimenti da dietro o di lato. Qualcuno azzarda il nome dell’ex Lecce Pontus Almqvist, sul quale, però, si minimizza o si sorvola.

E intanto Nicolò Cambiaghi, ex Empoli, di proprietà della Dea, più volte accostato al Parma (con piacere degli interessati, suppongo) allunga il passo sulla via Emilia e approda al Bologna. Un prospetto sfumato? Quindi si può puntare su altri? Sì, ma chi? Siamo alle solite brume di nebulosità comunicativa. Legittime peraltro…

Non si esclude inoltre, anche se nei giorni scorsi si era sostenuto il contrario, un intervento anche nel reparto difensivo, pur dichiarando che la presenza di giocatori polivalenti (Enrico Delprato, Woyo Coulibaly ed altri sì, ma chi?) che possano occupare più ruoli, potrebbe, se non dovesse arrivare nessuno, non creare problemi. Fieri, in ogni caso, dello splendido stato di forma di Osorio, non più in discussione, a quanto pare, e non più in partenza parrebbe. Il famoso tutto e il suo contrario alla Galliani, che riaffiora e riemerge fa dei giri enormi (intercontinentali) e poi, senza far rumore, ritorna.

Infine il rinnovo di Man, dato per sicuro e sul quale regna l’ottimismo, che giungerà a breve, anche se non si sa ancora quando, non è stato aiutato dalla geografia (strano che con Mihaila sia andata diversamente, senza intoppo o ritardo alcuno) che ha intralciato le operazioni di firma sul nuovo contratto del quale non sono stati illustrati i particolari, anche se tutti lo hanno già previsto e anticipato da giorni, solo gli impegni europei con la nazionale e le conseguenti vacanze del giocatore in questione sono gli unici elementi che stanno dilatando i tempi della conclusione. Nessuno ha chiesto se per il talentuoso Man ci fossero richieste da parte di club importanti, come da tempo e da più parti si sta ventilando o vociferando. Peccato rimaniamo nel dubbio fino alla data della firma, una volta che saranno superate le suindicate barriere geografiche esistenti per alcuni, ma non per tutti, evidentemente.

Per «evidenti ragioni geografiche», nella nostra storia, qualcuno aveva creato nuove province e soppresso circondari e mandamenti pre e post unitari, ma quello era un altro tipo di discorso politico che ha portato poi al disegno delle attuali regioni non propriamente omogenee o rispondenti a criteri di natura storica, sociale e geografica appunto. All’inizio, però, in premessa prima di ribadire la scelta di dare continuità tecnica e umana al gruppo che si è distinto in B, ha affermato che la fretta non è un valore, nella logica di un mercato così lungo, e che l’aver fatto, finora, un solo acquisto, come qualcuno ha voluto polemicamente sottolineare, (si riferiva forse ai critici lettori del nostro spazio commenti, sempre all’erta in materia?) risulta essere in linea con quello fatti da tutti (tanti, meglio) gli altri.

Facendo una carrellata degli acquisti fatti finora dalle altre formazioni emerge quanto segue: Atalanta (2), Bologna (2, 3 con Cambiaghi), Cagliari (1), Como (3), Empoli (0), Fiorentina (0), Genoa (1), Hellas Verona (2), Inter (2), Juventus (3), Lazio (3), Lecce (4), Milan (0), Monza (1), Napoli(1), Parma (1), Roma (1), Torino (0), Udinese (1), Venezia (2). Questo ad oggi stando ai numeri. Ciò non toglie che si continuerà ad essere attenti e vigili sul mercato, anche se al momento non c’è niente di concreto. Il niente e non il suo contrario. Cosa vi credevate, voi dello spazio commenti? Polemici! Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

17 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NIENTE DI CONCRETO PER “EVIDENTI RAGIONI GEOGRAFICHE”

  • #siamoappostocosì
    #rinnoviamoecaroselliamo
    #nonèallanostraportata

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  • Metodologo

    Il mestiere di Pederzoli non è fare mercato, è inventare scuse plausibili da propinare alla stampa per giustificare l’immobilismo sul mercato.
    E allora ci dà da bere le difficoltà geografiche, le vacanze, bisogna avere pazienza, non vogliamo stravolgere il gruppo, abbiamo fiducia nei nostri giovani, restiamo vigili sul mercato, la trattativa è complicata, il giocatore X è ricercatissimo in tutta Europa, ecc ecc.

    Immagino che gli aziendalisti del sito si berranno queste scuse come acqua di fonte; i più pragmatici tra di noi invece si rendono conto che la realtà, purtroppo, è una di queste due:

    1) Krause ha finito i soldi
    2) Krause ha soldi ma non li vuole spendere

    Per chi (come me) sostiene l’opzione n.2, la domanda è… Perchè?

    1) Gli bruciano ancora le trombate prese nel 2021 (Valenti, Busi, ecc), nonchè le trombatine minori prese l’anno scorso per giocatori che non hanno mai giocato (Colak, Partipilo, Begic), e vuole recuperare una parte di quei soldi prima di spenderne altri.

    2) Non si fida di Pedersola/Vayens. Teme che qualsiasi gruzzolo in mano a quei 2 finirebbe con l’essere sputtanato per giovani bidoni belgi e/o giuffrediani strapagati, e preferisce dunque tenerseli in banca, o spenderli sul vino, o donarli a qualche associazione woke dell’Iowa.

    3) E’ incazzato (e non avrebbe torto) per la questione stadio. Ha capito che con le insulse lungaggini burocratiche italiote lo stadio come vuole lui non verrà mai fatto, e si vendica non investendo nel club.

    4) Pensa davvero che siamo a posto così, che i nostri giovani faranno faville in A, che Balogh diventerà Baresi, che Valenti perderà la panza e diventerà meglio di Van Dijk, che Bonny dopo aver fatto 6 gol in 3 anni il prossimo anno ne farà 60.

    Se esistono altre ipotesi mi piacerebbe sentirle.

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    • Se fosse la 2) che per altro è vera essendo due incapaci perché non li ha cacciati a calci nel deretano? Ergo temo semplicemente qualcuno gli abbia detto che fare su e giù A e B coi giovani da vendere sia profittevole tra paracaduti e altro in stile Empoli. Al confronto di questo il mercato di Ghirardi post ritorno in A nel 2010 sembrava quello del Psg.

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    • Ale Pongonazzo

      Amico Metodologo, si dice che la regola per chi gioca sia non cercare di recuperare le perdite continuando ad investire denari. KK avendone già “persi” un bel po’ avrà pensato, adesso basta così. Superando la solita retorica de “il proprietario è solo un custode”, “la squadra è dei tifosi” e via andare, il buttero dell’Iowa non riesce a capire che per realizzare il tanto agognato lascito per i nipotini è proprio questo il momento di fare quel nuovo sforzo (mettòr la pilà) per provare, almeno provare, a non farsi risucchiare nelle paludi della B in aeternum.
      Ricordo una delle prime conferenze di KK, diceva che ogni anno avrebbero “portato” tre dei migliori “talenti” delle giovanili in prima squadra, questo mi farebbe propendere per la tua 4 ma, second mì, ha capito anche lui che le sue previsioni erano più rosee di uno stormo di fenicotteri e adesso è un po’ disorientato.
      Potrebbe esserci però un’altra ipotesi, visto il gran numero di dirigenti di varia forma, specie, sesso ed orientamento al soldo di Capitan Iowa, in gran segreto, con sedute notturne di allenamento, da mèsa ai sensòs, il nostro forse sta formando una squadra costituita da questi soggetti per sorprenderci, se non in coppa Italia almeno alla prima in campionato … tanto non c’è fretta. Forse la squadra che interessa a lui, per quello che vuole fare lui, con chi vuole lui … è proprio quella ….. etòr che anvodén

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    • Totalmente d’accordo con te, parole sante

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  • Stiamo allestendo uno squadrone per la a, forse battiamo il record dei 20 punti

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  • Ormai sappiamo come sarà la prossima stagione e che faremo 20 punti con figure di merda ovunque. Ma almeno risparmiateci Pederzoli. Solo questo. Non fatelo parlare davvero così è troppo. È come sparare sulla croce rossa o picchiare uno che sta cacando

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  • Una volta quando la depilazione era un lusso si diceva che tira di più un pelo di… di un carro di buoi 🐂.
    Oggi stante il successo dell’evento massimo dell’UPI ovvero la cena dei mille coi biglietti “bruciati” in due ore si può dire che tira di più la cena dei mille del Parma calcio di Peder soli e Vaiens che a pochi giorni dalla fine della fase 1 non ha manco visto il rinnovo dei già pochi abbonati dello scorso anno nonostante i prezzi bassi. Il #siamoppostocosi e il #nonèallanostraportata se va bene faranno i numeri di abbonati dell’anno scorso a dimostrare che nonostante da più parti si creda il contrario la gente non ha l’anello al naso e si è rotta le balle di essere presa per il culo. Sono ansioso di sentire domani sera a tele Upi, visto che è finito il tema calendario e non è successo nulla come sempre che cosa diranno per riempire due ore. Probabilmente Ampollini con la bocca inversa dirà che #siamoappostocosì, che Tizio #nonèallanostraportata, che Som e Bonni in A faranno 20 gol e che Suzuki è Donnarumma. Per chiudere faccio notare che il portiere dell’Olanda semifinalista agli europei ha un anno meno di Corvi e la stessa età di Rinaldi ed è anche titolare in premier. Non è una questione di età ma se uno è buono o no. E i nostri se manco han fatto una stagione in C vuol dire solo che sono grami. Così come Bonni e Benepippa. Più vecchi di tanti che giocano già in Europa da protagonisti in top team

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      • Direttore i numeri sono ridicoli. Nella fase così detta uno non arriveranno manco a “rinnovare” (unico mantra di Kraus insieme alla spending reviù) i pochi abbonati dello scorso anno e a fine campagna si arriverà forse a mille in più della passata stagione (mille strisciati che si abbonano per vedere Lautaro e Barella). Ergo fallimento totale. Ma basta essere un po’ dentro la tifoseria per sapere che la gente si è rotta le balle di Pederzoli, del non mercato e delle cazzate che provano a propinare. Siamo caduti talmente in basso da essere in serie A ma dopo Cagliari e Lecce negli articoli. Adesso col caldo devono accendere i pinguini a Collecchio, vorrà dire che per risparmiare si useranno i palloni avanzati dall’anno scorso.

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        • …e io dico che farai un’altra delle tue mitiche ed innumerevoli figuracce, ma tu hai solo bisogno di nemici e di bersagli sui quali sfogare il tuo misterioso rancore, con battute ripetute all’ifinito da anni che fanno ridere solo te e prive di ogni fondamento…

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  • Quando fummo promossi in A per la prima volta Lui portò uno dei migliori giocatori del mondiale, oltre al portiere del Brasile. Nel 2010 dopo la B, l’Innominabile prese Biabiany, Galloppa, Panucci, Zaccardo, Mirante, etc.. Persino i piocioni (seppur a babbo morto e firmando cambiali a 5 anni) presero Bruno Alves, Gervinho, Kucka, Inglese, etc.. Semplicemente perchè anche un cane sa che lòa serie A ha un valore economico ma non solo enorme e come tale va tutelata. Oggi siamo insieme al Venezia, per alcune agenzie anche peggio la prima candidata alla retrocessione e ogni tre per due due dobbiamo anche sopportare sto pelato che ci viene a prendere per il culo e propinare cazzate. Se uno non ha soldi o li ha ma non vuole spenderli deve fare solo una cosa. Vendere e levarsi dai coglioni. Quindi siccome non si farà nemmeno lo stadio prima di farci altri 4 anni di B con Bonni, Benepippa, Buyaya Kialla e Ahi no, che Kraus venda e torni nell’Iowa coi nipotini.

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  • Io non condivido le critiche sul presunto immobilismo, da anni non è piu il mercato che a metà luglio sei in ritiro con la squadra fatta (purtroppo), acquisti ufficiali ne hanno fatti pochi anche gli altri, si fanno sondaggi e chiacchiere, i giocatori li conoscono tutti il difficile è prenderli in modo compatibile col bilancio, con le formule giuste, tanti a luglio chiedono x e poi a fine agosto accettano anche y
    Quello che mi spaventa è l’impressione che sia sottovalutato il salto di categoria e sopravvalutata la rosa attuale però vedremo alla fine magari ci stupiscono, anche lo scorso anno si diceva che era stato fatto poco poi abbiamo stravinto il campionato.

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