DUE PUNTE E DIFESA A TRE: PARMA, PERCHE’ NO?
(Vincenzo Bellino) – Nell’ultima uscita contro il Venezia, il Parma ha dimostrato di saper soffrire, conquistando una vittoria di fondamentale importanza. Sul piano tattico, la squadra di Fabio Pecchia si è ben disimpegnata, la disposizione al sacrificio e la compattezza del gruppo hanno fatto la differenza e permesso ai crociati di sopperire a qualche limite tecnico dovuto alle numerose assenze, su tutte quella di Bernabè. L’infortunio dello spagnolo (si parla di due-tre mesi) obbliga il tecnico ducale a trovare delle soluzioni alternative anche nella prossima gara contro l’Atalanta.
Ancora 4-2-4 mascherato?
Nella sfida casalinga contro la Dea, Pecchia potrebbe scegliere di riproporre lo stesso sistema di gioco visto contro il Venezia: il 4-2-4 mascherato da 4-2-3-1. Tuttavia, durante la conferenza stampa post-Genoa, l’allenatore del Parma aveva accennato alla possibilità di schierare in futuro due punte dal primo minuto, diversamente da quanto visto finora. Gli ultimi incontri, in particolare le sfide con Empoli e Venezia, hanno evidenziato l’ottima intesa che c’è tra Bonny e Charpentier, la scelta di farli giocare insieme potrebbe favorire per entrambi un miglioramento di rendimento, riducendo lo sforzo fisico impiegato nella costruzione della manovra e guadagnando maggiore lucidità, e di conseguenza pericolosità, in area avversaria.
Vazquez docet: Parma più responsabile senza Bernabè?
L’assenza di Bernabè priverà il Parma del suo metronomo a centrocampo per i prossimi due-tre mesi. Le qualità dello spagnolo sono fuori discussione non solo sul piano offensivo, visto che nell’ultimo anno e mezzo il centrocampista cresciuto nelle giovanili del Manchester City e del Barcellona, è migliorato in maniera notevole in fase di interdizione (è il primo giocatore del Parma per palloni recuperati, ben 20).
Colmare la sua assenza non sarà facile per Pecchia che potrebbe, tuttavia, concedere spazio e responsabilità a chi andrà alla ricerca di continuità dopo i problemi fisici di inizio stagione, Estevez, e a chi si sta ancora adattando al calcio italiano, Keita. La situazione richiama un precedente dello scorso anno: l’addio di Vazquez, nonostante fosse considerato il migliore nello spogliatoio del Parma, finì per liberare il gruppo da alcuni vincoli tattici, permettendo a giocatori come Man e lo stesso Bernabè, ma non solo, di mettersi in luce. Chissà che non possa accadere lo stesso.
Perchè non a 3 dietro?
Veniamo alla difesa. La coppia Del Prato-Balogh è quella che ha convinto maggiormente in questa prima fase di campionato. A Venezia però Pecchia ha preferito il giovane Leoni all’ungherese, apparso di recente leggermente in affanno. L’ex Sampdoria, classe 2006, si è guadagnato ampiamente la sufficienza con una prestazione solida, senza sbavature. Il suo percorso di crescita sarà lungo e graduale, la permanenza in massima serie del Parma non dipenderà da lui, perciò zero pressioni.
Sulle corsie esterne Hainaut è più di una soluzione a destra, Coulibaly fa da jolly, schierato su entrambe le fasce in base alle necessità; Valeri fin qui è stato altalenante, la performance di Venezia ce lo ha confermato, ma Pecchia lo conosce bene dai tempi di Cremona e difficilmente ci rinuncerà. Di Chiara c’è ma non appare.
Mentre invece è reale e concreta la leadership di Capitan Del Prato, che nasce terzino, ma di partita in partita acquisisce sempre di più maggior consapevolezza nel ruolo di centrale difensivo. Non solo, secondo il Prof. Pincolini può giocare anche davanti alla difesa, con l’assenza di Bernabè chissà, tuttavia, come anticipato dal collega Barone, e suggerito in un’intervista da papà Ivan, rilasciata al sottoscritto nella passata stagione, il ruolo ideale di Enrico sarebbe braccetto di destra in un’ipotetica difesa a tre. Tentar non nuoce, del resto non tutte le ciambelle escono col buco. Vincenzo Bellino


L’identità della squadra non va stravolta per un infortunio, seppur di un giocatore chiave. Secondo me semplicemente in certe gare vedremo Benek e Bonny assieme invece che un Centrocampista più avanzato
Magari…ci vorrebbe solo D’Aversa e non Pecchia
Ieri sera ascoltando il servizio sport di Tele Kraus se ce n’era ancora bisogno mi si è gelato il sangue. Il fido schiavo del padrone di turno (nell’occasione Dalla Tana) ha buttato li che la difesa è cresciuta e che a gennaio non sarà fatto nulla perchè “la filosofia del club” e via di solite cazzate e non ci sono “difensori giovani a prezzi abbordabili”. Al di là del fatto che a Tele Kraus hanno rotto totalmente i coglioni con questo indottrinamento, a questo punto è chiaro che il Messia padrone della Setta dei giovani non intende mettere più un soldo nel fu Parma Calcio che attualmente tiene in ostaggio con il supporto dei suoi accoliti. La Setta fa muovere i suoi pasdaran con un mese mezzo di anticipo dall’apertura del mercato per iniziare a veicolare agli adepti il messaggio che per il 6 mercato di fila #siamoappostocosì. Adesso abbiamo anche aggiunto la postilla che non ci sono profili che costano poco in linea con la “filosofia”. Per altro dopo aver rinnovato un bidone cesso impresentabile come Valenti, che dovrebbe solo vergognarsi la mattina di recarsi a Collecchio. Mi sono anche letto per favorire l’evacuazione il super pippotto di tale Casagrande intervistato da Calcio e Finanza. Al di là che sembra un articolo di Barone, nel senso che ho fatto fatica a comprenderlo qualcuno mi sa dire che cosa in sostanza dice? Su stadio e centro sportivo nulla, sui ricavi la banalità che in serie A ricavi di più (ragione per cui si sarebbe dovuto far di tutto per mantenerla) , oltre alle solite puttanate sui giovani che spero arrivi un Robespierre a fare la rivoluzione all’incontrario, a dare un calcio in culo alla Setta a prendere trentenni.
…forse più che comprendere cosa dice Casagrande ci sarebbe da chiedersi come mai la sua figura non è stata sostituita, ma anzi mantenuta e ben solida, dalla nuova proprietà… in genere quando c’è un’avvicendamento al vertice è proprio il Chief Financial Officer (col c’al mova la pilà) ad essere il primo ad essere sostituito per vari ed ovvi motivi.. le altre figure sono più o meno state tutte oggetto di turnover mentre il CFO è ancora saldo sullo scranno…evidentemente sarà molto capace nel suo settore
Amico mio è semplice. Di pila da muovere non c’è nemmeno l’ombra essendo le casse del fu Parma Calcio vuote come il Parma Retail un lunedì mattina (il Messia Kraus ha deciso tre anni fa una spending reviù arcobaleno inclusiva e sembra un Lovisa qualunque con le pezze al culo), ergo per fare il Si Ef O hanno tenuto un povero peones alla Lucarelli
oppure …forse…serve da “continuità” con chi era già radicato sul “territorio” per armonizzare conti e contesse …questo spiegherebbe, almeno in parte, anche l’atteggiamento imperante in Mantova street
Forse gli scalcinati conti di Via Mantova,come si sa scarsamente alimentati dai vecchi padroni del Ponte Caprazucca, hanno visto qualche goccia arrivare dagli asfittici rubinetti di Kraus…e si sa che li stante la situazione basta un biadino per far ballare le scimmie
Per non sentire cavolate lo sport su tv parma non lo guardo più