martedì, Ottobre 6, 2026
nella tana del pongonazzoNews

ADRIAN BERNABÈ… LEADER ÄDJ ANOLÉN

(Ale Pongonazzo) – In occasione dell’iniziativa Anolino Solidale, al Centro Sociale il Tulipano, grazie ai filmati di Luca Casoni per StadioTardini.it, abbiamo potuto ascoltare alcune considerazioni del nostro centrocampista Adrian Bernabè, occasione più unica che rara, considerando l’esiguità di interviste che vengono concesse da coloro che militano nelle file della squadra.

Adrian, da diversi mesi al centro delle attenzioni della tifoseria, si trova nel mezzo della contesa fra le opinioni che lo vedono al di sotto delle aspettative in modo imbarazzante, considerando alcune sue buone prestazioni come un ricordo sempre più sfumato e gli attuali sprazzi positivi come isolati cammeo e, dall’altra, un’ altrettanto nutrita schiera di sostenitori del fatto che il suo rendimento sia inevitabilmente condizionato dal contesto, compagni calcisticamente analfabeti e posizione a lui invisa.

Evidentemente, la posizione non risulta a lui conosciuta come al contrario le strutture di cui manifesta orgogliosamente completa conoscenza: “Conosco bene il calcio italiano e Parma e le strutture. Mi sento un leader e cerco di aiutare chi arriva. Nello spogliatoio siamo uniti, sono arrivati tanti giocatori che devono inserirsi ma la squadra è unita e lo spogliatoio è forte”.
È nella stessa frase che si coglie, pur notando un atteggiamento posturale un po’ imbarazzato, il suo rivendicare l’essere leader. Solitamente, anziché prodursi in questa auto-incoronazione si attende che venga riconosciuta dai compagni, dall’ambiente, dallo staff. Pur vero che ha risposto a precisa domanda ma, forse, sarebbe stato più sobrio levarsi d’impaccio con quell’insicurezza manifestata nella postura esposta di fronte agli intervistatori, demandando ad altri l’onere di questa attribuzione. Un conto è sentirsi leader, un altro è dimostrarlo in campo settimana dopo settimana.

Del resto anche sul verde prato, al netto di simpatie od altri sentimenti che non dovrebbero mai incidere in certe valutazioni, pare sfoderi una certa volitività solo se innervosito dagli eventi, mentre, in condizioni normali, spesso tradisce una certa assenza. Come rimarca giustamente il Gianni nei direttoni del direttore e nel pezzo: “Partita storta, non più raddrizzata”, al di là della collocazione in campo, nessuno gli vieta di muoversi per trovare spazi e spunti anziché rimanere quasi nascosto in diverse occasioni, per poi eventualmente prodursi in spunti di poco significato od intestardendosi in giocate individuali che sempre più raramente hanno un buon esito. Insomma, la famosa posizione di cui tutti discettano, se la dovrebbe trovare da solo, magari sforzandosi pure di fare un po’ l’Ondrejka, l’unico che tenta di interpretare il calcio posizionale.

Sulla questione leader, un’annotazione che di certo non influisce nel definire la faccenda, ma che aggiunge una sfumatura. sta in uno slancio della Pongonazza, leggendo del Berna auto-proclamatosi leader non ha risparmiato un: “seee… in-t-i gommod”.

Del resto in una recente intervista al canale ufficiale YouTube della seria A lo spagnolo alla domanda: “Com’eri da bambino? Competitivo, affamato, volevi sempre vincere?”, aveva risposto: “Si ero uno che si arrabbiava tanto, anche quando perdevo a scuola, durante l’intervallo. Sì, ero davvero competitivo. Non la passavo. Volevo sempre tenere la palla. Ma ora penso di avere ancora quel senso di rabbia, di carattere, quando le cose non vanno bene. Però, quando cresci, impari a gestire tutte queste cose.” Ecco, forse, in questa risposta si nota che alcune cose sono rimaste intatte ed una certa gestione risulta ancora da affinare.

Anche valutando l’affermazione: “Prima dell’Udinese stavamo giocando molto bene. Queste partite servono per capire cosa non è andato e migliorare”, si rimane un po’ disorientati: qualche spezzone non male si è sicuramente visto, ma definire con quel sapore di continuità e di qualità il percorso precedente all’Udinese pare quantomeno generoso. Peraltro ci si domanda fino a quando servirà perdere per migliorare, considerando gli ultimi anni, ove anche lui stesso era parte del gruppo squadra. Dovremmo avere ormai sedici lauree nella materia in oggetto, essere quasi invincibili…

Il pensiero rivolto alla partita col Pisa invece risiede in questa frase: “Secondo me non è da dentro o fuori. È molto importante perché scontro diretto, ma in ogni partita ci sono sempre tre punti in palio. Sappiamo dell’importanza della partita, cercheremo di vincere, ma sappiamo anche che la strada è molto lunga”. Probabilmente quel “secondo me” che precede la considerazione sta ad indicare una certa consapevolezza del contrario: perdere a Pisa sarebbe davvero significativo per la stagione tutta, poi le banalità dei tre punti, della lunghezza della strada sono il solito corollario di pensieri basic. In ogni caso se fosse come dice, pur perdendo a Pisa, basterà vincere quasi tutte le altre… Semplice, no?

Prima serve passare da Bologna per il turno di Coppa Italia, da alcuni visto come opportunità, da altri come un fastidioso contrattempo, per il Berna: “Sarà una settimana importante, vogliamo andare avanti e vincere contro il Bologna, li abbiamo affrontati da poco e conosciamo la loro forza. Cercheremo di batterli”. Attendiamo domani, giovedì 4 dicembre 2025 e sapremo… L’impresa potrebbe anche non essere impossibile: se i felsinei han perso dalla Cremonese…

Appena prima che scattasse l’intervista, emerge anche un curioso retroscena: nonostante sia da tempo a Parma e conosca la città e le strutture, lo spagnolo non avrebbe mai assaggiato j’anolén. Niente di peccaminoso, ovviamente, anche se per anni il dilemma ancestrale preferito da alcuni giornalisti presenti alle presentazioni dei giocatori si poggiava proprio sul quesito se la preferenza di questi fosse a sostegno ädj anolén od andasse di diritto ai tordè d’ arbètta. In ogni caso, pur essendo evidente che Bernabè dispone di una cifra tecnica superiore alla grande maggioranza, se non alla totalità, dei suoi compagni, sembra inevitabile pensare che per essere davvero leader, d’anolén al gh’ n’ à da magnär ancòrra bombén. Ale Pongonazzo

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18 pensieri riguardo “ADRIAN BERNABÈ… LEADER ÄDJ ANOLÉN”

  • Ma perchè il barbèr di Bernamèl lo tosa con la scodella?

  • BERNABÈ e’ fortissimo ma attualmente messo davanti alla difesa non essendo il suo ruolo non va.
    Dipendesse da me lo metterei all’ attacco
    Purtroppo Krause ha creato una società asettica, della squadra tutti in società se ne fregano del Parma e dei suoi TIFOSI pensando che l’ obiettivo primario è di fare plusvalenza e a me un presidente così non mi piace per niente.
    Prende ragazzini stranieri e spera non che si salvi il Parma ma che faccia un’ ottima plusvalenza.
    Invidio il Como che ha un presidente come piace a me ma purtroppo è del Como.
    Quando Krause va in America e dall’ America ritorna spero sempre che succeda una cosa per cui quando è in viaggio tengo sempre acceso la TV sperando che……
    Ovviamente non vi dico di cosa spero

    • Dubito che sia solo una questione di posizione in campo… Se uno sbaglia anche le cose più elementari, non prova a uscire dalla mediocrità, si nasconde e non cerca il pallone secondo me ha un problema mentale, deve trovare convinzione

      • Ormai siamo al se inglese sta bene in B fa la differenza

        • In effetti possiamo dire che questo è il primo anno che Bernabé fa in serie A visto che lo scorso ha giocato le prime 10 partite e poi infortuni e rientri..

      • Secondo me le due cose convivono insieme.
        E’ chiaro a tutti come Bernabè stia fornendo prestazioni al di sotto delle attese.
        La partita contro l’Udinese lo ha visto completamente assente e fuori dal gioco con una infinità di errori banali nei pochi possessi palla da lui gestiti.
        Ma è anche vero che con Cuesta, il catalano non riesce a trovare gli spazi per esprimersi.

        A mio avviso il problema è in parte dovuto al fatto che il centrocampo del Parma non ha altri interpreti con le caratteristiche tecniche di Bernabè e Adrian da solo non riesce a trascinarsi la squadra perchè, pur essendo un ottimo giocatore, non ha le stigmate del fuoriclasse e la personalità del fenomeno.

        Credo che, esattamente come avvenuto con Sohm e Man, il suo tempo a Parma sia scaduto.
        Per crescere ha bisogno di giocare altrove.

        Di fronte ad una buona offerta, ricordo che venne a Parma a zero per cui sarà tutta plusvalenza, io lo lascerei partire già a Gennaio.

      • Bernabè son sicuro che se gioca in zona offensiva sarà devastante ma se dovesse giocare anche nel suo ruolo preferito male, mi ricorderebbe Man che da fuoriclasse era improvvisamente diventato assente e scarso.
        Non è che Man giocava così male per farsi vendere cosa poi avvenuta con una plusvalenza negativa
        Non vorrei che sia la stessa cosa per Bernabè.

  • Bernabè sta agli anolini come Piovani all’insalata vegana.

    • E come Kraus al calcio professionistico

      • Gatto di piombo

        E come te alla leggerezza

    • Gabriele Cocconi

      Bernabè va sostenuto, come tutta la squadra. Questo continuo puntare il dito su errori o cattive prestazioni di singoli lo trovo insopportabile.
      In questo articolo, ad esempio, si va a scandagliare e sezionare parole e gesti di un’ intervista, che il povero Bernabè ha avuto la cortesia di concedere in un momento di pausa professionale, con l’obiettivo di cavillare su dettagli per cercare improbabili conferme di giudizi preconcetti.
      Non occorre uno scienziato per capire che la squadra ha giocato male contro l’ Udinese; ma che senso ha andare a stigmatizzare episodi legati ai singoli e mettere in dubbio che essi siano calciatori validi e degni?
      Lo scorso anno, nella prima parte del campionato, sentivo critiche continue a Suzuki, a Keita, a Valeri, a Estevez (ritenuto fisicamente inadeguato per la serie A, senza tener minimamente conto degli infortuni subiti) a Valenti (considerato un brocco anche se non giocava), a Leoni (considerato inadeguato perché troppo giovane, anche se non giocava).
      È stato considerato inadeguato Ondrejka anche prima di esordire e dopo le prime apparizioni.
      In passato è stato puntato il dito su Bonny, considerato un paracarro non degno della serie B.
      Il caso più clamoroso che ricordi è quello di Hernan Crespo, che veniva regolarmente fischiato e attaccato dalla stampa locale nel suo primo campionato con il Parma.
      Credo che questo sia un vizio peculiare di molti parmigiani, che provano un godimento perverso nel denigrare i propri giocatori, e che, ripeto, trovo insopportabile.
      La squadra va sostenuta, e ogni singolo giocatore va sostenuto e incoraggiato ad esprimersi al meglio

      • Ogni opinione è lecita e dunque prendiamo atto della Sua, facendone tesoro, nonostante respinga l’accusa che muove al nostro autore che ha scritto e al sottoscritto che ha impaginato il servizio de quo.
        Rivendico, a nome mio personale e di tutti i nostri autori, il dovere-diritto di cronaca e di critica che è sempre propositivo: si vada a leggere la collezione dei nostri articoli e troverà come, in generale, si cerchi, pur al cospetto di una stagione deludente, di trovare motivazioni, spiegazioni, suggerimenti utili, sempre con l’invito alla serenità di giudizio ed alla obiettività.
        StadioTardini.it non ha mai messo sotto processo Bernabé, né lo ha fatto con l’articolo del Pongonazzo: non abbiamo fatto alcuna vivisezione delle sue frasi (se vuole leggere le trascrizioni ufficiali, sempre ammesso che le mettano tutte, può comodamente cliccare il sito ufficiale), semplicemente, come si conviene ad un organo di informazione, abbiamo preso spunto dalle frasi, commentandole, senza astruse estrapolazioni.
        Bernabé non ha avuto alcuna cortesia nei nostri confronti: ha semplicemente obbedito alla disposizione dell’area comunicazione del Parma che lo ha indicato come spokeperson per l’occasione e noi abbiamo avuto la cortesia di riportare video, trascrizione e, appunto, analisi del suo intervento, senza preconcetti o altro.
        Per cui respingo con tutte le mie forze il suo j’accuse, invitandola a pensare che Bernabé, magari, sarà stato fatto oggetto di analisi meno positive della nostra altrove e presso tutti i tifosi che, appunto, lo dileggiano, salvo esaltarlo appena migliora.

        • Majolino ma quanto ti diverti a rompere i coxxioni alla società e al Parma! Falla finita tifosotto!!

          • Ti invito ad andare a leggerti che cosa è il diritto di cronaca…poi il diritto di critica (che Majolino ti ha concesso a casa sua) e forse capirai chi dei due rompe i coglioni. P.S.: premesso che alcune volte non sono d’accordo con il Direttore, ma di certo a me non rompe i coglioni! Se per esempio adesso Majolino ti mandasse una richiesta di risarcimento (tipo 50 mila) capiresti chi rompe i coglioni! O no!

      • Chi sei Vito? Rino? Il Cagnó? Ampo68? Ampolè?

      • "VAMOS"! Si, all'indrè

        Suzuki ha fatto errori gravi in almeno 5 partite, buona partita solo contro il Genoa.
        Valeri è un normale calciatore, Pezzella per me è più forte.
        Estevez è un normalissimo Morrone che però è spesso panchinato da Cuesta nonostante sia migliore di Sorensens.
        Ora però vorrei che mi parlassi di Lovik, uno dei tanti acquisti senza senso strapagati da pettina, di Ndiaye o di Troilo, o di Cremaschi che da agosto dobbiamo ancora vederlo

        Bernabè sono anni che è qua, non è più un giovane e neanche una scommessa.

        La storia di Bonny criticato non l’ho mai vista e letta.

        La realtà è che abbiamo una rosa costruita con i piedi da gente inadeguata e siccome tiri fuori Crespo (scelto all’epoca da un vero direttore sportivo, mica da dei dirigentini che non valgono niente come ora) dopo 5 mesi fece bene.
        Io in gente che non conosce il calcio e fa il calciomercato non ho fiducia e non ho nemmeno fiducia nella gente che compra. E ti ricordo carissimo che Bonny l’ha portato a Parma Ribalta, l’ultimo vero Ds che abbiamo avuto . Ora voglio vedere le belle plusvalenze che faremo con Lovik e compagnia bella.
        È tutto una fallimento questo Parma nell’area tecnica (e comunicazione ). Serve uno tsunami per azzerare tutti e mandare via tanta gente a cominciare da Pettinà e Lacome.
        Oggi il Parma è la barzelletta del calcio mondiale, mai visto una roba senza senso come siamo oggi.

      • La squadra va sostenuta allo stadio, ma il calcio è anche fatto di discussioni, pareri contrastanti e grandi passioni. Personalmente non ci trovo nulla di strano a criticare se la squadra gioca male e a godere se la squadra gioca bene. Se il Parma giocasse male una partita su 5 non ci sarebbe nessuna critica, ma visto che gioca male 2 partite su 3 è ovvio che ci siano parecchi mal di pancia.
        Io personalmente vado in curva nord e quando sono allo stadio canto e incito la squadra, a fine partita se il Parma fa cagare mi incazzo e tiro giù i santi… Non godo a denigrare nessuno, e nemmeno lo faccio, ma nemmeno a essere strapazzato da chiunque (vedi gli esempi dello scorso anno contro Verona, Lecce, Cagliari e via dicendo o di quest’anno contro Genoa, Lecce, Udinese, Bologna…) e a uscire dallo stadio umiliato.

        • Del gosino non si butta via niente…
          E io sottoscrivo in toto il suo intervento….

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