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TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / BAR SPORT SENZA LA NEO DOTTORESSA ANTONICO

(Luca Tegoni) – La puntata di Bar Sport di lunedì 24 marzo 2025, dopo la pausa Nazionale e introduttiva dello scontro salvezza col Verona, comincia con una inattesa assenza: fresca di Laurea, Eleonora Antonìco, infatti, si prende un giorno di spensieratezza e la luce nello studio di Via Mantova si attenua.

Dallatana, però, ci promette, dopo la scaletta standard, tra cui novità attinenti al Tardini, “molto altro”. In studio vengono presentati i giornalisti Pietro Razzini e Simone Brianti, poi l’AD di PPC Maurizio  Braghiroli.

Nello studiolo dedicato ai tifosi Alessandra Vettori tifosa competente e valente giocatrice di basket dell’Audace di qualche decade fa e Mirco Bacchi presidente del primo club Parma Women Wanderers.

Con la partita di Verona tra una settimana, ci si interroga se sia già un’ultima spiaggia o se anche un punto può aiutare. Brianti propende per non dare troppa pressione ai ragazzi che potrebbe indurli ad un blocco psicologico.

Per Tito Stagno Braghiroli, due settimane in più di lavoro per Chivu potrebbero avere aiutato per incidere maggiormente sull’autostima.

Vettori invita a non sperare nelle disgrazie altrui (che, però, fino ad oggi stanno tenendo a galla il Parma, nda) e fare punti veri.

Bacchi incita i giocatori a giocare più con il cuore che con la mente.

Resta ottimista Razzini, il quale crede, come altri noti influencer, che il Parma, contro le grandi, possa dare il meglio e che quindi se non prendiamo punti a Verona ce li possiamo prendere contro l’Inter la settimana successiva approfittando degli altri impegni dei nerazzurri che costringeranno Inzaghi a fare rotazioni importanti in formazione (come se la panchina dell’Inter fosse più scarsa dei non titolari del Parma, nda).

Si arriva, poi, all’argomento infortuni, visto anche il nuovo problema per Mihaila, che sicuramente ha impedito alla squadra di esprimersi al meglio come era nelle intenzioni di Pecchia.

Allenatore che ha vinto il riconoscimento della Panchina d’argento e che nelle interviste di rito si lamenta, in modo soft come solo lui sa fare, del fatto che il Parma Calcio non gli abbia concesso maggior fiducia per poter raggiungere la salvezza. Brianti non dimentica come Pecchia abbia saputo guidare la crescita di tanti giovani da quando arrivò a Parma.

Per il doppio ex di turno, via Skipe troviamo Gigi Apolloni attuale allenatore del Salso che serba bei ricordi anche ai tempi in cui giocava a Verona, nonostante l’arbitro De Santis (non quello che “se lo sputo lo profumo” cit. Cetto Laqualunque). Per quanto riguarda il Parma auspica che affronti la partita con lo stesso spirito con cui aveva affrontanto il Bologna.

Per l’ex centrale monumento del Parma anni 90, che a Dallatana non farebbe schifo giocasse anche adesso, i due giovani centrali Leoni e Circati potrebbero fare bene in coppia anche in serie A.

Apolloni poi ricorda che il 2 aprile alle 21,00 al Teatro al Parco si terrà uno spettacolo di beneficenza con la regia di Marco Caronna (altro ex Audace) i cui protagonisti sono Marco Osio , Sandro Melli e lo stesso Gigi Apolloni.

Per telefono interviene il giornalista Lorenzo Longhi di ritorno da una trasferta a Cittadella per seguire l’Italia Under 21 (1-1 con la Danimarca), il quale ha provato a spiegare, dal punto di vista storico, come, perché e da quando le proprietà straniere sono entrate nel calcio italiano, ricordando, per esempio, come a Bologna hanno dato per anni a Saputo del plumone, cioè del tirchio, poi quando ha azzeccato il dirigente, Sartori, sono arrivati i risultati e lo portano in palmo di mano, ma occhio: le cose nel calcio cambiano facilmente…

Per la rubrica Colpo di Genio, in assenza di materiale fresco si torna ad una magistrale giocata di Dejan Kulusevsky contro il Verona, anche se poi la partita andò persa. Pausa caffè con la voce di Antonico (almeno quella…).

In diretta Skype il mister Colantuono del Parma Women ci racconta un po’ di sé e dell’ottima annata che sta andando per il meglio.

Il giocatore misterioso è Aimo Diana. Un ricordo per la scomparsa di Filippo, steward del Tardini e infine un abbraccio a Giuseppe Rossi per la sua partita d’addio al calcio, a noi di StadioTardini.it raccontata, in esclusiva, da Mister Roberto Dellapina, trainer d’eccezione, della Fiorentina Legends al Pepito Day.

Dello Stadio? Annunciate novità nell’introduzione di Dallatana, ma forse, poi, mi sono distratto io… Eleonora torni. Luca Tegoni

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Stadio Tardini

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5 pensieri riguardo “TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / BAR SPORT SENZA LA NEO DOTTORESSA ANTONICO”

  • Ale Pongonazzo

    A differenza mia, Brianti, questo non quell’altro, dev’essere un adoratore di Pecchia. Credo che, se la conduzione di questi giovani fosse stata davvero incisiva non ci troveremmo nella condizione in cui siamo. Anche se più “balordi” di altri, generalmente chi viene da qualche annetto assieme almeno può contare su condizioni che aiutano a compensare, tipo affiatamento, coesione tattica, spirito di gruppo…ma chì gnànca l’ombra, anzi, involuzione in purezza. Oltre al fatto che, i soliti sospetti, non è che siano migliorati molto al di là di quello che può essere ritenuto un semplice miglioramento fisiologico.
    Allacciandomi anche all’articolo del Direttore circa le amabili esternazioni del Pecchia, il fatto che il sottoscritto non lo abbia mai gradito non è un mistero, l’ho mangiato, masticato e sputato, ne trovo ancora dei frammenti fra i denti, ma oggi mi sembra accettabile che si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa, forsi l’era par coll lì ch’al saltäva sémpor in panchén’na…in ogni caso, con tùtta la giära ch’a gh émmà tirè ed il caratterino di cui è dotato, non la vedo una contingenza così inaspettata.
    Certo un consiglio da nemico glielo porgerei volentieri. Gli consiglierei di guardare come sono percepite le conferenze del suo sostituto. Ovviamente ognuno ha la sua cifra e naturalmente segue le proprie inclinazioni, ma talvolta provare, non tanto ad assecondare un presunto desiderio, ma quantomeno a rendersi meno inviso evitando di dispensare quei sorrisi sardonici in ogni occasione, credo avrebbe giocato a suo favore, soprattutto nei momenti di difficoltà. Del resto, anche chi soggiorna occasionalmente o chi ha vera e propria residenza nei salotti del gruppo editoriale di via Mantova, mostra ora senza imbarazzo un euforico gradimento per le nuove conferenze. Parole schiette, dirette e aderenti a quello che tutti o quasi vedono od almeno intuiscono, un po’ rassicurano, un po’ danno speranza e soprattutto non fanno inc*/++!-@.
    Chi prima lodava lo stile del Formiobolognese e la sua garbata eleganza, si accorge ora che si trattava d’ altro e gli zigomi si contraggono nel dare un contegno a sorrisi d’approvazione per il nuovo lessico che avanza, il lessico rumeno. Forse il viver per tanto tempo una condizione fa dimenticare di quali altre possibilità vi siano per vivere la stessa realtà, del resto, qua in Italia, gli allenatori hanno tendenze che spaziano dal far la vittima per ogni granello di polvere all’esser risentiti anche dopo un complimento. A noi è toccato il metafisico. Sarebbe sufficiente allargare l’orizzonte e vedere che in altri luoghi, anche dopo una sconfitta, i comportamenti sono spesso differenti. Invero, a parte la frustrazione dei tifosi nel sentir certi discorsi dal finale aperto come una brutta serie su Netflix, sono convinto che anche i presenti in sala stampa non si siano sempre sentiti molto rispettati nel sentirsi dare certe risposte. Vero è che spesso nemmeno le domande erano proprio irresistibili, ma po’ vòn al se straca e ‘l lasa perdor.
    Forse l’errore è stato lasciargli praticare questo suo modo di rapportarsi con “la nostra gente” fin dall’inizio, quando le cose andavano meglio, ma è nelle difficoltà che si vede lo stile, miga cuànd tutt al fila liss.

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  • Se manca la velina che trasmissione è? La distrazione di un attimo…

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  • La sarà anca dotoresà (pasensia) ma la gha du gran bei galò

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