PARMA, POKER D’ASSI O DI SCOMMESSE?
(Vincenzo Bellino) – Il calciomercato invernale della Serie A ha confermato una tendenza ormai consolidata: interventi limitati, scelte conservative, forte attenzione ai conti. Non si tratta di un’anomalia italiana né di un ritardo competitivo rispetto ad altri tornei europei. Il paragone con la Premier League — spesso evocato — è strutturalmente sbilanciato, così come quello con gli altri top campionati: modelli economici, ricavi e sostenibilità sono diversi alla radice.
In Spagna, Francia e Germania la finestra di gennaio è stata altrettanto sobria, fatta di prestiti, rientri anticipati, scambi e correzioni. Il mercato “di riparazione” è ormai diventato un mercato di gestione, in cui si lavora più su equilibri finanziari e razionalizzazione delle rose che su colpi risolutivi. Dentro questo quadro generale si colloca il mercato del Parma: una sessione senza strappi, con una direzione chiara, ma anche incoerente per certi versi.
Riequilibrio strutturale
Riequilibrio strutturale, tante uscite, pochi ingressi e riduzioni di costi e dimensioni della rosa. Le operazioni complessive del calciomercato invernale del Parma sono state quattordici (contando Kouda), tra entrate e uscite, con una sessione impostata su criteri di contenimento della spesa e razionalizzazione dell’organico.
Sul fronte acquisti le novità sono quattro, cinque se consideriamo anche Scarlato dal River Plate per il settore giovanile: Hans Nicolussi Caviglia, Franco Carboni e Gabriel Strefezza con formule temporanee, mentre l’unico investimento a titolo definitivo è stato quello per Elphege, attaccante prelevato dalla Ligue 2 per circa 2 milioni di euro. Nicolussi Caviglia e Carboni sono arrivati in prestito con diritto di riscatto condizionato, Strefezza con prestito secco fino a fine stagione.
Più ampio il capitolo delle partenze: hanno lasciato Parma Begić (Sampdoria), Løvik (Trabzonspor), Djurić (Cremonese), Hernani e Cutrone (Monza), Guaita (svincolato), Trabucchi (Dolomiti Bellunesi) e Benedyczak (Kasimpasa). Le cessioni di Løvik e Djurić hanno generato incassi per oltre cinque milioni complessivi, mentre l’uscita di Hernani ha consentito di eliminare uno degli ingaggi più pesanti tra i contratti in scadenza. Diversa la natura delle separazioni con Cutrone, rientrato anticipatamente dal prestito, e Guaita, con cui si è arrivati alla risoluzione dopo poco più di due mesi. Trabucchi e Benedyczak sono invece usciti a titolo temporaneo.
Nel complesso, tra introiti e risparmio sugli stipendi, il mercato si è chiuso con un saldo positivo stimato attorno ai 3 milioni di euro. Anche i numeri della rosa sono cambiati: gruppo ridotto da 29 a 26 giocatori (inclusi gli infortunati di lungo corso) ed età media scesa attorno ai 24 anni.
Parma, poker d’assi o di scommesse?
Non ci sono nomi da copertina, nessun clamore improvviso, solo una direzione chiara che parte dalla filosofia della società: giovani, costi controllati, profili funzionali, niente operazioni di facciata, e soprattutto la volontà di trattenere i giocatori chiave, Bernabé, Keita e Pellegrino, una scelta che molti considerano quasi un triplo acquisto. Trattenere l’ossatura della squadra in un mercato di gennaio povero di grandi colpi è un segnale di solidità e chiarezza strategica, un modo per proteggere continuità e identità tecnica, ma al tempo stesso aumenta la pressione sugli stessi uomini e lascia meno margini d’errore sul rendimento.
L’arrivo di Nicolussi Caviglia rappresenta la pedina funzionale per governare il gioco, dare ordine, tempi di costruzione e lucidità alla squadra; un regista capace di mettere geometria e senso tattico dove la gioventù e la leggerezza della rosa potrebbero generare caos.
Carboni prende il posto di Lovik e porta corsa e disciplina sulla fascia, un esterno difensivo di sostanza più che di fantasia, utile alla struttura più che alla giocata spettacolare. Strefezza, al contrario, è l’elemento che rompe la linearità: imprevedibile, creativo, capace di generare caos controllato negli ultimi metri, il tassello che aggiunge inventiva a una squadra razionale e giovane, pronto a risolvere situazioni stagnanti con soluzioni individuali. Anche se Schjelderup (21 anni a 28)…
E poi c’è Elphege, il centravanti di lotta e presenza fisica, un attaccante che gioca spalle alla porta, attacca le seconde palle, disturba la difesa, finalizza di potenza più che di precisione, che non crea gioco ma occupa spazio e costringe al contatto, un profilo chiaramente selezionato dallo scouting, una scommessa sottile che porta con sé inevitabili dubbi: se il bisogno era avere una punta di peso già pronta, non sarebbe stato più logico tenere Djuric?
Eppure il Parma ha scelto il metodo, la prospettiva, la crescita interna, consapevole che lo scouting seleziona ma non garantisce, che anche operazioni recenti come Cutrone o Guaita hanno avuto durate brevissime, quest’ultimo arrivato dopo l’infortunio di Suzuki, nonostante in casa ci fossero già Corvi e Rinaldi, valorizzati da Pavarini come sottolineato ai nostri microfoni da Faggiano, uno che a Parma ha costruito, lasciando tracce concrete.
È un poker di assi sulla carta, costruito con logica e senso tecnico, o forse una sottile scommessa sul campo, e sarà solo il rendimento, alla fine, a dire se questa volta il metodo ha anticipato il risultato o se le linee chiare della progettualità si scontreranno con l’imprevedibilità della partita. Vincenzo Bellino
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Mercato da vera serie A. Nesta Elphege ha Le physique du role per il calcio moderno. L’anticipazione con la Juventus è stata emblematica. Carattere da vendere, spizzata per il mangia gol seriale Pellegrino, che se l’avesse trasformata avrebbe consacrato the cold finisher uomo dell’anno. Molti lo additano come bidone per aver spedito maldestramente in fallo laterale la prima palla toccata al Tardini. Questo la dice lunga sulla qualità dei tifosi che pure a loro volta si distinguono in supporter di serie A,B,C,D. Oppure vogliamo far credere che il tifoso sia sempre da massima serie. Il talento francese, scovato in modo bizzarro ai più, ma già nel taccuino del Cesena da qualche tempo, è un degno sostituto dell’ormai paralizzato Djuric ed un’alternativa già più convincente di Benediciak dato in partenza sulle orme di Marco Polo. Per quanto riguarda Strefezza, nulla da segnalare, se non che questo nanoide ci ha riempito di gol fino a farci vomitare la cena di Natale del 75. Uomo di grande qualità sarà El Puntero che il Pèèèrmaaa ha sempre cercato, dapprima nelle terze e seconde scelte con i vari esterni che si sono succeduti fino ad ora, poi recentemente direttamente nell’umido con i vari rumeni e compagnia cantante. Strefezza garantirà imprevedibilità ed esperienza, da non sottovalutare l’abilità nel colpo di testa. Per quanto riguarda Carboni, una solida esperienza prima in A poi in B indicano la scelta azzeccata per la fascia di sinistra o all’occorrenza anche di destra a piede invertito. Forse non eccellerà in tecnica d’avanguardia, ma uno stile retrò, di pedatore di stinchi, in questa formazione gauchera e tanghera, non guasta mai. Infine, piede magico Caviglia, e credetemi non è un gioco di parole. Galloni super potenti, fiondate a secare il rettangolo di gioco, va beh dai, il cerchio di centrocampo, appollaiato davanti alla difesa, pronto per impostare e lanciare il Berna, che passa a nesta, che spizza di testa per pellegrino, che serve Strefezza, gollllllll golllll. Quindi mercato da promozione, già con il Bologna vedremo un nuovo Pèèèèèrmaaaaaaa. Ma l’uomo nuovo l’abbiamo già in squadra, Frigan. Proveniente dal reparto di lunga degenza per rottura del crociato, essendo un giocatore del Pèèèrmaaa questa dizione cade a fagiolo, riporterà velocità e destrezza ad un attacco asfittico che fa del gol merce sempre più rara, sebbene si abbia attori degni di squadre da fascia alta. Il ritorno di Frigan sarà colossale, me lo vedo già, spizzata di Nesta, tunnel di strefezza, palla a pellegrino, arriva Frigan, da dietro, gollllllll, annullato per fuorigioco di Carboni. Che cazzo ci faceva là Carboni? Quindi come si fa a criticare la società con codesti innesti, incontentabili pramzà.
Se Caviglia e Strefezza li conosciamo e possiamo dirci soddisfatti, sugli altri due sospenderei il giudizio fino a quando li vedremo giocare con un po’ di minutaggio… Perché se è vero che è presto per additare Nesta come bidone è anche presto per additarlo come campione.. Idem Carboni che di solida esperienza ne ha ben poca..
In sostanza mercato di riparazione discreto, meglio di tante altre concorrenti.
Bello poi questo continuo parlare dei tifosi del Parma come fossero poveri fessi… gli altri ovviamente…
Koker d’ossi ….si sgagna la miseria
Tifosi..ma siamo obiettivi..servivano 2 profili gia pronti con mordente..un crntravanti non baby ma un po fatto..un laterale e un centrale che conosca la serie a..sinceramente con tutto ol rispetto come si fa ad elogiare un frigan mai visto..e un centravanti baby sconosciuto..forse a calcio e calcio di questa sera.
La vera scommessa è costringere un allenatore giovane e senza esperienza come Cuesta a giocarsi la salvezza con soli 3 difensori centrali di cui due in diffida ed un solo laterale destro di 19 anni e al battesimo assoluto tra i professionisti.
Mi auguro che oggi in conferenza stampa, qualcuno rigiri queste domande a Cherubini e che la sala stampa lo costringa a rispondere ripetendo la domanda.
Si parla da anni di Progetto a medio-lungo termine, di Nuovo Stadio e poi ti giochi una salvezza che vale tutto per i piani di una società come la nostra, con una rosa piena di carenze strutturali importanti senza intervenire nel mercato di riparazione?
Si fa davvero fatica a comprendere come si possa agire con così tanta superficialità.
Io nel progetto a medio-lungo termine non credo più. A quello che diceva Krause 5 anni fa non credo più, del resto non parla più di calcio da quasi 2 anni mi sembra. Penso che qua si voglia fare proprio quello che stanno facendo, spendere il minimo prendere qualche giocatore che ti faccia poi fare il milioncino di plusvalenza e stare li appena sopra la soglia e chi se ne importa dello spettacolo offerto.
Si può essere inc.ti, certo che si è un diritto e a questo punto credo anche un dovere. Ma questo è, quindi ok fischiare la squadra se prende 4 gol in casa, ma il bersaglio grosso deve essere la società e chi la dirige e gestisce. L’unico messaggio che possono capire e non andare più allo stadio se tutto questo non ci garba (vedi Lazio), invece il mio rammarico è che se settimana prossima aprissero la campagna abbonamenti per la prossima stagione entro marzo farebbero 10 mila abbonati. Sognando ovviamente la parte sinistra della classifica, versione minore degli interisti ad agosto dei bei tempi andati.
La miseria con la carità. Il fu Parma calcio, oggi definibile come “Non è alla nostra portata e facciamo un altro campionato” nelle mani del magnate senza portafoglio è ormai ridotto a un misero ricovero per giocatori di basso livello con stipendi bassi utilizzati come veicolo di movimentazioni finanziarie. Tutto il resto sono parole inutili. Non dico Lui, ma lo stesso Ghirardi si sarebbe vergognato a presentarsi con Carboni e Nesta
Veeeeeehhhhhhhhhhhhh Frigan!!!!!!!! Dimmi te chi ha Frigan vehhhhhhhhhhhh li metti te i soldi per fare mercato vehhhhhhhh Bernamèl se lo metti dietro anche Messi fa fatica! Nico Paz???????Ahahahhahaaha
Strefezza prestito secco è un’arma a doppio taglio. E se poi fa una caterba di gol e assist? Vederlo andar via a Giugno sarà uno strazio. Non posso neanche comprare la maglia x mio figlio. Speriamo faccia crescere Ondrejla e Oristanio….almeno!
Strefezza È un raschiamento del fondo del barile sia economico che sportivo,tutto pianificato da questa estate ,mi tocca pensarla come Davide,una volta trovatisi per caso e per culo a 23 punti han pensato bene di ridurre ulteriormente il monte ingaggi e prendendo dei dopolavoro ferroviario non riscattabili hanno fatto all in sulla retrocessione
Dubito che ci fosse la fila di grandi giocatori desiderosi di venire a Parma… A volte si fa come si puo’