venerdì, Luglio 12, 2024
CommentaIn EvidenzaL'OpinioneNews

SUZUKI? PREFERISCO RINALDI…

(Gmajo) – Un tweet postato su X da Simone Lorini direttore di Parma Live mentre pranzavo (“Si avvicina l’arrivo al Parma Calcio di Zion Suzuki: il portiere giapponese è stato tenuto a riposo per l’amichevole giocata nel weekend tra Sint-Truiden e Twente. Si sta infatti finalizzando il suo trasferimento in Italia”), mi offre il la per smentire il mio principio di star lontano dal mercato e dalle cose di campo, per lasciare che si sbizzarriscano al riguardo i vari autori del nostro caleidoscopio più bravi in materia.

Epperò, questa faccenda che si debba tesserare un promettente portiere nipponico di colore (mix che, per caratteristiche, sul campo potrebbe risultare fatale, pur essendo il top per la mission inclusiva che il padrone del Parma Calcio intende che venga perseguita dal club di cui dovrebbe esser custode), sarò sciovinista, ma proprio fatico a digerirla, perché, a pari età (sono entrambi classe 2002), a questo punto, se proprio si tratta di aver coraggio a lasciar spazio ai giovani, perché non si hanno gli attributi di affidarsi a Filippo Rinaldi, estremo difensore cresciuto nel vivaio del Parma, che ho avuto la fortuna di seguire (e documentare) nei suoi primi passi in azzurro, prima di diventare guardiano dei pali della nostra nazionale Under 21 (dove ha esordito nello scorso mese di giugno, battendo proprio il Giappone 4-3).

Adesso qualcuno metterà in azione il solito grammofono, che suona il disco rotto del dente avvelenato: a smentita cito un precedente – invero abbastanza doloroso per me, e per Gianni Barone, in quanto fece chiudere le porte, già apertesi poco prima, dell’allora Fininvest, in quanto ci furono dei giornalisti, ormai quasi tutti scomparsi, che si presero la briga, probabilmente in combutta con loro referenti in società) e di certo il gusto di sconsigliare al colosso tv milanese, il nostro ingaggio, peraltro già formalizzato, come corrispondenti.

Ebbene, questo precedente riguardava la critica, direi oggettiva, circa il primo mercato del Parma di Calisto Tanzi una volta raggiunta la serie A, che, secondo quanto sostenuto dal sottoscritto attraverso Onda Emilia (avevo pronunziato l’impronunziabile in una amichevole estiva a Modena) era condizionato più dalle esigenze mercatali della casa madre Parmalat che non da effettive esigenze tecniche dello staff (che peraltro seppe valorizzare al meglio il materiale umano avuto a disposizione): al di là del palese esempio di Taffarel, capostipite dei portieri esteri arrivati in Italia, un tempo paese ricco di forti numeri 1, soprattutto in tanti storsero il naso per il mio ostracismo preventivo per lo svedese Tomas Brolin (in quei tempi il colosso del latte aveva interessi in loco). Ovviamente non sto qui a discutere il valore tecnico dell’uno e dell’altro, che a Parma, comunque, si espressero bene, ma la metodologia di scelta. Esattamente come quelle di oggi.

Pur conscio che la data di nascita non sia il solo elemento su cui ci si debba basare per una valutazione obiettiva, non vedo perché Suzuki, a prescindere, sia per tutti (tifosi fiduciosi inclusi) già meglio dei suoi più o meno tre coetanei cresciuti nella cantera ducale (io ho esemplificato Rinaldi, 2002 come lui; ma il discorso vale anche per Corvi, 2001 e Turk 2003) e che magari possono conoscere il calcio italiano meglio del nazionale giapponese che vanta 20/30 partite da titolare in Belgio. Turk in B nel Parma, esordiente da terzo portiere, fece bene. O no? Eppure pur essendo un teorico capitale del club, cresciuto qui, non mi pare sia stato particolarmente valorizzato.

Corvi e Rinaldi, preparati nel Parma da De Bernardin prima che cambiasse aria, hanno fatto tutta la trafila in nazionale: qualcosa, pure, vorrà dire, o proprio vanno valutati per casuali spezzoni di partita nel club, senza che nessuno abbia mai avuto il coraggio di puntare su di loro (e poi si blatera largo ai giovani, quelli del vivaio devono trovare spazio, limitiamo gli stranieri e blablabla).

Infine un’ultima considerazione: nel Palazzo, quanto credere possa esser simpatico il Parma americano che esporta risorse su tutti i mercati, meno che su quello interno? Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

21 pensieri riguardo “SUZUKI? PREFERISCO RINALDI…

  • Concordo in linea di massima. Se proprio dobbiamo lanciare uno sconosciuto/esordiente in A, che almeno sia uno di Parma.

    Rispondi
    • Non so se è vero ma per Suzuki
      il Parma è disposto a spendere 10 milioni?
      Io sinceramente Suzuki non lo conosco ma
      o
      questo è il nuovo Buffon
      oppure….
      In serie A ci vuole un portiere d’ esperienza
      non uno straniero che non conosce la società e nemmeno, presumo, la lingua
      Possibile che i dirigenti non abbiano capito questo?
      È come fare giocare titolare in serie A Corvi.
      Bravo fin che volete ma la serie A nemmeno sa cosa è, cosa comune anche a Suzuki.
      Arrivasse per un milione, come secondo portiere, potrei anche capirlo ma Cosi…

      Rispondi
  • Infatti a Como che non sono scemi e fortuna loro non hanno Pederzoli e Kraus hanno preso Belotti e Dossena sganciando un po’ di milioncini nella asfittica camera di compensazione della FGCI…facendo felici i colleghi in Lega e se a fine a stagione ci sarà bisogno di un aiutino…
    Ma noi no! Noi siamo furbi e vogliamo giovani stranieri di belle speranze per il gioco dal basso. Anzi volevamo perché adesso #siamoappostocosi #parmaallafinestra #nonèallanostraportata

    Rispondi
    • I giovani vanno bene ma in serie A ci vuole bravura ed esperienza.
      Quando sono arrivati i giovani Man Bernabè Benedikzak Bonny Mihaila pur bravissimi,il primo anno sembravano tutti bricchi perché erano stranieri, il campionato di serie B non lo conoscevano ma poi …
      Ecco perché accanto ai giovani ci vogliono giocatori d’ esperienza perché se prendi un giovane straniero devi dargli il tempo
      d’ ambientarsi ma non sei in serie B e la serie A non perdona

      Rispondi
  • Siberianhusky

    Propongo una soluzione di compromesso…Desplanches. Ha il cognome francese per via del padre e sicuramente ha tutto il potenziale per diventare un portiere di alto livello.

    Rispondi
  • Una considerazione da sostenitore dei giovani specialmente se nostrani, personalmente Rinaldi non l’ho mai visto giocare, però Pecchia lo conosce benissimo, adesso è pure in ritiro, x cui sarà lui che valuterà se è pronto oppure ha bisogno di crescere facendo esperienza altrove. Non conosco neppure Suzuki, non so giudicarlo, so solo che a 21 anni è titolare del Giappone che non è proprio l’ultima delle nazionali avendo ormai giocatori in molti top club europei. Se arriverà vedremo e valuteremo, ricordiamoci che Bonny fu pescato a 17 anni da una squadra di serie C francese.

    Rispondi
    • E che ci ha messo due anni, in B, per far bene, ma appena arrivato anche in Primavera faceva fatica. In più qui stiamo parlando del ruolo di portiere. Fare scommesse è pericoloso. E dieci milioni sono follia pura…

      Rispondi
      • Siberianhusky

        10 milioni ? Si leggeva di 6 o 7, che comunque sono una cifra con la quale un buon portiere si trova anche in Italia. Credo che Fulignati, che ha fatto vedere ottime cose a Catanzaro, alla Cremonese sia costato molto meno.
        Io mi sarei affrettato a prendere il portiere, anche lui di origini africane, della Juve Stabia. Tra i pali sembra N’Kono, per chi ha l’età per ricordarselo…

        Rispondi
          • 10 mi sembrano tanti anche a me

          • Ho letto che se prendi Suzuki per 10 milioni, la società di proprietà del calciatore regala a ogni componente dello staff gialloblù una Suzuki, ultimo modello.
            Ne sa qualcosa Maio delle Suzuki in regalo?

      • a me pare che la scommessa sia eventualmente Rinaldi, che ha fatto una stagione da titolare in C, mentre Suzuki è il portiere della nazionale giapponese ed era convocato per le Olimpiadi

        Rispondi
      • Con 10 milioni si prende un portiere top italiano di grande esperienza.
        10 milioni per un giovane straniero che non conosce dal calcio italiano che è una scommessa, non mi sembra una cosa esagerata ma mi pare una vera pazzia

        Rispondi
        • io ho fatto il paragone tra Rinaldi e Suzuki, spiegando che ha piu’ esperienza il secondo. Per il resto, i portieri italiani che valgono 10 mln sono tutti accasati in squadre di serie A, non li trovi sullo scaffale al supermercato, la società che ne detiene il cartellino deve cederli e lui deve scegliere di venire a Parma. La fate sempre troppo facile come se a decidere fosse una parte sola

          Rispondi
  • Veramente deplorevole la mancata valorizzazione dei tre giovani talentuosi portieri del Parma

    Rispondi
    • Anche perché ci si riempie la bocca coi soliti blablabla su vivai, settori giovanili etc. Il Parma ha una eccellente serie di portieri giovanili da anni. Oltre ai già arrivati, dietro ce ne sono diversi altri tra cui Taina, Casentini, Testoni, Moretta cresciuti nel Parma (oltre a Borriello) con passaggi in azzurro. Ma alla fine se gli esempi più grandi che hanno davanti non trovano sbocco, che spinta mai avranno nel volere arrivare?

      Rispondi
      • Se Suzuki fosse così bravo
        lo avrebbe gia’preso una squadra top.
        italiana o estera invece a quelle cifre presumo che non lo voglia nessuno, nemmeno il Como che prende tutto quello che c’ è da prendere
        Non mettiamo Corvi come primo portiere perché è un giovane e bravo e vorremmo mettere uno che è straniero e probabilmente non sa nemmeno la lingua e che il campionato italiano lo conosce come un gay conosce le donne?

        Rispondi
  • Capisco che hai il dente avvelenato ma bisogna sempre lamentarsi a priori su qualsiasi cosa?!.. che dò bali!!
    Perché non lo fai tu il presidente Majo?!

    Rispondi
  • Lauro Achille Maiorani

    Articolo come al solito illeggibile con milioni di parentesi e periodi infiniti tra virgole. Ciò premesso che cosa vuole dire “mix fatale” riferito al fatto che Suzuki sia metà africano e metà giapponese? Che cazzo vuole dire?

    Rispondi
    • Personalmente ho interpretato “mix fatale” come “femme fatale”.
      “Femme fatale”: donna misteriosa, attraente e seducente il cui fascino irretisce i suoi amanti, conducendoli spesso in trappole mortali e compromettenti.
      “Mix fatale”: un giocatore misterioso, attraente ed esotico (Suzuki) il cui fascino irretisce Krause, conducendolo spesso a spendere milioni che non spenderebbe per un giocatore di pari livello italiano”

      La sensazione è che ci sia una ricerca dell’esotismo a tutti i costi, anche quando non è funzionale alla squadra. Se Suzuki si chiamasse Ducati e giocasse nel Cosenza, dubito che Krause lo guarderebbe due volte.
      E questo potrebbe risultare fatale al Parma sul campo.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *