GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’ (LA NAZIONALE): “VITTORIA IN EXTREMIS, MA CHE FATICA!”
(Gian Carlo Ceci) – Che fatica ha fatto una deludente l’Italia a battere la modestissima Moldova e non inganni il due a zero finale: i gol sono stati realizzati negli ultimi minuti dell’incontro. Certo, era un’Italia B con qualche titolare (due-tre), ma dagli azzurri ci si attendeva un’altra, migliore, prova contro un avversario che occupa il posto 159 nel Raking FIFA. Una Moldova che, in casa, ha perso tutte le partite e in estate é riuscita a stabilire un non invidiabile, negativo, record subendo, il 9 settembre, undici reti dalla Norvegia, ma che, con l’Italia, ha fatto una dignitosa figura anche per demerito degli azzurri che Gattuso ha mandato in campo. Una formazione inedita, che si può definire non sperimentale ma fallimentare, con individualità che hanno fatto rimpiangere chi è stato tenuto in panchina e mostrato una povertà tecnica che spiega le difficoltà a trovare la via della rete e a segnare. Questo nonostante tanto attaccare e una, quasi continua, pressione qualche volta allentata dai moldavi.
Una squadra che ha brillato per i tantissimi errori, con poche idee, scarsa velocità di manovra, triangolazioni imperfette e, soprattutto, con singoli incapaci di saltare l’avversario e vincere gli uno contro uno per creare spazi e allargare la difesa avversaria. Quindi è stata un’Italia opaca, prevedibile, monocorde nell’azione offensiva: qualche conclusione, sventate da non difficili interventi del portiere moldavo, gli azzurri sono riusciti a effettuare, ma con poca pericolosità e mai con azioni manovrate.
Gattuso a dimostrazione che non era contento (nel primo tempo furioso, in una molto fredda serata, si è tolto e ha sbattuto a terra la giacca) appena dopo quindici minuti della ripresa ha provato a cambiare in attacco, prima inserendo al posto dei deludenti Scamacca e Raspadori le punte Esposito e Retegui, poi gli esterni Di Marco e Politano per Cambiaso e Orsolini. Qualcosa é migliorato ma il problema pericolosità offensiva è rimasto e solo quando la Moldova ha iniziato a dare segni di stanchezza (e quando i circa seicento tifosi italiani giunti a Chicinau hanno iniziato a urlare: andate a lavorare) l’azione degli azzurri è stata più massiccia, incisiva e sono arrivati i gol: il primo segnato all’ottantottesimo, di testa in tuffo, dal difensore Mancini (che, vista la poca pericolosità avversaria e le difficoltà offensive degli azzurri, si era spinto in area), il secondo al terzo minuto di recupero, sempre con un colpo di testa, da Esposito che ha sfruttato un cross di Politano.
A Chisinau, ancora una volta, è emersa la modestia, e la realtà, di un tecnicamente povero calcio italiano e ora la nazionale e Gattuso (sicuri di andare a giocarsi, in marzo, la qualificazione mondiale ai play off) sono chiamati a riscattare la brutta un prestazione con una prova d’orgoglio, domenica, contro la Norvegia che non solo ha battuto nettamente, e meritatamente gli azzurri nella partita d’andata ma, nei dodici gironi, é la squadra che ha segnato più gol, capace anche di vincere tutte le partite. Gian Carlo Ceci
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Ma com’è invecchiato Biuffon e anche male. In due anni al pèr un vèc. Mo mama mi ha impressionato. L’effetto Ikea, Esselunga, Divani&Divani è micidiale. Vieri è messo male e in proporzione sembra suo nipote
Sarà dura nei play off