martedì, Ottobre 6, 2026
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IL COLUMNIST di Luca Russo / ITALIA-NORVEGIA, SENZA LEONI, MA GATTI

(Luca Russo) – Chiamatelo bivio. Chiamatelo crocevia. Chiamatelo spareggio. Chiamatelo come preferite, ma sappiate che qualsiasi definizione del genere inquadra alla perfezione l’importanza e la natura del prossimo confronto da cui è attesa l’Italia di Luciano Spalletti. Parliamo di Norvegia-Italia, gara valevole per la terza giornata del gruppo I di qualificazione al mondiale del 2026 in programma ad Oslo venerdì 6 giugno con calcio d’inizio alle ore 20.45.

Gli Azzurri sono all’esordio in un girone che ha già scollinato i primi due turni a fine marzo, quando Donnarumma e soci erano impegnati nei quarti di finale di Nations League poi persi con la Germania.

La classifica al momento vede proprio la selezione di Solbakken in testa a punteggio pieno grazie ai successi ottenuti ai danni di Moldavia (0-5 a Chisinau) e Israele (2-4 sul campo neutro di Debrecen).

La prima del raggruppamento si qualifica direttamente alla rassegna iridata di Canada, Messico e Stati Uniti, la seconda agli spareggi. E così il duello dell’Ullevaal Stadion assume già i contorni di match decisivo per l’Italia: solo una vittoria dei ragazzi di Spalletti può impedire ad Haaland e compagni di andare in fuga, con un pareggio o, peggio ancora, una sconfitta gli Azzurri si esporrebbero seriamente al pericolo di finire ai playoff o addirittura di essere estromessi anzitempo dalla corsa per la Coppa del Mondo.

Ipotesi, quest’ultima, piuttosto remota dato che il girone, oltre che la già citata Norvegia, include anche Estonia, Israele e Moldavia (in rigoroso ordine di classifica), rivali rispettabili, non temibili (quando c’è di mezzo l’Italia, tuttavia, non si sa mai).

Si riparte dalla Scandinavia per cancellare o quantomeno superare definitivamente la Svezia del 2017 e la Macedonia del 2022 (a proposito di spareggi), ovvero le due nazionali che sono costate agli Azzurri altrettante mancate partecipazioni ai mondiali, per la precisione Russia 2018 e Qatar 2022.

Una ripartenza alla quale ci si avvicina con qualche problemino di troppo e una grana che nessuno si aspettava di dover fronteggiare. I problemini riguardano la retroguardia e la presenza tra i convocati di quattro calciatori dell’Inter. Tra i difensori mancheranno, per infortunio, Buongiorno, Calafiori, Comuzzo e pure Leoni, che il CT avrebbe chiamato volentieri in mancanza di problemi fisici: “Se Leoni non fosse stato infortunato, sarebbe stato dentro. Sia Pecchia che Chivu me ne hanno parlato bene”, così Spalletti in conferenza stampa.

In compenso c’è Gatti, il quale però di recente è stato vittima di un infortunio di non poco conto. Quanti minuti avrà nella gambe il difensore della Juventus? Sarà abile e arruolabile fin da subito o, almeno inizialmente, potrà aspirare al massimo ad un posto in panchina salvo poi subentrare in caso di necessità?

Lì dietro la coperta è corta, il che non può non scatenare preoccupazioni assortite intravedendo Haaland all’orizzonte. E gli interisti Bastoni, Dimarco, Barella e Frattesi – tutti potenzialmente titolari in azzurro – freschi di cocente sconfitta nella finale di Champions League andata in scena a Monaco di Baviera con quale spirito e con quale umore si presenteranno a Coverciano? Gli basteranno queste ore per mettersi alle spalle e metabolizzare, fosse anche solo parzialmente, la delusione raccolta in Germania?

Il CT ha le idee chiare sull’argomento: “Ora a questi giocatori crolla tutto addosso, ma noi faremo leva per sistemare tante cose con la nostra prossima partita. Giocheremo per qualcosa di straordinario e io credo che per loro sia l’occasione giusta per ripartire subito”.

E veniamo alla grana che nessuno si aspettava di dover fronteggiare. Tra i convocati figurava anche Francesco Acerbi, ma il centrale dell’Inter non ha risposto alla chiamata, facendo un passo indietro rumoroso che Spalletti ha incassato naturalmente controvoglia e non è piaciuto nemmeno alla Federazione. Perché una tale retromarcia? Il difensore nerazzurro lo ha spiegato tramite social: “Dopo una profonda riflessione, ho comunicato oggi al ct di non accettare la convocazione in Nazionale. Non è una scelta presa a cuor leggero, perché vestire la maglia azzurra è sempre stato un onore e un orgoglio per me. Tuttavia ho ritenuto che alla luce degli ultimi avvenimenti non esistano ad oggi le condizioni per proseguire serenamente questo percorso. Io non cerco alibi né favori, ma pretendo rispetto. E se questo rispetto viene a mancare da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo, allora preferisco farmi da parte. Non sono uno che si aggrappa a una convocazione: ho sempre dato tutto, ma non resto dove non sono più voluto davvero, ed è chiaro che non faccio parte del progetto del ct. Questa è la mia decisione e, come ho detto stamattina al ct, non è definitiva né dettata dalla rabbia, né tanto meno dalla “depressione” per una finale Champions persa, ma solo da un bisogno di fare un passo indietro. Auguro il meglio alla Nazionale e, come ho detto ai miei compagni, continuerò a tifare per loro con lo stesso attaccamento che ho sempre dimostrato in campo”.

Coperta corta in difesa, il pessimo umore dei quattro interisti reduci dalla sconfitta nella finale di Champions League e la minaccia Haaland all’orizzonte. Il cammino dell’Italia verso i mondiali del 2026 comincia in salita. Luca Russo

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