venerdì, Luglio 12, 2024
ColumnistNews

IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024: INNO ALLA TECNICA DEI SINGOLI, SUBLIMAZIONE DEL GIOCO CORALE

(Luca Russo) – Non è stata la migliore delle partite. Però è stata una sfida che ha regalato forse le migliori giocate, di quelle che ti tengono incollato al televisore, anche se in campo ci sono due squadre di cui non sei tifoso. Spagna-Francia, prima delle due semifinali di Euro 2024, l’altra è Paesi Bassi-Inghilterra che andrà in scena questa sera a Dortmund, in sintesi si è rivelata soprattutto un inno alla tecnica dei singoli, non solo la sublimazione del calcio corale.

E qui non si può che partire in quarta e focalizzarsi immediatamente sulla qualità dei tre gol che hanno impreziosito l’incontro a cavallo tra il 9′ e il 25′. Reti di pregevolissima fattura da qualsiasi prospettiva le si voglia ammirare. Il vantaggio dei Galli è un sontuoso colpo di testa di Kolo Muani, abile nell’occasione a sfruttare una mezza dormita della retroguardia iberica e a tradurre in esultanza, felicità e gioia un cross al bacio di un Mbappè che poi, nel prosieguo del duello, si è fatto notare poco e male, avendo sciupato un paio di occasioni piuttosto invitanti per rimettere la gara in equilibrio.

L’1-0 dei transalpini, tuttavia, è durato quanto un gelato al sole nell’Italia di queste ore messa alle corde dal caldo feroce. Ci ha pensato Lamine Yamal a riportare a galla le Furie Rosse e lo ha fatto realizzando quello che al momento è uno dei gol più belli messi a segno nell’Europeo in corso di svolgimento in Germania. Pur consapevole di espormi al rischio di essere raggiunto da un’accusa di lesa maestà, definisco l’1-1 siglato dall’attaccante in forza al Barcellona un gol alla Del Piero. Certo, dall’altro lato dell’area di rigore. Certo, con molto meno angolo. Certo, col piede sinistro e non col destro come di solito li affrescava il grande Alex nazionale. Ma alla Del Piero per il modo in cui la palla ha scavalcato Maignan e per lo spazio angusto tra le mani del portiere del Milan e l’incrocio dei pali in cui si è infilata. Alla Del Piero, insomma, perché il talento ha la sua balistica, che la balistica non conosce.

L’altro capolavoro della serata porta la firma di Dani Olmo. Siamo al minuto 25, il centrocampista del Lipsia arpiona la sfera in piena area di rigore, dribbla Tchouameni, dribbla sé stesso, dribbla addirittura lo spazio che gli si apre davanti, calcia a rete, supera l’estremo difensore francese e con la collaborazione involontaria di Koundé mette a segno la rete del sorpasso. Game, set and match, si direbbe nel tennis.

Oltre che un inno alla tecnica dei singoli, la partita di Monaco di Baviera è stata anche la sublimazione del concetto di gioco corale. Non per merito della malmessa (e distratta da questioni extracalcistiche) selezione allenata da Deschamps, che nella rassegna in terra teutonica non è mai stata squadra né gruppo, non ha mai esibito un’idea di calcio che avesse una parvenza, benché minima, di organizzazione e ha sempre preferito, semifinale compresa, mantenere un baricentro basso in attesa di colpire in contropiede. Sotto per 2-1, nel secondo tempo Mbappé e compagni si sono lanciati all’assalto della metà campo avversaria, ma senza ricavarne alcunché di buono: Upamecano e Griezmann sprecano di testa, Theo Hernandez inquadra la curva più che la porta rivale e lo stesso Mbappé prima fa il solletico a Simon con una conclusione centrale per niente potente e poi, quasi al tramonto della sfida, si divora il 2-2 calciando altissimo da una posizione che spesso gli regala soddisfazioni.

Se nell’incontro dell’Allianz Arena si è vista anche bellezza in alcune manovre di squadra, e non solo colpi individuali, lo si deve soprattutto e forse solamente alla Spagna che, pur tra le tiepide difficoltà che in apertura di contesa l’hanno fatta inciampare al primo affondo transalpino, è stata la solita Spagna, ovvero tremendamente bella e altrettanto concreta. Oltre l’estetica, dunque, c’è di più. Le Furie Rosse hanno esibito il loro abbondante e raffinato campionario di sempre: aggressione sistematica sui portatori di palla avversari, ritmi alti, trame di gioco in ampiezza, cambi di fronte ad elevata precisione, continue incursioni dei mediani, ripetuti affondi degli esterni, costruzione dal basso come di consueto elegante ed efficace, giropalla avvolgente, un’occupazione degli spazi ai limiti della perfezione e in genere tutto quello che normalmente le basta per vincere. Difficile stabilire se le risulterà sufficiente per portarsi a casa anche la Coppa. Ma un sospetto ce lo abbiamo e ci induce a dire che non sarà una passeggiata di salute per chi tra Paesi Bassi ed Inghilterra si guadagnerà l’onore e l’onere di sfidarli nella finale di Berlino. Se novanta minuti al Bernabeu sono molto lunghi, novanta minuti contro la Spagna possono essere interminabili. Luca Russo

Un pensiero su “IL COLUMNIST di Luca Russo / EURO 2024: INNO ALLA TECNICA DEI SINGOLI, SUBLIMAZIONE DEL GIOCO CORALE

  • La Spagna stramerita di vincere gli Europei. Unica squadra a vincerle tutte finora.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *