CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA MAGLIA NERA DELLA BESTIA NERA
(Gianni Barone) – Un colore, quello della maglia del Como, che peggio non poteva portare al Parma, soprattutto quando la stessa viene indossata da chi, storicamente, come Strefezza e da diverse stagioni di A e di B, con indosso casacche multicolori e diverse, è sempre stato la bestia non nera, ma nerissima dei Crociati, ai quali ha sempre segnato gol decisivi per sconfitte che i tifosi non possono certo dimenticare.
Sembrava che la partita giocata e combattuta con il palleggio dei lariani, contrapposto all’uno contro uno degli uomini di Chivu, non potesse esprimere un vincitore, alla luce dell’equilibrio che, da un tempo all’altro, pur in presenza di ghiotte palle gol da una parte (Pellegrino, con palla alta da distanza ravvicinata e traversa piena di Leoni su azione di calcio d’angolo) e dall’altra (con Ikone che dopo aver superato Suzuki e si allargava e sparava fuori a porta vuota) pareva destinata al risultato di parità. Ma quando le cose non vanno per il verso giusto o come dovrebbero andare, ecco che metà è colpa nostra (in questo caso del Parma) e l’altra metà è colpa del destino, rappresentato da un giocatore (Strefezza) che come un toro nell’arena quando vede i colori bianco crociati, li scambia per il rosso ed inesorabilmente incorna, sgretolando la serie positiva che durava da sei turni, mandando a carte a quarantotto la speranza di chiudere a breve la pratica salvezza che il patto della salamella fra tecnico e tifosi sembrava poter garantire con l’apporto di sostenimento richiesto con larga anticipo sull’inizio della gara.
Invece, come dice Chivu, il calcio è bastardo, sia per risultati, quando uno più uno non fa mai due, ma in questo caso zero a uno, e anche per le sventure individuali tipo quella di Man che, mandato in campo negli ultimi otto minuti, ha avuto, ancora una volta sui suoi piedi, ben tre occasioni da gol, di cui una a pochi decimetri dalla porta sguarnita, con tiro che si alza maledettamente sopra la traversa, salvaguardando il successo della pattuglia del prode Cesc Fabregas, il quale, con la quinta vittoria consecutiva, suggella una stagione trionfale ad altissimo tasso di risultati alla vigilia e sulla carta imprevedibili per tutti. Il palleggio maledetto che, secondo le parole del solito schietto Chivu, sembra quasi prendere per il culo chi lo subisce, nel primo tempo ha avuto la meglio, per poi subire qualche intralcio in più nella ripresa, grazie alla vittoria di qualche duello in più, ma non in zona sufficientemente “alta”, per poter recare disturbo alla difesa avversaria.
Però, al di là di tutto, lo spirito di gruppo non è venuto meno nel finale, quando la reazione, anche di temperamento, sembrava poter produrre effetti positivi; invece no, una vera disdetta: la squadra, dopo aver superato indenne confronti con avversari con motivazioni per obiettivi da inseguire, è venuta meno proprio al cospetto di chi ormai dal campionato non aveva più niente da chiedere, avendo già ottenuto con largo anticipo la salvezza. Della serie chi gioca con la mente sgombra, senza affanni ed ossessioni, gode di quella tranquillità, serenità e fierezza che fanno giocare meglio e fanno ottenere risultati a danno di chi, invece, ha come l’obbligo di vincere ad ogni costo.
Però, secondo Fabregas, si è aggiunta anche quella dose di fortuna dalla sua parte, che forse non ne aveva neanche tanto bisogno, di sicuro meno del Parma, che ora deve andare ad Empoli con l’imperativo di non dover fallire per nessun motivo al mondo l’occasione. Condizione che, alla vigilia, sembrava, ottimisticamente, non pronosticabile, ma che ora rende l’impegno più gravoso. Ma non dovrà mai mancare la convinzione e la cattiveria che sono emerse, a tratti, nella gara persa che ha evidenziato scarsa lucidità sotto porta e nelle transizioni, come denunciato da Chivu, il quale si è sentito, e si sentirà ancora, in dovere di rilanciare Man, sotto tiro della critica dei tifosi, non perché sia un suo connazionale, ma perché possiede qualità che potrebbero e dovrebbero risultare utili alle squadra nelle ultime tre decisive partite che mancano alla fine.
C’è rammarico, ma nessuno rimprovera nulla all’impegno di giocatori che hanno fallito il set ball, ma ancora in corsa per il match ball finale, confidando anche in qualche scivolone altrui, nei prossimi risultati che ancora non si conoscono. “Bisogna avere la salute mentale di voler raggiungere l’obiettivo”, così Chivu intende spronare i suoi aggiungendo “lecchiamoci le ferite e andiamo a prenderci il nostro destino”. Destino che ricorre nei discorsi e nei pensieri, dopo una sconfitta che fa male e che non deve spostare l’attenzione, ma che deve far trovare le soluzioni per superare le difficoltà sotto forma d’invenzioni tipo Ondrejka come 8 (cioè come le mezzale di un tempo che il mio amico, ex compagno di squadra Donnini ancora rimpiange) secondo Chivu, ma che io ho visto più come universale (giocatore d’altri tempi: un mix fra Hamrin e Selomonsson, il cui ricordo rimane in chi, più vecchio di me, si trova in odore di Rsa) che traccheggia tra trequarti ed esterno, facendo infuriare chi odia il mio presunto snobismo “covercianese”: o Hainaut come quinto che non ha, al momento alternative, in quel cambio di modulo, sempre secondo Chivu, ma non secondo me.
Perché, alla fine, non sempre si può essere tutti d’accordo o tutti esprimersi alla stessa maniera, come in presenza di una frase del già citato Cesc, il quale, discettando di calcio all’italiana che lui ha trovato ripulito da ogni contaminazione di catenaccio, si è così espresso: “Tutti ti vengono a prendere, e bisogna trovare sempre nuove soluzioni per non farsi prendere dagli altri, oggi abbiamo fatto una partita di calcio posizionale perché il Parma non ci pressava tanto alto”.
Come vedete, i conti sembrano proprio tornare, tra le visioni dei due tecnici, anche se io non ne sono poi tanto sicuro, o convinto, ma di questo ed altro credo che se ne debba parlare nella prossima puntata. Alta o altra pressione ci deve essere, o deve, per forza, tornare dentro e fuori dal campo. Gianni Barone
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
PARMA-COMO 0-1, dal Tardini Gianni Barone (VIDEO)
PARMA-COMO 0-1, GIANNI BARONE SINTETIZZA LE DICHIARAZIONI POST GARA
CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CHIVU E IL PATTO DELLA SALAMELLA (PER RIEMPIRE IL TARDINI)
LEGGETE E DIFFONDETE
Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo







Non concordo con il voler insistere con l’utilizzo di Man. Al di là del suo campionato deludente e delle prestazioni svagate, che ci donato per una stagione, Man, ora, non è in grado di gestire la pressione, che grava sulle sue spalle, offerta da un giudizio, ormai, negativo e senza appello sanzionato da buona parte del pubblico.
Meglio proteggere il giocatore non utilizzandolo: non è la gogna la migliore cura. Non è mettendo Man nelle condizioni di accentuare il rimpianto di quello che sarebbe potuto essere e non è stato o porre sotto gli occhi di tutti il suo disagio in campo che è sfociato nel marchiano errore sotto porta, vista la vicinanza l’area offerta dalla porta era più ampia del resto dello spazio di fronte al giocatore.
In chiusura, se vogliamo, come aggravante, Man in 10’ si è liberato 3 o 4 volte per tiro, dimostrando un evidente desiderio di riscatto, rispetto all’evanescenza dei mesi scorsi. Ma la testa non c’è più e non ci sarà più per giocare nel Parma…
Utilizzarlo 10 minuti ci poteva anche stare, sotto di un gol , ,senza più punte, e con Bonny che camminava in campo…. certo il tiro a porta vuota al 92esimo rimarrà impresso per un bel po’
Lo hai esposto e non gli hai fatto bene. Per lui,lasciamo stare l’aspetto utilitaristico. E come vedi non abbiamo ottenuto nulla di concreto
Se i tifosi sì prende con Man, non fa bene a la squadra e non si ottiene niente. Invece di fischiarlo si deve stare vicino e incoraggiarlo, così Parma uscirà vincente !