domenica, Ottobre 11, 2026
Il Gallo di CastioneNews

IL GALLO DI CASTIONE / GRATTA E VINCI A VENEZIA

(Il Gallo di Castione) – Vi ricordate quando eravate piccoli, che fuori pioveva e stavate con il naso appoggiato al vetro a guardavate fuori? Forse i nostri problemi sono iniziati quando abbiamo smesso di saltare nelle pozzanghere e ci siamo preoccupati di non bagnarci i piedi; i nostri primi traumi son stati quando guardavamo quella precisa fetta di focaccia e poi ce ne davano un’altra. Così la vita…

Ma volevo avvisarvi, prima che continuaste a leggere: se pensate che quel che scrivo debba sempre far ridere è come pensare che tutte le poesie siano d’amore. La battuta per me è un ragionamento ellittico per evidenziare paradossi comici, tragici o assurdi che sono già nella realtà; è un esercizio quotidiano e utilissimo che salva dalla trombonaggine, rischio in sempre agguato alla mia età.

Poi son vittima del giudizio, perché scrivo cazzate: sicuramente ci sono persone più serie che, loro sì, non si perdono mai tra il serio e il faceto, ma state attenti che a prendersi sempre troppo sul serio, poi finisce che ti dimentichi come si fa a ridere. Quella gente con quella voglia di mettere i puntini sulle i, invece, io li spargo in giro, li numero, li unisco con la penna blu e ci disegno una giraffa.

Io molte cose non le capisco. Non capisco come mai le donne usino il mal di testa come scusa per non fare sesso quando in realtà è l’unica cura che funziona; non capisco le donne che vivono con il coltello tra i denti si perdono tutte le cose bellissime che potrebbero fare con la bocca.

Non capisco la relatività del giudizio: i cinque minuti di una donna e i venti centimetri di un uomo ci dimostrano che in fondo è tutto soggettivo. Beati voi che avete capito tutto della vita, però, per favore, non venite a spiegarmelo. Mi piaccio ignorante.

Se la trave, invece che nell’occhio, se la ritrovasse nel culo, la gente smetterebbe di giudicare le pagliuzze degli altri. Che poi si offendono: bello l’orgoglio, davvero, una figata. Dovrebbero scriverlo sulla lapide di tutte quelle persone che restano sole.

Ma è un po’ che non vi parlo del gioco del pallone, e quindi riprenderei dall’ultima volta che abbiamo giocato bene, all’Allianz Stadium, contro i gobbi. Io ero là arrivato un quarto d’ora dopo l’inizio, dopo una mezz’ora al casello con la Digos e un’ora ai cancelli per poter entrare dopo che mi han perquisito facendomi togliere anche le scarpe. Alle mie lamentele la risposta è stata che dovevo arrivare prima, adesso che lo so arriverò un paio d’ore prima allo stadio. O forse non ci andremo spesso, in trasferta.

Ma si diceva di quella partita giocata bene, che potevamo rivincerla (lo svedese e il carpentiere potevano fare meglio) dopo essere stati raggiunti due volte, ma alla fine anche perderla e il Capitano ha fatto il miracolo.

Poi eravamo sicuri che avremmo battuto l’ultima in classifica, il Genoa, per la gioia dei gemelli della Sampdoria. Ma abbiamo fatto la peggio partita di questo campionato, funestata dall’infortunio dello spagnolo Bernabé che ci ha lasciato senza cervello a centrocampo. Così abbiamo perso senza orgoglio e senza alibi quella partita da vincere.

Ed eccoci all’episodio più recente, e in questo trittico abbiamo una panoramica del Parma Calcio in serie A. La partita in laguna: al terzo incontro con l’ultima in classifica di turno, la potevamo anche perdere, come da proverbio, ma l’abbiamo vinta. Senza infamia e senza lode ci siamo intascati 3 punti, nella seconda partita giocata assolutamente male.

Ma qualcosa possiamo salvare tornando da Venezia. Ci siamo portati via uno dei Leoni di San Marco, che ci verrà buono nel prosieguo, con la conferma del soldatino Delprato e alcune speranze.

Il formaggio svizzero coi buchi ha fisicità, progressione e tecnica, ed a tratti ce li mostra.

Il rumeno di destra fa incazzare per quello che potrebbe essere, un grande giocatore, ma che probabilmente non sarà mai se non fa pace con sé stesso.

Il rumeno di sinistra dopo 20 occasioni non sfruttate ci fa venire il dubbio che il ragazzo si impegna, ma non si sa mica se c’è la farà.

Bonny cresce, migliora, ci darà delle gioie, il Falegname fa quel che può, lo svedese ci fa ben sperare, Cancellieri ci ha del nervo, si suda la maglia, ha fatto col Venezia la differenza che vorremmo da tutti.

I due terzini si sono dati il turno, nelle varie partite, a causare i gol perdendo palloni in fase di attacco e innescando le ripartenze, peraltro senza che il mediano li coprisse alle spalle.

Culy sta meglio a sinistra (vedi Juve), ma il ciclista francese non giocherà sempre anche se ha ben impressionato da terzino.

Nell’ultima partita si è vista nel finale una linea difensiva a 6 per difendere i tre punti che erano diventati troppo importanti, anche se Mister Pecchia continua a difendere (a parole) il suo gioco che non deve mai cambiare, il suo “tutti dentro” che prescinde dal risultato.

Pecchia, in conferenza stampa, delle volte mi sembra un esperimento della Perugina per vedere se riesce a vendere i bigliettini senza sprecare il cioccolato.

Una bella iniezione di fiducia, questa vittoria, un gratta e vinci (non che abbiamo “grattato” il risultato, ma neanche pienamente meritato) che il Mister, credo, si sia concesso ben volentieri. Io, invece, ho grattato un gratta e vinci e mi è uscita la scritta “ed il bello è che non sei fortunato neanche in amore…”.

Qualche notizia. Marijuana terapeutica, la coltiverà l’esercito. L’unico tipo di cannoni che vorremmo negli arsenali. Medicina, Alzheimer e tumore, se hai l’uno non rischi l’altro. Quindi sui pacchetti di sigarette andrebbe scritto “previene l’Alzheimer”. Ecco. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

5 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / GRATTA E VINCI A VENEZIA”

  • Ormai il valore del “nazionale” è pari a quello di una cicca frusta di un ubriaco. Basti vedere che Parma ha lo stesso numero di “nazionali” dell’Atalanta e il Venezia addirittura due di più della banda iper vitaminizzata dalla pozione di Asterix di Gasperini e Ventrone. Anzi per squadre di medio e bassa classifica avere meno piploni che vanno in giro per 6 settimane in due mesi e mezzo è un grosso punto di forza e vantaggio. Cosa ovviamente nota a dirigenti sportivi italiani, ma concetto che non riesce ad entrare nella testa degli americani, la vera sciagura delle squadre che ahi loro si ritrovano con proprietà a stelle e strisce.

  • Ale Pongonazzo

    Ma vedi Gallo, tempo fa era molto in uso una bella espressione “Il riso abbonda sulla bocca degli stolti” oggi è più facile imbattersi in un più prosaico “il riso alza la glicemia”, in ogni caso l’espressione più datata era davvero utile, in un attimo ci consentiva di capire che dovevamo diffidare da chi proferiva questa perla di saggezza.

    • Risus abundat in ore stultorum, ma perché chi ha coscienza del mondo in cui vive ci ha poco da ridere. Eppure se si trovano le contraddizioni tra persone seriose ma senza empatia e coloro che ridono dei paradossi ma son veri esseri umani allora si capisce. Una risata salverà il mondo.

      • Ale Pongonazzo

        eeeh l’empatia…’na bestia sempre più in via d’estinzione … tra un Gallo e un Pongonazzo diventa più semplice…tutte anime da cortile

  • Sarò breve …l’ottimismo fa bene, ridere fa benissimo, tu mi fai ridere in senso positivo quindi….tutto ok!
    Ti adoro quando elevi il formaggio svizzero e lo sai come lo difenda sempre e da sempre.
    Sui transilvanici attendo ormai da anni una completa trasformazione, uno, quello di destra qualche sprazzo di elevazione l’ha avuta ma rimbalza sempre a terra …ma a quando ragazzo mio la definitiva consacrazione ? Aspettiamo l’effetto fionda verso Marte. Il prossimo spegnimento di candeline (27) sarà sempre più pesante però…sbrigate (romanesco)
    L’altro di sinistra pare una causa persa, sempre in campo e sempre non appare in nessuna casistica..siamo qui a sperare ancora, ma si sa il detto…
    Pecchia vorrebbe creare un modello unico di calcio, basta che il risultato non assomigli più ad un bordello .
    A me e a noi credo, a tutti basti una onesta salvezza anche con 10 Oriali in campo…quanto son belli i mediani …
    Aho’ c’è femo du spaghi ?

I commenti sono chiusi.