mercoledì, Ottobre 7, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL CORAGGIO DI GUARDARSI ALLO SPECCHIO…

(Gianni Barone) – Il coraggio di guardarsi allo specchio. Oltre che negli occhi. Di chi si ha di fronte. Questo è un po’ lo spirito che un tecnico come Cristian Chivu – alla sua penultima conferenza stampa pre gara della regular season di Serie A – non dico pretenderebbe, ma gradirebbe avere, da parte dei suoi giocatori ai quali ha voluto ricordare di non dimenticare da dove si era partiti insieme, qualche mese fa, e dove si deve cercare di approdare di qui alla fine per coronare il sogno della salvezza, che, se raggiunto, non sarà stato certo frutto di un miracolo, ma la risultante del lavoro sin qui svolto insieme ad ogni livello.

Occorrerà, dunque, gestire al meglio le emozioni in uno match che si è preparato da solo sul piano delle motivazioni, al contrario di altre gare sulla carta più abbordabili, e che non è facile e nemmeno semplice da condurre per nessuna delle due squadra, pur nell’ambito di obiettivi così distanti, ma così importante per entrambe le compagini che si affronteranno in una gara che più avvincente, sentita e di sicuro combattuta non avrebbe mai potuto essere. Un Parma che riparte non da zero, come i punti ottenuti nell’ultima trasferta ad Empoli, ma da uno, come il gol segnato da Djuric, con la squadra in dieci, capace di reagire al meglio alle avversità, e alle difficoltà situazionali, ma che dopo un primo tempo troppo lieve negli impatti e nei duelli perduti, ha previsto un finale segnato da un destino non benigno negli effetti e nelle prerogative espresse.

Bisognerà rinforzare gli ormeggi e non solo quelli difensivi, ma quelli caratteriali, al fine di rendere il divario meno evidente e facilmente superabile dal buon assetto (a specchio ?), frutto di quella strategia (che Chivu per la prima si sente di dover pronunciare, non sappiamo perché e per come abbia deciso di farlo proprio ora, ma ci fa piacere essendo un nostro ribadito cavallo di battaglia) che ha dato forza e sicurezza al suo impianto difensivo dalla gara con l’Inter in poi, con una vittoria (con la Juve) due pareggi (con Inter e Fiorentina) ed una sconfitta (col Como) e mezza (anzi, un quarto) con l’Empoli, allorché è ricorso all’impiego della difesa a 3 o a 5 a seconda dei punti di vista o delle sfumature che emergono dai particolari non solo semantici del modo di approcciarsi nelle varie fasi di gioco.

Cosa che dovrà scaturire anche dal gioco degli opposti che entrambi i tecnici, a livello tattico o strategico (usiamolo pure anche noi questo termine con il quale stiamo fracassando gli zebedei un po’ a tutti già da mo’…) avranno modo e l’agio di voler presentare. Entrambi, Conte e Chivu, pure avendo i segmenti di carriera e di classifica differenti, sembrano incarnare al meglio il prototipo del tecnico che fa di “necessità virtù, anche nella scelta del tipo di schema tattico o sistema di gioco, da adottare, relativamente alla difesa” e sono per principio più portati per quella tre o a cinque, ma talvolta, obtorto collo, ripiegano, per ragioni di opportunità o contingenze varie dovute ad assenza di giocatori con particolari e determinate caratteristiche (tipo quella di non aver difensori quinti o terzi che siano mancini) allo schieramento difensivo a due centrali e due esterni tipico del 4-3-3 usati, quest’anno dal primo cioè Conte per ben 24 volte su 36 (divenendo, di fatto, il suo sistema prevalente), e dal secondo cioè Chivu per 4 e mezzo (quella di Udine giocata per meno della metà con difesa a 3) su 11 partite finora disputate nella sua gestione da subentrante.

Spesso Il loro realismo tattico, il loro relativismo strategico, li induce ad agire “a specchio con l’avversario”, in modo tale da non subire, in tutte le parti del campo, e in tutti i reparti e sotto reparti di squadra, alcun tipo di inferiorità numerica, nella logica di dover fare duelli uno contro uno e di evitare raddoppi nelle zone più pericolose o nevralgiche del campo. Un atteggiamento comune ad altre squadre, ma non a molte, finora nel nostro panorama calcistico, che, però, non sempre i due sono riusciti ad attuare a loro piacimento o scelta, ed infatti, limitandoci al Parma, dell’ultimo periodo, all’Olimpico con la Lazio e in casa con il Como, la squadra di Chivu, se nel primo caso, con l’impiego di Ondrejka (sul quale puntualmente in conferenza sia pre che post Chivu ama sempre voler ritornare) in un ruolo ibrido di esterno trequarti (in volgare, alla Donnini, come 8) era riuscito ad assorbire al meglio la differenza di schieramento, segnatamente fino al doppio vantaggio siglato dallo svedese in oggetto; nel secondo caso, col Como, sempre disposto, seppur posizionalmente nella suggestione del suo tecnico Cesc, a quattro dietro, qualche crepa si era intravista soprattutto nel finale, in cui la gara si era decisa col il gol della “bestia nera” Strefezza.

Quindi, alla domanda che partita sarà?, oltre alla iattura di dover tirare in ballo sempre le solite autostima, ottimismo e coraggio, a cui riesce oltre modo difficile rinunciare, la prima risposta è sempre: Boh (con l’eterodossia spinta all’estrema potenza); la seconda vedremo come si schiereranno (se a 4 o a 5) e la terza a seconda in cui si crede o si pensa: vinca il migliore, speriamo di no, vista da ottica Crociata di nobile memoria. Però, bisogna assorbire tutte queste idee e al posto dei problemi ci sono da trovare le soluzioni, anche se più di tanto non si può cambiare.

Però, in mancanza di indicazioni precise e dell’elenco dei convocati che arriva sempre il giorno della partita (chissà perché ?) quando i giornali sono in stampa a solo beneficio di chi va in diretta tv o via web, cosa rimane a chi non può far altro che usare verbi copulativi (del tipo sembrare, diventare, riuscire, rimanere, riuscire, stare) che nel calcio tirano molto, e deve fornire uno straccio di presumibile formazione e a mezzo radio (Sportiva) come me ?

Inventare e intuire e nulla più, neanche quando ci sono di mezzo scudetto e salvezza in novanta e più minuti di gioco da vivere tutti di un fiato, fra Anteprima, da non perdere, in diretta streaming su StadioTardini.it dalla Terrazza del Petitot e zone collegate, e format post gara  (l’immediato commento a caldo ed il compendio delle parole post gara in sala stampa) da continuare a vedere fino al giorno dopo. Ed oltre… Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL CORAGGIO DI GUARDARSI ALLO SPECCHIO…”

  • Io non ho ancora capito quanti napoletani ci sono in Italia. Teoricamente dovrebbero essere 3 milioni, ma la percezione è che metà della popolazione italiana sia composta da napoletani. Però le strisciate (a loro volta tifate in maggioranza da meridionali) raccolgono si dice la metà del tifo italiano. C’è qualcosa che non quadra. La sola certezza è che a parte qualche squadretta del nord siamo sempre invasi da meridionali.

  • Oggi il mio piccolo Crystal Palace ha incredibilmente vinto la Coppa d’Inghilterra contro il Manchester City. La morale è che si vive per sognare… o si sogna per vivere? FORZA PARMA ale

    • Nel Regno Unito non ci sono De Laurentiis, Cairo, Corsi, Pozzo, Lotito, etc.. Il calcio non è ovviamente pulito al 100% nemmeno là perché è impossibile, ma sicuramente schifezze come vediamo e vedremo domani e la settimana prossima da quelle partí costerebbero la galera. Io mi auguro che Corsi e il suo psicopatico mister (qualcuno lo metta a TSO) finiscano dove deve finire una squadra che da dicembre a maggio non aveva vinto una partita salvo poi…….le ultime.

  • Io sto già male. Solo a pensare a domani sera sto male. Sono distrutto

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