martedì, Ottobre 6, 2026
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IL GRAFFIO DEL LEONE / RIUSCIRE A VEDERE IL BICCHIERE MEZZO PIENO

(Markness) – Negli ultimi tempi, l’umore dei tifosi Crociati è stato quasi sempre tendente al pessimismo, se non addirittura al disamore, tipico di quegli amanti che da troppo tempo si sentono trascurati o traditi dal proprio partner. La mancanza di trasparenza e di comunicazione da parte della società, l’eccessivo turnover del management e della guida tecnica, la pochezza tecnica dei calciatori in rosa e la carenza di gioco e di risultati importanti da parte della squadra, hanno reso in questi ultimi anni, il ruolo del tifoso gialloblù, molto più simile a quello di un fedele ortodosso, cieco di fronte al dogma che a quello di un tifoso di calcio.

Diciamo pure la verità: tifare Parma è diventato molto complicato. E non mi riferisco tanto alle abitudini del calcio moderno che rendono la vita del tifoso sempre più dura, divisa tra orari spezzatino e costi sempre più cari di abbonamenti TV e di biglietti stadio. Il Parma di questi ultimi tempi è una squadra che regala poche emozioni e pochissime gioie ai propri tifosi e che per questo, sono costretti a vivere la propria “parmigianità” con un sentimento che oscilla sempre più spesso tra l’orgoglio e la vergogna da dipendenza.

È vero, negli anni abbiamo vissuto molti momenti bui e tante delusioni cocenti. Eppure, dopo i picchi vertiginosi verso l’abisso, il Parma ci ha saputo quasi sempre regalare delle scalate ricche di emozioni che ci hanno fatto godere ed essere orgogliosi di questa maglia.

Il Parma di Krause è diverso. È una società che fatica ad accendere i cuori dei tifosi, viaggiando su una costante linea di mediocrità che non precipita mai verso il buio, me che neppure riesce ad accendere quella luce che scalda il cuore dei tifosi.

Ma tifare una squadra di calcio, significa aprire il cuore e la mente alla speranza verso il futuro, una speranza dettata da un calendario fatto di nuove stagioni che, un po’ come la vita vera, ci offre sempre una nuova possibilità, una nuova opportunità e che ci fa sognare che quello che oggi manca, domani arriverà.

Ed è quindi in questi termini, che possiamo interrogarci come tifosi, nel cercare di comprendere se il Parma di Krause va guardato solo con negatività, o se possiamo sforzarci di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Al suo arrivo, non possiamo negare che subito abbiamo tutti sperato che fosse sbarcato a Parma lo “Zio d’America” in grado di farci tornare ai fasti dell’epoca di Tanzi. Dopo aver ingoiato tanta bile, finalmente l’universo ci avrebbe restituito la gloria perduta. E invece, nonostante investimenti importanti, al suo primo anno, il tycoon a stelle e strisce ci fa retrocedere in Serie B, dove restiamo impaludati per ben tre lunghissime stagioni nelle quali la proprietà ha faticato oltre misura a trovare la quadra e a ritrovare la strada verso il rilancio.

Per noi tifosi è stata una delusione fortissima, ma immaginiamo che botta terribile deve essere stata per un imprenditore che aveva appena investito un pacco di soldi, ritrovarsi con i suoi collaboratori a rifare i conti per tenere insieme un investimento che vedeva allontanarsi sempre più il momento del ritorno.

Ritornati in serie A, ci aspettavamo finalmente un cambio radicale di passo, ed invece, ancora una volta, si è perso tempo a capire come muoversi, fino alla scelta di Cherubini – uomo di grande esperienza – alla guida del club che tuttavia, nel corso delle sue non moltissime conferenze stampa rivolte ai tifosi, anziché fare chiarezza sulla gestione del club e gonfiare, finalmente, i nostri cuori di speranza, ha semmai contribuito con le sue dichiarazioni a gettare nuove ombre sull’operato della proprietà americana e sul futuro del Parma Calcio.

Eppure, nonostante tutto, vi sono alcuni aspetti positivi nella Visione di Krause, che fanno da contrasto rispetto ai molti numeri negativi, che non possiamo non menzionare.

In questi anni di gestione americana, il parco giocatori del Parma Calcio si è molto rinnovato, mantenendo sempre un’età media molto bassa con elementi che posseggono una notevole aspettativa di crescita ed il cui cartellino è pienamente nelle mani del Parma. Gli investimenti sul settore giovanile, hanno portato la squadra Primavera a giocare in serie A e a disputare un campionato di vertice, che sta contribuendo alla crescita di alcuni elementi che già fanno parte della prima squadra e che in futuro vedranno sempre più probabile un loro impiego in pianta stabile nella rosa del Parma.

Il lavoro dell’area scout ha saputo portare a Collecchio alcuni giovani (Bonny e Leoni su tutti, ma anche Pellegrino, Suzuki, Keita e Bernabé) che hanno attirato l’interesse dei grandi club europei, contribuendo al raggiungimento di risultati importanti in termini di plusvalenza, che arricchiscono il bilancio della società e ne consentono la immediata re-immissione in nuovi investimenti sportivi.

Le prestazioni del campionato stanno valorizzando e facendo emergere nuovi elementi in grado di attirare l’interesse del mercato, ed il Parma si sta muovendo con i rinnovi contrattuali dei ragazzi in scadenza, proprio per avere un gioco di forza in sede di eventuali trattative con l’obiettivo di valorizzare al massimo il patrimonio calciatori in vista di eventuali future cessioni che alimenteranno ancora quel circolo virtuoso di plusvalenze, a tutto vantaggio della crescita del club.

Il lavoro di Cuesta e del suo staff sta riuscendo nell’intento di creare un gruppo squadra compatto e coeso, capace nonostante i suoi limiti, di affrontare tutte le avversità che il campionato gli presenta con una resilienza degna di nota.

Al fine di consentire al brand Parma un maggiore appeal internazionale, si è deciso di investire fortemente nella squadra femminile e di prendere contatto con un marchio premium come PUMA, per la licenza delle maglie da gioco.

Mi rendo conto che non è molto per il cuore di un tifoso che vorrebbe vedere alzare trofei come in passato, o quanto meno godersi delle prestazioni in campo ricche di bel gioco e grandi calciatori. Ma per il Parma attuale, la classifica odierna rappresenta già una mezza vittoria e la costante ricerca di punti salvezza, a partire dalla prossima sfida col Verona, rappresentano un valore importantissimo per il nostro futuro.

Nello scenario calcistico attuale, per riuscire a vedere un Parma più forte e più bello, bisogna necessariamente passare da stagioni anonime come questa, che però veda riuscire a portare a casa la posta principale, ovvero quella salvezza che ci consentirà di continuare il progetto. In passato, squadre come Atalanta ed Udinese, hanno percorso la stessa strada e, con fatica, hanno poi saputo trovare anche delle soddisfazioni importanti. Il Parma di Krause potrebbe facilmente ripercorrere quella strada, con l’aggiunta che da noi sono già presenti tanti elementi utili alla causa, come l’impianto sportivo di Collecchio e la Gloriosa Storia passata sempre lì a ricordare che sognare è possibile.

Ma per riuscire a vedere veramente il bicchiere mezzo pieno, non basta uno sforzo di volontà e di apertura mentale da parte di noi tifosi e neppure una vittoria col Verona che ci spalancherebbe le porte verso una salvezza anticipata; occorre anche, a mio avviso, che la società per bocca del Presidente in persona o di Cherubini, ci dimostri che la “vision” che hanno in testa e che stanno dirigendo giorno per giorno, è la stessa che abbiamo a cuore anche noi tifosi.

Questo club deve crescere e deve farlo con il supporto di tutti, ma chi ha l’onore e l’onere di guidarlo deve saper parlare anche alla pancia della città e dei tifosi, senza più silenzi e mezze verità, ma soprattutto costruendo uno staff dirigenziale che dia continuità al lavoro svolto, senza più ripetuti cambi di casacca ad ogni semestre. La coesione vista in campo dai ragazzi di Cuesta deve poter essere la stessa anche all’interno dello staff manageriale del club, così come è lecito attendersi coerenza e trasparenza nella gestione dei rapporti pubblici con le istituzioni e con i tifosi.

La recente gestione della questione Nuovo Stadio Tardini, asset importantissimo per un club che ambisce a crescere, è un chiaro esempio di cosa non va fatto e di quanto le idee, appaiono molto confuse all’interno di chi dovrebbe guidare la macchina.

In conclusione, vorrei dire che in ogni caso è bene guardare al futuro con ottimismo, perché con questa proprietà ci sono tutte le possibilità di fare bene, ma la critica non solo deve essere un diritto di chi paga il biglietto ed ambisce a godere di uno spettacolo il più possibile interessante, ma diventa anche un dovere, laddove viene fatta onestamente e con l’intento di tenere sempre viva l’attenzione sulla gestione societaria e sugli obiettivi di crescita di un club che ambisce a più rosei traguardi.

Pensiamoci migliori, dunque, con l’augurio di ricominciare al più presto ad utilizzare i bicchieri, vuoti o pieni che siano, per brindare a nuove vittorie e a nuovi traguardi. Markness

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4 pensieri riguardo “IL GRAFFIO DEL LEONE / RIUSCIRE A VEDERE IL BICCHIERE MEZZO PIENO”

  • Credo che inserire un giocatore esperto come Strefezza, capace di migliorare il gioco della squadra anche se in prestito, possa soprattutto valorizzare i giovani. Purtroppo, ultimamente, non è stato così con Cutrone, Djuric ed Hernani. Se ben gestita con innesti pronti, questa strada merita di essere percorsa anche in futuro.

    • Forse con Cutrone, ma Djuric aveva appunto valorizzato i giovani come daggio uomo spogliatoio, mentre Hernani a Parma ha fatto bene anche in campo, fin che è stato usato. Non fanno testo gli ultimi mesi in cui era fuori dal progetto anche per ragioni contrattuali, anche se per me uno fin che c’è andrebbe utilizzato, se lo nerita, indipendentemente dalla data di scadenza o dall’età anagrafica

      • Beh forse Hernani ha inciso in serie B e Djuric mai dal campo. Stavo parlando di innestare, volta per volta, giocatori in prestito secco, dai quali non ricaveresti nessuna plusvalenza essendo all’apice della loro crescita, che magari non trovano molto spazio nella loro squadra, ma nella nostra farebbero la differenza. Giocatori di caratura superiore ai nostri, delle meteore che abbagliano x il loro splendore. Qualcuno che faccia la differenza in campo insomma.

  • Dopo la bella vittoria contro il Verona, direi che possiamo proseguire a vedere il bicchiere mezzo pieno con l’obiettivo salvezza non ancora raggiunto ma abbastanza vicino.

    Ci sarà modo di tornare sui tanti punti interrogativi della gestione Krause, ma restare in serie A ci porterebbe a proseguire con il progetto di crescita del club già avviato e questo per il momento è il massimo che possiamo godere qui a Parma per cui felicitiamoci.

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