martedì, Ottobre 6, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “MODULO” 11-0-0: AVANTI COSI’…

(Gianni Barone) – Che il Parma fosse in grado di cambiare schema difensivo passando dalla difesa a 4 a quella a 3 (o 5) senza avvertire alcun problema, era fosse noto a tutti, ma che riuscisse a farlo, come successo a Napoli, cambiando mezza squadra, rispetto alla gara precedente vinta a Lecce, ben 6/11, con la rinuncia dal primo minuto degli, fino all’altra sera, intoccabili Pellegrino e Bernabé, nessuno, all’annuncio della formazione, rivoltata come un calzino da Cuesta, poteva essere in grado di sottoscriverlo.

Infatti con grande sorpresa e stupore è stata accolto il fatto che il Parma, contro la bestia nera Napoli, aveva avuto l’ardire di schierare dal primo minuto gente come Troilo e Cutrone, che non erano titolari da ben sei turni, e Ordonez che non lo era da ben nove partite, e Rinaldi in porta al posto di Corvi, non lo era mai stato, visto che era al suo esordio assoluto in serie A tra i pali. Il motivo di tale stravolgimento qualcuno lo aveva catalogato come “non tanto normale” turnover in vista della scontro diretto di domenica, in casa col Genoa, al termine di un ciclo di ben quattro partite in quindici giorni (compreso il match coi partenopei) dall’inizio dell’anno 2026, e inconsciamente etichettarlo come rinuncia ad una partita dagli esiti scontati, visto l’enorme divario tecnico e di classifica nei confronti della squadra Campione d’Italia.

Invece, pur tra qualche anomalia o esperimento non riuscito alla perfezione, tipo il forzato impiego come quinto a sinistra di Sorensen (e non di Ordonez come si è ostinata a presentare la sempre disattenta, dal punto di vista tattico, rosea anche a gara già disputata) e quello di Cutrone troppo isolato in avanti e in balia degli avversari, i Crociati sono riusciti a sfangarla e ad evitare sconfitta ed imbarcata che alla vigilia qualcuno aveva avuto in cuore di prevedere.

Il tutto grazie a quella fase difensiva, che pur cambiando quasi radicalmente gran parte degli interpreti, il tecnico Cuesta ha saputo ancora una volta far funzionare senza affanni eccessivi e con sempre maggiore organizzazione e predisposizione a far giocare male gli avversari, sporcando linee di gioco e di passaggio, con cura ed attenzione mai venute meno per tutto l’arco della gara.

E alla fine, pur registrando un numero elevato di entrate in area del Napoli, le conclusioni e le palle gol create (quelle più nitide) dalla squadra dello squalificato e quindi non più furioso Conte, sono risultate in numero alquanto esiguo: quattro stando alle statistiche di fine incontro. Quindi, un Parma concentrato, che pur sotto pressione costante, non si è mai disunito e non ha mai perso la lucidità nel contrastare con efficacia le offensive avversarie e riducendo al minimo i pericoli corsi nei quali l’esordiente portiere Rinaldi, mandato in campo a sorpresa, si è sempre disimpegnato positivamente. Nonostante il brivido iniziale del gollonzo di McTominey, annullato per millimetrico fuorigioco di Mazzocchi su segnalazione Var indiscutibile.

In mezzo a tutto ciò, emerge la considerazione che le scelte iniziali sorprendenti non hanno minimante inficiato la prestazione generale collettiva, anzi non si è avvertita minimante la differenza d’intensità e il grado di mutualità, che hanno innervato lo spirito di resistenza, fra il primo tempo ed il secondo, quando il tecnico ha mandato in campo, in anticipo rispetto al suo abituale timing in fatto di sostituzioni, gli imprescindibili fino a Lecce, Bernabé in luogo di Ondrejka, in una posizione nelle intenzioni più avanzata, e Pellegrino al posto Cutrone che forse avrebbe gradito, dopo diversi turni di assenza come titolare, giocare qualche scampolo in più di gara, se non sino in fondo.

Dopo l’intervallo, l’ingresso di Valeri ha certificato le difficoltà di Sorensen a ricoprire il ruolo di quinto a tutta fascia a sinistra, difficilmente riproponibile in futuro, mentre Delprato ha dovuto sostituire un Troilo acciaccato che nel confronto con il temibile Hojlund, ha dimostrato carattere e tenacia nel constatarlo quasi “a uomo”, lasciando, poi, l’ incombenza nel finale a Circati che si è dimostrato ugualmente determinato e sicuro nell’assolvere al compito di difendere gli spazi centrali. Il tutto, però, è stato garantito anche dal lavoro della mediana composta da Estévez e Keita, bravi a non farsi mai superare nei tentativi di penetrazione centrale e altrettanto positivi nel saper sempre essere utili anche nei raddoppi laterali. Nel complesso, la fase difensiva dei Crociati ha trionfato alla grande, ancora una volta, riconoscendo il merito al tecnico di averla predisposta nel migliore dei modi, ma non si tratta certo di una novità, in più c’è da aggiungere che non vi sono stati errori individuali che hanno pregiudicato il lavoro collettivo svolto con applicazione da tutta la squadra compresi centrocampisti, esterni e attaccanti.

Quello che è mancato completamente, ancora, è stato il gioco di rimessa, che avrebbe potuto mettere in difficoltà l’avversario proteso in avanti alla ricerca del vantaggio: infatti, un solo tiro in porta, peraltro non irresistibile e la non presenza imbarazzante in area avversaria, non depongono certo a favore di quel processo di ricerca di soluzioni offensive che tarda più che mai a rendersi esplicito. Sarebbe il coronamento di quella sorta di simbiosi mutualistica fra le due fasi che potrebbe ricordare in natura quella che, nel fondo del mare, viene attuata dal Paguro Bernardo e l’Attinia (o Anemone di mare), i quali devono la sopravvivenza al loro vivere in simbiosi: cioè, l’Attinia garantisce, con il suo essere urticante, la protezione (la difesa), mentre il Paguro la ricambia dandole la possibilità del movimento (contropiede). Questo tipo di mutualità dovrebbe essere attuato con una fase offensiva più strutturata, al di là del valore e della qualità dei singoli, attraverso un gioco di posizione e di movimento coordinato che ancora non s’intravvedono all’orizzonte, pur avendo già superato il giro di boa. Un Parma bravo ad urticare come l’Anemone di mare, per garantire protezione alla sua retroguardia e alla porta, ma che ancora non riesce ad essere Paguro Bernardo, nel ripartire con efficacia e velocità per risultare pericoloso, con il suo movimento, in avanti. In attesa che la simbiosi si attui, si spera presto, si brinda ad un punto d’oro e ad una classifica relativamente tranquilla, fino all’ora di pranzo di domenica, quando ci sarà un Genoa ritrovato negli stimoli e nella combattività grazie alla cura De Rossi. Nel frattempo, avanti con il modulo 11-0-0. Si difende in undici, come detto dallo stesso Cuesta, con 0-0 che oltre ad essere un risultato utile con le grandi, identifica che in certe gare c’è solo un reparto, quello dietro, in attesa di, riempire i vuoti offensivi con il vituperato contropiede che, se ben assimilato può sempre dare buoni frutti. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

13 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “MODULO” 11-0-0: AVANTI COSI’…”

  • Giovanni Bellini

    Credo che il turnover al Parma non abbia fatto male perchè la nostra rosa è tecnicamente omogenea, livellata verso il basso. Sul contropiede ha perfettamente ragione, ai limiti tecnici si aggiunge un atteggiamento da specchietto retrovisore , anche oltre la linea di metà campo la prima e seconda opzione rimangono il retropassaggio. Senza nulla togliere al miracolo difensivo di Cuesta che fa il paio con i punti raccolti fino ad ora. Se il ragazzo spagnolo salverà il Parma scarso di quest’anno meriterà un busto in bronzo posizionato in una piazza cittadina

  • Direttore, complimenti per intervento a RadioSportiva.

    • Terribile LECCAPOMELLI davide peggio di quelli de v mantova e dimmi il cav arvedi li mette i soldi per salvare la cremo sino no i i tabaccai mettono sul
      Piatto un centello per rinforzare inlagustri e tentare di uscire dal anonimato

  • Triple-sec

    A me sembra che la difesa (in mezzo) fosse una delle tante varianti già esperite da Cuesta. Troilo che quando si gioca con 3 centrali è stato spesso chiamato in causa, ha fatto un’ottima partita tra Circati e Valenti e, Circati, ha giocato la sua migliore gara della stagione anche quando è passato a marcare a uomo il pericolo numero uno del Napoli. La novità introdotta è stata proprio una parziale disposizione a uomo, ossia un passo ulteriore verso una fase difensiva ancora più concreta e aggressiva, un salto di qualità. Estevez, ieri come quasi sempre, ha giocato con la retromarcia inserita, Brischi sulla fascia, mentre l’esperimento Sorensen (conoscendo le doti del ragazzo e quella degli avversari) si sapeva non avrebbe avuto successo ma è stato immolato per far respirare Valeri. Cuesta ha sacrificato un pedone… (pedone in tutti i sensi). Le novità più importanti sono state l’esclusione del Cannellone e di Bernabè che evidentemente (e giustamente) ha risparmiato in vista della prossima partita tra meno di 4 giorni. Non penso che Domenica riproporrà lo stesso schieramento (nonostante il buon risultato di ieri). Cuesta si sta rivelando un conservatore pragmatico non un eccentrico come Pecchia.

    • Vero tutto giusto, sapevo che il toro ti avrebbe rinfrancato … Troilo di testa è davvero bravo non lo venderei al primo che passa. E’ un deterrente per il cross dal fondo, l’unico in grado, tra i nostri centrali, di dominare le palle aeree. Cuesta è il perfetto allenatore di serie B, con il suo gioco potrebbe vincere anche 10 campionati di fila. Vero che Pecchia era eccentrico, ma il primo tempo con il Milan (non ricordo quando) resta una delle prestazioni più belle viste al tardini.

  • ..........

    Ma se sapessimo fare anche il contropiede saremmo in zona Champion non è chiedere troppo ? Io ho accolto bene cuesta uno dei pochi che non l ha mai criticato ma onestamente che fosse così bravo non me lo aspettavo . Considerando 1) che gli hanno completato la rosa a campionato iniziato 2) ha fatto la peparazione con elementi che poi sono stati ceduti 3 ) che non era mai stato primo allenatore venire in un paese straniero e campionato importante e difficile come L italiano mica Belgio o Danimarca 4) una serie di infortuni importanti frigan ondreka oristanio ciecati Suzuki eccc) 5) una squadra giovane con
    Molti stranieri nuovi la rosa cambiata al 50% 6 ) critiche di giornali tifosi ecc che non avendo pedigree al minimo errore lo criticavano cosa che non fanno con altri allenatori , gli stessi tifosi scettici e critici 7) diciamolo materiale umano tecnicamente scarso da retrocessione . Ebbene il ragazzino è riuscito a creare unità d intenti nella rosa che si sacrificano tutti eroicamente ) Genova o Napoli o Inter) tutti sono sempre stati dalla sua parte . Ma sopratutto io non ho mai visto negli ultimi 40 anni un allenatore a parma che riesca a dare una organizzazione difensiva come cuesta ! Parma è la squadra più difficile da affrontare in serie A organizzatissima a livello difensivo con giocatori scarsi che spesso fanno errori individuali ! Pensate se avesse certi difensori di altre squadre non prenderebbe mai goal Non
    Lo dico io lo dicono gli altri allenatori …. ….. Poi varia gli schemi o sistemi di gioco con facilità estrema sempre pronto a sperimentare ! Ma sopratutto i ragazzi capiscono ciò che vuole in campo … Poi sempre educato e british nei modi Se gli danno i giocatori di qualità secondo me sistema anche la fase avvanza io dico se Maresca è uno dei migliori allenatori del mondo ( aibo mamma mia da non credere ) sicuro cuesta vincerà la Champion teniamocelo fin che ce lo lasciamo e godiamocelo ….. e ora scatenate l inferno arrivano gli amici di davide ahahah

    • Fortuna che c’eri tu che non lo criticavi, altrimenti sai che roba.
      Comunque Cuesta nel paese straniero che tu citi, che immagino sia l’italia, c’era già stato, per la precisione alla giuventus per due anni, forse è per questo che parla molto bene l’italiano e forse pure lo scrive meglio di …
      Certo che se Cuesta avesse altri difensori, chi? non prenderebbe mai gol, detto tra l’altro da altri allenatori, chi? qui davvero ti sei superato. Mille diecimila centomila partite a reti inviolate. Poi quando dici che i ragazzi capiscono cosa vuole in campo, e sono davvero da applaudire perchè, come tu dici, il continuo cambio di schemi farebbe girare la testa a Garibaldi, quello che è in piazza… ma da quando lo stile brithis è sinonimo di educazione, manco si lavano il culo, non avendo il bidet. Poi ti lasci andare sul finale e sei davvero incontenibile, la champions, Maresca, giocatori di qualità, difese mai viste in quarant’anni. Mi hai strappato due risate, ti ringrazio.

  • Io rispetto e stimo il Direttore da anni. Non facciamo paragoni con Via Mantova e leccapomelli e soffiapifferi vari per cortesia

  • #siamoappostocosi

  • Adesso però anche basta ad elogiare Cuesta; sono quasi 24 ore che si scrivono poesie su di lui (mi ci metto anche io) per il grande risultato di ieri. Poi vedere Davide che interviene per fare i complimenti a Majo per l’intervento in radio mi fa tenerezza. Mi fa sperare in una conversione al Krausismo, come gli adepti che vedono finalmente la luce. Tornando a Cuesta, come tifoso del Parma sono strafelice per il risultato di ieri, ma ora ci vuole un bel “CALMA E GESSO” di quelli risonanti. Il vero problema che dovremo prima o poi affrontare è recuperare una partita in salita in 11 contro 11. Se per puro caso domenica dovessimo passare in svantaggio, vorrei vedere un Parma cattivo con soluzioni in attacco capace di ribaltare il risultato. Appurato che siamo una squadra difensivamente tosta, vorrei vedere qualche spiraglio in ottica attacco. FORZA PARMA SEMPRE.

    • Pienamente d’accordo…sembra che abbiamo vinto la champions league. Molto positivo e inaspettato il risultato di ieri, prendiamolo come un jolly pescato dal mazzo. Ma ora basta e pensiamo subito alla partita di domenica, perchè quella si è cruciale. Dovesse andare male il risultato col Napoli sarebbe vanificato. Un risultato positivo, che sia vittoria o pareggio allora si che darebbe un grosso significato anche al pareggio del Maradona.
      Quindi, basta festeggiare e testa subito al Genoa, perchè ho l’impressione che sarà durissima

  • Caro il mio clown, se rispettassi veramente il direttore avresti già smesso da un po’ di scrivere cazzate sul SUO stadio.tardini.it (come tra l’altro ti ha già chiesto di fare almeno una ventina di volte).
    La leccata di pomello di cui sopra sa tanto di puerile tentativo di scuse per il cazziatone (ennesimo) di qualche giorno fa….
    Non ti smentisci mai 🤡🤡 paiasss….

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