mercoledì, Ottobre 14, 2026
L'OpinioneNews

CUESTA, LA PAZZA IDEA DI PETTINA’ BENEDETTA DA CHERUBINI E KRAUSE

(Gmajo) – Ieri sera, lunedì 30 giugno 2025, gli attenti lettori di StadioTardini.it, sempre molto attivi nello spazio commenti, hanno immediatamente segnalato le dichiarazioni dello sio Federico Cherubini a Sky, in occasione dell’happening di apertura ufficiale del Calciomercato, sessione estiva 2025/26, live dal Grand Hotel di Rimini. Non le ho riprese immediatamente, un po’ (tanto) poiché stremato dopo le quattro ore di maratona di diretta di ieri dalle postazioni attrezzate del Tardini, per l’apertura della Fase 2 della campagna abbonamenti Crociata, un po’ per rispettare (una volta tanto, senza stravolgerla come al solito) la scaletta programmata dei contributi di StadioTardini.it, con l’interessante pezzo del nostro mercatologo Vincenzo Bellino, imperniato sulla operazione disgiunta o congiunta Liberali/Leoni e l’intervista-storica registrata venerdì con l’architetto Italo Jemmi, che aveva firmato le precedenti ultime due riqualificazioni dell’Ennio tra gli anni ottante e novanta del secolo scorso, certosinamente rimontata ed ottimizzata nel weekend dal nostro Alex Bocelli.

Con tutta calma, dunque, mi accingo ora a commentare quella che, ai miei occhi, appare la rivelazione satellitare principale del Plenipotenziario, (omessa, viceversa, nel pastone della Gdp: questione di punti di vista, ed è il bello di quella pluralità di pensiero, così aliena sul territorio) ossia che la scelta dell’allenatore non è stata sua, in prima persona, come un po’ tutta la comunità Crociata (noi inclusi) erroneamente riteneva, bensì del neo proclamato Football Director Alessandro Pettinà.

 

Ragionando, con logica aziendale, probabilmente il percorso non fa una grinza: Cherubini è lo sio – in italiano: l’amministratore delegato – e dunque il capo macchina, dunque colui che impartisce l’estrema benedizione sulle proposte che i suoi collaboratori gli presentano. E che i suoi collaboratori dell’area tecnica siano Alessandro Pettinà, direttore sportivo, Mathieu Lacome, responsabile dell’area performance-analytics e Massimiliano “Mamo” Notari, lo stesso Cherubini lo aveva sottolineato a conclusione della presentazione del nuovo mister. 

Debbo confessare che, informalmente, l’imbeccata che la non banale scelta di Cuesta fosse di Pettinà e non una prima emanazione di Cherubini, mi era già giunta nei giorni scorsi, però non le avevo dato il giusto credito: non per sfiducia della fonte, o delle capacità del potentissimo (ex) astro nascente, quanto perché, come tutti, abbagliato dalla figura centrale di Cherubini, quel manager esperto del calcio italiano, a lungo invocato nella gestione Krause, che si ritiene possa essere l’elemento determinante per dare una svolta, dopo i primi cinque anni un po’ così della proprietà americana, molto decisa nell’inseguire le proprie visioni, magari un po’ troppo futuristiche (“avanti”) per il calcio italiano. “Fiducia in Cherubini”, è un po’ il tormentone dell’estate, che ci hanno ripetuto a raffica i tanti tifosi da noi intervistati (ma anche dalla Gazza) all’avvio della campagna abbonamenti e vero proprio leit motiv dei maître à penser. Quella incondizionata e cieca fiducia nel Plenipotenziario, aveva fatto digerire un po’ a tutti (a parte i soliti criticoni del web) l’arrivo del baby-mister.

Ecco, ora che lo stesso Cherubini ha ammesso di aver inizialmente dato del pazzo a Pettinà, che gli aveva proposto, nel ventaglio di nomi, quello strano di Cuesta – dunque riconoscendogli pubblicamente tutti i meriti (o, eventualmente, tutte le colpe) del caso – la massa continuerà, col paraocchi della fede nell’Onnipotente, a plaudire all’arrivo sulla panchina Crociata del prossimo trentenne, o si scalfirà qualche certezza? E Pettinà, che per molti continua ad essere un Carneade (ieri Zurlini, ospiti della nostra maratona live sull’apertura della campagna abbonamenti, asseriva che se si mostrasse una sua foto ai tifosi in coda ben pochi lo riconoscerebbero), inizierà ad assumere maggiore credito da parte della tifoseria, o, al contrario, come maliziosamente suggerisce, ad esempio, il nostro lettore Claude, è stato un astuto modo per darlo in pasto alle folle, qualora qualcosa andasse storto?

Lo stesso Claude, però, rimarca come, comunque, il parto sia stato collegiale, per cui, perché dovrebbe pagare solo il “giovane manager” se il capo macchina ed il padrone sono stati entusiasti della sua genialata che ha, dunque, tanti padri e non uno solo? Resta curiosa, però, la circostanza, che questo onore a Pettinà arrivi pochi giorni dopo la presentazione di Cuesta e non in quel contesto, dove, a fianco del mister, sedeva il solo Cherubini, con il genio solo in prima fila, assieme agli altri confermati attori dell’area tecnica gialloblù (Lacome e Notari Senior).

Vero che, proprio al termine del vernissage, Cherubini li avrebbe ufficializzati, ma per lunghi giorni, non solo noi, abbiamo tutti quanti creduto (non smentiti) che Cuesta fosse farina del solo sacco del Pleni, abile a pescare tra i suoi ricordi bianconeri, quel giovane collaboratore tecnico dell’Under 17.

Parma Calcio, un mulino bianco dove tutti vanno d’amore e d’accordo: è questo l’idilliaco quadretto che alla proprietà fa piacere venga veicolato, ma che sovente fa a botte con le guerre intestine di cui all’esterno arriva ogni tanto qualche bollettino (leggesi il lungo elenco di vittime più o meno illustri, mietute in questo lustro, alcune dopo esser venute a collisione proprio con determinati poterini interni che Cherubini, da ex consiliore di Krause, conosce a menadito e dunque tratta con la dovuta circospezione ed arguzia). Ma visto che le decisioni (Cuesta in primis) sono collegiali e condivise, e con duplice benedizione (Cherubini e Krause), anche i relativi dividendi, comunque vada l’investimento…

Ma la cieca fiducia della piazza in Cherubini resterà intatta anche dopo la rivelazione di ieri sera, oppure avanzerà il sospetto serpeggiante che anche lui, il tanto atteso dirigente italiano, sia stato fagocitato dal sistema Krause di cui si pensava fosse un antidoto? La mia personale sensazione è che abbia tutta l’abilità per potersi muovere in quello che resta, comunque, un campo minato… Gabriele Majo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

PETTINA’! CHI ERA COSTUI?

PETTINA DS, PER IL RESTO BRANCOLO NEL BUIO

IL NODO DIRETTORE SPORTIVO

PARMA, OBIETTIVO STAGIONALE? CONSOLIDARSI IN A LONTANO DAGLI ULTIMI 6 POSTI

RAGIONANDO SULLE DICHIARAZIONI DI CHERUBINI ALLA GAZZA

CONCLAVE CHIVU / LA FUMATA NON E’ (ANCORA) BIANCA (MA CI SONO INTERESSANTI PROSPETTIVE PER IL FUTURO)

NUOVO ADDIO / MARTIN SEMMENS LASCIA KRAUSE GROUP

AARON RUBEN E’ DA GENNAIO “HEAD OF REAL ESTATE AT KRAUSE GROUP”

CHERUBINI-SEMMENS: POSSIBILE LA CONVIVENZA?

E’ CHERUBINI LA VERA RISPOSTA DI KRAUSE ALLO STRISCIONE DEI BOYS…

CALCIOMERCATO PARMA, L’IDENTIKIT DI CHERUBINI: UN AD POLIEDRICO

LA RIVOLUZIONE CHERUBINI, PARTE SECONDA

PARMA, LA RIVOLUZIONE CHERUBINI

PARMA, RIVOLUZIONE GOVERNANCE: ESCE MARTINES, ENTRA CHERUBINI (COME AD)

LA QUESTIONE “GOVERNANCE”

PER MARTINES LA VERA SFIDA E’ TROVARE UNA CORRETTA GOVERNANCE DELLA SOCIETA’

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

27 pensieri riguardo “CUESTA, LA PAZZA IDEA DI PETTINA’ BENEDETTA DA CHERUBINI E KRAUSE”

  • Cherubini ha meno potere decisionale di Pecchia quando la moglie vuole andare all’Ikea e lui no.

    La sua funzione è semplicemente quella di ammansire le masse (che infatti ora, spinti dagli influencer di regime, belano in continuazione #iomifidodicherubini), e legittimare le follie dell’Algoritmo e il fetish ossessivo del Monogiacca per i giovani.

    Almeno Ribalta, Fournier e Vaeyens ogni tanto opponevano resistenza ai diktat dell’Algoritmo (e sono stati licenziati per questo). Lo pseudo-plenipotenziario invece si limita ad eseguire gli ordini per non perdere la poltrona, come un bravo cagnolino rubentino.

    Rispondi
  • Cavallo Pesto

    mi occupo di comunicazione e ritengo che Cherubini abbia sbagliato nell’eccedere con le confidenze. Quel “sei pazzo?!” detto d’impeto, inevitabilmente, ha incrinato l’allure del Predestinato spagnolo. A nulla valgono le parole dette dopo, per sempre resterà quell’affermazione rivolta al DS.

    Non a caso i maestri normalizzatori della GdP lo hanno “censurato”.

    Cherubini, abituato a nuotare tra gli squali nel mare bianconero talvolta periglioso, ha voluto lasciare qualche “pezza d’appoggio” a futura memoria

    Rispondi
    • Ale Pongonazzo

      D’accordo su tutta la linea, come dicevo ieri sera forse l’aria della riviera non è stata buona consigliera, ma così facendo, come dici tu, le mille luci su Cuesta hanno cambiato la loro intensità se non la loro temperatura. E’ stato un po’ come tirarsi la zappa sui piedi od anche un po’ più su, diversamente, se avesse davvero inteso prepararsi la pezza d’appoggio, sarebbe molto grave.
      Possiamo anche sperare che volesse solamente apparire meno austero di quello che il suo ruolo generalmente impone. Potrebbe essersi semplicemente lasciato andare a quella che per lui forse era intesa come una facezia per alleggerire ed apparire un po’ più friendly, nello svelare una comunicazione così “intima”
      Anche i più navigati talvolta si abbandonano a certi slanci…o speriamo sia così.

      Rispondi
    • E se fosse stato voluto, per dare maggior visibilità a Pettinà, fino ad oggi rimasto nell’ombra, mediaticamente?

      Rispondi
  • Per come la vedo io, la responsabilità resta sempre dell’ Ad. Se le cose andassero male, la colpa sarebbe di Cherubini. Che non fosse la prima scelta, l’ho scritto più volte. I vari esperti di mercato di certo non si sono messi d’accordo per mettere in giro voci infondate su Palladino e De Rossi. Poi, c’è chi evidentemente pretende garanzie e chi si accontenta di quello che c’è perché comunque è un passo avanti in carriera passare da secondo a primo allenatore.

    Rispondi
  • Mah, io sinceramente vedo molto disfattismo. Non capisco cosa ci sia di strano in quello che ha detto.
    Semplicemente ha avvallato la proposta di colui che gestisce la parte tecnica. Qualora non l’avesse accettata Cuesta non sarebbe venuto. Dove sta scritto che Cherubini l’abbia accetta per semplice volere di KK? Da dove si evince che è il solito cagnolino al guinzaglio del padrone? Capisco che siamo abitati a voler vedere sempre il negativo nelle cose, ma questa volte non vedo davvero nulla di strano. E’ ovvio che se la scelta di Cuesta dovesse risultare nefasta, non credo che Cherubini lanci in pasto alla folla tal Pettinà, ma farà da parafulmine e correrà ai ripari questa volta non con colpevole ritardo (non suo) come successo quest’anno. Boh, sta ristrutturando l’asset societario cercando di renderlo più snello e a livello comunicativo lo trovo sicuramente di livello superiore rispetto ai suoi predecessori. Poi se vogliamo per forza trovare delle virgole su cui discutere avanti, c’è posto…

    Rispondi
  • Ale Pongonazzo

    Per me resta sempre al centro “il tempo”, quello in cui da ora fino a fine mercato si renderanno chiari molti aspetti, finora Cherubini ha detto alcune cose che necessariamente devono essere confermata dai fatti o meno. In un caso avremo di fronte a noi un percorso, diversamente la strada sarà ben più ostica che il campo minato di cui parla il Direttore. Resta però necessario attendere il tempo utile per trasformare certi intenti in fatti. La fiducia in Cherubini non conta nulla, conta solo quello che farà o non farà da qui a due mesi, è in questo lasso di tempo che dovrà guadagnarsela o meno. E se le scelte saranno sue, di Pettinà o collegiali, a noi cosa importa? L’importante è che siano quelle utili per il Parma per non replicare quello che ci siamo sorbiti in questi anni.
    Poi, se si punta il dito sempre sulle solite cose tipo algoritmi, IA e dati, forse non si è compreso che il calcio, e tocca dire purtroppo, è cambiato e cambia ogni giorno, ribadisco il purtroppo, ma se speriamo che i giocatori li trovi ancora con una rete di amici dei cugini della sorella dell’amico della zia del vicino di casa del magazziniere della scuola calcio…be…allora siamo in un mondo parallelo almeno quanto quello della IA e degli algoritmi… certi “supporti” sono diventati necessari ed il fatto che siano la sola discriminante per la ricerca e soprattutto per l’acquisto dei giocatori resta una valutazione superficiale, sicuramente c’è chi li usa meglio e chi peggio, ma non mi sembra che tutti quelli che si affidano o si affidavano agli acquisti “analogici” abbiano sempre fatto affaroni, anzi.
    Se tutti ci spaccano i maroni per Leoni, ad esempio, si potrebbe dire che sono utili, o forse per quel particolare soggetto si è andati a cercarlo con la borsa in pelle marrone sgualcita negli angoli facendosi venire i buchi nelle suole.
    Forse questa è la nuova frontiera del trovare bersagli contro cui scagliarsi, un po’ come chi si incazza ed inveisce al telefono contro un messaggio preregistrato di un call center.
    A gh’è d’spetär…ancora un po’, ma gh’è d’spetär….poi fra due mesi od anche meno, se servirà zo ‘dla lèggna.

    Rispondi
  • Direttore…ma prima o poi Pettina’ comincerà a parlare alla stampa o resterà per sempre nell’ombra?

    Rispondi
    • Eh carissimo, non sono io a curare la comunicazione del club… Certo Pettinà spero mi offra da bere per aver contribuito alla sua notorietà…

      Rispondi
      • "VAMOS"! Si, all'indrè

        Potevi per me anche evitare secondo me di dargli visibilità. Come scrivevo settimane fa è il peggior dipendente del Parma di sempre. Cosa ne capisce Pettinà (leggendo il suo CV) di calcio??? Non è un uomo di calcio.
        Pettinà vattene!

        Rispondi
  • Siberianhusky

    Cherubini si sta comportando da manager navigato e sottolinea l’apporto che riceve dai collaboratori, perché vuole evidenziare che si lavora di squadra senza che esistano frizioni.
    Nel calcio moderno algoritmi e scouting devono convivere e lui ha l’esperienza necessaria per dotare il Parma di una strategia “bilanciata”.
    Non a caso da quando è entrato in azione, la proprietà ha diradato esternazioni e apparizioni.
    Significa che Cherubini gode di piena fiducia

    Rispondi
  • Personalmente non ci vedo nulla di strano in ciò che è successo, nessuna strategia comunicativa o altro… probabilmente è estate e senza il calcio giocato si costruiscono castelli in aria.
    Su Cuesta occorrerà dargli tempo e soprattutto costruire una squadra forte ed adatta alla sua idea di calcio, allora si creerebbero le condizioni per il buon esito del progetto. Secondo me fu più un azzardo Chivu che oggi Cuesta.

    Rispondi
      • Spiego… eravamo messi malissimo in classifica a più della metà della stagione e mercato chiuso, con un trend di prestazioni in calando, abbiamo esonerato Pecchia al quale era stata costruita una squadra su misura, ed abbiamo preso un allenatore che mai aveva allenato i grandi, mai aveva lottato per la salvezza, con una squadra che per caratteristiche era piuttosto lontana probabilmente dalle sue idee. Il rischio retrocessione era alto ed è stato scelto un allenatore che mai si era cimentato in tale bagarre con poco tempo per lavorare ed un calendario complicato.
        Cuesta come persona non è meno scommessa di Chivu (anche se forse è meglio fare il secondo all’Arsenal che essere primo allenatore della primavera) ma è il contesto che lo rende meno scommessa, la società gli può costruire una squadra adatta al suo calcio, ha un’intera estate per lavorare con i giocatori, conoscerli, fare esperimenti ed inculcare le sue idee. Ecco perché ritengo che fu più una scommessa allora Chivu che oggi Cuesta.

        Rispondi
  • #aspettiamoirisultatiprimadigiudicare
    #iomifidodicherubini
    #siamoappostocosi
    #ilmercatoforseallafinedelritiro

    Rispondi
      • Direttore quest’anno non rinnoviamo nemmeno. Manco due spicci per tenere il povero Vogliacco come gli era stato promesso.
        #abbononiamocieaiutiamo

        Aiutiamo le asfittiche casse in modo che KeruKraus possa prendere almeno due giovani stranieri di belle speranze per il gioco di questa

        Rispondi
  • Suvvia, non farei polemica gratuita sulla “battuta” di Cherubini Cuesta/Pettinà.

    La scelta è stata fatta e bisogna solamente attendere ferragosto per avere una prima idea di cosa sarà il Parma 2025/26.
    Possiamo tornare a ragionare sul fatto che si è voluto riproporre (in serie A) quello che si era tentato di fare con Maresca (in serie B). I rischi sono simili anche se va detto che una cosa è giocare per vincere il campionato perchè devi essere promosso, un’altra è quella di salvarti.

    Paradossalmente potrebbe essere più semplice una serie A da comprimario che vincere la serie B.

    Il mercato si farà a tempo debito, dopo aver definito le cessioni, che a mio avviso sono importantissime quest’anno.
    Una società come la nostra ha il DOVERE di vendere e fare plusvalenze.
    Dopo anni di Investimento a perdere è arrivato il momento di capitalizzare laddove si è deciso di chiudere il legame con alcuni giocatori che, ricordiamolo, nutrono ambizioni di andare altrove come è lecito attendersi da dei professionisti.

    Ma sicuro che la società sappia già dove intervenire per colmare le assenze ed i buchi della rosa.
    Lo farà a suo modo, ovvero acquistando per lo più all’estero calciatori stranieri perchè ormai abbiamo capito come si muovono.
    Ed è stato preso un allenatore che non ha problemi a lavorare così.

    Va anche ricordato che il Parma ha già fatto mercato: Ondrejka, Lovik, Keita, Suzuki, Ordonez, Kouda, Sits, Joujou a cui possiamo aggiungere Circati e Leoni (se resterà) sono una base praticamente nuova da cui partire e su cui lavorare.

    Solo il tempo ci dirà se sarà una scelta vincente.

    Rispondi
    • Nessuno ha fatto polemica: solo abbiamo commentato, come nostro dovere e diritto di cronisti, una frase del pwrsonaggio pubblico Cherubini a una nita emittente satellitare in iccasione del Gala di apertura del Calciomercato al Grand Hotel di Rimini. Se contrabbandiamo questo come una polemica, credo che siamo messi male…

      Rispondi
      • Non mi riferivo al suo articolo Direttore, ma ai molti commenti che come spesso accade vedono tragedie all’orizzonte.

        Rispondi
    • Amico mio sei un tifoso o il ragioniere?

      Rispondi
    • certo che se dobbiamo affidarci a soggetti come Kouda, Sits, Joujou …. Kouda e Joujou li ha comprati il parma mica il barcellona o il manchester city … e Sits l’abbiamo gia’ visto … non e’ certo quello che ci fara’ fare il salto di qualita’ .. . anzi sono sorpreso che gli abbiano rinnovato il contratto … suvvia …

      Rispondi
      • Sui nomi condivido anche io perplessità, ma bisogna comunque verificarli all’interno del sistema di gioco del nuovo mister prima di giudicarli.

        Sits ha fatto bene quando ha giocato anche se ha subito molti infortuni. In ogni caso non sarà certo lui il sostituto di Bonny
        Kouda ha del potenziale io credo resterà a si cercherà di farlo maturare.
        Joujou è un mistero, lo si valuterà e magari andrà via di nuovo in prestito.

        Come ho scritto, sono convinto che il mercato in entrata sia già nella testa della società e vedremo gli acquisti non appena definite le cessioni.

        Sul salto di qualità bisogna capire cosa si intende.
        Qui si vuole fare un campionato di stabilità e consolidamento della serie A, Stop.
        Se qualcuno si aspetta l’Europa credo rimmarrà deluso.

        Rispondi
  • Direttore mi può aiutare forse Lei. Ha capito per caso se Bonni va via e dove? Io brancolo nel buio ed essendo dopo Frigeri il secondo maggior tifoso del cendolante pseudo attaccante che non fa gol ma “fa da raccordo” e “crea spazi” (perché lo spazio fa i gol) spero rimanga e non parlandone nessuno soprattutto a livello locale continuo a sperare.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *