domenica, Ottobre 11, 2026
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IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / L’INFLUENZA DI NOSTRADAMUS

(Riccardo Schiroli) – La chat della mia lega di Fantacalcio, un suo ruolo nel rendimento del Parma ce l’ha. Dopo la disperazione per l’ingresso del Tractorcito Ordoñez a Bologna (autore poi del gol della vittoria), questa volta è toccato a un “togli Pellegrino prima possibile”. Non facciamo nomi per solidarietà ai cronisti RAI che hanno ritirato la firma dai servizi sulle Olimpiadi, e puntualizziamo che non si tratta dello stesso Nostradamus di sette giorni prima, ma la prestazione è consistente.

Per onestà, ammetto anche che ritenevo quella col Verona la peggior partita di Pellegrino con la maglia del Parma. Questo naturalmente prima dello stacco imperioso (ma – va detto – in splendida solitudine) che ha deciso la partita.

Il Parma adesso ha 29 punti dopo 25 partite (media punti 1.16 a partita). Lo scorso anno chiuse con 36 (media 0.95) e la quota salvezza era 32 (0.84). Per rendere meglio l’idea: lo scorso campionato alla giornata numero 25 (16 febbraio 2025) il Parma perse in casa con la Roma (1-0) subendo 16 tiri in porta e totalizzando il 27% di possesso palla. In classifica aveva 20 punti (0.8), 9 in meno di oggi, ed era in piena zona retrocessione. L’Empoli, che poi retrocederà, aveva un punto di vantaggio. E quella sconfitta, per la cronaca, costò la panchina a Cata [Pecchia].

Prima, però, che il PA Announcer dello stadio Tardini (alias Il Signore degli Infissi, copyright di Francesco El Rejo Reggiani su Facebook) vi convinca che, fossero andati come dovevano certi risultati, oggi il Parma lotterebbe per un posto in Europa, analizziamo la partita di ieri con un minimo di cognizione.

Bernabé l’ha sbloccata con un gran sinistro. Che, a posteriori, possiamo dire che è anche l’unica cosa buona che ha fatto nella partita, a parte correre come un matto (ha battuto in podismo fin Sorensen…). Correva il minuto 4 e la perla di Bernabé si rivelerà uno dei pochissimi (un corner di Strefezza, una botta dal limite di Britschgi) tiri in porta del primo tempo del Parma.

Al minuto 11 Gift Orban ha pensato bene di insultare l’arbitro Pairetto Luca (classe 1984 da Torino e figlio d’arte). Il quale, permaloso, non ha fatto finta di nulla come avrebbe potuto, ma ha sventolato il cartellino rosso in faccia allo stupito nigeriano. Lo stesso Orazio Accomando, in splendida solitudine a commentare su DAZN, ha balbettato “vediamo se c’è un replay che ci fa vedere meglio”, perché non si riusciva a capacitare. E dell’insulto a Pairetto ha riportato all’inizio del secondo tempo. Magari la posizione della società Hellas Verona (“Gravissima mancanza di rispetto nei confronti di squadra, città, comunità e tifoseria”) è un po’ esagerata, ma che un arbitro condizioni una partita perché è permaloso non l’ho mai accettato.

Prima di tornare all’analisi della partita, alcuni incisi.

1) Parlo di “PA Announcer” dello stadio perché “Speaker” per gli anglofoni è qualcuno che fa un altro mestiere, tipo il Presidente della Camera dei Deputati. Si tratta di uno di quei casi di improprio inglesismo di cui il capostipite è il famigerato “No autostop” che a oggi campeggia all’ingresso delle nostre autostrade, quando in Inglese la pratica si chiama “hitch-hiking”.
2) Ho citato la telecronaca di DAZN perché ero impossibilitato a occupare il posto 73, fila 25, della Tribuna Centrale Est a causa di un diktat medico. Ma per Parma-Cagliari, conto di essere al mio posto.
3) Nessuno ha mai chiesto al Presidente dell’Ungheria di cosa ne pensi del fatto che il suo sia un cognome africano?

Torniamo al minuto 11 del primo tempo.
Partita finita? Manco per sbaglio. Il Parma ha giochicchiato (idee poche, ma la precisione era peggio) fino al minuto 42 quando, a difesa schierata, ha lasciato uno contro uno Circati con Bowie. Lo scozzese, classe 2002, si è liberato agevolmente della marcatura e Circati, che non ha avuto l’assistenza di un compagno (e quando si gioca a 5 dietro, non deve succedere), ha pensato bene di affondarlo come si fa a pallanuoto. Poi Harroui ha trasformato il rigore.

Sull’1-1, a inizio secondo tempo, Cuesta è passato alla difesa a 4, inserendo Ondrejka al posto di Valenti. E il Parma ha continuato a combinare poco. Dopo un’ora di gioco, ha dato spazio ad Oristanio (per Sorensen) e Nicolussi-Caviglia (per Nelson [Mandela Keita]; uno dei migliori, ma l’assist non è parte del suo repertorio). E il Parma ha combinato di più. Strefezza (che come podismo non è secondo a nessuno) si è inventato una gran giocata, ma lo ha fermato la traversa al minuto 70.

Nell’ultima mezz’ora ha giocato solo il Parma. Alla fine si conteranno 19 tiri a 3 e un possesso palla del 76% per i Crociati. Ma siamo dovuti arrivare al minuto 93 perché Nicolussi-Caviglia pescasse in area Pellegrino e la sua capocciata desse i 3 punti al Parma.

Dopo la seconda vittoria consecutiva, la prima al Tardini del 2026, il Parma è al posto numero 12 in classifica, a soli 3 punti dal lato destro che si frequentava negli anni 90 (i 32 punti del Sassuolo) e con ben 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione (al momento a 21 ci sono Fiorentina e Lecce, ma il salentini giocano questa sera con il Cagliari).

Il Parma della difesa a 5 è sicuramente più solido, ma io la tentazione di vedere una squadra con la difesa a 4 e un centrocampo con Nicolussi-Caviglia davanti a Nelson ce l’avrei. Magari dopo la trasferta di Milano con il Milan e la partita in casa con il Cagliari, alla fine della quale, con un bel pareggio, ci potremmo tranquillamente abbracciare, senza fare gli snob. Riccardo Schiroli

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