FESTIVAL SERIE A, FABIO CANNAVARO: “PARMA? NON C’È NIENTE”
(Vincenzo Bellino) – Lo special guest della prima giornata del Festival della Serie A è senza dubbio Fabio Cannavaro. Il Pallone d’Oro 2006 ha contribuito al taglio del nastro che ha inaugurato la kermesse parmigiana e successivamente è intervenuto nel primo panel di giornata, al Teatro Regio, insieme all’Ad della Serie A Luigi De Siervo, al Direttore Editoriale della Serie A Lorenzo Dallari, al sindaco di Parma, Michele Guerra, e al Coordinatore delle Politiche Sportive della Regione Emilia-Romagna Gianmaria Manghi.
L’ex Napoli, Parma, Inter e Juventus, in qualità di ambassador del brand Italia nel Mondo, si è soffermato sulla responsabilità del ruolo ricoperto, ma non ha risparmiato critiche alle istituzioni, a proposito del tema stadi: “È una bella responsabilità perché chi gira il mondo sa che il nostro Paese è apprezzato per tante cose. Moda, Ferrari, macchine belle, cibo, ma la passione per il calcio va oltre tutto questo”.
STADI NUOVI – “Il problema sono le strutture rispetto a quelle della concorrenza. Inguardabili. E lo dico con grande affetto”.
SECONDA CASA – “Parma tappa fondamentale per la mia crescita, come uomo e come calciatore. Ho avuto la fortuna di giocare in un Parma che si allenava con la città, potevi girare tranquillamente, c’era rispetto anche dei tifosi”.
Nel pomeriggio, il classe 1973, tra l’altro FIFA World Player nello stesso anno in cui si è laureato Campione del Mondo, è stato insignito anche del Premio Legendary Player.
È MANCATO SOLO LO SCUDETTO – “Squadra forte, squadra di provincia, punto di riferimento per tanti giocatori. Peccato per il secondo posto in campionato, ci è mancato un pizzico di pressione che magari si vive nelle grandi piazze”.
MA A LIVELLO INTERNAZIONALE… – “Al di là della qualità della rosa c’era già un allenatore che proponeva un calcio molto moderno, come Malesani, era un visionario. Riconquista del pallone e gioco verticale. Mi ha cambiato tanto. Prima avevi un concetto della fase difensiva, con lui imparai anche a giocare a calcio”.
LILIAN THURAM – “Io conoscevo i suoi limiti e lui conosceva i miei. C’era stima e complicità. E poi dietro potevamo anche permetterci di sbagliare visto che alle nostre spalle c’era un portiere bravino (Buffon, ndr)”.
BUFFON – “Io lo dissi subito quando lo vidi per la prima volta allenarsi con noi in Cittadella”.
Dal passato al presente, Fabio non vede l’ora di rimettersi in gioco è tornare presto in panchina. E a tal proposito l’intervistatore, Lorenzo Dallari, coglie la palla al balzo a proposito del suo nome accostato proprio al Parma, secondo la Gazzetta di Parma. Ma Cannavaro frena: “Questa te la sei preparata stanotte o adesso (ride, ndr). Non c’è niente, veramente”. Vincenzo Bellino
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Meno male
Speriamo che non venga saremmo rovinati
Gazzetta di Parma online dice che salgono le quotazioni di farioli, speriamo proprio di no, sarebbe esonerato entro natale, qua si vedrà che peso avrà cherubini in società
Spero anch’io di no
Vedo che su Farioli sei piuttosto netto… comunque anca mi’ al lassariss perdor
Con tutto il rispetto, direttore, Farioli è un allenatore che gode di buona/ottima considerazione tra gli addetti ai lavori. É vero che quest’anno all’Ajax s’è fatto fregare lo scudetto con un crollo incredibile nelle ultime giornate, ma il suo campionato, e soprattutto il gioco che è riuscito a dare alla squadra, è stato da tutti apprezzato (compresi i tifosi dell’Ajax, che all’ultima partita, che ha sancito la perdita dello scudetto, lo hanno applaudito a scena aperta). Io ovviamente non so se sarà lui il prescelto per il dopo Chivu, ma credo che possa essere un profilo adeguato per diverse ragioni: è uno abituato a lavorare coi giovani; ha voglia di emergere anche in serie A; ha già accumulato alcune esperienze significative (Nizza e Ajax su tutte). Se dovesse venire a Parma, e soprattutto se sarà messo nelle giuste condizioni per poter lavorare come meglio crede, a mio parere potrebbe anche farci vedere un tipo di calcio, chiamiamolo propositivo (ma che io definirei semplicemente contemporaneo), che qui a Parma sembriamo non amare molto ( e non capisco francamente il perchè). Come disse Cherubini in sede di presentazione, non è detto che se punti sui giovani ti debba per forza andare male. Allo stesso modo, mi permetto di dire che non è detto che se si punta su un allenatore giovane, con idee propositive, ti debba per forza andar male (vedi Fabregas al Como, vedi De Zerbi in diverse squadre, vedi Maresca al Chelsea, vedi lo stesso Farioli al Nizza, e potrei fare altri esempi).
Per me è sopravvalutato come tutti i giochisti alla moda. Per me il calcio è semplice: chi vince fa tre punti. Il bel gioco è un’araba fenice, al di là che de gustibus non disputandum est. Il giochismo funziona se hai calciatori di qualità sopraffina [e poi è poi]. Combatto il propositivismo fin dai tempi di Marino: w guidolin
Totalmente d’accordo con lei
Farioli è un Pecchia laureato in filosofia e non in legge e senza mogliera. Non serve aggiungere altro se non da evitare come un disgrazia. Comunque mi dicono che ad Appiano ci sia molto rame essendoci parecchi cantieri. Adesso si spiega tutto.
I tifosi dell’inter non hanno goduto molto l’arrivo di chivu e neanche lo spogliatoio, saranno cazzi suoi
Ma nooooooooooooooooo non dirlo che i democristiani pecchiani adesso sono filo chiviani e affermano che “si è comportato bene” e “dobbiamo essergli riconoscenti” e “farà bene, è la soluzione ideale”. Quando anche i sassi sanno che si è comportato di merda e a novembre ci sarà un nuovo tecnico vista anche la condizione dei così detti “big” degli strisciati coi bilanci truccati. Per peggiorare l’Inter la soluzione per lo sblocione sarebbe prendere Biuffon come “dirigente”. Dove va riesce a peggiorare situazioni già disastrose (vedi quando è venuto qui).