mercoledì, Ottobre 14, 2026
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IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / SE NON TIRI IN PORTA NON FAI GOL

(Riccardo Schiroli) – Son d’accordo con Cata [Pecchia] quando dice che “il Genoa è stato più bravo di noi” e anche quando dice che “non è stata una bella partita, tante interruzioni, palle lunghe, seconde palle, duelli.”

Detto questo, prima metto una legenda: “seconde palle”, nel gergo di quelli bravi, significa che dopo il primo intervento, la palla non è di nessuno. Poi mi preoccupo.

Il Genoa è una squadra veramente modesta e il Parma si è adeguato a quel livello. Ci sono stati momenti, nel primo tempo, in cui Parma e Genoa mi hanno ricordato le partite del Felino di quando ero bambino e ci andavo perché il mio professore di educazione fisica, tal Saccani, ci giocava. E poi tornavo a casa e dicevo a mio papà che non capivo, perché calciassero la palla sempre per aria. Il Felino era stato promosso in Serie D, che per il paese era un gran risultato. Ma insomma, ieri sera avremmo dovuto vedere una partita di Serie A.

A parte che vedere è un’espressione un po’ forte. Per larga parte della serata ho capito cosa succedeva solo quando i calciatori erano nella fascia sotto il mio posto 68, fila 27, della Tribuna Centrale Est. E mi è venuto in mente che c’erano delle volte che il pallone era arancione, quando ero piccolo. Ma forse perché c’era la neve. E non nevica più. Era da un po’ che non si vedeva la nebbia, anche.

Io, per un po’, ho creduto che le uniche partite autorizzate con la nebbia fossero quelle tra Parma e Piacenza. Che una volta si guardavano cambiando curva tra il primo e il secondo tempo, che allora si poteva.

La convinzione mi venne confermata il 4 febbraio 1985, quando l’arbitro Arcangelo Pezzella di Frattamaggiore sospese a 4 minuti dalla fine un Parma-Bari che vedeva il Parma clamorosamente in vantaggio 3-0. Era un Parma bello scarso e che alla fine della stagione sarebbe retrocesso in Serie C con 26 punti. Il Bari, allenato da Maciste Bolchi, era uno squadrone. Aveva Edy Bivi, che col Catanzaro era stato capo cannoniere in A, al centro dell’attacco. E che quel giorno si era fatto parare un rigore sullo 0-0 (e con il sole). Alla fine della stagione sarebbe stato promosso in Serie A con 49 punti, buoni per il terzo posto. Quella con il Parma fu una delle 7 sconfitte del Bari. Perché la partita si recuperò e il Parma vinse 1-0 (gol di Facchini, una delle sue poche gioie con la maglia del Parma), una delle 6 vittorie di una stagione nata male (esonero di Marino Perani) e finita peggio (ritorno in C dopo una sola stagione).

Questo per dire che le giornate storte possono capitare a tutti. Ma quella del Parma di ieri sera è un po’ troppo storta per non far suonare l’allarme. Cata dice “Nulla mi infastidisce dei miei, stanno lavorando duramente, poi uno può giocare meglio o peggio. Sono dispiaciuto…”.

Io dico che il Parma si deve rendere conto che il massimo obiettivo di stagione è il quart’ultimo posto. La squadra è meno forte di quello che tutti noi pensavano, soprattutto dopo aver dominato la Fiorentina, battuto il Milan e tenuto in scacco il Napoli per un’ora. Facciamo che non è successo. E ricordiamoci che il Parma ha perso in casa con il Cagliari e il Genoa e pareggiato a Lecce all’ultimo secondo. Prendiamo atto del fatto che le migliori partite i Crociati le hanno fatte contro squadre che hanno dato l’occasione di ripartire veloci, verticalizzando.

Dice Cata che “La velocità viene anche dalla gestione della palla, se viaggia velocemente tutti riescono a dare spinta alla partita” e che “senza Bernabé si perde qualcosa”. Io penso che, anche con Bernabé, il palleggio non è proprio una delle qualità migliori di questa squadra. E prima Cata se ne rendo conto, meglio è…

I lanci lunghi “possono essere una soluzione”, se c’è qualcuno che, almeno ogni tanto, la prende di testa. Bonny ieri non ne ha presa una. Charpentier è andato appena meglio, ma insomma… Quindi, c’è da chiedersi se Suzuki ha provato a insistere per la legge dei grandi numeri (della serie, vuoi mai che prima o poi la prendiamo…).

Ma l’unico giudizio su Parma-Genoa che Cata deve riportare ai suoi quando ricominciano gli allenamenti è: abbiamo fatto zero tiri in porta. E onestamente, senza tirare in porta, come speri di fare gol?

Ho spesso citato l’Omino di Fusignano per farmene beffe. Ma oggi voglio riportare una delle sue parole preferite: “umilté” (non resisto a farmene beffe, perdonami Arìg…). Penso che a Cata e ai suoi stia mancando. E non è un bel segno… Riccardo Schiroli

 

Stadio Tardini

Stadio Tardini

7 pensieri riguardo “IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / SE NON TIRI IN PORTA NON FAI GOL”

  • Stopaj (little cork)

    A parma fanno un altro sport piû simile come agonismo ad un dopolavoro ferroviario,prossima stazione des moines

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  • Eh ma come dice un esperto opinionista “il gioco di Pecchia” è fare un gol più degli avversari senza centroavanti con Angelo
    Bonni e non si può prendere una punta perché Pedar ha detto che non c’è uno come Bonni che piace al Napoli e Frigeri è ottimista perché siamo giovani e caroselliamo e rinnoviamo Miaila col Mercedesi e Man piace al Niucastel

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    • Stopaj (little cork)

      E se c’è la giocassimo a burraco ? Ce li vedo bene quei 7/8 in squadra con l IQ superiore alla media di un cro-magnon

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  • Stopaj (little cork)

    E se non battesimo manco il calcio d’inizio ?

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  • Mentre lo sputacione Osorio si prepara a tornare nella sua Repubblica delle Banane 🍌 (unica squadra per cui il piplone molle come diarrea di cane gioca) noi #caroselloamoeretrocediamo felici perché abbiamo la squadra più giovane della serie A e Angelo Bonni che piace al Parí Sen Germen.

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    • Dicono che la classifica non preoccupa perché “c’è tempo”. Ma poi Kraus ci porta in Europa di che ci preoccupiamo? Ci pensano Camara e Miaila poi adesso con Benepippa siamo in una botte di ferro

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